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L'India a Venezia

matrimonio indianoIn India si sogna in grande, ma grande davvero. E si fanno le cose in grande, anche se in Occidente pochi lo sanno e hanno in mente solo la grande maggioranza degli indiani, che hanno mediamente un livello di vita molto più basso del nostro. C’è un matrimonio indiano, per esempio, che si sta svolgendo a Venezia e durerà tre giorni. E che dicono che sia costato ben 20 milioni di euro (più di William e Kate, per intenderci).

Gli sposi sono Vinita, figlia del magnate del ferro Pramod Agarwal, e il fidanzato Muquit. Lo stile è Bollywood. Gli invitati sono 800, un dirigibile sosta sulle teste degli ospiti per tutta la prima serata, il ristorante padovano Le Calandre è responsabile del menu, rigorosamente vegetariano, una squadra di parrucchieri è a disposizione per gli invitati per tutti i tre giorni a tutte le ore, più di 500 persone assunte ogni sera per servire, un decoratore indiano che la famiglia ha

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Il concerto multietnico di via Padova a Milano

nullMusica, divertimento, gioia di vivere: via Padova non significa solo problemi. Per chi è a Milano, stasera concerto al teatrino del parco Trotter in via Felicita Morandi tenuto dalla Banda delle donne, Rhapsodija Trio e l’Orchestra di Via Padova.

Fra l’altro, l’Orchestra di via Padova è formata da musicisti professionisti italiani, peruviani, estoni, cileni, marocchini, ucraini, cubani, serbi e del Burkina Fasu.
Qui il programma (in pdf).

Milano, viale Padova: gli ispanici musulmani

Domenica pomeriggio sono andata in vale Padova a vedere i disastri. La via e la zona erano deserti, c’erano solo cartacce. Forse proprio il deserto e la calma inusuale erano lo specchio della battaglia fra i gruppi di neri e ispanici accaduta poche ore prima.

Stamattina presto ho ascoltato il telegiornale del 3 e tutti quelli locali disponibili. Roberto Jonghi Lavarini invocava la Legione straniera per “gestire l’ordine nei quartieri a rischio e mantenere i rapporti con le rispettive comunità etniche, culturali e religiose di appartenenza, insegnando loro come ci si deve comportare in un paese civile e democratico dove sono ospiti“.

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Enrico Berlinguer gay

Enrico BerlinguerNon sempre bisogna credere alle citazioni di un libro “dotto” scritto da un professore universitario. Enrico Berlinguer è finito tra le pagine di Homosexuels et bisexuels célèbres di Michel Larivière, esimio psicologo clinico e docente universitario. Questo è un colto dizionario sulle tendenze sessuali nascoste di personaggi famosi e pare che Larivière abbia fatto diversi altri errori, per esempio avrebbe fatto nascere Berlinguer a Padova, quando tutti sanno che suo fratello Giovanni divenne giovane docente universitario a Sassari, come anche suo cugino Luigi, proprio grazie alla nascita e attività politica loro e di Enrico nella città sarda.

Se di Berlinguer, sposato con quattro figli e non in odore di omosessualità, ha scritto questo, mi piacerebbe leggere il dizionario solo per vedere cosa ha scritto sulle supposte tendenze gay e giovanili di Bettino Craxi (vox populi, s’intende).