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Afghanistan, la protesta si infiamma: morti civili e militari mentre Obama chiede scusa per "l'atto sbadato"

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Due militari americani sono stato uccisi per rappresaglia, durante la protesta nella città di Jalalabad sei civili afghani sono stati uccisi. Gli slogan più urlati dai dimostranti sono “morte agli americani”, “morte a Obama”, “morte a Bush – i colpevoli devono essere giudicati”, “morte agli infedeli”.

Barak Obama chiede scusa al presidente afghano Hamid Karzai e definisce l’atto di ardere il libro “un atto sbadato” e “un errore” e ha espresso “rammarico e scuse per l’incidente nel quale il materiale religioso è stato maltrattato non intenzionalmente”.

Dubito che queste parole bastino a sedare le violente proteste. Che sono dovute alla combinazione di tre fattori: l’indignazione religiosa, i gruppi che vogliono fomentare i problemi e la frustrazione per la mancanza di sicurezza e le condizioni economiche. Oltre 400 persone al giorno fuggono dalle loro case e vanno a ingrossare gli slum. Già mezzo milione di disperati. Questo il documento appena pubblicato da Amnesty International.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Bahrain, condannati a morte e prigione 22 blogger e attivisti

donna del BahrainEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Il Bahrain è noto per le proteste di questi mesi. Ricordate il famoso imam che ha consigliato come picchiare la moglie, qualche anno fa? Anche esprimere la propria opinione attraverso un blog lì è reato.

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William e Kate, l'invito a nozze ritirato

William e KateLa politica si fa da sempre anche con le nozze. Per esempio quelle di domani del principe William e Kate Middleton. Dopo l’escalation della repressione in Siria, e le molte proteste in Gran Bretagna da parte di manifestanti per la democrazia, l’invito dell’ambasciatore siriano Dr Sami Khiyami è stato ritirato.

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Cina, nuova protesta in Tibet (e nuova repressione)

Puntsok“Armoniose”, così ieri un portavoce del ministro degli esteri di Pechino ha definito le relazioni tra i circa duemila monaci del monastero buddista di Kirti e le forze di polizia cinesi che da settimane lo stringono d’assedio. (da Free Tibet)

Questa è la situazione fra il governo cinese e il monastero di Kirti, armoniosa davvero.

Puntsok, un monaco di Kirti di 21 anni, che vedete in foto, il 16 marzo si è dato fuoco ed è morto per protesta contro l’occupazione cinese del Tibet. Da allora la polizia di Pechino

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8 Marzo in Sudan festa della donna

donna del SudanProprio così, in Sudan l’8 marzo, festa della donna, è stato festeggiato dalla polizia picchiando e sbattendo in galera circa 40 di attiviste che protestavano contro lo stupro e gli abusi di una di loro da parte di una banda di uomini dei servizi segreti del paese.

E confiscando le macchine fotografiche dei giornalisti

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Se non ora, quando? La protesta delle donne italiane in Africa

Da Maputo, la capitale del Mozambico – a est del corno d’Africa, lontanissimo da noi quindi – le poche donne italiane, che lavorano tutte in organizzazioni internazionali come il nostro Ministero degli Esteri, l’ONU e la FAO, ieri si sono unite alla protesta nazionale (foto 16-19 su La Repubblica) per la dignità delle donne italiane e per la dignità dell’Italia.

Update di oggi 16 febbraio: il video della manifestazione su Youtube. Da gustare l’oggetto in legno di artigianato locale con Berlusconi steso circondato da donnine.

Paese rialzati, dice un cartello, perché le italiche vicende di ragazzine con vecchi politici bavosi sono diventate lo scherzo sulla bocca di tutti anche nella lontanissima Africa del sud.

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Usque tandem abutere, Cina, patientia nostra?

Sonam TseringQuesta la terribile notizia sulla Cina, mentre il Dalai Lama ha annunciato che probabilmente fra pochi mesi, dopo essersi consultato con i membri del suo governo, si ritirerà dalla vita politica: è stata confermata la condanna a morte di Sonam Tsering (in foto), uno degli studenti della rivolta di Lhasa, emessa nel maggio 2010 ma non riportata dalla stampa tibetana in esilio. Sarà giustiziato fra due anni.

Spero che la stampa internazionale e l’opinione pubblica si mobilitino anche contro questa barbarie, questo insulto all’umanità e alle più elementari regole dei diritti umani. O forse la Cina è troppo potente rispetto all’isolato Iran di Sakineh?

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Il fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso

donna nera che piangePer il ministro dell’Interno Roberto Maroni gli incidenti avvenuti ieri a Rosarno, il Calabria, dove centinaia di immigrati hanno distrutto auto in sosta e si sono scontrati con la polizia – apparentemente per protestare contro un’aggressione contro due extracomunitari – sono dovuti all’immigrazione clandestina. (Reuters Italia)

Ancora una volta si nota l’oscurantismo culturale, per dirla con un eufemismo, del nostro ministro. Che ha addirittura dichiarato che alla base ci sarebbe l’eccessiva tolleranza verso l’immigrazione clandestina.

Ma quanto siamo buoni noi! Tolleranti. Concediamo a questi uomini di lavorare per anni per 14 ore al giorno e li lasciamo vivere in capannoni dismessi senza le più elementari norme igieniche. Li trattiamo come carne da lavoro. E questo perché? Per la nostra ben nota tolleranza.

Delle due l’una: o in Italia non abbiamo bisogno di questi lavoratori illegali a bassissimo costo, e allora li rimandiamo a casa, oppure se lavorano qui devono farlo a condizioni pari degli italiani (non oso dire condizioni legali perché qui ormai di legale in Italia c’è rimasto ben poco).

Altro che tolleranza signor ministro, comodo!
E oltre al comodo, indifferenza, collusioni, contiguità, complicità con le organizzazioni transnazionali locali (leggi: mafia, camorra, ndrangheta, Sacra Corona Unita). Una classe politica che sa e tace. Un’amministrazione che sa e non fa niente.

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Facebook per la democrazia e la trasparenza

Facebook IndonesiaIn Indonesia migliaia di persone hanno dimostrato contro l’arresto, avvenuto giovedì, di due commissari della Comissione per lo sradicamento della corruzione – perché in Asia si ammette e si cerca di combattere, da noi no perché non esiste – e perché il presidente Susilo Bambang Yudhoyono prenda delle posizioni a sostegno della battaglia popolare.

La cosa speciale è che questa volta i dimostranti hanno protestato non sulle strade, ma con un gruppo su Facebook nel quale quasi ogni secondo qualcuno posta un commento.

Il gruppo è stato lanciato da Usman Yasin solo venerdì scorso e conta già 950.000 persone. Ovviamente, il presidente ha dovuto affrontare il problema e ha nominato una commissione ad hoc.

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Tibet, domani 17 aprile protesta internazionale contro cinque sentenze di morte

donna tibetanaUn gruppo di NGO tibetane, la Tibetan Women’s Association, il National Democratic Party of Tibet, il Gu-Chu-Sum Movement of Tibet e l’organizzazione Students for a Free Tibet (India) hanno dichiarato domani, 17 aprile, un giorno di protesta internazionale per le sentenze di morte a cui sono stati condannati cinque tibetani, chiedendo che la Cina si adegui agli standard internazionali del “giusto processo” (a cui dichiara di aderire), sanciti dall’articolo 10 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dall’articolo 6 della Convenzione Europea dei Diritti Umani (in PDF).

La dichiarazione delle NGO nella conferenza stampa è un esempio di gentilezza buddhista, benché altri gruppi di tibetani contestino i modi politici soft dicendo che la “via di mezzo” seguita dal Dalai Lama verso la Cina, di equidistanza e di dialogo, sia solo perdente:

Le ONG tibetane vorrebbero fare appello a tutte le persone del mondo che amano la libertà di prendere gentilmente parte rispetto alle autorità cinesi in merito a queste sentenze ed esprimere grave preoccupazione perché gli standard internazionali giudiziari non sono stati seguiti nei processi.

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