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Il tragitto della fiaccola olimpica, aspettando San Francisco

torch route 2008

La fiaccola olimpica della discordia

torchI media non fanno che parlare della famosa fiaccola olimpica, la cui marcia ieri a Parigi è stata fermata da diciotto che protestavano. Il il solito giornale indiano si affretta a precisare gongolante che i diciotto sono stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale. Fiaccola accesa, no fiaccola spenta; fatto di proposito, no a causa del tempo.

Responsabile della fiaccola è la Cina, che infatti l’ha trasportata per la Francia in autobus, invece di farla portare da un atleta. Praticamente, come fare l’amore per fotografia.

E intanto la Cina ribadisce che la fiaccola sarà portata attraverso il Tibet: un’altra scusa per intensificare le repressioni. E a San Francisco, per avvantaggiarsi sulle proteste contro fiaccola, hanno appeso delle enormi bandiere con “One World, One Dream. Free Tibet” and “Free Tibet ‘08” sul Golden Bridge. Questo sotto è il video.

Ok, va bene, la fiaccola è il simbolo e tutto: ma che ne dite di occuparci delle persone adesso? In Tibet continuano le proteste e la Cina continua a sparare contro laici e monaci (tre i feriti in condizioni critiche). Al monastero di Ratroe, in seguito alle proteste, sono state imposte restrizioni severe (che consistono di solito nell’isolamento, nella mancanza di acqua e di elettricità), e le suore sono sottoposte alla “rieducazione patriottica“.

Insomma, in questo sdegno popolare sacrosanto e giustissimo, in questa lotta per il simbolo, non è che ci scorderemo che stiamo lottando per delle persone e il loro diritto di autodeterminarsi nel loro paese, e non per una maledetta fiaccola che ormai rappresenta solo il diritto del più forte?

Il Tibet e le "10 cose buone"

OlimpcsUn bell’articolo dall’inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo sulle violenze subite dai tibetani durante le proteste dei giorni scorsi e sulla repressione, appese come un manifesto nelle foto fuori della residenza del Dalai Lama a Dharamsala, in India.

Intanto quaranta uomini e quaranta donne del villaggio, seduti in due distinti recinti, proseguono da tre settimane lo sciopero della fame e della sete, alternandosi ogni 12 ore.

Il 1° maggio la Cina ha annunciato che riammetterà gli stranieri nel paese. Forse i giornalisti e certamente i tursiti, che comunque potevano girare solo con le visite guidate (anche per problemi di lingua): ma dubito che farà entrare Amnesty International e la Croce Rossa Internazionale. E se anche così fosse in un mese, volendo, la gente può sparire dalle case, dalle prigioni, dagli ospedali, senza lasciare alcuna traccia. Rimarebbero i racconti dei parenti e degli amici o di chi li ha visti portare via, ma non le testimonianze dirette e le foto dei corpi brutalizzati e torturati.

Intanto in India il gesto del campione di football Baichung Bhutia, che come dice il cognome è di origine tibetana (bhutia in sanscrito significa precisamente tibetano), che si è rifiutato di portare la torcia olimpica, non è stato seguito da nessun altro. Anzi, i giornali indiani si affrettano a trovare 10 aspetti incoraggianti della questione tibetana:

1) la maggiore coscienza internazionale sul Tibet (e questo senz’altro, peccato che questa coscienza sia stata pagata sulla pelle dei tibetani)
2) spostamento dell’interesse politico dell’India dai confini occidentali a quelli orientali (anche questo è vero, l’India prima era concentrata sul decennale conflitto indo-musulmano, ora è concentrata sulla politica servile verso la Cina: una cosa davvero incoraggiante!)
3) incredibile fallimento dello spionaggio cinese, che non ha saputo prevedere le sommosse a Lhasa e nelle province di Kam e Amdo, il vero ex Tibet (per forza, sono state proteste improvvisate senza una vera strategia, senza armi proprie, senza collegamenti logistici, totalmente perdenti, a livello di sommossa: che ti vuoi prevedere?)
4) la Cina ha mostrato un’altra faccia, quella della repressione e della soppressione delle libertà civili (ma della rivolta e del massacro di Tiananmen del 1989 il giornalista non se ne ricorda? ci voleva il Tibet? se era troppo giovane si poteva documentare prima di scrivere…)
5) importanza strategica dell’altopiano tibetano (perché la Cina lo avrebbe annesso, altrimenti?)
6) definizione del Tibet, che è molto più vasto della Tibetan Autonomous Region (basta aprire un libro di storia per saperlo, o anche Wikipedia!)
7) apertura del dibattito all’interno del Partito comunista cinese (forse) 8) notti senza sonno dei leader della terra (è sicuro? io ne dubito)
9) le Olimpiadi nel loro contesto reale (di sostanziale assenso)
10) i Giochi, che dovrebbero portare i Diritti umani in Cina (aspetta e spera).

A dire la verità, quando leggo certi articoli non se arrabbiarmi col giornalista per l’ingenuità e l’ignoranza con cui scrive (molte cose le avrebbe potute evitare aprendo un libro di storia, o anche solo Wikipedia) o con il caporedattore o il responsabile del giornale per avergli chiesto, probabilmente, di scriverle, dato che Rediff.com è un giornale indiano.

E la Cina annuncia che la fiaccola olimpica passerà per l’ex Tibet: una fiaccola insanguinata, una fiaccola di cui tutti i paesi civili dovrebbero vergognarsi. Invece della luce porta le tenebre dei diritti umani.

Le canzoni alla radio

radioQuando abitavo in America ho comprato una vecchia radio grigia, che vendevano in una farmcia di North End, il quartiere italiano di Boston, che era sintonizzata solo per ascoltare l’unica trasmissione italiana che c’era. Aspettavo con gioia la domenica mattina per ascoltare delle vecchie canzoni dialettali, delle marcette, della musica da balera, cose che qui non avrei mai ascoltato, e avevo una grande nostalgia dell’Italia. Ogni estate l’ho ritirata fuori quella vecchia radio grigia, fino al 2004.

Un’ora fa ascoltavo Liza Minnelli in televisione e poi alla radio e mi ha sommerso la nostalgia per quando vivevo a Cambridge e a New York. Erano città sempre sveglie, città dove puoi trovare nel mezzo della notte locali e ristoranti aperti e nottambuli che vanno alle riunioni pià strampalate o ai corsi per imparare il linguaggio per sordomuti, anche nei don’t go out days, quando la temperatura scende oltre i -20 C°.

Specie quando la radio trasmette la canzone Solitudine di Laura Pausini, che sentivo sempre nella mia meravigliosa casina, mi ricordo tantissime cose. Magia della radio. E voi avete delle canzoni che vi ricordano qualcosa di particolare?

Macchiaradio e l'onorevole invito

macchiaradioMi sovviene il piacevole compito di ringraziare perché ieri sono stata ospite dall’onorevole Neri e Signora a Macchiaradio. C’erano diverse persone simpatiche, cioè tutti: Laura, Francesco, Gaia, Paolo, Claudio, Ludovico.

Mi sembrava al liceo quando nascevano le prime radio libere: parole in libertà e divertimento, un caos divertente. Bella energia che circolava. Finalmente nessuno parlava di blog. E ho avuto modo di ammirare Neri che sa tutto di tutto, canzoni, programmi, nomi delle soubrettine e cose varie, fuma una sigaretta elettrica stupenda che non fa male, ha idee e progetti a gogò. Un vulcano di cose insieme a Ilaria Mazzarotta.

Hanno chiamato diverse persone e verso mezzanotte anche Giuseppe Genna (spiritoso, lo credevo noioso invece), che ha detto che il suo ultimo libro è sul banchi dei supermercati perché non riescono a venderlo.;)

E così mi sono resa conto che io sto tutti i giorni e tutto il giorno, sempre più stancamente, sul mio librone segreto, e non ne posso più. Se non lo consegno scoppio. Vado a stampare, infatti. Ultima lettura, quella su carta, quella dove saltano fuori ancora 2000 cose. Aiuto…!

Boicottare o no le Olimpiadi? Il sondaggio online del Giornale Radio1

La RAI ha realizzato un sondaggio online se boicottare o no le Olimpiadi: l’85% delle persone ha detto che si dovrebbero assolutamente boicottare.

Raffaele Roselli, del Giornale Radio RAI 1, mi ha chiesto cosa ne pensavo, perché c’è questo divario fra la politica ufficiale e quello che pensa la gente, la censura, e il ruolo di Internet. D’altronde, anche riguardo l’Italia c’è molta differenza fra la politica fatta dai politici e l’opinione e il volere popolare.
L’intervista la potete ascoltare qui.

E intanto a Kathmandu una protesta contro la Cina

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Cominciano all'estero brogli e imbrogli per le elezioni

Totò

Stavo mangiando una pastarella con la crema al bar di sotto, tutta goduta del sole e del fatto che posso camminare. Stavo seduta ché il bar era pieno, e se mi spingono vado in mille pezzi, e ho gettato uno sguardo al giornaletto lasciato sul tavolo, uno di quelli che distribuscono davanti alla metropolitana (lo fanno ancora? Dopo due mesi non lo so più..).

Dato che non so assolutamente per chi votare cerco di guardarmi in giro e di leggere molto — non tanto i programmi dei partiti, che si assomigliano tutti, ma sull’affidabilità dei capolista e sulla loro onestà e la loro reale capacità di cambiare le cose in meglio, a partire da un riforma morale della politica (forse chiedo troppo però, non so).

Penso alla notizia shock di stamattina sui brogli elettorali degli italiani all’estero, in Argentina, in Nord e in Centro America, con biglietti,

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Cina e Tibet

China freedom

Ieri la Cina ha ammesso nel paese 26 giornalisti stranieri considerati imparziali e selezionati dal governo.

Non possono girare liberamente ma sono condotti in visite collettive organizzate, accompagnati dalle solite guide che riferiscono anche alle autorità (come accade tuttora in Russia).

Infatti da giorni le forze armate cinesi circondano i maggiori monasteri di Sera, Drepung e Ganden, teatro principale dei disordini dei giorni scorsi, hanno tagliato l’acqua e l’elettricità e impediscono alla gente di portare il cibo al convento. Questa punizione collettiva porterà i monaci a morire di fame e di sete.

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Si può fare? Tutti PD

Avevo una mezza idea di chi votare, così, per vedere se era meno peggio di quelli che si conoscono e perché sono un po’ disperata, la scelta è davvero ardua, ma poi ieri sera Wolly ha segnalato questo e mi sa che ci ho un po’ ripensato.

Fra tutti, da segnalare la povera bambina sballottata su e giù da una mamma entusiasta come me quando vado a fare la risonanza magnetica e un pensionato che finge di giocare a bocce ma non riesce a piegarsi. Da brividi.

Da Quasi.dot la mappa sintetica di dove sei politicamente. Tutta da giocare.

P.S. Ho fatto il giochino ed è venuto questo. Mah. E’ l’esatto opposto della mia posizione nella blogosfera di Felter.

Libera stampa in libera Cina

PressPer tutti quelli che invocano una stampa più “imparziale” rispetto alla questione tibetana: come si fa a essere imparziali se la Cina ha cominciato a espellere i giornalisti stranieri dal 16 marzo?

Finalmente il Ministro degli esteri francese sembra essersene accorto. Lo ha detto a quello cinese che gli ha risposto che la decisione è dettata da questioni di sicurezza.

In ogni caso, anche se questo è solo un blog (e quindi ho il privilegio di poter essere parziale) molti cinesi hanno commentato il mio post Il video della protesta in Tibet: Lhasa domata ma la Marcia del ritorno ricomincia e mi hanno segnalato questo video. Dovrebbe dimostrare l’efferata violenza dei tibetani e la malvagità calcolatrice della stampa occidentale, in special modo tedesca, che manipola le immagini.

Lascio a voi giudicare il video. Lascio sempre a voi giudicare se l’annessione e l’occupazione violenta di una nazione sovrana e indipendente come il Tibet da parte della Cina, e la cacciata dal paese di tutti i giornalisti, non giustifichi degli eventuali episodi di “parzialità” da parte della stampa.

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