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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Tibet, anche una donna si dà fuoco per protesta

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla questione tibetana, che sta diventando sempre più tesa e problematica.

Per la prima volta una monaca si dà fuoco per protesta e muore. La polizia spara con i mitra su un gruppo di dimostranti pacifici e ferisce due monaci. Guardate il video della città occupata dalle forze di polizia cinesi in assetto paramilitare. L’Amministrazione tibetana in esilio chiede l’intervento della diplomazia occidentale. Il governo cinese però nega che ci sia un “problema Tibet”, promette misure più drastiche per riportare la normalità e annuncia che 20.000 soldati e burocrati cinesi sarano mandati per un anno in Tibet per un programma di rieducazione.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Siria, il simbolo della rivoluzione è un bambino di 13 anni

HamzaEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Dico la verità, parlare di Hamza al-Khatib, questo bambino di 13 preso dalle forze dell’ordine in Siria durante la rivolta a Daraa, gettato in carcere, torturato ed evirato, mi è pesato molto.

Lo so, non dovrei, non è professionale, ma mi è pesato. Ci ho messo molto a scrivere, con un magone e una pesantezza infiniti. Un consiglio: non guardate il video su Youtube, guardate solo le pagine di Facebook. E’ insostenibile.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Amnesty International compie 50 anni

Amnesty InternationalEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Perché da cinquanta anni esatti Amnesty, la più grande organizzazione internazionale per i diritti umani, con oltre 3 milioni fra sostenitori e membri distribuiti in oltre 150 paesi e territori, combatte abusi e sopraffazioni. Solo l’anno scorso ha documentato la tortura e il maltrattamento nelle prigioni di 98 paesi.

Amnesty festeggia il 50esimo compleanno lanciando in 60 nazioni, dall’Argentina al Ghana, alla Turchia e alla Nuova Zelanda, una nuova campagna contro la repressione e l’ingiustizia chiamata “Global Call to Action” per celebrare simbolicamente la libertà rendendo omaggio ai due studenti portoghesi gettati in prigione per aver brindato inneggiando all’indipendenza. Un’ingiustizia così grande da spingere l’avvocato inglese Peter Benenson, il 28 maggio 1961, a fondare Amnesty International, un’organizzazione indipendente, imparziale e sovranazionale, per promuovere il rispetto dei diritti umani sanciti nella Dichiarazione universale del 1948
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William e Kate, l'invito a nozze ritirato

William e KateLa politica si fa da sempre anche con le nozze. Per esempio quelle di domani del principe William e Kate Middleton. Dopo l’escalation della repressione in Siria, e le molte proteste in Gran Bretagna da parte di manifestanti per la democrazia, l’invito dell’ambasciatore siriano Dr Sami Khiyami è stato ritirato.

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Cina, nuova protesta in Tibet (e nuova repressione)

Puntsok“Armoniose”, così ieri un portavoce del ministro degli esteri di Pechino ha definito le relazioni tra i circa duemila monaci del monastero buddista di Kirti e le forze di polizia cinesi che da settimane lo stringono d’assedio. (da Free Tibet)

Questa è la situazione fra il governo cinese e il monastero di Kirti, armoniosa davvero.

Puntsok, un monaco di Kirti di 21 anni, che vedete in foto, il 16 marzo si è dato fuoco ed è morto per protesta contro l’occupazione cinese del Tibet. Da allora la polizia di Pechino

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Cina, i gelsomini della rivolta: nessuno protegge chi crea problemi

Cina, rivolta dei gelsomini. Ai Weiwei, un artista dissidente che vi aveva preso parte, viene fermato dalla polizia domenica scorsa e sparisce. La portavoce governativa Jiang Yu ha recentemente affermato che ”nessuna legge potra’ proteggera”’ coloro che vogliono ”creare dei problemi” alla nazione.
Via Partecinesepartenopeo:

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Il Dalai Lama lascia il potere: quale futuro per il Tibet?

Dalai LamaIl Dalai Lama ha appena annunciato che rinuncerà al suo ruolo politico come capo dei tibetani per lasciarlo al capo che verrà eletto. Rimarrà ovviamente il capo spirituale dei buddhisti vajrayana.

Lo proporrà formalmente alla sessione del 14esimo Parlamento tibetano in esilio che comincerà il 14 marzo. La decisione era già nell’aria da tempo e molti tibetani, sia dal Tibet sia dall’estero, gli avevano chiesto di rimanere al suo posto. Il suo carisma anche in Occidente è indiscusso. Sua Santità Tenzin Gyatso ha appena dichiarato:

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Usque tandem abutere, Cina, patientia nostra?

Sonam TseringQuesta la terribile notizia sulla Cina, mentre il Dalai Lama ha annunciato che probabilmente fra pochi mesi, dopo essersi consultato con i membri del suo governo, si ritirerà dalla vita politica: è stata confermata la condanna a morte di Sonam Tsering (in foto), uno degli studenti della rivolta di Lhasa, emessa nel maggio 2010 ma non riportata dalla stampa tibetana in esilio. Sarà giustiziato fra due anni.

Spero che la stampa internazionale e l’opinione pubblica si mobilitino anche contro questa barbarie, questo insulto all’umanità e alle più elementari regole dei diritti umani. O forse la Cina è troppo potente rispetto all’isolato Iran di Sakineh?

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Le elezioni, Santoro e la politica del prete

Che GuevaraDopo il liceo, quando cominciai l’università, mio padre aveva preso in affitto da un suo amico un appartamento minuscolo ma vicinissimo alla Sapienza, agli inizi della Tiburtina.

Sul pianerottolo c’era la porta di un altro appartamento ben più grande: quello di un prete della parocchia. Che continuamente protestava presso il mio padrone di casa perché vedeva dei “negri entrare e uscire a ogni ora del giorno e della notte” (verbatim, ci ho riso molto). In effetti uno dei miei amici senegalesi era venuto a trovarmi e avevamo cenato insieme, ammetto il mio peccato.

Mi dette così tanto fastidio quel prete, mi importunò così tanto, bussando di continuo alla mia porta e facendo chiassate sul pianerottolo, che per non dare problemi all’amico di mio padre lasciai l’appartamento dopo soli pochi mesi. Subito dopo venni a sapere che lo aveva preso in affitto lui per la sua amante, una donna sposata con figli. Divenne il loro nido d’amore.

Che dire sul caso del parroco che sapeva, sui preti cattolici molestatori – fenomeno noto anche nei monasteri buddhisti giapponesi, per carità, ma non meno grave – e così via? Mi pare che una comunità religiosa che è coinvolta a livello di massa, di intera comunità, in questo genere di cose non possa dare indicazioni su cosa votare, su quello che fare, perché ha perso totalmente di credibilità e autorevolezza. I suggerimenti etici da un clero corrotto non li accetto.

E’ un po’ come se si credesse a Berlusconi che tuona in difesa dei valori familiari, o sulla libertà e i tanto sbandierati progetti – pardon – rivoluzioni, liberali. Rivoluzioni liberali che tappano la bocca sul servizio publico a un giornalista. Che può piacere o meno ma sbandiera come la pensa e non mistifica chi è, che fa e quello che vuole.

Tra parentesi, questo è il canale di raiperunanotte con il nuovo palinsesto, in attesa che Arianna Ciccone (quella del Festival Internazionale del Giornalismo, per intenderci, e del sito Valigia blu) carichi il suo materiale. Viva la libertà di parola.

Il fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso

donna nera che piangePer il ministro dell’Interno Roberto Maroni gli incidenti avvenuti ieri a Rosarno, il Calabria, dove centinaia di immigrati hanno distrutto auto in sosta e si sono scontrati con la polizia – apparentemente per protestare contro un’aggressione contro due extracomunitari – sono dovuti all’immigrazione clandestina. (Reuters Italia)

Ancora una volta si nota l’oscurantismo culturale, per dirla con un eufemismo, del nostro ministro. Che ha addirittura dichiarato che alla base ci sarebbe l’eccessiva tolleranza verso l’immigrazione clandestina.

Ma quanto siamo buoni noi! Tolleranti. Concediamo a questi uomini di lavorare per anni per 14 ore al giorno e li lasciamo vivere in capannoni dismessi senza le più elementari norme igieniche. Li trattiamo come carne da lavoro. E questo perché? Per la nostra ben nota tolleranza.

Delle due l’una: o in Italia non abbiamo bisogno di questi lavoratori illegali a bassissimo costo, e allora li rimandiamo a casa, oppure se lavorano qui devono farlo a condizioni pari degli italiani (non oso dire condizioni legali perché qui ormai di legale in Italia c’è rimasto ben poco).

Altro che tolleranza signor ministro, comodo!
E oltre al comodo, indifferenza, collusioni, contiguità, complicità con le organizzazioni transnazionali locali (leggi: mafia, camorra, ndrangheta, Sacra Corona Unita). Una classe politica che sa e tace. Un’amministrazione che sa e non fa niente.

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