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Stati Uniti, Gesù approverebbe la riforma sanitaria di Obama?

Non è uno scherzo, è una domanda seria che si fa un certo John Blake sul famoso blog multi-autore della CNN “Fede”. Blake non è un giornalista, è un piccolo editore di libri online di Londra che sta diventando famoso per i suoi testi seri su questi temi “alti” come il cristianesimo e la riforma sanitaria di Obama.

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Immigrazione in Usa, una proposta indecente

immigrazione illegaleUna proposta per l’immigrazione illegale negli Stati Uniti che sta facendo parlare molto di sé. Partita dalla conduttrice televisa Bonnie Erbe, che l’ha scritta sul prestigioso Scripps Howard News Service della United Media, la proposta sta facendo il giro dei maggiori blog e giornali statunitensi. Si intitola “Gli immigranti illegali non dovrebbero ricevere sovvenzioni sanitarie dallo stato” (qui l’articolo completo). Insomma, niente assistenza medica.

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Come cambiano gli Stati Uniti con la riforma sanitaria

Barack ObamaOggi Barack Obama ha festeggiato i sei mesi della nuova legge sulla riforma sanitaria lanciando il sito Health Reform in Action. Include 50 storie di impiegati e persone qualsiasi e un bel resoconto di come la riforma stia cambiando il sistema dell’assistenza sanitaria in ogni stato.

La lotta di Hillary Clinton è diventata la vittoria di Obama.

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M'illumino di meno 2010

M'illumino di menoRicevo dalla redazione di Caterpillar, in onda come sempre su Radio Due, e come ho fatto anche l’anno scorso faccio circolare con piacere l’annuncio di M’illumino di meno.

Per i bisogni del nostro pianeta questa iniziativa è nient’altro che una goccia, ma tante gocce fanno l’oceano e per questo è importante. L’anno scorso, fra l’altro, ha avuto un grande successo in piazze, comuni e scuole.

Venerdì 12 febbraio 2010 si celebra – in veste completamente rinnovata – la sesta edizione di “M’illumino di meno”: la Giornata del Risparmio Energetico lanciata dalla popolare trasmissione radiofonica Caterpillar, in onda su RAI Radio 2. Dopo il successo delle scorse edizioni, con l’adesione di migliaia di ascoltatori e di intere città sia in Italia che all’estero, quest’anno l’invito a rispettare un simbolico “silenzio energetico” si trasforma in un invito a partecipare a una festa dell’energia pulita.

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Berlusconi e il discorso del Parlamento

MussoliniStamattina ascoltavo le notizie di Berlusconi, che vorrebbe avere più poteri come presidente del Consiglio e vorrebbe snellire e ridurre il numero dei parlamentari (e pensavo ai discorsi di Brunetta contro i fannulloni dello Stato), e ho rabbrividito. Ho pensato subito ai discorsi di un altro personaggio che, come Berlusconi, era molto fattivo e voleva “snellire” il numero dei Deputati.

Berlusconi:

“la legislazione va cambiata, perche’ il presidente del Consiglio non ha nessun potere”, “tutti i poteri ce li ha il Parlamento, che pero’ e’ pletorico”. Ma per snellire il Parlamento e “arrivare a questo ci sara’ bisogno di un disegno di legge di iniziativa popolare, perche’ non si puo’ chiedere ai capponi e ai tacchini di anticipare il Natale”. Spesso i deputati “passano le giornate solo a schiacciare il bottone e questa e’ la pura realta’. Le assemblee pletoriche sono inutili e a volte anche controproducenti”.

Dall’articolo di Mussolini “Navigare necesse“, pubblicato sul Popolo d’Italia il 1° gennaio 1920:

Al di là e al di sopra degli schiamazzatori parlamentari o comiziaioli, ci sono in ogni nazione, alcune centinaia di migliaia di persone che lavorano.

Sempre Mussolini, dopo il Primo discorso al Parlamento quando era già Presidente del Consiglio, il 17 novembre 1922, ribattendo alla Camera dei deputati:

Il mio linguaggio aveva riferimenti precisi e concreti nettamente individuali. Si trattava di questa Camera, di tutto quello che ognuno di noi ha tante volte rilevato con disgusto. Era logico che io dicessi a questa Camera: o ti adatti alla coscienza della nazione, o devi scomparire!

La Camera dei Deputati aveva sollevato obiezioni dopo il discorso di Mussolini del 16 novembre 1922, in cui avocava pieni poteri per unificare la nazione, pacificare gli spiriti e superare la crisi economica.

Credo che quello che ha detto Berlusconi, che lui dovrebbe avere più potere e che il Parlamento dovrebbe essere ridotto, sia gravissimo. Io non so cosa voglia il popolo italiano, ma è bene che si sappia che di questo passo ci ritroveremo un altro Mussolini, ma senza le sue cose positive.

Senza l’introduzione della sanità e della prevenzione pubblica, perché Berlusconi ha cercato di smantellarla potenziando le cliniche private; senza le otto ore lavorative di Mussolini, perché con il governo Berlusconi se non ne lavori almeno un paio di più al giorno, spesso gratis, sei licenziato; senza i piani architettonici ben fatti, perché da quando è tornato Berlusconi è tutto un costruire, abusare e alzare, tanto poi c’è il condono; senza le sovvenzioni alla cultura superiore, perché senza fondi non si fa ricerca né si insegna; senza il sostegno all’arte, perché ora quello che viene supportato è l’arte di arrangiarsi. E così via, la lista è davvero lunga.

Rimarrà l’uso della forza in nome della sicurezza nazionale; il restringimento delle libertà civili in nome della pacificazione degli animi e la fattività, senza troppe polemiche (leggi, dibattiti); lo sprezzo, in politica estera, delle altre nazioni. E fin qui tutto paro e preciso a Mussolini. E rimarranno le donnine che girano a Palazzo, e questo è lievemente diverso: Mussolini le usava e le mandava via, dopo un periodo più o meno lungo, e mai si è sognato di dar loro degli incarichi politici o amministrativi; Berlusconi, invece, chi sa.

Il pacchetto sicurezza, la donna somala e il nazismo

Il tanto criticato ddl sul “pacchetto sicurezza” (qui) è stato approvato dalla Camera dei deputati con 297 voti a favore, 255 contrari e 3 astenuti.

Una delle norme prevede la schedatura dei senzatetto.

donna somala senzatetto

L’altro ieri ho preso il bus 94 per andare all’Università Cattolica. Faceva quasi caldo e appena salita mi è arrivata una zaffata pestilenziale di ammoniaca mista a sporco stantio. Un gruppo di donne aveva il fazzoletto sul naso e la bocca. Mi sono avvicinata alla macchinetta per vidimare il biglietto e sul sedile dietro c’era una donna somala o eritrea, ancora giovane, i lineamenti fini cesellati, la testa coperta, infagottata con ogni sorta di indumenti, che parlava ad alta voce con i grandi occhi neri spiritati. Era evidentemente disturbata psichicamente, o malata. Mi è sembrata anche esausta, una che proprio non ce la fa più. Infatti dopo un po’ si è addormentata.

E’ salito un gruppetto di lavoratori edili (muratori, imbianchini ecc.) che ha cominciato a inveire. Non con cattiveria, ma insomma a protestare vivacemente dicendo che non era possibile stare in autobus con quella donna dentro. Noi tutte l’abbiamo difesa, dico la verità, anche le poche sciure presenti, ma effettivamente era molto difficile, mi stavo sentendo male e sono dovuta scendere un paio di fermate prima. Gli altri si sono ammassati tutti davanti, ben lontani dalla donna. C’era il vuoto intorno a lei.

Ora, secondo me quella donna avrebbe avuto bisogno di cure psichiatriche e, soprattutto, di essere raccolta, accolta, curata, lavata, nutrita e coccolata. Come prima cosa. Sembrava un animale agitato e impaurito e la schiena e il fianco erano tutti bagnati, evidentemente di urina.

Il 13 maggio scorso ha compiuto 31 anni la legge 180 sugli Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori, meglio nota come legge Basaglia, quella che ha imposto la chiusura dei manicomi e regolamentato il trattamento sanitario obbligatorio.

Con una donna così cosa prevede il “pacchetto sicurezza”? Era una donna senzatetto malata ma innocua, disturbava solo col suo odore. Non stava bene ma a quelle come lei non possono fare niente, se non lo richiedono e non sono pericolosi per sé o gli altri.

Quindi ho due dubbi: prima di tutto, se sono senzatetto, cioé senza fissa dimora, come fanno a schedarli? Cioè, ne prendono le generalità (presumibili), ammesso che abbiano i documenti o che dichiarino il vero. E poi? Che mettono come residenza, “portici di San Babila difronte alla chiesa, Milano” oppure “linea 94 verso S. Ambrogio”?

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L'America per l'Abruzzo II: l'ospedale della vergogna

bandiera americanaStanislao G. Pugliese, professore di storia europea all’università di Hofstra, in USA, segnala il bell’articolo Earthquake at the Door. L’ha scritto a caldo, subito dopo il terremoto, su The New York Times. Parla della tragedia in Abruzzo paragonandola all’esperienza a cui è sopravvissuto Ignazio Silone il 13 gennaio 1915 quando a Pescina, luogo di nascita dello scrittore, in 30 secondi morirono 3500 dei 5000 abitanti a causa del terremoto.

Una tragedia che dice Silone che ha livellato tutti, ricchi e poveri, colti e ignoranti, persone importanti e gente del popolo. Ma in quelle zone la minaccia del terremoto era sempre in agguato. Proprio come adesso. Tutti sanno da sempre.

Lì la condizione umana è sempre stata particolarmente difficile, con la sofferenza che occupa il primo posto come la prima delle calamità naturali, seguita dalla costante minaccia di terremoti.

Il punto è che, in una zona altamente sismica, si dovrebbero adeguare gli edifici. Come fanno da decenni in Giappone.

Possibile che dagli inizi del secolo nessuno abbia cercato di rendere gli edifici di quelle zone più sicuri? Che un ospedale costruito pochi anni fa sia già inagibile? Con quali criteri è stato tirato su e chi l’ha costruito? Le maggiori testate se lo chiedono, Peace Reporter in questo articolo ha spiegato tutto.

M'illumino di meno 2009, il risparmio energetico in Italia e nel mondo

M'illumino di meno

Riparte anche quest’anno la campagna M’illumino di meno.

Patrocinata dal Parlamento europeo e portata avanti da Caterpillar (Rai Radio 2), la campagna culmina con la giornata di mobilitazione internazionale per il risparmio energetico.

Lo scopo è dimostrare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio. L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere, il 13 febbraio 2009 dalle ore 18, le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili. Per esempio, sapete che sembra che in Italia, spegnendo tutte le spie stand-by, manderemmo a riposo una centrale nucleare?

Quest’anno sono particolarmente sensibile al problema, da quando mi sto occupando dell’emergenza energetica in Nepal, che nei giorni scorsi ha portato a 16 ore giornaliere il taglio dell’elettricità, con enormi ricadute non solo sulla vivibilità ma sull’economia, già molto povera, sulle comunicazioni, sulla sanità. Gli ospedali hanno dei generatori vecchi, sul punto di cedere, e ben presto paese il paese dovrà affrontare anche la crisi sanitaria, non potendo più eseguire operazioni d’emergenza o le cure più lunghe, che richiedono ospedalizzazione, come la dialisi.

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La raccomandata

Enrica GarzilliIeri mattina all’alba sono andata a fare delle analisi. Il mio appuntamento era alle 9 e mi sono seduta davanti allo studio, dopo aver pagato il ticket e tutto quanto, alle 9 in punto.

Sapevo di essere la prima. C’erano però anche una vecchia signora e una coppia anziana. Ho chiesto gentilmente a che ora avevano l’appuntamento, la moglie alla mia sinistra risponde alle 9:30 ma il marito mi aggredisce:

E allora? Con questo? Noi siamo venuti prima!

Segue caterva di belle parole per me che volevo “rubare” il posto, mentre la moglie a mezza voce gli proponeva di andare in farmacia, così facevano prima (penso per toglierselo di torno).

E’ arrivata la dottoressa, ha aperto il registro e ha chiesto chi è Boh, cioè me medesima. Mi sono alzata e sono entrata sotto lo sguardo assassino del tizio, che alle mie spalle mi ha sibilato:

La solita raccomandata!

E così ieri sono stata felicissima di sapere che anche io una volta tanto in vita mia ero stata raccomandata.:)

Alle donne che l'hanno pensato

flowersIo non sono potuta andare al Girl Geek Dinner. Qualche ora prima ho scritto un email alle amiche della mailing list, quelle che in parte si sono democraticamente auto-ricandidate per organizzare la prossima cena, dicendo che non stavo bene e non sarei andata.

Beh, ci credete? Neanche una mail, che ne so, anche solo per fingere che qualcuna fosse dispiaciuta! Soltanto Sara Piperita il giorno dopo mi ha mandato un saluto affettuoso (che pareva anche sincero).

Qualcuna, mi hanno detto, ha commentato tutta felice che si liberava un posto.

Allora oggi 8 marzo, in questo santo giorno dedicato alle donne di tutto il mondo, alle nostre lotte e alla nostra solidarietà, che in Italia è davvero viva, voglio augurare di tutto cuore a chi ha commentato, o anche a chi l’ha solo pensato, di provare per almeno un mese quello che ho provato io, tutto tutto sin dall’inizio, così da condividere con me sentimenti e sensazioni, in una affinità di cuori che esalta e unisce. Siamo o non siamo sorelle?

Con affetto, la vostra.

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