Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: “La comunità scientifica si ribella contro lo strapotere delle case editrici“. Una storia esemplare di come Davide sconfiggererà Golia. Forse. Certo è che non è proprio vero che le case editrici muoiono di fame, o almeno non tutte. Questa, per esempio, nel 2010 ha fatto il 36% netto di profitto.
Ora finalmente sei parlamentari siciliani dei partiti più diversi concordano in toto. I signori hanno presentato ricorso alla Corte dei conti contro il taglio della doppia indennità, ossia la possibilità di sommare allo stipendio di parlamentari (fino a 14.000 Eu) il vitalizio maturato nel corso della loro attività di deputati regionali (3000-6000 Eu al mese).
Il 3 febbraio è stato pubblicato il FAO Food Price Index, l’indice della Food and Agriculture Organization dell’ONU che misura la variazione mensile dei prezzi internazionali di un paniere di cinque gruppi dei cibi più usati nell’alimentazione mondiale – zucchero, cereali, latticini, olio e grassi e carni – e si basa su 55 quotazioni dei mercati internazionali.
Fa piacere vedere che in Italia non siamo i soli, anche se cambia la quantità della mazzetta – affitti prestigiosi a prezzi stracciati, appartamenti, barchette e così via -, mentre in India politici, poliziotti ecc. lavorano in piccolo e spesso si accontentano di qualche rupia o dei ticket restaurant.
Carinissimo il sito “I paid my Bribe” cioè “ho pagato la mazzetta”, specie i disegni. E’ gestito da un’organizzazione senza fine di lucro di Bangalore che affronta il fenomeno della corruzione “utilizzando l’energia collettiva dei cittadini“.
Le telefonate dagli Stati Uniti col servizio Google Voice in Gmail costano 0,02 dollari al minuto, meno di Skype quindi, e pare che nelle prime 24 ore di servizio siano state oltre un milione.
Aspetto per uscire con Charlie Manas, ché piove a dirotto, sia io sia lei odiamo visceralmente la pioggia. Quando mi decido sta spiovendo. Appena raggiunto il giardino arriva il classico nuvolone che ci infradicia fino al midollo. Torniamo indietro al volo e appena messo piede nel portone di casa smette.
Accendo il computer per la biblioteca ma non funziona niente. Tutto misteriosamente bloccato. Smanetto un po’ e gli dei del computer mi mandano una notifica: sono spiacenti ma si è verificato un crash di Mozilla. Cercheranno di rimettere le cose a posto il prima possibile. Ovviamente ieri sera ero stanca e, contrariamente al solito, non ho fatto il backup del file su cui sto lavorando – urgente, da mandare entro il 13.
Dulcis in fundo accendo l’altro computer, Federico VI detto “il muletto”, e faccio un giro dei giornali. Leggo così l’ultima notizia del Time, che ovviamente è sull’Afghanistan.
Google sta sperimentando una nuova funzionalità sul proprio servizio mappe che sarà particolarmente apprezzata da tutto i viaggiatori che consultano Google Maps prima di pianificare i propri itinerari.
L’esperimento consente di visualizzare il prezzo degli hotel nell’area interessata, dopo che l’utente ha inserito la data del check-in ed il numero di notti di permanenza in albergo. Al momento tale servizio non è accessibile a tutti gli utenti di Google Maps, ma solo ad un ristretto numero.
Un giocatore di un club di dilettanti del nord della Francia e’ stato condannato a 4 quattro mesi per insulti di stampo razzista. [ANSA]
Finalmente una bella notizia! In Francia un giocatore è stato sospeso per 4 mesi per comportamento razzista verso un altro giocatore del Senegal.
La bella notizia è che da noi non succede, perché in Italia non siamo assolutamente razzisti. Specie a Milano, con l’ordinanza che obbliga a tutti i proprietari di kebap a chiudere all’una di notte. Infatti, per par condicio, ora sono nel mirino anche le pizzerie d’asporto. Forse qui temono che dopo l’una il kebap si ricomponga, spiedo e tutto, e diventi una pericolosa arma per infilzare, e che la pizza possa venire spiaccicata sul viso da cittadini in vena di attacchi proditori.