Tag Archives: piante

Senza parole, ma con tanto mare e sole

kotari beachCari tutti, da domattina Orientalia va in vacanza per pochi, indispensabili giorni.

Niente computer, niente cellulare, niente Twitter, niente amici, niente cane e piante, niente libro, niente articoli e niente parole, ma tanto mare, tanto silenzio e tanto sole.

Saluto un amico che non ho avuto modo di sentire e ringrazio tutti voi che mi leggete e che nei mesi passati, talvolta difficili, senza potermi muovere dal letto, mi avete fatto compagnia e mi avete portato tanta gioia, tante discussioni, tante notizie e mi avete strappato tanti sorrisi.

Ciao, a presto!

Ferragosto in bici ma senza baci

kiss in waterPasserò il mio ferragosto a casa, cane piante e tutto, finirò l’articolo di approfondimento sulla Cina e i Giochi olimpici e cucinerò, ma leggero perché altrimenti mi addormento. Fortuna che qui a Milano il cielo è coperto e l’aria meno afosa del solito, se si mantiene così il pomeriggio tardi farò il primo (e forse unico) giro in bici dell’anno.

Ecco il mio menu leggero di Ferragosto:

crostini al tartufo
una grande teglia di pomodori al gratin
zucchine e melanzane ripiene
patate al forno
formaggi a pasta molle
gelati (ho un meraviglioso sorbetto bio al limone e i classici gelati al biscotto)
bibita al limone fatta in casa

E voi cari, di là, che farete? Se siete in quel di Eboli badate a non baciarvi ché prendete una multa. Se invece siete affascinati dalla professione di reporter in aree di crisi, e vi piace rischiare il rapimento o la morte violenta (perché lo dovete mettere in conto), questo concorso fa per voi: approfittate dei giorni di festa per partecipare.

Un Buon Ferragosto a tutti!

Il mostro di Montauk e la falsa lettura della Bibbia

MonsterChi sa perché, a vedere questa foto di un povero animale deforme, strano incrocio fra un rapace e un cane, e a sapere che sarebbe stato trovato su una spiaggia di Montauk, a Long Island, fuori del Plum Island Animal Desease Center (una struttura del governo americano che in teoria si occupa di malattie animali), sono portata a credere che la foto sia vera.

Se anche fosse un fotomontaggio, già il fatto che si possa credere senza fatica che lo strano essere sia il frutto di un esperimento genetico mal riuscito mi sembra agghiacciante, perché so che nel campo dell’ingegneria genetica i veri mostri siamo noi, a cominciare da quando abbiamo clonato la povera pecora, Dolly.

Chi sa se un giorno un qualche essere più intelligente di noi, venuto da un’altra galassia, si divertisse a fare esperimenti clonandoci, mischiando i nostri geni in modo da generare dei mostri, provando su di noi delle medicine con effetti tossici o letali o sottoponendoci a torture di ogni tipo in nome della scienza e della ricerca: ci piacerebbe?

Ecco, a chi fa questo tipo di ricerca, a chi l’autorizza, a chi la finanzia, a chi contribuisce, a chi è d’accordo, farei provare le stesse identiche cose.

Oltre tutto, dato che di solito sono paladini del pensiero laico e laicista, forse non sanno che questo è il frutto più becero di un’etica fondata sull’interpretazione della Bibbia che pone all’inizio la creazione dei più umile, per finire con quella l’uomo. Per questo, dato che è gerarchicamente più in alto, assegna un valore superiore all’uomo, che avrebbe il diritto di disporre di tutto quello che sta più in basso, esseri inanimati, piante e animali.

In nome di questa gerarchia il pianeta si sta rovinando irrimediabilmente, cani, gatti e altri animali domestici ogni estate sono abbandonati e uccisi a migliaia e non è così improbabile la creazione di un essere come quello di Montauk. Ma non chiamiamolo mostro, perché i veri mostri siamo noi.

Un Guru un po' speciale

guru's collection

…arredi per la casa, e poi aerei, elicotteri, barche, auto di lusso e viaggi in luoghi esotici. [...] Cambi e famiglia, secondo la Guardia di finanza di Bologna, erano arrivati a spendere due milioni per orologi di marca, 15 per serate di gala in discoteca o in locali alla moda, altri due per noleggiare Ferrari, Bentley o Porsche. In tutto 32 milioni, a cui ne vanno aggiunti altri 22 come compensi per consulenze che Cambi si faceva pagare dalla sua stessa azienda.

Così il Corriere della Sera sull’arresto di Matteo Cambi, il guru di Guru, che piace alla gente che piace. E continua oggi:

Matteo si compra un appartamento di 600 metri quadrati a Palazzo Carmi, un edificio del ’700 nel cuore di Parma, e ci mette dentro una beauty farm adornata di opere in bronzo raffiguranti il Buddha, decine di luci Swarovski che riproducono la costellazione dei Pesci, il suo segno zodiacale, un toro d’acciaio da un paio di quintali scolpito da Arturo Di Modica, l’autore del toro di bronzo da quattro tonnellate che sta davanti all’ingresso di Wall Street.

Questo simpatico re del kitsch, che avrà preso sì e no il diploma, ha fatto le cose un po’ troppo in grande. Dicono che il suo stile di vita abbia rotto le scatole a qualcuno, che si è detto “io ho studiato e ho lavorato tutta le vita onestamente e non ho una lira in tasca, lui nella sua ignoranza in pochi anni vive da nababbo: c’è qualcosa che non va” e ha chiamato la Guardia di Finanza.

Secondo me, questo è uno dei pochi casi in cui l’invidia non è una brutta cosa.

Quello mi stupisce sono io. Forse sono assolutamente out of fashion perché questa è la collezione Guru con la famosa margherita stampata su tutto. Ho visto una maglietta come quella in foto al mercato di viale Papiniano qui a Milano e non l’ho neanche comprata. Detto fra noi, mi sembrava la pubblicità dell’omonima carta igienica con la margherita.

Un altro terremoto colpisce il Tibet, la protesta scoppia in Cina e il Nepal si schiera contro l'India: Olimpiadi difficili

earthquakeUn terremoto ha colpito il Tibet, cioé la Tibetan Autonomous Region della Cina.

Intanto si allarga la protesta di massa di oltre 10.000 cinesi nel sud-ovest della Cina contro il governo, accusato di aver insabbiato lo stupro e omicidio di una ragazza di 15 anni da parte di un parente di un politico locale.

Il segnale è chiaro: basta con la corruzione e lo strapotere dei politici. Basta con le violenze e i soprusi.

The Times of India riporta anche che il governo cinese si è dichiarato contro la riapertura dei confini fra India e Nepal, accusando i tibetani di valicarli per diffondere la protesta pro-Tibet percorrendo la via Tibet/Cina-Nepal-India. In Nepal risiedono oltre 20.000 tibetani.

Purtroppo anche il governo nepalese appoggia la Cina e si oppone all’apertura dei confini, come fa dal 1990, dato che la loro politica è sempre stata quella di opporsi al “Grande fratello”, come chiamano l’India, e di abrogare il Trattato di amicizia India-Nepal del 1950.

La posizione del Nepal è essenzialmente ideologica perché è probabile che gli aiuti economici che dà la Cina per la ricostruzione del paese sarebbero inferiori alla ripresa dei commerci, se i confini fossero aperti, come in pratica sono stati per millenni (condizioni geografiche permettendo: c’è ancora la bella giungla del Terai da attraversare, benché depauperata).

Ma il Nepal oltre tutto teme la Cina, e con buone ragioni, mentre non ha da temere dall’India che, benché imperfetta, è comunque una democrazia.

Insomma, estate calda e problemi che si assommano in quella parte del mondo. Che con le Olimpiadi di Beijing imminenti è sempre più vicina.

Intanto guardate questo video del massacro di Tiananmen del 1989 che è stato tolto dalla directory segreta. E’ solo una parte ed è in cinese ma le immagini, purtroppo, non hanno bisogno di spiegazioni. Il governo della Cina con gli oppositori è brutale.

Proposta tutta italiana per il sacro albero del Buddha

pipal tree Ieri mi ha dato un’intima soddisfazione leggere che in Italia non siamo i soli. Nella città di Bodh Gaya, in Bihar, vicino al Mahabodhi temple cresce un albero che più sacro non si può. E’ la ficus religiosa o albero del pipal e sotto i suoi rami il Buddha intorno al 500 a. C. raggiunse l’illuminazione.

Ovviamente i buddhisti da tutto il mondo vengono per venerarlo ed esprimono la loro fede in soldoni. Però nel 2006 un ramo penzolante è scomparso ed è stato venduto in Thailandia per 1.5 $ milioni! Inoltre i soldi delle offerte giornaliere spariscono e pure le foglie che cadono.

Il tempio è gestito da un comitato di preti induisti e buddhisti. Assurdo ma sembra che siano proprio loro a vendere le foglie e i rami sacerrimi dell’albero e a far sparire le offerte. Sembra che vivano in un lusso occidentale e ovviamente si accusano fra loro, induisti contro buddhisti e viceversa.

Allora, a beneficio di tutti, io propongo che i preti indiani siano sostituiti dai politici italiani di più specchiata onestà, per esempio quelli che hanno gestito lo smaltimento dei rifiuti in Campania. Tutte le questioni religiose sarebbero risolte, in piazza Forcella a Napoli crescerebbe il grande albero che fa anche ombra, i nostri politici aumenterebbero i loro meriti e sconfiggerebbero il Karman e i credenti potrebbero pregare sui luoghi sacri del Buddha in Italia, incrementando il turismo.

Mi chiedo solo a chi sarebbe affidata la costruzione del sito ma Rutelli è un buon nome, se non altro parla bene l’inglese.

Maternità

flowersCaso limite quello contemplato dal documento congiunto, firmato dai direttori delle cliniche di Ostetricia e Ginecologia delle facoltà di Medicina delle università di Roma La Sapienza, Tor Vergata, la Cattolica e il Campus Biomedico, del bimbo nato vivo dopo l’interruzione della gravidanza oltre il 3° mese, per motivi medici quindi.

Penso che sia lapalissiano che quando il cordone ombelicale è stato reciso, se il bambino è vivo è un essere giuridicamente a sé stante, e in quanto tale abbia il diritto legale a che gli vengano prestate tutte le cure mediche necessarie. Ovvio anche che non va chiesto il parere della madre che, se ha interrotto la gravidanza, lo ha di fatto abbandonato e non può esercitare il diritto alla patria potestà. Insomma, a buon senso: se ha interrotto la gravidanza non vorrà poi tenerlo in vita.

Certo, è possibile che un essere umano rianimato al quinto mese di gestazione o più presenti malformazioni; ma certo anche che non è che vogliamo mettere in atto l’ideologia della razza pura che chi non è sano mentalmente o fisicamente venga eliminato, ché oltre tutto non si sa in anticipo (e magari già che ci siamo mettiamoci anche omosessuali e zingari va’).

Insomma, per me la questione è delicatissima e dibattuta e non mi sento di giudicare quello che secondo me è soprattutto un caso di coscienza. Non mi sento di giudicare, punto. Non vorrei essere io a scegliere o a decidere.

Vorrei solo sapere perché questo documento è uscito in occasione della Giornata per la Vita — concordo con Notiziole di Mau — e quanti casi di bambini nati vivi ci sono dopo l’interruzione di gravidanza. In sunto, perché ribadire il diritto alle cure mediche ora, in questo momento politico.

Non concordo invece col ministro Livia Turco quando afferma che rianimare contro la volontà della madre è una crudeltà insensata. Vi sono migliaia di famiglie che aspettano per anni dei bambini da adottare e non penso che tutte le madri biologiche siano per questo le migliori persone per allevare un bambino, in ogni caso.

Un tempo credevo che a un bambino fosse dovuta una “famiglia” regolare, padre e madre, ammesso che ce ne siano ancora di sane: poi ho visto coppie di amici gay (americani) che sono eccellenti genitori; e anche madri o padri single che lo sono.

Insomma, le soluzioni di accoglienza per allevare un bambino sono tante e talvolta migliori della madre che gli ha dato la vita: perché la maternità non è un fatto biologico, è l’attitudine materna verso la vita e verso un bambino, qualsiasi bambino. Anzi, direi verso il mondo, verso la vita su questa terra, verso il verde e i fratelli animali (e pure gli umani).

Ecologia, felicità e blog sul futuro

<img src="Parco Lambro a Milano in novembreAlla festa di giovedì scorso il giornalista Giuseppe Caravita (questo è il suo blog personale), alla fine dell’intervento di Sterling, ha detto che non ha voluto aprire un blog su Nòva perché il futuro del pianeta non è così roseo, anzi, è catastrofico: come si può vedere dal buco dell’ozono, dai ghiacci artici che si stanno sciogliendo, dai tifoni sempre più frequenti, solo per dirne qualcuna, si va rapidamente verso l’autodistruzione dell’ecosistema. Se ho capito bene il suo punto, parlare di futuro in modo positivo, quindi, non gli sembrava etico.

Ha citato Al Gore, che nel 2007 ha vinto il Premio Nobel per la Pace per la sua incessante campagna di sensibilizzazione ecologista e di sviluppo sostenibile. Questo è il video del discorso di accettazione del Nobel di Al Gore sui disastri climatici e la conseguente emergenza planetaria; e qui potete leggere la risposta di Sterling a Caravita.

continua


Un cactus per l'8 marzo dedicato a tutte le donne

cactus (c) iperpiante.itBanale ma è così. L’anno scorso per l’8 marzo ho messo un video, quest’anno invece ho il mood serio.

Il primo (e unico) regalo che ho ricevuto per la Festa della donna è stata una meravigliosa piantina. Me l’ha riportato a casa mio padre. Vivevamo io e lui da soli. Io lo guardo stupita perché per me l’8 marzo è come il 7 e il 9, irrilevante, lui poggia il vasetto e mi fa, di poche parole come sempre:

L’ho vista e ho pensato a te.

continua


L'avventura delle poste di Pune

Sono appena andata al GPO, il General Post Office di Pune, le poste centrali. E’ un bell’edificio, enorme, altissimo, in stile vittoriano, circondato da palme, ficus giganti e piante varie, i soffitti che arrivano al tetto, i fan che scendono copiosi dal soffitto con le pale che vorticano e i fogli che volano. I banconi sono in legno massiccio scuro e ben lucidato.

Avevo in mano il pacco pesante di libri da spedire. Le poste centrali e qualche sede importante aprono alle 10 e chiudono alle 8 di sera, sabato incluso, gli altri alle 2 circa. Dopo una fila di circa 10 o 11 persone arrivo e c’e’ la disputa perche’ io lo voglio mandare via mare, loro insistono per via aerea, che costa il doppio. Anche l’autista del trivilar, cioe’ il threewheeler (il mio era un vecchio Ape 50 del solito colore giallo e nero) all’inizio insiste perche’ mi sta aspettando, mi aveva anche aiutato a portare il pacco.

continua


Avanti

Indietro