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Il fascino discreto dell'ipocrisia: il fascismo e La Repubblica. Intellettuali e potere

Giuseppe TucciContinua la polemica della stampa e dei politici per avere intitolato uno slargo a Giuseppe Tucci e, udite udite, anche il Museo Nazionale di Arte Orientale G. Tucci.

Intanto vorrei dire che sul blog Giuseppe Tucci, che parla, anche attraverso documenti originali, di lui e dei personaggi con cui entrò a contatto e della politica italiana in Asia da Mussolini a Andreotti, ho ricevuto commenti ingiuriosi, perlopiù anonimi, ma anche da parte di un politico del PD – se è lui, perché bisognerebbe verificarne l’identità – e di una giornalista alla moda – sempre se è lei -, che ho cancellato.

Ho ricevuto fra gli altri anche i commenti, critici ma costruttivi, di un giudice liberale, di uno scrittore di fama e della nipote di Giuseppe Tucci, la giornalista Gilda Tucci, che riporto per intero. Lei dice, con ragione, che tutta la vita e l’opera del nonno furono la dimostrazione che non fu razzista e non fu antisemita.

Aggiungo che Tucci in patria fu amico personale di intellettuali ebrei, che come lui collaboravano all’Enciclopedia Italiana, e lo fu sempre, anche se per ovvie ragioni di convenienza non ci prendeva più il tè insieme al’Hilton, come faceva ogni giovedì.

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E la nemesi divina si è abbattuta in Cina

China earthquakeAlmeno 20.000 morti, ma il numero sembra destinato a crescere. Nella sola città di Yingxiu se ne sono andate come minimo 7.700 persone su 10.000. Bush e il presidente cinese Hu Jintao hano discusso del disastro e Washington ha offerto 500.000 dollari come aiuto iniziale.

Sembra una nemesi divina la catastrofe provocata nel sud-ovest della Cina dal terremoto di due giorni fa. Invece è solo il caso e purtroppo, come sempre, anche quando avvengono disastri naturali chi soffre di più, in ogni parte del mondo, è la povera gente, la gente qualunque, quella che non ha accesso al potere e che non decide mai, ma subisce alla meno peggio le decisioni di chi la comanda.

Intanto qualche giornale ha scritto che il Dalai Lama è stato invitato a presiedere ai Giochi Olimpici per allentare la tensione e ci sta pensando. Oggi però Sua Santità ha rilasciato un’intervista allo Spiegel dicendo che la notizia è stata tutta un’invenzione dei giornalisti, che hanno molta fantasia.

In realtà, in questi giorni in Cina si sta sferrando una nuova campagna diffamatoria nei suoi confronti. Ricordiamo che gran parte della popolazione cinese è buddhista e le campagne hanno lo scopo non solo di “informare” i laici, ma di “rieducare” i credenti.

Il numero quattro del Partito comunista cinese, in visita ufficiale in Ungheria, è stato accolto davanti al Parlamento con le bandiere tibetane. Il presidente del Comitato per i Diritti Umani che ha partecipato alla conferenza stampa ha detto che uscirà presto una dichiarazione parlamentare a favore di una soluzione del Tibet.

Disastri naturali, problemi interni e tensioni internazionali, almeno a livello di diritti umani: la Cina sta conquistando sempre più l’attenzione della stampa e del mondo intero con i morti, le proteste, le prese di distanza da parte di altri paesi del mondo.

In una conferenza di qualche anno fa il Dalai Lama ha dichiarato che la Cina, opprimendo il popolo tibetano, in realtà gli sta facendo un favore perché sta compiendo un suicidio spirituale di sé stessa e sta aumentando i meriti spirituali dei tibetani: che il suicidio, non volendo, sia anche materiale?