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Notizie dalla Birmania: che stanno facendo ai monaci?

Ho appena saputo da un mio informatore in loco che in Myanmar/Birmania questi ultimi tre giorni i militari sono entrati, razziando, in oltre 50 monasteri buddhisti, molti monaci sono scomparsi e altri ne hanno rimpiazzati con alcuni fedeli alla giunta. Di oltre 50 suore non se ne sa più niente, sono scomparse nel nulla.

Inoltre, come sapete, i monaci vivono di elemosine e donazioni.

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Giuseppe Tucci, Fosco Maraini, R. Moise, PF. Mele e il mistero di Lhasa

S. S. XIV Dalai LamaTucci nel 1948 riuscì a visitare Lhasa, nel Tibet centrale. Prima di lui diversi altri occidentali c’erano andati ma egli fu comunque uno dei pochi — e, sicuramente, quello che ne riportò più tesori: le preziose raccolte di testi sacri del Buddhismo. Forse dati per sempre dal XIV Dalai Lama, che era un bambino di solo tredici anni ma saggio, colto e ben consigliato dal Reggente, forse dati in custodia perché li salvasse portandoli con sé, perché i cinesi erano ai confini del Tibet e premevano da anni per entrare. Cosa che fecero prima annettendosi il paese, nel 1951, poi invadendolo e, durante la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria degli anni ’66-’76, distruggendolo inesorabilmente.

Tucci era partito con tre compagni, aveva poi assoldato un lama, una guida, un capocarovaniere, un cuoco e la carovana, completa di animali — yak, cavalli, e i cani che Tucci non abbandonava mai. In tutto, sempre, una sessantina-settantina di persone.

Che fecero i suoi compagni di spedizione che partirono con lui, il fotografo Pietro Francesco Mele, che aveva parzialmente finanziato la spedizione, l’ufficiale medico della Marina Militare Regolo Moise, e Maraini, che non riuscirono a entrare a Lhasa? E soprattutto, che successe fra Tucci e Maraini? Perché fra i due non corse affatto buon sangue per i successivi 36 anni, fino a quando Tucci se ne andò, nell’aprile del 1984.
Qui lo racconto.

Qui sopra, una delle poche immagini del XIV Dalai Lama bambino, poco prima che lo vide Tucci.

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