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Per Roberto Donatoni, l'amico

L’indologo e tibetologo Roberto Donatoni se ne è andato. Così, improvvisamente. Il mio amico. Nel giorno del suo 53esimo compleanno.

Era una delle menti più brillanti e positive del desolante panorama universitario italiano. Ha tradotto un solo testo, La liberazione in vita: Jivanmuktiviveka, di Vidyaranya (1995), ma ne ha curati tantissimi altri per l’Adelphi.

In realtà non si è mai laureato. Da ragazzino ha cominciato a studiare l’ebraico e l’arabo ma non era soddisfatto. Ha incontrato il sanscrito ed è stato amore a prima vista.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: India, l’attivista Anna Hazare digiuna contro la corruzione

Il Fatto QuotidianoEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Perché in India c’è chi è disposto a morire per ripulire la classe politica dalla corruzione.

E la gente comune, gli studenti, i fashion designer e persino le star di Bollywood e di Tollywood sostengono la campagna.

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L'innovazione passa per il sanscrito: World Sanskrit Book Fair, Bangalore, 7-11 gennaio 2011

Gandhi che leggeGuru e pandit al settimo cielo. L’India si sta svegliando, con l’aumentato benessere sta definitivamente riscoprendo le sue radici culturali – perché a pancia vuota non si ragiona – e la sua identità più profonda. E vuole farle conoscere al mondo.

Se avete in mente un viaggio in India, dal 7 all’11 gennaio 2011 si terrà a Bangalore, splendida e moderna città del Karnataka, nella regione centro meridionale del paese, la prima fiera internazionale dei libri di sanscrito, una specie di Salone del libro dedicato al sanscrito come lingua e come medium: letteratura, matematica, astronomia, storia, ecc. e, ovviamente, lo studio della lingua e della linguistica.

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The Gandhi saga

Rahul e Priyanka GandhiSegnalo una delle famose – e temute – video recensioni di Diego Bruschi, questa volta su Limes – Pianeta India, e sul mio articolo Gandhi Dynasty.

Da notare la musichetta molto piacevole del video: la suona lo stesso Diego, il quale si sta rivelando di molte qualità: grafico, rensore, musico. E blogger.

Diego dice due cose molto vere: l’India è un paese lontano non solo come distanza, ma culturalmente. Infatti, anche a livello di percentuale di spazio occupato, sulle riviste italiane si parla molto più dei paesi latini che dell’India, che invece è molto presente sulle pagine dei giornali inglesi.

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Internet e India, truth alone wins

Prabhakar RaghavanDomani, giovedì 24 settembre, Prabhakar Raghavan, Head of Yahoo! Labs, il dipartimento di Yahoo! dedicato alla ricerca scientifica e tecnologica applicata a Internet, sarà insignito della laurea honoris causa dal Corso di Studio in Scienze Tecnologiche Informatiche dell’Università di Bologna, sede di Cesena.

Se siete da quelle parti andate a sentire la sua lectio magistralis. Io francamente ci andrei, so già che sarebbe tempo ben speso perché uscirei con delle idee, dei dubbi, delle domande, a parte il piacere che avrei di salutarlo.

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Softi Free OCR funziona?

scannerL’altro giorno dovevo scannerizzare dei fogli di un articolo scritto a mano in stampatello, con le note in sanscrito, di Debabrata Sensharma, uno studioso indiano allievo del famoso pandit Gopinah Kaviraj. Ho provato perché altrimenti avrei dovuto riscrivere tutto a computer. Ho usato il programma Softi Free OCR per trasferire il foglio scannerizzato immediatamente come documento word e mi sono resa conto che non faceva un grande caos con le lettere.

Che non riconoscesse le note in scrittura devanagari me lo aspettavo, ma che facesse una tale confusione fra le parole del testo, scritte a stampatello, proprio no. Tutto da rifare.

C’è un modo perché funzioni meglio o Softi Free OCR va bene solo con i documenti già scritti a computer o a macchina? Sono io che non sfrutto bene le potenzialità del programma (su Facebook mi hanno detto tutti che è utilissimo)?

Il Cavaliere un po' è perseguitato, un po' è...

Camilla FerrantiTutti sanno che Berlusconi… un pò è perseguitato, un pò è coglione lui. Per parlare di certe cose al telefono…

Ecco la frase lapidaria di Bossi, parlando di Berlusconi e le intercettazioni, in un’intervista a Telelombardia di venerdì scorso che è stata trasmessa nel corso del programma Iceberg.

Così, mentre Berlusconi si schiera contro l’entrata nel G8 di India e Cina, le due grandi potenze emergenti che in pochi anni diverranno superpotenze e non potranno più essere bloccate nelle grandi organizzazioni sovranazionali, The Australian sul tema intercettazioni titola Berlusconi accused of pimping his ‘butterflies’ cioè

Berlusconi accusato di fare il pappone per le sue “ragazze”.

Termina l’articolo con le parole in sua difesa della tronista Camilla Ferranti (nella foto sopra), una delle “ragazze”. Ma anche queste parole suonano, in realtà, come un atto di accusa, per quanto suonano false:

E’ una persona di grande sensibilità, molto generoso, che ama lo scherzo. Il suo comportamento è innocente, Gli piace la bellezza, come piace a molti altri.

Ecco, non so voi ma io mi vergogno un po’. Come quando Ilona Staller, in arte Cicciolina, era stata eletta deputato, mi è sembrata una vergogna: non mi piace che un’attrice super porno, con foto pubbliche anatomiche, mi rappresenti. Mi sono sentita offesa nella mia dignità di donna e di essere umano.

Dopo qualche anno sono andata a lavorare in India e anche il mio amato maestro, il pandit Nityanand Sharma che ha ha scritto un utile manuale di sanscrito moderno, mi diceva che il mio karman come italiana era una punizione, visto che in Italia era stato deputato Cicciolina.

E mi sono sentita offesa quando sul Time è apparso il brevissimo stralcio di un’intervista, una frase lapidaria, in realtà, di Alba Parietti, accompagnata da una sua foto in mutande di pailettes e maglietta molto generosamente aperta sulle sue grazie prefabbricate, che recitava più o meno così:

Io introduco la cultura negli Stati Uniti.

Avevano lasciato la rivista sulla mia scrivania ad Harvard per prendermi bonariamente in giro sulla qualità della cultura italiana, dicendo che era ovvio che me ne fossi andata, ma mi ero sentita offesa. Io non avevo niente a che vedere con quella “cultura”.

Tutti questi personaggi, e ora purtroppo anche il nostro Primo ministro, al di là di tutte le considerazioni politiche perché non sono una politologa, sicuramente suscitano me un senso profondo di vergogna: mi vergogno di loro e per loro, mi dispiace quello che scrivono di loro all’estero, mi sembrano dei fenomeni un po’ deformi da palcoscenico e, sebbene mi dica che c’è di peggio al mondo, ci sono politici ben peggiori, quando incontro amici e colleghi stranieri evito l’inevitabile: le domande sulla cultura, sulla politica e sui personaggi politici, sulla loro moralità, sulla loro legalità.

E questo mi pare un gran brutto segno.

Il Dalai Lama e Jawaharlal Nehru, 30 aprile 1959

Questo è un documentario storico del ventiquattrenne Dalai Lama che incontra Panditji, primo ministro dell’India libera dal 15 agosto 1947 al 27 maggio 1964.

Il Dalai Lama era appena fuggito, col consenso tacito della Cina, dal Tibet occupato. Questo video mostra quando Nehru lo andò a incontrare sulla collina di a Mussoorie, la stazione climatica vicino alla sua attuale residenza, Dharamsala.

Il Dalai Lama, da bravo ospite, vuole dare la sciarpa di seta bianca al suo anfitrione: ne riceve due, una da un aiutante a destra e uno a sinistra, ancora non spiegate, e ne dà una a Nehru che però sembra che non sappia proprio cosa farne e la prende sulle braccia, invece di inchinarsi a farsela mettere intorno al collo!

La dolcezza dello sguardo di un pandit

panditNell’anno accademico 1925-26 Giuseppe Tucci insegnò Lingua e letteratura italiana a Shantiniketan, nella scuola del premio Nobel Rabindranath Tagore. Lì a Shantiniketan divenne amico del direttore della scuola, il pandit Vidhushekara Bhattacarya. Così lo descrive Formichi quando lo venne a prendere alla stazione di Bolpur, vicino alla “Dimora della pace”:

..uno dei maestri più dotti e autorevoli. Macilento, incartapecorito, ad onta abbia di poco varcato i quarantacinque anni, potrebbe servire da eccellente modello a un pittore che volesse rappresentare il tipo di perfetto asceta. La dolcezza del suo sguardo è lo specchio fedelissimo della sua anima. (continua)

(foto)

Pensierini sul LitCamp e la Fiera del Libro

palazzo granieri

NB: A presto il video. lo spero, almeno. A gentile richiesta specifico: Luca Conti non ha parlato, ma è stato pazientemente ad ascoltarmi tutto il tempo. E a ridacchiare, di tanto in tanto: noi sappiamo perché.:)

Tutto molto bello, tutto grande, elegante — anzi, grandioso — tutto ben organizzato: Palazzo Granieri che ci ha ospitato è splendido; Arseniobravuomo (ottimo il tuo thè fatto in casa, grazie!) e gli altri, come Pasteris, ma anche Effe che non so il nome del blog e un altro più basso, quasi biondo, serissimo, tutti gentilissimi e disponibili; il cibo di San Lorenzo sempre ottimo e abbondante, ché il link glielo fai volentieri; il personale del Circolo dei Lettori dove stavamo era molto sollecito, guardia inclusa, che ostentava una placida indifferenza.

Che dire? Tutto era, per me, un po’ troppo: le sale troppo grandi e troppo eleganti, dispersive, con sedie scomodissime fatte per signorine bon ton in cerca di un buon partito che stanno nei salotti sorseggiando il thè; faceva

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