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Usa, che fa lo spot per la Chrysler di Clint Eastwood?

Grande dibattito in Usa sullo spot pubblicitario commerciale (che vedete qui su Youtube e si intitola “In America siamo a mezza strada”) che ha girato Clint Eastwood per la Chrysler, trasmesso durante la partita di Super Bowl dei professionisti del football americano – più o meno come durante l’incontro decisivo del campionato di calcio da noi.

Il bravo Clint in due minuti di spot parla delle sfide che sta affrontando l’America mentre sia il paese sia la Chrysler lavorano per uscire completamente dalla recessione del 2008-2009.

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Libri e Mondadori su Rai1: ti piace vincere facile, eh?

Ieri mattina al Tg1 della trasmissione Uno mattina in famiglia hanno trasmesso uno speciale su un manifestazione, in una cittadina al mare di cui non ricordo il nome, sui libri ancora da scrivere.

Hanno intervistato solo un autore famoso che pubblica con la Mondadori. Poi hanno inquadrato il palco.

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Social network: 6 ragioni scientifiche per cui sono un male per la società

uomo vanitosoDa ridere (ma non troppo) questo articolo inglese che spiega perché i social network–Facebook, Twitter, Myspace, forum, ecc.–sono un male per la società. Corredato da studi scientifici seri. Io elenco i sei motivi in ordine decrescente con un mio commento. Ditemi che ne pensate.

6) Tutti pensano (correttamente) che tu sia un fottuto egocentrico. Con Pdf accluso tratto da un libro di due studiosi dell’Università della Georgia su "Narcisismo e Social Network Website".

Da quello che posso vedere, quasi tutti i miei "amici" usano Facebook per far sapere dove sono, cosa stanno mangiando, a chi stanno pensando, cosa vorrebbero fare, quanto sono bravi–o somari, ma il risultato è uguale–a fare qualcosa. Oppure per farsi pubblicità travestita da dialogo con i propri amici. Questo specie da parte di chi si occupa di Web o di politica. Senza però darlo a vedere. Fastidioso, lo ammetto: e io depenno! Lo fa anche chi scrive, ovvio. Dandolo onestamente a vedere. E io lo tengo. Quindi concordo su questo punto.

5) Mille amici significano nessun amico.

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Giornali online, il Quotidiano Piemontese

In questi tempi duri di licenziamenti di giornalisti e riduzione dei compensi di collaborazione, un’iniziativa coraggiosa, ben pensata e meglio realizzata da Vittorio, il Quotidiano Piemontese. Che ha un programma niente male:

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Leggo per vivere e il 16 ottobre porto un amico in biblioteca

bibliotecaAnche io, grande amante di biblioteche – meno dei bibliotecari, molto meno degli utenti chiassosi – aderisco alla campagna del 16 ottobre “Porta un amico in biblioteca” lanciata dai talentuosi Monica e Gabriele, bibliotecari a Vizzolo Predabissi e San Donato Milanese, con un’idea nata durante un prestito librario telefonico.

Hanno già aderito 140 biblioteche di tutta Italia e lo scopo è quello di far conoscere questo luogo di tesori, come diceva il precettore reale del Nepal Hem Raj Sharma a Giuseppe Tucci e al poeta Motiram Bhatta, a una persona che non è mai andata in biblioteca.

Non ho un amico da portare nel mio luogo rasserenatore per eccellenza perché non conosco nessuno che non sia mai andato in biblioteca, quindi alla campagna aderisco qui, sperando di fare pubblicità e di fare una una cosa gradita agli amici avidi lettori come Federico Migliorati, Diego, Mitì e tanti altri.

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Novità per l'iPad: abbonamento ai quotidiani

iPadFra poco uscirà un’App con cui ci si potrà abbonare ai giornali di carta su iPad. Le notizie saranno anche aggiornate automaticamente in tempo reale.

D’altronde, nel 2009 in USA il mercato della pubblicità su giornali di carta e online è caduto del 16,9% e tutte le novità che facilitano gli utenti

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Quando Twitter ha il bug fisso: colpa della pubblicità?

twitter errorDa quando sto cercando di vedere i miei “follower request” di Twitter? Due mesi, più o meno, e mi dà sempre errore. Dopo varie peregrinazioni riesco individuare la mia richiesta nella pagina/form giusta e leggo che agli inizi del mese stavano risolvendo il problema ma, di fatto, ancora non è risolto. E in più hanno disabilitato i commenti.

Non è che dato che anche in Italia ora Twitter viene usato per la pubblicità cercano di scoraggiare i tweet protetti? Il problema infatti c’è solo per chi li chiude come me. Qualcuno ne sa qualcosa?

Alla fin fine si torna sempre lì: totty students per la rivista The Tab

studentessa sexy
Il giornale The Tab, della serissima università di Cambridge, sì che ha visite. Appena aperto, ben 80.000 solo nella prima settimana di vita. Il motivo è semplice: ha una sezione, chiamata Tab Totty cioè “Le bone del Tab”, in cui intervistano una studentessa in foto provocanti.

La ragazza della settimana della foto sopra si chiama Heidi e parla dell’atteggiamento sessista che ancora circola nell’università.

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Una storia di riviste che va avanti, nonostante la pubblicità

JSAWSBella la storia del primo journal online e del banner, e una punta di rimpianto per i tempi in cui la pubblicità pagava. Il maggio del 1995 un gruppo di studiosi di Harvard, con l’aiuto tecnico (e tante idee brillanti) di Ludovico, ha fondato tre riviste accademiche online, l’International Journal of Tantric Studies, l’Electronic Journal of Vedic Studies e il Journal of South Asia Women Studies.

Meno di due anni dopo il primo banner, la pubblicità di un grande distributore di libri asiatici, Bagchee, che ora vende online. Con il messaggio che si alternava. Assai ben pagato (in dollari). Bagchee ancora adesso ci ringrazia per la pubblicità, cominciava l’attività allora ed è molto difficile sfondare nel mondo conservatore degli studiosi. Noi dobbiamo ringraziare lui perché le riviste erano molto più viste grazie al banner “rotante”, una cosa nuovissima al tempo, solo 14 anni e mezzo fa.

La storia l’ho già fatta qui, ma ricordo tutto con estremo piacere. Poi, nel 1997,

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Un euro a testa e su Facebook si fa la festa a La Repubblica

BerlusconiE poi c’è chi non vede la connessione fra il diritto di cronaca di cui parlavo e gli attacchi di Berlusconi alla stampa che gli è contraria, ai “media catastrofisti”.

E’ nato su Facebook il primo gruppo per comprare una pagina di pubblicità su La Repubblica, proprio per dare una risposta concreta alle parole di Berlusconi. I membri si autotassano di un euro e comprano una pagina per pubblicare una lettera aperta a Silvio Berlusconi, firmata da tutti coloro che si iscrivono al gruppo e pagano la quota.

Questo penso sia il primo tentativo di pubblicità social, davvero partecipativa, organizzato su Facebook. Io mi sono iscritta perché, in linea di principio, ogni attacco alla stampa va denunciato e penalizzato, ma prima di aderire pagando voglio vedere questa lettera. Diffido molto delle crociate.

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