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Internet? Ma fa benissimo!

bambino al computerOvvio che Baricco è un po’ ignorante, e come lui molti dei nostri opinionisti (Alberoni per esempio, e altri).

Infatti, secondo alcuni ricercatori olandesi, i benefici di Internet per i giovanissimi superano gli effetti negativi.

Peccato che si siano scordati di scrivere chi sono questi ricercatori, che tipo di studio era e così via. L’importante è sproloquiare su Internet e farsi 1000 domande inutili: tanto c’è, si usa e si userà sempre più. Amen.

I social network nuocciono gravemente alla salute

Tumori, ictus, problemi cardiaci e persino la demenza.

Siete avvertiti.

La Rete unisce e la Rete divide

divorzoNotizia dal Times e il Guardian. Il signor Pollard ha conosciuto la signorina Taylor in chat. Dopo 6 mesi hanno cominciato a vivere insieme e nel luglio 2005 sono sposati.

Al tempo già erano in Second Life, ambedue più giovani e più belli (perché uno dovrebbe avere gli stessi difetti anche in un’altra vita?), lui come Dave Barmy, lei come Laura Skye, così hanno celebrato il matrimonio anche lì.

Un bel giorno la signora Taylor si è svegliata da una pennichella, ha trovato il marito al computer, ha gettato un’occhiata sullo schermo e ha visto Dave che stava abbracciato sul divano

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Se chi si spoglia su Youtube

paola binettiNon facciamo scherzi ché già la settimana non è cominciata al meglio. Penso all’ultima moda della Naked Vlog Campaign, quelli che si spogliano su Youtube.

Va bene, qui c’è la sosia di Hillary Clinton (in meglio). Qui Obama (stile SL) e Marilyn Monroe (che canta Happy Birthday Mr. President, la canzone più sexy della storia).

Ma che succederà quando sarà il turno di Calderoli? O dell’on. Binetti?

Il tempo e i sogni del blogger italiano

enricaNon so se questa striscia che ho messo ieri nel mio tumblr sia una risposta valida al bellissimo post sulla mancanza di tempo dei blogger di Giuseppe, ma ora che sono costretta all’immobilità, e quindi ho molto più tempo, mi rendo conto che c’è gente che blogg a (anche in tripla o quadrupla copia), Tumblr a (anche in gruppi chiusi), Twitter a, Jaiku a, Del.icio.us a, Flickr a, Facebook a, Second Life a, Linkedin a (vi piacciono i verbi fatti così?) e varie ed eventuali tutto il santo giorno. E quando dico tutto il santo giorno intendo che la trovo già bella attiva quando accendo il computer, mai prima delle 10, e la loro attività continua imperterrita e senza interruzione fino a quando lo spengo, questo periodo spesso dopo le 11 di notte. E forse continua, chi sa.

Prima non me ne ero mai resa conto, non seguivo per niente le vicende degli altri blogger, le mode, le conversazioni, non conoscevo la maggior parte dei blogger più conosciuti e non usavo neanche un aggregatore (che ho fatto pochi giorni fa e spesso mi scordo di leggere).

E nel tempo dedicato dei blogger non scordiamoci dei BarCamp, delle cene, delle birre, tutte cose più o meno istituzionali, e delle varie altre attività comuni riservate a pochi selezionati blogger d’élite. Quelle poi sono cose che molti fanno i chilometri, prendono treni e aerei per andarci, per esserci e, perché no, farsi riprendere dalle varie TV e dai fotografi della rete e magari accattare qualche link.

Il punto essenziale infatti è esserci per farsi vedere e, lo ribadisco, per prendere link e stare nei primi posti delle classifiche, o diciamo meglio in BlogBabel che, si sa, non interessa proprio nessuno ma non solo ogni due per tre se ne parla, e non solo quasi 13.000 blogger ci vogliono essere, ma ogni giorno ci sono richieste per entrare. E anche se non passa giorno che non venga vituperata e svilita, sminuita, non passa pure giorno che non ci sia chi si strappa i capelli e si straccia le vesti se il suo blog perde molte posizioni (cosa che, peraltro, ho provato con fastidio anch’io, specie per l’ingiusta punizione di Google).

Il punto è che bloggare è un’attività sociale, non è un attività in solitario, lo dicevo anche a Tatiana Bazzichelli, la giornalista di Internet Magazine, e più sei presente e più diventi in qualche modo autorevole, o se non altro riconosciuto.

E allora diventa come una droga: ti prende la smania di essere visto, di avere la tua corte (quanti ne vedo così!), di essere ascoltato, di contare qualcosa, tu che magari stai in una cittadina di provincia, non hai mai pubblicato prima d’allora e la tua firma l’hai messa solo nei biglietti di auguri collettivi fra colleghi (sapete, quelli quando si fa la colletta per comprare il regalo per nascite, matrimoni e pensionamenti), magari qualche giornalista importante dice oh quanto sei bravo e riesci a spuntare 3000 caratteri con gli spazi, e poi magari ti allarghi troppo e pensi di poter dire la tua su tutto, anche su quello di cui non ci capisci un accidenti: ma comunque qualcuno ti riconoscerà, sarai invitato a eventi sociali, presentazioni e aperitivi, se proprio sei furbo riuscirai a farti i tuoi ammiratori, a conquistare magari qualche passaggio alla RAI, a pubblicare un libro (ché ora un libro non si nega a nessuno), o sei hai delle vere qualità a cambiare lavoro e diventare davvero qualcuno.

Quindi Giuseppe ha ragione, come fa il blogger normale (quello che esce, sta fuori, lavora, magari ha una famiglia o una persona importante di cui prendersi cura, anche un cane o un gatto, o anche se non ha nessuno) a trovare il tempo per tutto? Dove trova il tempo libero?

Il fatto che non è tempo libero, il fatto è che per molti blogger questa attività è un investimento.

Perché? Come è possibile? Io azzardo delle risposte.

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Amici e sogni

dream yogaMi spiace un po’ ma questi giorni non ho molto tempo per scrivere, non ho tempo per addobbare la casa, albero e il resto, farò solo il Presepe (stasera!): adoro le feste ma sto sempre a fare un certo lavoretto prima che la proprietaria della casa editrice mi faccia fuori per sempre (eheh non ci sperate..:)). Però quest’anno ho avuto una bella sopresa, è venuto a trovarmi un amico che non vedevo dal 2004, vecchio amico ed ex studente — ma cresciutello, perché negli USA quando uno vuole fare una cosa la fa anche quando da noi sarebbe assolutamente fuori tempo massimo. Sta con me 18 giorni, tutte le vacanze. Lo sognavo da tanto e così ora mi sembra che sia stato sempre qui, che non siamo mai stati lontani.

Ci conosciamo da 15 anni e siamo diventati amici quasi da subito. Non speravo più che venisse in Italia e per me la sua visita è un bellissimo regalo di Natale. Non so per lui perché lo lascio sempre solo — e lui è come me, un animale molto sociale — però erano ben 11 anni che lo aspettavo.

Con lui l’altra sera sono andata alla cena di Brescia organizzata da Tiziano. Molto carina. Lì ho conosciuto Luigina e un po’ di altre persone; ma soprattutto ho rivisto Felter. Con lui e una sua amica bionda abbiamo parlato di Second Life. Lei mi stava convincendo che Second Life è una cosa seria, non è solo un gioco. Come se uno ribadisse che i sogni sono veri! Certo che sono veri, lo sanno tutti che sono veri e sono quelli che guidano la nostra vita reale.

Senza sogni non ci sarebbero scienza e scienziati che vanno alla ricerca, artisti che hanno un’immagine o una musica in mente, mamme in attesa che fanno tutto a scatola chiusa, padroni che si vedono nell’aldilà con i propri fratelli animali, restauratori che vedono già prima la bellezza del pezzo pulito, giornalisti che si immaginano con il Pulitzer in mano, docenti che pensano che gli studenti li rispettino, cuochi che aspettano di togliere dal forno il soufflé, programmatori che hanno in mente il codice, insomma, tutta una categoria di persone che senza sogni non funzionerebbe. Senza contare poeti, letterati e scrittori di varia fatta. Sono tutti sognatori di un futuro che stanno creando con le proprie mani, voci, orecchie, mente, corpi e, soprattutto, anime — tutti insieme, in un rapporto di interdipendenza molto libero. Siamo tutti sognatori e visionari perché chi costruisce sogna.

Che poi sia su Second Life o, come era un tempo, IRC, oppure sia davanti a una botte immaginando il vino che ne verrà fuori dopo un po’ di mesi, che differenza fa? C’è solo una cosa, credo, molto diversa: su Second Life c’è la leggerezza di non avere un corpo reale ma di averlo virtuale, esattamente come uno vuole. Anche un’anima. Finalmente io sarei la party girl che sento di essere, sotto mentite spoglie!

Ma la cosa che mi ha divertito è che Granieri, Torriero e Sofi, insieme agli occasionali, si incontrano sulla terra di Granieri, se ho capito bene, e tengono delle piccole conferenze. Una cosa molto carina perché aggiunge a quello che sono e fanno anche nell’altra vita l’elemento ludico. Mi è piaciuto molto.

Tutto diverso invece l’ambiente serioso dei geek di Stacktrace. Ieri uno di loro

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Caldi esercizi dal Giappone - 1

AikidoOggi, in questa calda e splendente giornata di luglio, comincerò i miei esercizi interattivi di giapponese. Di lingua, intendo, non di Aikido, anche se forse ne avrei più bisogno, visto la gente che circola in giro (anche se lui è andato in Giappone per praticare Aikido per altri motivi). Gli esercizi sono stati presi in prestito anni fa online da amici dell’altra parte del globo.

Ci sono anche altri corsi gratuiti online, che includono gli alfabeti Hiragana, Katakana e i Kanji, i caratteri cinesi, ma i vantaggi del mio corso sono tanti: sono esercizi graduali e “reali” in cui parli subito con un signore in carne ed ossa che incontri di persona all’areroporto e ti prende la valigia, e io apprezzo la gentilezza, ti accompagna in macchina, e con questo caldo la bici mi fa sudare davvero troppo, cominci a fare conoscenza con estrema semplicità e con rispetto e sei costretto a presentarti e rispondere alle domande in tempo reale, a ripetere le frasette 1000 volte fino a che tutto non diventa automatico. Senza pensarci su troppo, che è il mio difetto in tutte le cose della vita, un po’ a pappagallo, come fanno i bambini, cioè associando situazioni e linguaggio al volo, che è il miglior metodo per imparare una lingua. Divertendosi perché è una sfida continua, quando ascolti la voce che dice le cose e devi ripeterle nello stesso modo.

Tutto con situazioni semplici stando in un ambiente vero, anzi, più reale che in Second Life. Anzi, chi è che sa se ci sono dei corsi di giapponese in Second Life?

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La Torino di Second Life e il Buddhismo

Murazzi

Riporta Vittorio Pasteris da Ruffilli della Stampa.it che Torino è sbarcata su Second Life

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Soddisfazioni dal Giappone

Joi Ito (c) Enrica GarzilliCi ripensavo oggi: che piacere essere linkati dal blog di Joi Ito (che vedete qui in una foto che gli ho scattato a Parigi). Grazie Joi!

Il suo è uno dei pochi blog che leggo regolarmente, lui mi è piaciuto molto nel 2005 a Les Blog: Blog and Social Software e mi piacciono le sue idee: è vegan, coltiva fiori e vegetali sul suo terrazzo, pratica Kriya yoga o lo Yoga dell’azione, quello illustrato nel bellissimo libro di Paramahansa Yogananda Autobiografia di uno yogin e prepara il suo fertilizzante sul terrazzo con gli avanzi biologici del cibo che si cuoce da sé. E nuota. Tutte cose che faccio anche io, a parte nuotare che ho smesso da un annetto — ma voglio ricominciare — e praticare yoga, che ho smesso da un po’ di più.

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