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Leandro libero

Snow in Milan, January 7 2009Stamattina alle 8, quando mi sono alzata, ho visto che la neve aveva piegato di nuovo fin quasi a terra i rami di Leandro, l’oleandro rosa che sta sul terrazzo di casa e che vedete in foto. Così mi sono bardata di tutto punto e sono andata, sotto un cielo spettrale color grigio scuro, a liberare lui e le altre 78 piante.

Sì lo so, ci sono mille altre cose importantissime nel mondo di cui parlare, ci sono mille altre cose per cui preoccuparsi, come la guerra senza fine in Medio Oriente, o di cui lamentarsi, come l’ennesimo articolo sulla fine dei blog (perché, poi, non si sa), ma credo che prima di tutto bisogna prendersi cura di quello che ci sta intorno, quello che abbiamo scelto, quello che ci siamo presi l’impegno di amare e curare e da noi si aspetta amore e cura.

Stamattina, per me, qui davanti alla Passione, c’era Leandro e gli altri

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E-gov 2012, la nuovissima cura di Brunetta vecchia di tre anni

BrunettaCominciamo l’anno con una notizia davvero nuova, che porrà l’Italia in testa a tutti i paesi dell’Europa e dell’Asia. Il ministro della fannullonaggine Brunetta, infatti, ha trovato una cura per rilanciare l’economia italiana:

[il] piano «e-gov 2012»: un vero e proprio salto di qualità nell’utilizzo delle tecnologie informatiche già in possesso delle amministrazioni centrali e degli enti territoriali per migliorarne le prestazioni, ridurre i tempi di attesa di una pratica e garantire il massimo accesso possibile a cittadini e imprese.

Vuole potenziare le tecnologie informatiche e l’implementazione del sistema pubblico di connettività, che oggi consente alle amministrazioni centrali di comunicare online, perlomeno dal lato dell’offerta pubblica di servizi. In soldoni: dare vita o sviluppare l’e-governance o e-government (che sembra che non siano la stessa cosa).

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Natale d'amore again

Anche io, come tutti, a Natale sono ancora più buona.
Tanti auguri!
China and Christmas

In diretta dal RomeCamp2008: altro che Pocket Coffee!

Pocket CoffeeRoma, in diretta dal RomeCamp. Per adesso la presentazione in Aula1: Ambiente è di una noia mortale. Lui rigido in giacca, seduto, spiega con tono assolutamente monotono, monocorde e lievemente imbarazzato qualcosa di Yahoo!. Le presentazioni in Aula 2: Tecnologia e Aula 3: Società leggermente meno soporifere.

Questo BarCamp ha avuto un battage pubblicitario incredibile sui social network, specie grazie ai vari inviti, richiami, rimandi e sollecitazioni di Facebook, la moda del momento. Decisamente un po’ eccessivi. Comunque sarà certamente bellissimo, ne parleranno tutti, vedremo foto e video e ci sarà un fiorire di link ma, per ora, sembra tutto alquanto moscio.

La cosa più bella del BarCamp è rivedere gli amici e conoscerne di nuovi. Vedere se ci sono progetti, iniziative e idee interessanti che nascono dall’incontro di tante persone. Infatti mi ero segnata anch’io ma, dato che fra poco devo andare un paio di giorni a Roma, al Ministero degli Affari Esteri, ho pensato bene di godermi questa influenza a Milano.
Così mi sono persa il RomeCamp ma, per ora, ne ho guadagnato in Pocket Coffee.

Vecchio e nuovo giornalismo: ma la gente che ha recepito del giornalismo online?

Ce l’ho fatta, sono andata all’incontro Vecchio e nuovo giornalismo a confronto. L’evoluzione digitale dell’informazione.

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La vendetta di Berlusconi

Che devo dire? L’ottima salute di Berlusconi si vede anche dalla sua memoria, perché ha fatto benissimo a fare dell’ironia e dire che è abbronzato: Obama si è comportato proprio male quando il nostro ha tenuto un discorso al Congresso degli Stati Uniti, a Washington, il 1° marzo 2006.

Obama non applaude, non si alza in piedi, sbadiglia, si guarda in giro invece di guardare Berlusconi e questo non è carino, anche se forse la pronuncia inglese del nostro ha bisogno di qualche aggiustatina.

Ps: Musichetta antipatica e finale che non c’entra niente. (Via)

Nel 5° e sempre giovane, baldanzoso e forte

birthday cakeIl 7 novembre Orientalia4All è entrato nel 5° anno di vita. Sì, ha compiuto 4 anni, e ancora mi sveglio la mattina che ho voglia di scrivere, e questo è stupendo.

Festeggio anche un altro compleanno delayed, quello del blog Giuseppe Tucci, il mio maestro, che il 6 giugno 2008 è entrato nel 3° anno.

Sono felice di averli, entrambi mi aiutano a riflettere sui fatti del mondo o sugli studi che compio. Soprattutto, tutti e due mi permettono di conversare con molta gente. Con alcuni sono diventata amica. Grazie a voi che mi leggete e buon compleanno a tutti quelli che mi hanno seguito in questi anni!

La democrazia con gli occhi del Buddha

Obama e il  Dalai LamaPenso alle belle foto che circolano di Obama, lui con i suoi figli, lui da solo, forte e sorridente, lui con il Dalai Lama. E rispondo con le parole del Buddha a Alexziller, con il quale prima delle elezioni italiane parlavo su quello che è per me la vera democrazia.

La democrazia segue le stesse regole base del Buddhismo, gli stessi processi.
Certo, ai tempi di Siddharta (ca. 500 anni a.C.) non c’era neanche il concetto di democrazia perché chi comandava comandava a suo capriccio, e il soggetto obbediva e basta. Non c’erano le elezioni. Però il re poteva comandare più o meno bene e tenere conto del benessere dei cittadini a lui soggetti, o no. Essere più o meno illuminato.

La democrazia, con un reuccio liberamente eletto dai soggetti, è un sistema di governo moderno e pessimo. Ma non ce n’è uno migliore. E’ l’unico possibile, e per due motivi principali:

1) in teoria possiamo tutti diventare reucci e reginette;
2) è l’unico sistema che il soggetto comandato può migliorare (e qui concordo).

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L'economia del dono oggi su Nòva

Oggi sul Nòva, l’inserto del Sole24 Ore, Enrica Garzilli ha parlato dell’unica community su Internet in cui davvero ancora si attua l’economia del dono, quella cioé non basata sul valore commerciale, ma sul valore di scambio e sulle relazioni: quella dei forum tematici.

Veramente lei ancora l’articolo non lo ha visto, ma se voi l’avete letto

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Barack Obama e il sogno di Gandhi

ObamaI sogni del neo-eletto Obama non sono certo di basso livello ma ora comincia la realtà, la quotidianità.

Su di lui si appuntano le speranze di ripresa economica dell’America e le speranze di democrazia di mezzo mondo. Specialmente, le speranze di pace in Medio oriente, dopo decenni di guerre e tentativi di normalizzazione.

Tutti il mondo si aspetta che Obama faccia sì che il vento di democrazia, di standard morali e di libertà civili torni a soffiare più forte sui paesi di influenza americana. E’ praticamente un’impresa titanica, ma penso che dopo Bush non si possa che fare di meglio.

Oggi The Hindu riporta che Gandhi è stato la fonte di ispirazione per Obama. In realtà sin dal 23 febbraio 2008 questi ha rilasciato un’intervista a India Abroad, il più vecchio giornale degli indiani residenti in America (riportato da innumerevoli quotidiani, fra cui The Times of India), in cui ha dichiarato:

Nella mia vita ho sempre visto Mahatma Gandhi come una fonte di ispirazione, perché lui incarna il tipo di cambiamento che può essere fatto quando la gente comune si riunisce per fare cose straordinarie.

E il 24 agosto Madonna ha paragonato McCain a Hitler e Obama a Gandhi.

Il 2 ottobre, giorno della commemorazione di Mahatma Gandhi, Obama ha poi fatto un discorso (completo), molto bello e molto convincente, sulla necessità che l’America torni ad avere il primato morale (position of moral leadership) che ha avuto nei suoi giorni migliori e ha parlato a lungo di Gandhi e di come la sua forza sia stata la gente che gli era dietro, che lui è riuscito a riunificare e catalizzare:

[...] L’importanza di Gandhi è universale. Innumerevoli persone nel mondo sono state toccate dal suo spirito e dal suo esempio — la sua vittoria a sua volta ha ispirato una generazione di giovani americani per spazzare via, in modo pacifico, un sistema di aperta oppressione che è durato per secoli, e più recentamente ha portato a morbide rivoluzioni in Europa orientale e ha estinto l’apartheid in Sud Africa. Nelson Mandela, il Dalai Lama, il Dr. Martin Luther King, Jr. hanno parlato del loro grande debito verso Gandhi.

Il suo ritratto è appeso nel mio ufficio per ircordarmi che il vero cambiamento non verrà da Washington, verrà quando la gente, unita, lo porterà a Washington.

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