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	<title>Orientalia4All</title>
	<link>http://orientalia4all.net</link>
	<description>A WordPress+Lightpress-powered blog</description>
	<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 11:39:23 GMT</pubDate>
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      <title>Giornalismo online, questo sconosciuto</title>
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      <pubDate>Fri, 10 Oct 2008 08:12:29 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:z7l2bXarB0LJPM:http://www.economist.com/images/20060422/D1606SU1.jpg" alt="Online journalism" />Il 14 ottobre a Roma ci sarà un incontro alla sede della <a href="http://www.fnsi.it/">FNSI</a>, la Federazione nazionale della stampa, dove saranno pubblicati i primi risultati della <a href="http://www.lsdi.it/2008/09/24/giornalismo-online-questo-sconosciuto/">Ricerca sul giornalismo online</a> in Italia, avviata nelle scorse settimane da <a href="http://www.lsdi.it/">Lsdi, Libertà di stampa Diritto all'informazione</a>.</p>
<p>La partecipazione è libera, ma per motivi organizzativi si consiglia di iscriversi all'incontro, specificando se si è interessati a <em>proporre un intervento</em>, scrivendo a redazione@lsdi.it.</p>
<p>Parteciperanno fra gli altri Roberto Natale e Franco Siddi, presidente e segretario generale della Fnsi, Enrico Ferri e Daniela Stigliano, della segreteria federale, Pino Rea, coordinatore di Lsdi, e diversi giornalisti delle redazioni on-line di media tradizionali e nativi digitali.</p>
<p>Cosa: Giornalismo online<br />
Quando: 14 ottobre, ore 10-13:30 <br />
Dove: sede della Federazione nazionale della stampa (Fnsi), <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=Roma,+Corso+Vittorio+Emanuele,+349&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=28.667509,56.601563&amp;ie=UTF8&amp;ll=41.901526,12.465277&amp;spn=0.006564,0.013819&amp;z=16&amp;iwloc=addr">Roma, Corso Vittorio Emanuele, 349</a></p>
<p>Sul sito dell'<a href="http://www.lsdi.it">Lsdi</a> sarà possibile trovare eventuali aggiornamenti sull'organizzazione dell'incontro</p>
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    <item>
      <title>Dall'America una cura forte per l'editoria</title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/dallamerica-una-cura-forte-per-leditoria</link>
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      <pubDate>Wed, 08 Oct 2008 14:52:17 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:L0MRQxOkHtAydM:http://buzzworthymedia.files.wordpress.com/2008/04/newspapers.jpg" alt="newspapers" />Anche i quotidiani americani stanno lottando disperatamente per sopravvivere al calo pauroso delle entrate. Nei soli primi sei mesi dell'anno le <a href="http://newsosaur.blogspot.com/2008/09/newspaper-sales-fall-record-3b-in-6-mos.html">entrate dalla vendita di pubblicità</a> sono cadute dai 3 ai 18 miliardi di dollari, il livello più basso in dodici anni.</p>
<p>Per ampliare la gamma di contenuti senza grandi investimenti, in sunto per risparmiare, <em>The New York Times</em> ha già <a href="http://radar.oreilly.com/2008/10/a-star-is-born-ny-times-syndic.html">cominciato a usare</a>, nella sezione tecnologica, i contenuti di tre famosi blog, <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/new_york_times_syndicates_readwriteweb.php">Read/Write Web</a>, <a href="http://gigaom.com/2008/09/23/gigaom-network-to-be-featured-on-nytimescom/">GigaOm</a> e <a href="http://venturebeat.com/2008/09/23/new-york-times-syndicates-venturebeat/">VentureBeat</a>, come "organo extrasensioriale", cioè come sensori esterni che riportano sulla realtà tecnologica americana, specie della West Coast, senza che il quotidiano dedichi risorse proprie.</p>
<p>Ma il <a href="http://radar.oreilly.com/2008/10/a-star-is-born-ny-times-syndic.html"> O'Reilly Radar</a> dice che non è abbastanza e detta anche tre regole. Le prime due riguardano il marketing e la pubblicità. L'ultima, di cui ho parlato all'inizio dell'anno dalle pagine di <a href="http://nova.ilsole24ore.com/">Nòva</a> (cartacea), mi sembra decisamente più innovativa e più difficile e riguarda il contributo dei giornali online. Infatti il post la chiama "l<a href="http://radar.oreilly.com/2008/09/getting-web-20-right-the-hard.html">a cosa più difficile</a>": un trapianto di DNA. <a href="http://orientalia4all.net/post/dallamerica-una-cura-forte-per-leditoria">continua</a>]]></description>
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    <item>
      <title>America e India, una corsa contro il tempo per il nucleare</title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/america-e-india-una-corsa-contro-il-tempo-per-il-nucleare</link>
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      <pubDate>Mon, 29 Sep 2008 17:47:32 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:sH_Y539rzfLbEM:http://cache.daylife.com/imageserve/0f54cZD8eV0Qr/610x.jpg" alt="Sarkozy e Singh" />Nei giornali di tutto il mondo non si parla d'altro. Il presidente indiano Manmohan Singh è <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/south_asia/7641149.stm">in Francia e domani dovrebbe firmare con Sarkozy</a> un accordo di cooperazione nucleare.</p>
<p>E intanto <a href="http://timesofindia.indiatimes.com/Europe/Sikhs_Muslims_must_respect_our_tradition_Sarkozy/articleshow/3541777.cms">The Times of India</a>, forse per frenare gli entusiasmi filo-occidentali, riporta che Sarkozy ha affermato che i sikh, come il presidente indiano, devono rispettare le loro tradizioni.</p>
<p>Questo con la Francia è un grande passo in avanti per l'India, che culminerà con il gran finale. Infatti Bush vuole chiudere il suo mandato in bellezza, dopo il disastro che si è rivelato l'Iraq: dopo il passaggio alle Camere, vuole apporre la firma per un accordo di enorme importanza per tutto il mondo, l'accordo nucleare fra India e USA. Questo permetterebbe all'India di espandere l'industria nucleare, per venire incontro alle sue enormi esigenze energetiche, senza firmare il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_non_proliferazione_nucleare">Trattato di non Proliferazione nucleare</a>. L'India avrebbe accesso alla tecnologia nucleare civile americana e aprirebbe le sue centrali per uso civile al controllo degli ispettori internazionali, ma non le centrali per le arrmi nucleari.</p>
<p>L'enorme importanza dell'accordo è nel fatto che pone l'India nell'orbita americana e ormai completamente al di fuori di quella russa, come era stata fino agli inizi degli anni '90, con tutte le conseguenze strategiche, politiche ed economiche che ne derivano e con un sostanziale indebolimento internazionale anche delle nazioni che gravitano intorno alla Russia.</p>
<p>Che farà la Cina? Riuscirà ancora a infastidire l'India sui confini, come fa ricorrentemente pretendendo di inglobare il piccolo stato indiano dell'Aruchanal Pradesh, sapendo che ha come grande alleato gli Stati Uniti d'America?</p>]]></description>
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    <item>
      <title>Se la scuola e l'università diventano peggio</title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/se-la-scuola-e-luniversita-diventano-peggio</link>
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      <pubDate>Wed, 17 Sep 2008 14:38:20 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:mu-uXhrraHdHLM:http://pascalg.files.wordpress.com/2007/12/ist2_352492_genetic_engineering.jpg" alt="DNA" /><strong>L'università sta entrando in rivolta, e con ottime ragioni</strong>. Il sistema scolastico e universitario italiano è in grave pericolo. Un pericolo serio, reale, non dovuto al dilagare della tv spazzatura, non provocato dal terrorismo islamico e, stranamente, neppure causato dai mutamenti climatici.</p>
<p>La scuola e l’università italiana sono a rischio perché il governo, di concerto tra il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini e il ministro dell’economia Giulio Tremonti, nell'arco di cinque anni vuole tagliare drasticamente e progressivamente le risorse che, pur tra mille difficoltà, hanno permesso fino a oggi il loro funzionamento e garantito l’esistenza di insegnanti e ricercatori.</p>
<p>I tagli sono dell'ordine di 10 miliardi di euro, una cifra paragonabile all'entità degli aiuti inviati in Italia con il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_Marshall">piano Marshall</a> dal 1948 al 1952.</p>
<p>Leggendo le tabelle allegate al DL 112/08, ora convertito nella Legge 133/08, votata e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale durante il mese di agosto (<a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm">qui il testo di legge completo</a>), si sobbalza leggendo l’entità dei tagli di fondi.</p>
<p>Per quanto riguarda l’Università, si concretizzano in 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, in 190 milioni per il 2010, in 316 milioni per il 2011, in 417 milioni per il 2012 e infine in 455 milioni per il 2013.</p>
<p>In un quinquennio verranno sottratti alla alta formazione e alla ricerca ben 1.441 milioni di euro.</p>
<p>Per la scuola le previsioni sono ancora peggiori: i tagli  <a href="http://orientalia4all.net/post/se-la-scuola-e-luniversita-diventano-peggio">continua</a>]]></description>
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    <item>
      <title>Sulla chiusura di The Pirate Bay e di La baia: libertà, ma non di delinquere</title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/sulla-chiusura-di-the-pirate-bay-e-di-la-baia-liberta-ma-non-di-delinquere</link>
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      <pubDate>Tue, 12 Aug 2008 09:28:51 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:AkvUADan35k-dM:http://www.breakitdownblog.com/wp-content/uploads/2008/01/the_pirate_bay_logo.jpg" alt="The Pirate Bay" /><a href="http://mashable.com/2008/08/09/italy-blocks-piratebay/">Oggi</a> sia The Pirate Bay sia <a href="http://labaia.org/">La baia</a> sono chiusi e al loro posto si vedono <a href="http://thepiratebay.org/">questi annunci</a> della Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia Tributaria Bergamo.</p>
<p>Pubblico di seguito <a href="http://orientalia4all.net/post/pirate-bay-e-chiuso-ma-la-baia-e-aperta#502527">un commento</a> al mio <a href="http://orientalia4all.net/post/pirate-bay-e-chiuso-ma-la-baia-e-aperta">post di ieri</a> sulla chiusura italiana dell'accesso al popolare BitTorrent e il durissimo articolo che l'annuncia. E' di <a href="http://abcdiritto.it/">Hermans Jazzoni</a>, che si occupa anche di pirateria informatica sia come avvocato, sia come programmatore e <a href="http://abcdiritto.it/risultati/?cx=partner-pub-2142762596373183%3Agnjvpjhk3h5&amp;cof=FORID%3A10&amp;q=sicurezza&amp;sa=Cerca#1210">esperto di cracking</a>, anche se amatoriale.</p>
<p>Io non so cosa sia giusto o ingiusto, cosa sia legale a illegale, a naso mi sembra che non si possa imputare un mezzo, il p2p, di essere illegale, ma certi contenuti sì, e l'uso di un mezzo così veloce, effimero e di massa per condividerli forse anche. Penso, soprattutto, alle organizzazioni criminali transnazionali che mettono in opera tutti i mezzi possibili, e non rintracciabili, per trasmettere e scambiarsi file pedopornografici.</p>
<p>Tutti sanno che il concetto di legalità e di liceità sono stati stravolti dall'uso di Internet e dalla facilità estrema di compiere atti di criminalità informatica, per esempio la copia intera <a href="http://it.blogbabel.com/">dei dati di un database privato,</a> ma messo online perché tutti ne usufruiscano <em>gratis et amore dei</em>, per usarli in altro modo, a nome proprio e senza neanche menzione della fonte.</p>
<p>Voglio ribadire anche una cosa, che ho sempre affermato (anche attirandomi le ire dei tromboni estremisti del "<em>libero tutto sempre e a ogni costo</em>": quando non sono lesi i loro interessi, ovviamente!): anche la libertà di copiare, se è solo libertà di copiare cose innocenti o utili, e di trasmettersi liberamente i dati online con il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Peer-to-peer">peer to peer</a>, può danneggiare il piccolo che vive delle sue opere. Penso a un mio conoscente piccolo regista d'essai e malamente piratato.</p>
<p>Danneggia le grandi case discografiche e le multinazionali di Hollywood, e che si faccia posso anche capirlo, perché decidono la politica dei prezzi in modo assolutamente gonfiato (posso capirlo, ma se è illegale è illegale: non esiste una legge Robin Hood!). Ma a me e l'organizzazione che rappresento ha danneggiato che <a href="http://www.asiatica.org/jsaws/book.php">uno dei miei libri</a> sia stato scannerizzato da un professorucolo inglese e inviato ai suoi studenti. Non sarà p2p, sono solo poche centinaia di studenti ed è stato fatto per fini di studio (a dirla tutta, è fatta per farci un dispetto, ma tutti sanno che l'Accademia ha altissimi ideali!:)), ma l'<em>Asiatica Association</em> di questo ci vive. Ha fatto bellissime cose per 13 anni, le ricomincerà a fare a settembre, è stata all'avanguardia per tante cose a livello internazionale (e in USA a livello tecnologico non è facile essere i primi), ha regalato e condiviso tanto, è menzionata nelle migliori enciclopedie, ma ha bisogno, come tutti, di soldi per sopravvivere. E quindi quello che ha fatto il signore di cui sopra è stato non solo illegale, ma anche ingiusto. Che è peggio.</p>
<p>Questo il commento. <a href="http://orientalia4all.net/post/indirizzi-ip-diritto-alla-privacy-e-marketing">Ancora una volta</a> grazie, Hermans!</p>
<blockquote>
<p>Non so se sia più comico il messaggio della "baia" o la confusione che si è generata intorno. Per chi non conosce la pseudo anarchica scena del cracking (per altro andrebbe fatto un grosso distinguo separando chi si serve della scena con la stessa avidità di quelle organizzazioni criminali che smerciano dall’oriente le collezioni di software, film ed mp3 ecc. ) non può cogliere la povertà al fondo delle parole razziste e diffamatorie che si leggono in quel post.</p>
<p>Quelle frasi, prendendo spunto dalla vicenda “mediaset/youtube” sulla falsa riga dello spirito dei vari proclami che solitamente le “ciurme” lasciano all’interno delle singole release (i file “*.nfo” per capirci). Sin dal loro apparire si è potuto leggere di tutto in quei file. La realtà vera e che non ci sono principi. E dalle parti della “baia” non c’è nessuna libertà. Solo fumo negli occhi.</p>
<p>Quali principi? La storia dovrebbe dire qualche cosa. Già i “nonni” di questi sistemi hanno danneggiato le ragioni per cui era nato anni fa lo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Shareware">shareware</a> ad esempio. Vi ricordate? Il miraggio di avere programmi migliori e programmatori soddisfatti perché premiati sul campo?</p>
<p>Vogliamo parlare di cose serie? Pensiamo a tutelare e favorire l’accesso alla conoscenza per coloro che non possono permettersela. Per coloro a cui, ancora oggi, è negata per ragioni politiche o religiose. Siamo cresciuti o no? Se penso ad internet penso anche all’informatica in senso stretto. A fianco, però, c’è un’altra parte più umana che mostra e racconta fatti che altrimenti resterebbero nascosti. Penso al dissenso sulle scelte politiche che altrimenti non troverebbe spazio. Se penso ad internet vedo anche il lavoro di tanti che hanno contribuito a renderlo condominiale. A programmatori che realizzano estensioni sperando che attraverso il sudore della loro fronte qualcuno faccia una donazione per dei bambini lontani.</p>
<p>Queste sono libertà da tutelare. Il diritto a nascondere le proprie tracce digitali ma non la facilità di commettere un reato. Il diritto alla libertà di esprimere le proprie opinioni ma non la libertà di mettere il filmato porno della propria ex. Il diritto a condividere il sapere ma non la libertà di violare i legittimi diritti di chi non vuole fare altrettanto. Il diritto di copiare ciò che merita di essere salvaguardato. Battersi per una legge che garantisca il diritto al lavoro, permettendo l’accesso gratuito al software il cui apprendimento è considerato indispensabile per essere assunti.</p>
<p>No. I distinguo vanno fatti. Troppo comodo invocare la libertà quando si è dalla parte del torto. Anche gli artisti devono campare, come i programmatori … come tutti. Le farneticazioni della baia sono speculari a quelle delle software house che infilano giocattoli pericolosi per la privacy compressi e cifrati perché sfuggano ad un controllo superficiale. Scuse. Non libertà solo scuse.</p>
</blockquote>
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    </item>
	
    <item>
      <title>The Pirate Bay è chiuso ma La baia è aperta </title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/pirate-bay-e-chiuso-ma-la-baia-e-aperta</link>
      <guid>http://orientalia4all.net/post/pirate-bay-e-chiuso-ma-la-baia-e-aperta</guid>
      <pubDate>Mon, 11 Aug 2008 06:02:41 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:AkvUADan35k-dM:http://www.breakitdownblog.com/wp-content/uploads/2008/01/the_pirate_bay_logo.jpg" alt="The pirate bay" />Il PM Giancarlo Mancusi fa bloccare agli ISP italiani l’accesso all’IP di <a href="http://thepiratebay.org/">The Pirate Bay</a> da parte di quasi tutti gli utenti italiani. The Pirate Bay serve a scaricare musica, film, giochi, software e altro. The Pirate Bay è il più grande <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/BitTorrent_tracker">BitTorrent tracker</a> del mondo.</p>
<p>Ma quelli di TPB non stanno con le mani in mano, hanno già registrato un nuovo dominio solo per gli utenti italiani, <a href="http://labaia.org/">La baia</a>, e hanno pubblicato <a href="http://labaia.org/blog/123">un durissimo articolo</a> contro Berlusconi e la sua decisione, che inizia così:</p>
<blockquote>
<p>We're quite used to fascist countries not allowing freedom of speech. A lot of smaller nations that have dictators decide to block our site since we can help spread information that could be harmful to the dictators. <br />
This time it's Italy. They suffer from a really bad background as one of the IFPIs was formed in Italy during the fascist years and now they have a fascist leader in the country, Silvio Berlusconi. Berlusconi is also the most powerful person in Italian media owning a lot of companies that compete with The Pirate Bay [...]</p>
</blockquote>
<p>E termina così:</p>
<blockquote>
<p>We don't want a censored internet! And the war starts here...</p>
</blockquote>
<p><em>La guerra è appena iniziata</em>! Sembra un gioco, ma non lo è. Qui ci sono in gioco valori e sistemi un po' più grandi del semplice scaricare gratuitamente risorse in rete.</p>
<p>Una cosa è certa: aggirare i provvedimenti per chiudere i siti è facile e questa guerra sarà vinta dai pirati. Infatti per il mio ultimo libro ho un'ideuzza...</p>]]></description>
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    <item>
      <title>La blogosfera è come una foresta </title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/la-blogosfera-e-come-una-foresta</link>
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      <pubDate>Sun, 10 Aug 2008 23:33:24 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://storage1.evectors.it/static/images/transform/site002498/users/000066_004.jpg?resize(50!x50!)" alt="Enrica Garzilli" />Vorrei chiudere per l'estate, e spero per sempre, la <a href="http://www.pocacola.com/2008/08/09/notti-destate/">diatriba sulle classifiche o sul valore o meno di questo o quel blog</a> con le parole che un grande, <a href="http://giuseppetucci.garzilli.com/">Giuseppe Tucci</a>, pronunciò nell'ottobre 1978 alla solenne cerimonia di conferimento del <a href="http://www.iccrindia.org/awards.htm">Premio Jawaharlal Nehru per la Comprensione Internazionale</a>, il massimo riconoscimento dell'India.</p>
<p>Cambierò solo la parola <em>società</em> con <em>blogosfera</em>, perché in effetti qui hanno lo stesso valore semantico:</p>
<blockquote>
<p>Ma la blogosfera è come una foresta nella quale ogni pianta, ogni fiore, ogni animale coopera con la propria individualità alla gloria di tutto l’insieme; appunto perché diversi, concordano ad una bellezza concorde nell’unità finale ed in questa ciascun individuo partecipa alla costruzione di una superba cattedrale dove c’è posto per tutti [...] perché ciascuno, restando se stesso, è parte necessaria e insopprimibile [...] della diversità nell’unità, dove ci ritroviamo tutti affratellati...</p>
<p>Se tutti noi fossimo uguali saremmo come addormentati in una tenebra illune, mentre la diversità dev’essere come scintillazione di stelle in un cielo puro d’ombre, dove ogni stella spande la propria luce ma solidale con tutte le altre.</p>
</blockquote>
<p>Facciamo parte di un insieme in cui tutti gli elementi hanno bisogno l'uno dell'altro per crescere e prosperare. Le classifiche non vogliono dimostrare niente, sono come la vita: c'è chi sta sopra, e magari è un imbecille, e chi sta sotto, e magari è una persona stupenda.</p>
<p>Ma rimane che c'è chi sta sopra e chi sta sotto, perché c'è chi si prende la briga di fare un calcolo. Tutto qui.</p>
<p>Certo, non è bello stare al 7000esimo posto, perché è insito nell'animo umano gareggiare, stare sopra, essere il primo, fosse anche nella classifica degli asini che ragliano meglio. Ma non c'è niente di tragico, perché tutti noi siamo come alberi in una foresta: il nostro blog è indispensabile per la sopravvivenza della foresta-blogosfera, per il suo crescere e fiorire e per permettere la vita di milioni di animali.</p>
<p>Io credo che la blogosfera sia un ecosistema aperto e le parole, i video, le foto e tutto il resto di tutti i blog contribuiscono a fare la foresta viva, verde e pullulante di idee, di discussioni e di risorse per tutti.</p>
]]></description>
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    </item>
	
    <item>
      <title>Storico accordo fra India e USA sul nucleare</title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/storico-accordo-fra-india-e-usa-sul-nucleare</link>
      <guid>http://orientalia4all.net/post/storico-accordo-fra-india-e-usa-sul-nucleare</guid>
      <pubDate>Tue, 22 Jul 2008 18:15:15 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://www.sepiamutiny.com/sepia/images/BushIndiaVisit13_new.jpg" alt="Bush " />Mentre noi stiamo qui belli belli a giocare con libri e computer è passata, anche se per pochissimi voti, la <a href="http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=768337&amp;canale=ORA&amp;articolo=INDIA:%20PARLAMENTO%20VOTA%20FIDUCIA%20A%20GOVERNO%20DI%20MANHOMAN%20SINGH">fiducia al governo di Manmohan Singh</a>.</p>
<p>E' scongiurato così il pericolo delle elezioni anticipate e passa l<a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/south_asia/4764826.stm">’intesa India-Usa sul nucleare</a> civile. Il voto di fiducia era stato chiesto dall'opposizione di sinistra, e in particolare dal partito comunista, che si era espresso contro. Come si vede nella foto è Bush che si è spostato per firmare l'accordo e non il presidente indiano, e questo in termini diplomatici indica che Bush ne ha riconosciuto l'importanza strategica anche per gli USA.</p>
<p>Il problema della grande crescita economica dell'India è proprio la carenza di risorse energetiche ma ora può importare la tecnologia occidentale per i suoi reattori. Washington ha fatto concessioni notevoli all’India, che dovrà solo sottoporre i suoi impianti civili alle ispezioni dell’agenzia internazionale per l’energia atomica, ma conserverà il segreto sul programma nucleare militare.</p>
<p>In cambio l’America spera di ottenere degli accordi particolari in materia economica e politica con l'India per contrastare la potenza che sembra far paura a tutti, Oriente e Occidente: la Cina.</p>
<p>Così sullo scacchiere politico internazionale c'è un gigante, la Cina, con la quale tutti stanno cominciando a fare i conti, gli Stati Uniti che sanno di perdere il primato economico e l'India che, in pratica, sta diventando uno stato allineato.</p>
]]></description>
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    </item>
	
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      <title>La rivoluzione non sarà bloggata: ovvero, il parco buoi dei blogger italiani di Fabio Metitieri</title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/la-rivoluzione-non-sara-bloggata-ovvero-il-parco-buoi-dei-blogger-italiani-di-fabio-metitieri</link>
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      <pubDate>Mon, 21 Jul 2008 09:32:01 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p>Grazie a <a href="http://www.andreaperotti.ch/">Andrea Perotti</a> vi propongo il lusinghiero articolo di Fabio Metitieri sul "<em>parco buoi dei blogger [in Italia] meno conosciuti [che] si lamenta per l’ascesa di una casta di pochi blogger «presen­zialisti- professionisti» e privilegiati</em>" e "<em>i blogger, espressione del ni­chilismo contemporaneo, sono dei buoni a nulla (sic) che non hanno il tempo e le capacità per svol­gere alcuna ricerca...</em>".</p>
<p>Queste e altre amenità profuse a manetta in un suo articoletto pubblicato sul <a href="http://www.cdt.ch/">Corriere del Ticino</a>. Solo un commento: l'amico Metitieri ci ha capito tutto! E' di una profondità sorprendente e, soprattutto, un grosso principio di realtà: negare negare negare. Negare soprattutto che<strong> i blog hanno rivoluzionato la comunicazione e l'informazione, nella forma e nella sostanza</strong>. E, per avallare il suo discorso, offendere i blogger in genere, ma specie quelli italiani.</p>
<p>(Ma l'acido che sprizza da tutti i pori di Metitieri verso i blogger da dove lo prende? Gli avete fatto qualcosa? Dai, confessatelo: a meno che non lo faccia per farsi una bella pubblicità..) Enjoy!</p>
<blockquote>
<p>LA RIVOLUZIONE NON SARÀ BLOGGATA</p>
<p>Il blog è morto, viva il wiki: questo è il succo di alcuni commenti pubblicati negli ultimi mesi proprio sui blog, dove l’incapacità del­la blogosfera di mantenere viva la conversazione on line è stata contrapposta alla dialettica pre­sente nei wiki, gli strumenti con cui è stata crea­ta la celebre enciclopedia collettiva Wikipedia.</p>
<p>È l’inizio della rivincita degli ambienti comuni­tari sull’individualismo e sul personalismo dei blog.  <a href="http://orientalia4all.net/post/la-rivoluzione-non-sara-bloggata-ovvero-il-parco-buoi-dei-blogger-italiani-di-fabio-metitieri">continua</a>]]></description>
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      <title>L'Italia dorme? La politica del petrolio</title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/litalia-dorme-la-politica-petrolio</link>
      <guid>http://orientalia4all.net/post/litalia-dorme-la-politica-petrolio</guid>
      <pubDate>Wed, 21 May 2008 14:04:44 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:6tIJCbxTPaxjJM:http://www.mrdowling.com/images/607oil.gif" alt="oil" />Parlando d'Asia forse non tutti sanno che è in progetto un oleodotto che va dall'Iran, passando per l'Afghanistan e poi l'India e finirà in Cina. Iran-Cina collegati, passando per quello che sarà a breve il 5 paese con il PIL più alto del mondo, l'India.</p>
<p>Immaginate che potenziale politico ha il progetto, più di 100 accordi diplomatici o culturali.</p>
<p>E immaginate cosa succederà all'Europa, o al mondo occidentale, esclusi dal business. Forse sarebbe ora che l'Italia si svegli e cominci a pensare di risolvere i suoi problemi in modo concreto per far fronte ad altri scenari un po' più ampi: verso gli altri stati europei e verso la nostra sorella Asia. Che è qui, vicina, viva e ricca, ricca di risorse e presto anche di soldi. Non possiamo continuare a credere che tutto si risolva con guerre e occupazioni, come con l'Iraq.</p>
<p>L'uso della forza, benché il suo uso sia opinabile -- a parte i problemi etici che implica, ma anche senza considerarli -- è utile a brevissimo termine e per situazioni contingenti. A che serve a lungo termine con paesi che saranno sampre più forti, sempre più uniti, sempre più coalizzati? Vogliamo dichiarare guerra all'Asia intera?</p>
<p>Ecco, l'Italia dovrebbe pensare in termini più globali: o altrimenti staremo sempre qui a parlare dei problemi, come quello dei rifiuti a Napoli, vecchi e rimandati e riproposti di anno in anno, o quello dei rom o degli immigratri in genere, che non possiamo affrontare con una politica di stato ma solo in un'ottica comunitaria.</p>
<p>L'Italia dovrebbe pensare al bene comune, che è quello dell'intera nazione e dell'Europa e, più in là, dell'Asia e del mondo intero: la pace internazionale si garantisce solo con l'equilibrio delle forze, con la soluzione dei problemi e con gli investimenti (nella moralità, nella ricerca, nella sicurezza, nell'economia, nella gente, nelle risorse in genere) a lungo termine, non con i convegni o i ministri-veline. Oppure quando ci sveglieremo saremo fuori della storia, saremo noi il paese tornato a essere, in confronto agli altri, in via di sviluppo.</p>
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      <title>A chi appartiene l'arte? I </title>
      <link>http://orientalia4all.net/post/a-chi-appartiene-larte-problemi-di-colonizzazione-i</link>
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      <pubDate>Fri, 02 May 2008 08:15:19 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://www.doncroner.net/uploaded_images/berlin7-733070.jpg" alt="Uighur art" />In questi giorni di festa ho visto che alcuni musei erano chiusi. Mi è sembrato ingiusto e ho cominciato a rimuginare su un problema che sembra retorico, ma non lo è: a chi appartiene l'arte e specialmente l'arte sacra e l'arte antica?</p>
<p>Mi spiego con un esempio storico ma sempre valido. Nella spedizione del 1952 nel <a href="http://www.iapad.org/applications/plup/mustang.htm">Mustang</a>, nel Nepal occidentale, <a href="http://giuseppetucci.garzilli.com/2008/05/02/tucci-e-la-spedizione-in-nepal-del-1952-i">Tucci scoprì</a> delle rovine di monasteri che la guerra aveva distrutto.</p>
<p>A occidente della città di Mustang c’era il monastero fortificato di Namgyal ormai decaduto. La particolarità di questo monastero era quella di essere non settario e di mantenere sia gli insegnamenti che le pratiche religiose di tutte le quattro principali scuole del Buddhismo tibetano. Infatti, quando il XIV Dalai Lama fuggì dal Tibet per l'invasione della Cina, fu accompagnato da cinquantacinque monaci di Namgyal. <a href="http://english.namgyalmonastery.org/about/india">Il monastero fu rifondato appena fuori la sua nuova residenza a Dharamsala</a> e ora preserva le tradizioni artistiche e culturali del Tibet.</p>
<p>Nel monastero di Namgyal in Mustang c’erano due templi, Thubchen Gompa e Chöede Gompa, con degli affreschi qusi distrutti e Tucci arrivò appena in tempo per fotografarne larga parte.</p>
<p>Thubchen Gompa and Chöede Gompa sono tuttora esistenti e contengono ancora gli affreschi del XV secolo o parte di essi. Il tempio di Thubchen è stato restaurato 1998 da una squadra di restauratori e storici dell’architettura inglesi, americani e italiani. Il progetto, però, incontrò numerosi ostacoli tecnici: il tempio di Thubchen, di circa duecento tonnellate, era sul punto di crollare. Le crepe sul muro e le infiltrazioni d’acqua avevano separato l’intonaco, lasciando qualche affresco letteralmente penzolante, e le lampade votive vi avevano lasciato delle macchie nere e grasse. Per riportarlo agli antichi splendori, il tempio dovette essere totalmente stabilizzato prima che l’interno fosse restaurato.</p>
<p>Si potrebbe immaginare che la gente del luogo fosse contenta del lavoro. Invece, ci fu molta tensione fra la squadra di restauratori e i residenti. Infatti, i primi volevano solo rifare il tetto, stabilizzare l’edificio e ripulire gli affreschi: secondo le moderne teorie, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Restauro#Il_dopoguerra_in_Italia_e_il_restauro_moderno">volevano un restauro conservativo e non ricostruttivo</a>.</p>
<p>La gente del posto invece, anche se era felicissima che le immagini fossero  <a href="http://orientalia4all.net/post/a-chi-appartiene-larte-problemi-di-colonizzazione-i">continua</a>]]></description>
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