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Afghanistan: buone notizie da Kandahar, ma la vittoria ha le ali tarpate

AfghanistanQuesti giorni leggo poco i quotidiani, lavoro molto e la sera sono stanca morta, anche perché la sorellina grande mi dà molto da fare. La notte, lupa com’è, sta sveglia e va su e giù per casa. Ogni tanto però scivola e, dopo vari tentativi di rialzarsi, si arrabbia e mi reclama a gran voce.

Seguo sempre, però, la situazione sul Pakistan e l’Afghanistan. Ho appena letto sullo Washington Post che nell’area di Kandahar, in Afghanistan, 12.000 soldati americani hanno conquistato importanti posizioni tenute dai talebani (non certo con serene discussioni).

Gli obbiettivi della Coalizione sono alti: tenere le posizioni in città e nella provincia di Helmand e rendere sicura l’autostrada che collega le due aree. L’ultimo obbiettivo è forse il più importante, senza il quale neanche tutti gli eserciti del mondo non possono avere una vittoria duratura: dare finalmente inizio ai progetti contro la corruzione e per lo sviluppo, per tirare dalla propria parte una popolazione diffidente e stremata da quelli che, di fatto, sono 9 anni di guerra, affrontata quando erano ancora aperte le ferite della guerra civile contro i sovietici.

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Il pacchetto sicurezza, la donna somala e il nazismo

Il tanto criticato ddl sul “pacchetto sicurezza” (qui) è stato approvato dalla Camera dei deputati con 297 voti a favore, 255 contrari e 3 astenuti.

Una delle norme prevede la schedatura dei senzatetto.

donna somala senzatetto

L’altro ieri ho preso il bus 94 per andare all’Università Cattolica. Faceva quasi caldo e appena salita mi è arrivata una zaffata pestilenziale di ammoniaca mista a sporco stantio. Un gruppo di donne aveva il fazzoletto sul naso e la bocca. Mi sono avvicinata alla macchinetta per vidimare il biglietto e sul sedile dietro c’era una donna somala o eritrea, ancora giovane, i lineamenti fini cesellati, la testa coperta, infagottata con ogni sorta di indumenti, che parlava ad alta voce con i grandi occhi neri spiritati. Era evidentemente disturbata psichicamente, o malata. Mi è sembrata anche esausta, una che proprio non ce la fa più. Infatti dopo un po’ si è addormentata.

E’ salito un gruppetto di lavoratori edili (muratori, imbianchini ecc.) che ha cominciato a inveire. Non con cattiveria, ma insomma a protestare vivacemente dicendo che non era possibile stare in autobus con quella donna dentro. Noi tutte l’abbiamo difesa, dico la verità, anche le poche sciure presenti, ma effettivamente era molto difficile, mi stavo sentendo male e sono dovuta scendere un paio di fermate prima. Gli altri si sono ammassati tutti davanti, ben lontani dalla donna. C’era il vuoto intorno a lei.

Ora, secondo me quella donna avrebbe avuto bisogno di cure psichiatriche e, soprattutto, di essere raccolta, accolta, curata, lavata, nutrita e coccolata. Come prima cosa. Sembrava un animale agitato e impaurito e la schiena e il fianco erano tutti bagnati, evidentemente di urina.

Il 13 maggio scorso ha compiuto 31 anni la legge 180 sugli Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori, meglio nota come legge Basaglia, quella che ha imposto la chiusura dei manicomi e regolamentato il trattamento sanitario obbligatorio.

Con una donna così cosa prevede il “pacchetto sicurezza”? Era una donna senzatetto malata ma innocua, disturbava solo col suo odore. Non stava bene ma a quelle come lei non possono fare niente, se non lo richiedono e non sono pericolosi per sé o gli altri.

Quindi ho due dubbi: prima di tutto, se sono senzatetto, cioé senza fissa dimora, come fanno a schedarli? Cioè, ne prendono le generalità (presumibili), ammesso che abbiano i documenti o che dichiarino il vero. E poi? Che mettono come residenza, “portici di San Babila difronte alla chiesa, Milano” oppure “linea 94 verso S. Ambrogio”?

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Astronauti a Milano

Ieri passando per Corso Vittorio Emanuele mi sono detta: non male questa scultura, però. Certo, sembra una navicella spaziale.

E’ una navicella spaziale! Fino al 30 novembre in piazza San Carlo (fermata MM San Babila) sarà esposta la navicella Soyuz TM-34, quella che ha trasportato l’astronauta Roberto Vittori, insieme ad altri due colleghi, nel 2002.

Il bello è che ci si può anche entrare dentro.
Da visitare, oggi.

Il Corriere della Sera in hindi

indiano che vende fioriPoche ore fa, all’entrata della metro a Piazza San Babila qui a Milano c’era un signore che distribuiva le prime due pagine del Corriere della Sera. Prendo i fogli e dopo due minuti mi rendo conto, sorridendo, che gridava con una certa foga “Giornale! Giornale!”: ma in hindi!

In effetti c’è parecchia xenofobia in giro, eppure ci sono sempre più extracomunitari, come quell’indiano, che svolgono una gran quantità di lavori anche piccoli, ma di cui non ce ne rendiamo neanche conto.

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Prima nebbia a Milano..

MilanoPoche ore fa sono uscita e c’era la prima nebbiolina della stagione.
Camminavo per Corso Vittorio Emanuele, le guglie del Duomo si stagliavano illuminate nel solito splendore, la Chiesa di San Carlo era sempre defilata e modesta, c’erano i soliti gruppetti di avvocati tardivi vestiti in divisa grigia che parlavano di soldi, di sciure finte bionde con le scarpette a punta che camminavano frettolose, di ragazzotti venuti dalla provincia che si avviavano al cinema Odeon e, al ritorno, all’incrocio di San Babila, la solita aria densa a umidiccia come a Delhi,

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Annunci di fine estate a Milano

Birla templeStasera alla Festa dell’Unità alle 21:30 c’è uno spettacolo di musica e danze di monaci tibetani. Per non fare la ressa vi conviene andare presto…

Per chi ha nostalgia delle vacanze: se abitate in centro aprite la finestra alle 7-8 di mattina quando non piove da un po’, aspirate la nebbiolina di smog calda; se state in periferia andate in zona S. Babila o anche all’incrocio fra la Biblioteca Sormani e l’ospedale, quando ricomincia il traffico. In questi giorni di fine estate l’aria è particolarmente densa e profumata e mi ricorda tanto l’aria di Delhi o Kathmandu. Anche la metroplitana di Delhi è uguale a quella di Milano, oltre all’aria.

Ieri, legando la bici in cortile, ho visto per terra la pelle vuota di Rocco. In effetti quella sul terrazzo era una cavalletta che stava depositando le uova e quello che ho trovato era la muta. Sono disperata, temo sul mio terrazzo un’invasione di cavallette, il prossimo anno.