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Grazie rettore e buona caccia

Augusto MarinelliDa Augusto Marinelli, rettore uscente dell’Università di Firenze (che, cacciatore da sempre, “nella sua attività di ricercatore ha realizzato importanti indagini sui valori economici della caccia in Italia”) al Coordinamento Docenti Precari dell’Università di Firenze:

A conclusione del mio mandato di Rettore desidero rivolgere un cordiale saluto a tutto il personale dell’ateneo, docenti e tecnici-amministrativi, ai membri degli organi di governo, di valutazione e di controllo, ai dirigenti, al direttore amministrativo, ai prorettori e ai delegati, con il più vivo ringraziamento per l’impegno profuso in questi anni e per la collaborazione instaurata a beneficio dell’ateneo, convinto che la nostra Università ha nel suo capitale umano il patrimonio più prezioso, che permetterà di affrontare le sfide sempre nuove della qualità e del confronto internazionale.

Risposta del Coordinamento Docenti Precari Unifi a Marinelli:

Le centinaia di docenti a contratto dell’Ateneo fiorentino La ringraziano vivamente per l’attenzione loro riservata nel Suo messaggio di saluto, nonché per l’ardita manovra, da Lei sottoscritta, che ha azzerato i fondi alla docenza a contratto in questo anno accademico, manovra che ha consentito al capitale umano costituito dai docenti esterni di poter lavorare a titolo gratuito a beneficio dell’Ateneo, dimostrando così finalmente di essere lavoratori capaci di impegnarsi senza alcun interesse venale nella sfida sempre nuova della qualità e del confronto internazionale. (Faccio cose vedo gente)

In un dipartimento che per pietà di Buddha non nomino 6 ordinari, 1 associato, 1 ricercatrice (non aveva vinto il concorso con il suo potente marito dopo avergli messo pubblicamente le corna con uno palestrato di 25 anni di meno, dimostrando così, a detta di tutti, di essere una gallina: gliele poteva mettere dopo), 2 lettori e 9 professori a contratto anche con 2 corsi l’uno.

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Una storia di riviste che va avanti, nonostante la pubblicità

JSAWSBella la storia del primo journal online e del banner, e una punta di rimpianto per i tempi in cui la pubblicità pagava. Il maggio del 1995 un gruppo di studiosi di Harvard, con l’aiuto tecnico (e tante idee brillanti) di Ludovico, ha fondato tre riviste accademiche online, l’International Journal of Tantric Studies, l’Electronic Journal of Vedic Studies e il Journal of South Asia Women Studies.

Meno di due anni dopo il primo banner, la pubblicità di un grande distributore di libri asiatici, Bagchee, che ora vende online. Con il messaggio che si alternava. Assai ben pagato (in dollari). Bagchee ancora adesso ci ringrazia per la pubblicità, cominciava l’attività allora ed è molto difficile sfondare nel mondo conservatore degli studiosi. Noi dobbiamo ringraziare lui perché le riviste erano molto più viste grazie al banner “rotante”, una cosa nuovissima al tempo, solo 14 anni e mezzo fa.

La storia l’ho già fatta qui, ma ricordo tutto con estremo piacere. Poi, nel 1997,

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BlogBabel all'asta su eBay

BlogBabelE così ce l’abbiamo fatta. A Ludovico ronzava nella testa da un po’: visto che le proposte di acquisto finora avute non ci sono piaciute, per un verso o per l’altro, ha deciso di mettere BlogBabel su eBay. Prezzo base: 4999 Eu.

Il punto è che non ci siamo mai messi a cercare gli acquirenti, né BB era stata mai messa in vendita.

Se siete interessati, fatevi sotto con delle proposte vere, che tengano conto dell’enorme potenziale commerciale di BlogBabel, del fatto che è da anni un punto di riferimento per giornali e aziende, della genialità del progetto e del grandissimo lavoro per realizzarlo.

Tenete anche conto che i tempi bui volgono alla fine ed entro l’anno l’economia sarà in ripresa.

Pageview mensili: oltre 350.000 nel solo mese di agosto. Di più nei mesi feriali.

Astenersi perditempo. E, soprattutto, squattrinati.;)

Slow down now

do less slowlyPerché fare molto quando si può fare poco o niente? Ecco un decalogo di consigli adattissimi per le vacanze, ma da applicarsi soprattutto in seguito, di un sito di ispirazione buddhista di Christopher Richards, un ghostwriter che soffre d’insonnia.

Da non perdere assolutamente gli articoli “Compassion for multitasking women” e “The Art of Doing Nothing“.

NB: per chi cerca lavoro, è vacante il posto di vacanziero professionista.

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Il Gad in acqua

Gad LernerLeggendo il tuo blog ho fatto un salto. Gad, mi sai dire che c’entri tu con il vino, anche se lo produci, ché gli dedichi un’intera categoria?

Io invece ti associo all’acqua, e precisamente all’acqua gelida e non proprio linda della piscina Cozzi, in Viale Tunisia, qui a Milano. Una piscina stupenda, vasca di 30 metri e ottima architettura fascista, ma l’acqua… L’acqua nel 2005 era semplicemente da colera congestionato, gelida e giallognola, non so se da urina o da varechina versata lì a vagonate.

Io te ci siamo incrociati. Non ho il mito dell’uomo TV, anzi, ma ti avrei sempre voluto conoscere. Il motivo è semplice: ti ho sempre ammirato per l’intelligenza brillante con cui parli, ti muovi, intervisti, che sprizza da tutti i pori della tua pelle e dagli occhi brillanti. Sì lo so, sarà infantile ma mi affascini. E poi adoro la tua schiettezza, altra suprema qualità, senza pose e senza contorsionismi mentali. Insomma, quando ti sento parlare mi diverto tantissimo. E divertire come fai tu è l’altra grande qualità che deve avere un uomo.

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La gioia del choro con il Trio Madeira Brasil

Ieri sera siamo andati a Villa Reale, in Via Palestro 16, ad ascoltare il Trio Madeira Brasil, tre virtuosi brasiliani che suonavano il choro, una musica popolare brasiliana nata verso il 1870 a Rio de Janeiro.

Chorar in portoghese significa “piangere” ma Zé Paulo Becker, Marcello Gonçalves e Ronaldo do Bandolim, chitarra mandolino e chitarra popolare a 7 corde, erano pieni di energia e allegria e sono riusciti a coinvolgere tutti. Hanno eseguito una musica vibrante, intensa, una specie di jazz caldo ed esotico dalle tonalità spagnoleggianti che a tratti mi ha ricordato il flamenco di Paco de Lucia.

Stasera suoneranno a Pistoia (Sentieri Acustici). Se siete da quelle parti andate a farci una visitina, ne vale proprio la pena.

Per chi va in India

traffic jam indiaSe andate in vacanza in India, specie se non vi addentrate nelle zone più rurali e sperse del paese, non crediate di trovare ancora la magica India di miti, di santoni e di donne velate.

Se fate una denuncia in Tamilnadu, uno stato del sud-ovest dell’India, potete seguirne l’iter su Internet, dato che l’e-governance in India è una realtà pienamente implementata, nella maggioranza degli stati, dal 2006.

Se poi vi dovesse capitare di andare in carcere pensate che il governo del Punjab, uno stato del nord-ovest, vuole permettere ai detenuti per

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Così su Internet mi diventi cieco

Proprio mentre pensavo, alla Bossi, a festini nella villa del Cavaliere fra i prigionieri di Guantanamo e le sue giovani e procaci amiche (pagate?), che poi sarebbe un bel modo di impegarle in servizi socialmente utili — nonché sono certa che i maschietti parlerebbero di più che a Guantanamo, ché la carota funziona più del bastone e della scossa elettrica — sentivo per radio di uno studio italiano fresco fresco, assolutamente rivoluzionario, che dice che i siti porno su Internet causano dipendenza.

Fra poco, mi pare a Rimini, apriranno una clinica per disintossicarsi dall’uso di Internet per fare sesso. Pare addirittura che i ragazzini (e i maschi adulti) passino le ore a guardare le immagini e a chattare con le signorine del mestiere, e questo porti a un’irrefrenabile coazione a ripetere.

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Opportunità a 90, 180 e 360 gradi

Noemi Letizia

Da un’intervista a donna Letizia (Noemi):

Cosa vorrà fare da grande?

La showgirl. Ho studiato danza, ho iniziato a 6 anni. [...] Mi interessa anche la politica. Sono pronta a cogliere qualunque opportunità, a trecentosessanta gradi.

Se fossi maliziosa, mi chiederei a quanti gradi donna Letizia coglie le opportunità. Ma dato che non lo sono, mi limito a pensare che questo è il nuovo curriculum per le ragazzine: prima la velina, poi la carriera politica.

Diritti umani: Delara Darabi, morire perché donna, morire per amore

Enrica GarzilliAncora una violazione dei diritti umani contro una donna, perché donna. Ieri la terribile notizia che Delara Darabi, una ragazza di 23 anni condannata al patibolo per la complicità in un omicidio commesso nel 2003, quando aveva solo 17 anni, è stata giustiziata nella prigione di Rasht, in Iran. Qualche giornale sottolinea, con una certa ironia, che Amnesty International ha protestato perché il suo avvocato non era stato informato, come legge prevede, con almeno 48 ore di anticipo. Iranian.com inquadra l’esecuzione in un contesto politico.

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