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Cafoni e teppisti da stadio e da vacanza

UltrasIeri ho visto Matrix e lo spettacolo del manipolo dei facinorosi che l’altro sabato, allo stadio di Sofia, hanno dato fuoco alla bandiera bulgara.

Li chiamano fascisti. Io li chiamo teppisti: violenti, ululanti, belluini, sprizzava fuori dallo schermo un’energia così negativa, così aggressiva, come una grande nuvola nera sulle loro teste. Mi facevano un so che di ribrezzo. Sarà un mio limite ma non so vedere l’alito divino in quell’ammasso di cafoni.

Poi hanno preso e dato fuoco alla bandiera del paese ospite. Un gesto dalla grande potenza simbolica, un’offesa a tutta la nazione e, soprattutto, un’offesa a noi sportivi, a noi italiani, a noi tutti insomma, che abbiamo dato al mondo l’ennesimo spettacolo di cui vergognarsi. Abbiamo una cultura vecchia di 3000 anni. Abbiamo conquistato il mondo. Siamo in Europa, la nobile europa dall’antica civiltà, non in un sobborgo di Chicago. E sciocchezze varie.

Mentre spegnevo la televisione mi sono ricordata della vacanza a Rodi di questa estate. Splendida isola, bella gente, niente crimine, solo le infrastrutture essenziali, natura magnifica e quasi incontaminata.

Ho scelto accuratamente un hotel internazionale con pochi italiani e mi sono fatta dare una stanza lontana dai pochi che c’erano. So bene che in un hotel con i miei connazionali, nonostante i muri insonorizzati e la moquette alta un palmo, la notte non si dorme per i richiami da giungla, le risate da una parte all’altra dei corridoi e il via vai da una camera all’altra, con le porte sbattute.

Io mi alzo sempre lentamente, faccio colazione seduta, con calma, e ascolto/leggo le notizie. Ma i tavoli con le pochissime famiglie italiane erano un campo da battaglia (siamo in vacanza, mica in collegio!), i bambini si distinguevano nella sala enorme per chiasso e maleducazione (si sa, sono bambini…), spesso i coniugi discutevano a voce alta (è un bene chiarirsi, almeno in vacanza), non ho mai visto salutare un cameriere (sono lì per servirci, no?) Perché gli italiani sono populisti in patria ma, all’estero, si fanno graziosamente servire senza neanche un cenno di ringraziamento. Come mi ha detto una coppia brianzola che stava in un hotel dall’altra parte dell’isola, abbiamo pagato profumatamente tutto. Forse anche il diritto a essere cafoni.

Un segno di internazionalismo però c’era: unici fra tutti i popoli presenti in sala, gli italiani preparavano panini e incartavano brioche dolci e tramezzini da portare nelle borse, per risparmiare sul pranzo, come un tempo facevano i tedeschi e gli inglesi. Tanto è tutto pagato, mica te lo regalano!

Rodi, Valle delle farfalle. E’ un bellissimo percorso verde, un posto unico al mondo dove si incontra e si riproduce, in grappoli fitti sui tronchi, una specie rara di farfalle. Il loro numero però sta rapidamente declinando per il disturbo che arrecano i visitatori. Decine di avvisi e di depliant raccomandano di non fare chiasso e di non oltrepassare le barriere, magari per fare foto con macchine paurose, visto che ormai sono tutti fotografi e cineasti provetti.

Gli avvisi alle entrate erano tutti in quattro lingue. Man mano che si avanzava nel fitto del bosco, quelli seguenti erano solo in italiano e in greco.

In vita mia ho fatto pochissime vacanze ma ho vissuto molto all’estero. Ho imparato ben presto che per vivere in un ambiente un minimo civile, se non voglio sentirmi a disagio, devo stare lontana dai gruppi di italiani in vacanza, specie se hanno bambini.

Sono felice di essere italiana, abbiamo grandi tradizioni e un paese bellissimo, ma qui non si tratta di distinzioni etniche o nazionalistiche: si tratta di senso civico e di buona educazione. C’è chi ce l’ha e li usa, c’è chi non ce l’ha o li mette da parte, che sia russo, greco, tedesco, svizzero o francese.

Perché la distinzione base è la consapevolezza di vivere in una comunità, con il senso collettivo di regole da osservare, prima che di diritti da esigere; di leggi e limiti, prima che di privilegi. Oppure, vivere all’insegna dell’individualismo e del menefreghismo. All’italiana.

MediaCamp al BlogFest del 12, 13, 14 settembre 2008 - Riva del Garda

Rodi enricaTornata tornata! Vi sono mancata almeno un pochino?:)
A dire la verità sono tornata domenica notte ma sono così busy, con il libro in consegna, che non ho scritto né letto. E quello che ho fatto a Rodi si vede: il niente. Anche le foto le ho scattate quasi tutte da stesa (sono un po’ pigra..).

So vagamente che la Terza guerra mondiale non è scoppiata, Berlusconi scoppia di salute (lo sento ogni giorno alla radio) e la questione dell’Alitalia mi è parsa subito assurda, con la cifra degli esuberi che varia di migliaia a seconda di chi la presenta, se Berlusconi o Di Pietro. Ma i numeri non sono sempre gli stessi e non opinabili?

Per farmi perdonare del silenzio vi informo della BlogFest 2008, appuntamento immancabile del 12-14 settembre, organizzata dal vulcanico Neri.

News fresca fresca: domenica 14, nell’ambito della Blogfest, probabilmente si terrà il MediaCamp, proposto dall’instancabile Pasteris. Sarà un BarCamp dedicato alle discussioni sullo stato dei media e sono certa che interesserà molti giornalisti. Ovviamente ho aderito immediatamente e mi sono diciamo candidata a dare una mano (Vittorio fai il bravino eh…).

Peccato che non sia riuscita ancora a segnarmi al Wiki. Vediamo se ci riuscite voi!

Allora ci vediamo tutti alla Blogfest e al MediaCamp il prossimo 12-14 settembre.