Tag Archives: rifiuti

Il mondo dello spreco in cifre

Gli americani usano 15 milioni di fogli di carta ogni 5 minuti, 60.000 sacchetti di plastica ogni 5 secondi e gettano via in abbastanza alluminio da ricostruire l’intera flotta aerea commerciale ogni tre mesi. (Dan Hoornweg)

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Salvare il bello dell'Italia dall'America

Members of the list are urged to sign a petition directing an appeal to the Extraordinary Commissioner for Rubbish Disposal of the Regione Lazio (the area around Rome, Italy). The Commissioner has proposed to install a big, new dump for Rome’s rubbish just a few kilometers from Hadrian’s Villa, the World Heritage Site near Tivoli, Italy. Please join an increasing number of archaeologists and museum professionals in expressing your opposition to this plan by signing the petition available online.

Oggi mi è arrivato questo messaggio dalla lista di archeologia a cui sono iscritta. Vogliono costruire una discarica per i rifiuti a pochi chilometri da Villa Adriana, la meravigliosa villa romana costruita presso Tivoli dall’imperatore Adriano (118-138) come residenza imperiale, ora patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Sono professori universitari e direttori di museo americani che hanno scritto al nostro governo e ci chiedono di firmare. Loro lo chiedono a noi. La petizione infatti è in inglese.

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L'india cestino dei rifiuti tossici globali

spazzaturaNel mondo globalizzato anche la spazzatura è globalizzata. Una strana storia di rifiuti tossici e spazzatura che viene spedita in India meridionale, nel porto di Tuticorin, da tutte le parti del mondo, da Barcellona alla Malasia, dalle cittadine alla periferia di Londra alla Francia e la Grecia.

Nei forum gli indiani sono un po’ arrabbiati con i paesi occidentali, le invettive contro la corruzione dell’Europa si levano alte, dicono che la colpa sia della mancanza dei sistemi di controllo dei container nei porti indiani ma, soprattutto, nostra.

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Gli errori del Corriere: il miracolo di Berlusconi, ripulire dai rifiuti e "tartassare gli immigranti"

BerlusconiNewsweek sembra elogiare i primi 100 giorni di Berlusconi, dicendo che ha compiuto l’impossibile, cioè “fino a un punto che non ha precedenti nella storia dell’Italia moderna, ha ristabilito il controllo su quella che sembra una nazione ingovernabile“.

Articolo articolo articolo e, alla fine, il giornalista Jacopo Barigazzi dà il tocco finale, che stranamente non è stato riportato dal Corriere, benché abbia citato abbondantemente l’articolo:

Agli italiani ora piace, ma quello che realmente vogliono è la stabilità economica. Ripulire dai rifiuti e tartassare gli immigranti non sarà abbastanza.

Perché le parole “tartassare gli immigranti” (il corsivo è mio) non sono state riportate dal Corrriere? A leggere l’articolo del Newsweek sembra che sia completamente elogiativo, mentre harassing immigrants, come è scritto nell’originale, è molto pesante e può avere tutta una serie di implicazioni legali.

Oltre tutto, l’articolo del Corriere non fa che aumentare il trionfalismo del Cavaliere o del suo partito, grazie a una cattiva traduzione (a meno che non sia stato fatto apposta).

Il bravo Barigazzi comunque può stare tranquillo, qualcosa di stabile lo abbiamo: già si sa che dopo le vacanze i prezzi delle bollette saranno di nuovo stabilmente aumentati.

Riuscirà la nostra bella Italia...

maialinia varcare il Rubicone delle brutte figure?

Anche il Telegraph commenta, a proposito delle felici dichiarazioni di ieri di Berlusconi, che parlando dei rifiuti il Cavaliere dice di aver “civilizzato” Napoli!

Berlusconi e l'Asia

BerlusconiHo appena sentita alla radio la dichiarazione di Berlusconi di ieri a Napoli:

La città è tornata a essere una città occidentale.

Ora poi vuole applicare il modello giapponese e avrà “l’atteggiamento del buon padre di famiglia”.

Bello il paragone negativo, per opposizione, con l’Asia; bello il modello giapponese che fa tanto fascismo anni 1934-43, bello anche il paternalismo che fa tanto “buon dittatore”.

Per favore, qualcuno informi il Cavaliere che il Duce ha fatto una gran brutta fine.

L'Italia dorme? La politica del gas

oilParlando d’Asia forse non tutti sanno che è in progetto un gasdotto che va dall’Iran, passando per l’Afghanistan e poi l’India e finirà in Cina. Iran-Cina collegati, passando per quello che sarà a breve il 5 paese con il PIL più alto del mondo, l’India.

Immaginate che potenziale politico ha il progetto, più di 100 accordi diplomatici o culturali.

E immaginate cosa succederà all’Europa, o al mondo occidentale, esclusi dal business. Forse sarebbe ora che l’Italia si svegli e cominci a pensare di risolvere i suoi problemi in modo concreto per far fronte ad altri scenari un po’ più ampi: verso gli altri stati europei e verso la nostra sorella Asia. Che è qui, vicina, viva e ricca, ricca di risorse e presto anche di soldi. Non possiamo continuare a credere che tutto si risolva con guerre e occupazioni, come con l’Iraq.

L’uso della forza, benché il suo uso sia opinabile — a parte i problemi etici che implica, ma anche senza considerarli — è utile a brevissimo termine e per situazioni contingenti. A che serve a lungo termine con paesi che saranno sampre più forti, sempre più uniti, sempre più coalizzati? Vogliamo dichiarare guerra all’Asia intera?

Ecco, l’Italia dovrebbe pensare in termini più globali: o altrimenti staremo sempre qui a parlare dei problemi, come quello dei rifiuti a Napoli, vecchi e rimandati e riproposti di anno in anno, o quello dei rom o degli immigratri in genere, che non possiamo affrontare con una politica di stato ma solo in un’ottica comunitaria.

L’Italia dovrebbe pensare al bene comune, che è quello dell’intera nazione e dell’Europa e, più in là, dell’Asia e del mondo intero: la pace internazionale si garantisce solo con l’equilibrio delle forze, con la soluzione dei problemi e con gli investimenti (nella moralità, nella ricerca, nella sicurezza, nell’economia, nella gente, nelle risorse in genere) a lungo termine, non con i convegni o i ministri-veline. Oppure quando ci sveglieremo saremo fuori della storia, saremo noi il paese tornato a essere, in confronto agli altri, in via di sviluppo.

Rifiuti e roghi di Napoli

roghi a Napoli

Questa è la foto del 5 maggio 2007 del Corriere della Sera.

Il Capo della polizia si dichiara “terrorizzato” per la mancata riuscita del commissario straordinario Gianni De Gennaro nella soluzione della crisi dei rifiuti a Napoli.

Non so perché ma a me terrorizza il nome del capo della polizia.

Gianni Riotta divide il nord e il sud dell'Italia: e il turismo piange

Italia flagLo divide, tutto bianco e tutto nero, e lo fa su The Wall Street Journal. Il nord procede a un’altra velocità, mentre il sud rimane indietro e ha un alto tasso di disoccupazione. E via di questo tenore.

E commenta, fra l’altro, che noi italiani stiamo aspettando le riforme da 14 anni e siamo esausti.

Mi chiedo se sia buon giornalismo. E’ il caso, cioè, di parlare in modo così catastrofico dell’Italia sul Wall Street Journal? Farà bene alla nostra economia? Alzerà i prezzi delle azioni italiane? Darà fiducia agli investitori stranieri? Aumenterà il turismo al sud, dove è la prima industria?

Insomma, il suo giornalismo di opinione, intriso di luoghi comuni e di commenti opinabili, era davvero necessario per scrivere un buon pezzo sull’Italia o è stato fatto solo per suscitare scalpore, per sensazionalizzare insomma, e per pubblicizzare la sua immagine di Grillo colto?

Certo, dare informazioni precise. Certo, dare la notizia e l’opinione, talvolta. Ma qualcosa di positivo anche nel sud — e di cose positive ce ne sono tante, per esempio la civiltà della gente comune anche davanti alle cataste di rifiuti — c’è, e poteva ben dirlo. Poteva cercare anche il positivo e poteva offrire la sua opinione anche su quello, senza dare solo immagini del sud da Cristo si è fermato a Eboli: avrebbe fatto comunque notizia e opinione e avrebbe scritto certamente un bel pezzo. Anzi, migliore, più bilanciato, meno “opinionated”, come dicono in USA.

E avrebbe anche dato una mano all’Italia.

Autocoscienza politica (e non solo)

enrica garzilliMentre Berlusconi apre le braccia a Casini e Storace, che Buddha lo perdoni, ieri sera da Macchiaradio mi sono resa conto che:

1) le mie previsioni della vittoria di Veltroni, se pure per poco, erano sbagliate
2) dovrò dire a mia madre di fare rifornimento alla Coop, ché lei ci va sempre, prima che la facciano chiudere
3) la Lega è aumentata di molto, ma questo me lo aspettavo, ché l’inciucione dei rifiuti in Campania gli ha fatto un gran favore
4) ascoltando i dotti commenti di Matteo Bordone e Paolo Madeddu, non ci capisco niente di musica rock e pop (sic dicunt)
5) Simone Tolomelli disquisisce con sagacia e a macchinetta di tutto su tutto e tutti, ma se canta ha una bella voce intonata che sovrasta quasi tutte le altre
6) le donne di Roma mettono il cuore dove dovrebbe stare, ma anche con gli amici
7) Gianluca Neri canta alla perfezione le canzoni più brutte della storia italiana, compra montagne di cena ed è dolcissimo (merito forse della romana di cui sopra)

Così, mentre mi appropinquo a fare la lista dei miei articoli su ioProgrammo e su Nòva, che poi forse li scannerizzo e li metto qui in pdf (forse, perché è un lavorone), ricomincio a correggere il mio librone su carta, dopo che anche l’ultimo editor mi ha piantato. Ci ha lasciato mucchi di errorucci. Ohibò, credeva che parlare della politica fascista in Oriente fosse come parlare dell’ultimo paio di scarpette? Ma quello che mi ha preoccupato è che neanche l’offerta di molti più soldi da parte della casa editrice lo ha convinto. O il libro è davvero difficile, e quindi è illeggibile, oppure lui è un po’ strano. Comunque, dato che è poeta, propendo per la seconda ipotesi. I poeti che strane creature.

Insomma, la vita è ricominciata e tutto è come prima. Gridavano allo scandalo per le leggi fatte ad hoc da Berlusconi, per i giornalisti mandati via dalla Rai e così via: ora voglio vedere che succederà. Ma la maggioranza degli italiani s’è fatta convinta a rivotarlo dopo il governo Prodi, e io l’avevo sempre detto sin dagli inizi che non era niente di buono e che gli stava facendo un favore. Mentre aspetto le prossime leggi ad hoc e le prossime censure, ricomincio a fare tutto come prima.

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