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Minzolini go home!

lupoAnche io, come tutte le persone che amano gli animali in Italia, chiedo a gran voce le dimissioni di Minzolini, direttore del TG1.

Il motivo è semplice: il 26 il TG1 non ha menzionato assolutamente, voglio dire neanche una mezza parola, la prima manifestazione nazionale contro la vivisezione del giorno prima a Roma, che è andata benissimo.

Ha preferito propinare un pippozzo stupido su come cambia la vita dei settantenni con la nascita di un figlio, che ci vuole il TG per immaginarlo, eh!

Forse gli interessi delle farmaceutiche sono più importanti degli interessi degli animali e degli italiani (e siamo in tanti) che li amano e li rispettano – e in ultima analisi del pianeta, di tutti noi?

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Reminder: Prima manifestazione nazionale contro la vivisezione - Roma, 25 settembre 2010

lupo arrabbiatoVolevo solo ricordarvi che domattina a Roma ci sarà la Prima manifestazione nazionale contro la vivisezione.

Sono decine le persone che mi hanno scritto e che mi telefonano (vai a sapere come hanno il mio numero), allora lo ripeto e vi esorto, se siete a Roma o dintorni, a partecipare: anche se non amate gli animali è una questione di civilità, pura e semplice. E di fermare un’idiozia inutile e crudele come la sperimentazione animale.

Quando? Domani, 25 settembre 2010
Dove? Roma, Piazza della Repubblica, ore 15. (mappa)

La civiltà di un popolo si misura nel modo in cui tratta i suoi animali (Gandhi).

NB: Segnalo un libro che al tempo fece molto scalpore, tradotto in italiano: La figlia dell’Imperatrice: la grande fabbrica della malattia, di Hans Ruesch (1976). Sono usciti tanti altri libri più aggiornati dopo questo, ma il libro spiega bene (dicono) come funziona la macchina infernale della sperimentazione animale. Sic dicunt, dato che io non ho avuto mai il coraggio di leggerlo e non so se lo avrò mai.

Prima manifestazione nazionale contro la vivisezione - Roma, 25 settembre 2010

lupoCi sono poche parole per dirlo, per esprimere il dolore, il disgusto e anche la rabbia, sono sentimenti troppo forti per trovare le frasi adatte, ma per fortuna tutte le associazioni animaliste e moltissimi enti, canili e gattili e addirittura veterinari stanno aderendo alla Prima manifestazione nazionale contro la vivisezione.

Quando? 25 settembre 2010

Dove? Roma, Piazza della Repubblica, ore 15.

Porto un esempio: il lager dei beagle a Montichiari, dove questi animali non vedono la luce del sole, non toccano erba, non respirano aria naturale. Capannoni in cui sono stipati 2500 individui in attesa di un destino atroce. Green Hill di Montichiari è l’unico allevamento di cani “da laboratorio” rimasto in Italia, uno dei più grandi d’Europa. Da Montichiari mensilmente 250 cuccioli di beagle vengono spediti verso l’inferno dei laboratori farmaceutici di tutta Europa, per il profitto di una multinazionale della sofferenza che gestisce questo lager, l’americana Marshall Farm Inc.

Un articolo su Green Hill di Diretta News.it, un quotidiano “normale”, non animalista. Se siete delicati non leggetelo e non guardate la foto del povero beagle.

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Afghanistan, politica e giornalismo

Afghanistan warIeri intenzionalmente non ho parlato di Afghanistan e la questione dei documenti segreti di Wikileaks, benché del paese e delle questioni regionali ne parli spesso, per diversi motivi.

Il primo è che ho già riportato diverse volte alcune delle cose che si possono leggere nei 92.000 documenti utilizzati da ufficiali del Pentagono e dalle truppe e l’ho detto perché lo sapevo da fonti affidabili, persone che vanno in Afghanistan regolarmente, che in qualche caso conoscono le lingue e parlano da protagonisti della sicurezza, della politica e della gestione.

Inoltre, questi supposti segreti rivelati dai documenti di Wikileaks li conoscevano tutti, tutti quelli che si occupano di Afghanistan almeno. Mi chiedo infatti perché siano stati fatti trapelare ora, in questo momento politico dell’amministrazione Obama.

Che il Pakistan sostenesse delle organizzazioni come il gruppo islamico Lashkar-e-Taiba (LeT), cioè l’Esercito dei Giusti, che ha stretti legami con l’Afghanistan e Al Qaeda e cellule sparse in tutto il mondo, è fatto noto e dimostrato. Che questa guerra fosse inutile e dannosa e rischi di diventare una nuova invasione sovietica o, peggio, un nuovo Vietnam, lo dicevamo in molti.

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Quando si impara a essere davvero uomini

Uomini nel senso più alto del termine, ché di diventare un uomo non ci penso nemmeno. Uomini come nella magica Blowin’ in the Wind di Dylan.

Ecco, non bisogna mai rimandare di dire quanto si ama, quanto si ha bisogno di qualcuno, quanto ci prende e ci commuove e ci fa arrabbiare stargli vicino, perché si potrebbe non avere più il tempo di dirlo.
Da un post bellissimo di Marco Mazzei.

Il fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso

donna nera che piangePer il ministro dell’Interno Roberto Maroni gli incidenti avvenuti ieri a Rosarno, il Calabria, dove centinaia di immigrati hanno distrutto auto in sosta e si sono scontrati con la polizia – apparentemente per protestare contro un’aggressione contro due extracomunitari – sono dovuti all’immigrazione clandestina. (Reuters Italia)

Ancora una volta si nota l’oscurantismo culturale, per dirla con un eufemismo, del nostro ministro. Che ha addirittura dichiarato che alla base ci sarebbe l’eccessiva tolleranza verso l’immigrazione clandestina.

Ma quanto siamo buoni noi! Tolleranti. Concediamo a questi uomini di lavorare per anni per 14 ore al giorno e li lasciamo vivere in capannoni dismessi senza le più elementari norme igieniche. Li trattiamo come carne da lavoro. E questo perché? Per la nostra ben nota tolleranza.

Delle due l’una: o in Italia non abbiamo bisogno di questi lavoratori illegali a bassissimo costo, e allora li rimandiamo a casa, oppure se lavorano qui devono farlo a condizioni pari degli italiani (non oso dire condizioni legali perché qui ormai di legale in Italia c’è rimasto ben poco).

Altro che tolleranza signor ministro, comodo!
E oltre al comodo, indifferenza, collusioni, contiguità, complicità con le organizzazioni transnazionali locali (leggi: mafia, camorra, ndrangheta, Sacra Corona Unita). Una classe politica che sa e tace. Un’amministrazione che sa e non fa niente.

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Berlusconi sul New York Times

American flagBoorishness Works for Berlusconi

Questo il titolo dell’articolo su The New York Times, affari europei. Che tradotto suona pressappoco così:

La cafonaggine per Berlusconi funziona

Certo che, fra titolo e articolo, il NYT c’è andato giù pesante. Che facciamo, ci arrabbiamo?

Metti che gli succede anche al Cavaliere

Il cielo di RomaIeri a Roma pioveva. Ero furiosa per le dichiarazioni offensive di Berlusconi, ché poi una diventa cattiva e gli augura che lo facciano provare a lui (magari un bel signore alto giovane e abbronzato, perché no? Ma io sono buona e non l’ho pensato). Così ho chiamato il taxi per non arrabbiarmi ancora di più, infradiciandomi tutta per arrivare alla stazione.

L’auto era sporchissima. Ho commentato con il tassista che a Roma ho trovato sempre i taxi sporchi, e lui:

A signo’, embè, pefforza, piove che la lavo affa’? Poi se risporca. Aspettiamo la primavera, aspettiamo.

Un po’ mi ha fatto ridere perché mi è sembrato Totò, che in un film non si lavava perché tanto poi si sporcava di nuovo. Poi mi sono arrabbiata ancora di più perché con questa mentalità, per cui tutti fanno battute, da quelle oltraggiose del capo del Governo al tassista spiritoso con la macchina lurida, ci vorranno eoni perché l’Italia sollevi di nuovo la testa.

(Nella foto, il cielo di Roma da via degli Scipioni)

Denuncia redditi online: mettetevi l'animo in pace

Mi consola sapere che per le prossime denunce online la normativa sarà esplicita e io sarò ricchissima.

Infatti pare che il dossier sulla questione, che contiene copia dell’autorizzazione della pubblicazione delle denunce dei redditi 2005 firmata dal dirigente dell’Agenzia delle entrate, la revoca del provvedimento disposta dal garante della privacy e i pareri in materia dello stesso Garante in passato, sia sul tavolo dei procuratori. Lo apriranno forse subito — l’argomento è di moda — gli daranno una scorsa, poi tutti al mare.

Quando l’anno giudiziario si riaprirà ci saranno altre questioni di grido al tappeto. Poi verrà Natale e le sacre feste. Le acque intanto si saranno calmate e ci saranno cose più importanti da esaminare. Poi si chiuderà il nuovo anno fiscale, e subito dopo verrà l’estate e si chiuderà di nuovo l’anno giudiziario. Poi le sacre feste e così via.

Vista la velocità della nostra macchina giudiziaria sono quasi certa che tutto sarà a posto — leggi, abitudini sociali, nuovo uso di Internet per l’ e-governance e così via — prima che della vicenda si sappia qualcosa di preciso. Consoliamoci.

Denuncia all'Agenzia delle Entrate: ma l'online gratis è reato?

Non è finita la saga dei redditi online. Il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) e l’Associazione Utenti Servizi Finanziari hanno sporto denuncia per violazione delle norme penali sulla privacy a nome di tutti i contribuenti italiani messi in rete con la denuncia dei redditi e dell’IVA 2005.

La richiesta di risarcimento è di 20 miliardi di euro, che diviso fra 38 milioni di contribuenti fa 52 euro circa per ognuno di noi.

Come sapete il Garante aveva bloccato il sito perché aveva rilevato preliminarmente che, seppure non vi era incompatibilità tra la protezione dei dati personali e la pubblicità di informazioni per fini di interesse pubblico o comunque a beneficio della collettività, la modalità di diffusione online era diversa da quella consentita, che autorizza il solo deposito, per la durata di un anno, presso gli uffici della Pubblica Amministrazione dell’elenco annuale dei contribuente.

A parte che il Garante ha tolto a tutti un giochino niente male — sarà che purtroppo non ho assolutamente niente da nascondere — comunque su eBay le liste dei redditi ancora si vendono.

Ma quello che è successo apre la porta a una domanda importante: la diffusione Internet cambia sostanzialmente la natura della diffusione?

In pratica, prima le denunce su carta erano depositate per un anno presso gli uffici della Pubblica Amministrazione. Bastava convincere il funzionario o il commercialista e questi fotocopiavavano ciò che occorreva. I documenti su Internet invece sono a disposizione di tutti, gratis.

Perché questo sarebbe reato penale mentre prima tutti facevano le fotocopie delle denunce dei redditi anche di 10 anni prima molto facilmente e quasi gratis, poco più del costo della carta, e nessuno aveva niente da obiettare, e il sistema è andato avanti per anni e anni?

A me l’online sembra un atto di trasparenza e di regolarizzazione di una situazione che comunque c’era ed era alla portata di tutti. Solo che bisognava pagare.

P.S. delle 11:46: L’Avvocato fa una precisazione importante: il Codacons può tutelare gli interessi solo dei suoi iscritti e non di tutti i cittadini/consumatori: quindi, il risarcimento lo pagherebbero tutti i contribuenti a favore dei soli iscritti Codacons!

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