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Green Hill e vivisezione: la tortura che va contro la ricerca

Sabato 16 a Roma manifestazione nazionale contro Green Hill e per fermare la famigerata legge. Sarà una marea umana.

Ieri una famosa azienda di cosmetici animal free ha mostrato in vetrina su una donna quello che normalmente fanno a un animale sottoposto a “sperimentazione”, riproducendo tutto con più realismo possibile senza arrivare alla torturara, ovviamente. Queste sono le immagini, io ci sono stata male a pensare che sugli animali è tutto vero e non ci sono limiti. E spero che molti indecisi capiscano la realtà agghiacciante, l’urlo di dolore che sale dal buio dei laboratori.

Sappiate solo che la donna che si è prestata alla fine dell’esperimento si è sentita fisicamente male. Ed era quasi tutto finto!

Ma la vivisezione è anche una scelta ben precisa che va contro la scienza. Un paio di giorni fa ho parlato con un veterinario che sta finendo il dottorato in biologia molecolare (incontrato al bar, non un animalista). Mi diceva che la sperimentazione sugli animali vivi è del tutto obsoleta perché si possono riprodurre le stesse cose su tessuti coltivati apposta. Senza dar vita a cloni animali.

Mi diceva: ti piace la pelliccia? Non ci vuole niente a fare una coltura di tessuto con il pelo. Tessuto “finto” nato e coltivato in vitro e fatto crescere con il pelo di castoro, che è quello che stiamo facendo adesso noi. Un’operazione di routine che si fa da molti anni in diversi paesi al mondo.

Perché in Italia non si fa, allora? Perché la ricerca Italia è ferma, perché non ci sono soldi per impiantare nuovi laboratori che sostituiscano quelli vecchi di sperimentazione animale, che la momento sono i più economici, e perché ci sono gli interessi delle multinazionali dietro.

Lui alla fine del mese finisce gli studi e parte per il Brasile a lavorare come ricercatore per l’università. Dice che i paesi emergenti, specie l’India e il Brasile, sono avanzatissimi nella sperimentazione farmacologica su tessuti in vitro sia per i nuovi farmaci, sia per la cosmesi e la moda.

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Il Buddha tirato per le orecchie fino al Copyright

Come si sa, Buddha è come Gandhi: va bene per tutto. C’è sempre la massima o il sermone giusto per ogni occasione.

Si discute sull’avarizia menzionata nei versi del Tipitaka, il canone buddhista in pali. Bel dibattito fra studiosi, dai risvolti inaspettati.

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Editori molto potenti, scienziati e studiosi molto arrabbiati

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: “La comunità scientifica si ribella contro lo strapotere delle case editrici“. Una storia esemplare di come Davide sconfiggererà Golia. Forse. Certo è che non è proprio vero che le case editrici muoiono di fame, o almeno non tutte. Questa, per esempio, nel 2010 ha fatto il 36% netto di profitto.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Fukushima, disfunzioni tiroidee nei bambini

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sui nuovi danni scoperti sui bambini esposti a radiazioni della centrale di Fukushima Dai-ichi. E fortuna che qualcuno dice che il nucleare non fa male!

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Credibilità dei media: se davvero fossero stati gli Usa?

Notizia fresca di scienza con pesanti implicazioni politiche. Un medico statunitense dice che è sempre più chiaro che il virus della terribile malattia, che ha ucciso negli ultimi 20 anni 23 milioni di persone, non è passato dallo scimpanzè all’uomo, ma è stato sviluppato intenzionalmente dagli scienziati che lavoravano per il governo statunitense.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: per il 40esimo compleanno di Greenpeace

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sul compleanno di Greenpeace. E' un tema che mi sta molto a cuore da sempre: l'ambiente inteso come verde e come ambiente animale e umano. E come aria, come cielo, come acqua e come spirito (anche quello fa parte dell'ambiente: interiore, s'intende).

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Fukushima, possibile massivo rilascio di nuove radiazioni

Daiichi- Fukushima. E’ noto che sia in Giappone sia negli Stati Uniti i governi hanno sottostimato il pericolo delle conseguenze dei guasti all’impianto nucleare.

Ora un nuovo allarme viene da Hiroaki Koide, uno dei maggiori esperti giapponesi di misurazione di radiazioni e di sicurezza nucleare presso l’Istituto di ricerca sui reattori dell’Università di Kyoto, da sempre critico di come il governo e la TEPCO hanno gestito il disastro.

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Catalogo Internet: nucleare fatto in casa

In Svezia Richard Handl è stato arrestato perché deteneva materiale nucleare in cucina – radio, uranio ecc. Ha detto che stava cercando di dividere l’atomo in casa. Cosa stupefacente ma non troppo, ha comprato tutto su Internet!

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: a Fukushima scoperte radiazioni letali

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Fukushima, tragedia dimenticata. Rilevate nuove sacche di radiazioni letali. Con un video terrificante. Dedicato a tutti quelli che ancora pensano che a Fukushima la contaminazione non sia stata così alta. Invece nell'impianto non ancora sigillato sono state rilevate sacche di radiazioni che uccidono nel giro di pochi secondi.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Radiazioni, a 50 km da Fukushima è allarme per la salute dei bambini

bambini giapponesiEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Prime probabili conseguenze di Fukushima sulla salute dei bambini nella città di Koriyama, a 50 chilometri dalla centrale.

Mentre Veronesi insiste: peccato non sfruttare il nucleare. Non c’è nessun pericolo. In fondo a Fukushima ci sono stati solo due morti.

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