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Il pericolo del jihad in Libia

Come dicevo prima, il pericolo che dietro a questi moti sommosse e mezze rivoluzioni di alcuni paesi arabi si celino i movimenti fondamentalisti islamici è molto reale.

E’ vero, nessuno ha mai visto rivendicazioni, simboli, bandiere o scritte dei vari gruppi, ma è assai probabile che stiano a guardare dietro le quinte per occupare spazi reali, personali, amministrativi e politici al momento della riorganizzazione dei paesi – perché è ovvio che questa riorganizzazione ci sarà, dopo il caos inevitabile e forse, in Libia, la rivoluzione. E’ lì che fanno adepti, nel caos, nell’insicurezza, nel vuoto di potere. Sono gruppi coesi e organizzati e agiscono anche a livello locale, non solo regionale, e personale, fra la gente, non solo in Pakistan e Afghanistan. Offrono lavoro, scuole, fratellanza, aiuti, appoggio sociale.

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Perché le ragazze di Shangai sono superiori

l'amante cineseL’ho letto e ho riso. Ma poi ci ho ripensato e ho trovato che Christine H. Tan, occidentale che vive a Shangai, non abbia poi tutti i torti. Dà consigli alle occidentali su come stabilire una relazione amorosa che ti fa diventare una perfetta fidanzata cinese, che è adorata dal suo uomo, coccolata, seguita, servita e riverita.

Asserisce che lasciare a un uomo troppo spazio non va bene – e posso testimoniare che la maggior parte degli uomini occidentali questo spazio lo impiega molto, molto male. Pare invece che gli uomini cinesi, oltre ad amarti e seguirti, facciano anche tutte le faccende di casa tipo come lavare stirare cucinare e via dicendo. In sunto: noi donne occidentali dell’amore non ci abbiamo capito niente.

Christine dà consigli su come far diventare un fidanzato metà amante e metà lacchè personale. Dice che la donna occidentale è troppo attenta a rispettare l’individualità del suo uomo, mentre il segreto sta nello spogliare il fidanzato della sua individualità, cosicché si riconosca solo nella vita di coppia – regole incluse. E veniamo alle richieste di Christine al suo ragazzo:

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La mazzetta in via di sviluppo

mazzettaFa piacere vedere che in Italia non siamo i soli, anche se cambia la quantità della mazzetta – affitti prestigiosi a prezzi stracciati, appartamenti, barchette e così via -, mentre in India politici, poliziotti ecc. lavorano in piccolo e spesso si accontentano di qualche rupia o dei ticket restaurant.

Carinissimo il sito “I paid my Bribe” cioè “ho pagato la mazzetta”, specie i disegni. E’ gestito da un’organizzazione senza fine di lucro di Bangalore che affronta il fenomeno della corruzioneutilizzando l’energia collettiva dei cittadini“.

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La triste fine del Museo Civico di Arte Orientale di Trieste

testa di Buddha del GandharaCircolano indiscrezioni secondo cui il Museo Civico di Arte Orientale di Trieste chiuderà.

Il museo è situato nel bellissimo Palazzetto Leo di Via San Sebastiano 1 e offre in mostra non solo collezioni e oggetti d’arte orientale, ma anche memorie e ricordi di viaggio, armi, strumenti musicali, testimonianze di vario tipo e reperti di carattere etno-antropologico provenienti da tutta l’area asiatica, in particolare dalla Cina e il Giappone e acquisiti dai Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste a partire dalla seconda metà del XIX secolo.

Il museo ospita al primo piano la sezione “Trieste e l’oriente” e la sezione Gandhara, di cui ho parlato più volte, al secondo piano la sezione Cina e al terzo e quarto piano la sezione Giappone.

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Dall'India la nuova religione, la rupia

simbolo della rupiaLeggevo qua e là della rupia, la moneta ufficiale indiana, che come tutti sanno ora ha il suo simbolo, disegnato dal radioso D. Udaya Kumar.

Un simbolo dal segno grafico così bello che l’ha apprezzato su Twitter anche la star di Bollywood Amitabh Bachchan, tanto che lo ha definito “figo” (veramente ha detto cool, ma non so come tradurlo meglio) e l’ha adottato come logo per la nuova stagione del suo famoso show televisivo Kaun Banega Crorepati (KBC).

Il nuovo simbolo della rupia è in realtà un’idea semplice: è la lettera Ra della devanagari, l’alfabeto sanscrito, tagliata da una barra trasversale. Ovviamente in occidente tutti si sono affrettati a commentare che la barra è stata aggiunta perchè la lettera sembrasse simile alla R dell’alfabeto romano, quello che usiamo per l’inglese, il francese, il tedesco, lo spagnolo, l’italiano e così via.

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CineCamp a Torino, 2 luglio 2010

Si terrà a Torino il primo barcamp italiano dedicato al cinema. Lo cura lui, lui, Vittorio e altri.

Quando: venerdì 2 luglio 2010
Dove: Torino

Frecciarossa Torino-Milano tutto relax

FrecciarossaIeri sono andata e tornata da Torino in giornata. Ho finito verso le 14:45 e per tornare sono andata in biglietteria – la fila per le macchinette era chilometrica perché alcuni rifacevano lo stesso percorso sullo schermo molte volte, sbagliandolo sempre nello stesso modo.

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Emilio Fede illustra Saviano ad Arianna Ciccone

Emilio Fede e Silvio BerlusconiEsilarante dialogo fra la giornalista Arianna Ciccone dell’ijf ed Emilio Fede a Radio Radio su Saviano. Di come si vede che Fede soffre di leccapiedismo acuto verso il suo padrone – perché lo reputo più intelligente delle risposte che ha dato, e lo spero un filino più educato.

Qui trascrivo un piccolo florilegio, il resto lo potete leggere chez Vittorio. Ah, scusate le parolacce, io le ho solo trascritte!

Saviano? Quello del Burkina Faso?

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La gioia di Ajmal Amir Kasab condannato a morte

Ajmal Amir Kasab, il giovane terrorista islamico ritenuto colpevole delle stragi di Mumbai del 2008 e per la cui partecipazione l’organizzazione Lashkar-e-Taiba, di cui ho parlato, ha pagato 150.000 Rs alla famiglia, ha avuto la pena di morte.

Un gruppo di induisti però si è imbufalito e ha scritto al governo per protestare. Questi signori dicono che per un fondamentalista islamico la pena di morte è una liberazione e una cosa stupenda, dato che crede che vi siano 72 vergini ad aspettarlo nell’aldilà.

In fondo non hanno tutti i torti.

Il migliore dei mondi possibili: la Cina

censuraIl giorno prima che Google indirizzasse il traffico su Hong Kong Liu Yunshan, direttore del dipartimento della propaganda del partito comunista cinese, ha notificato ai maggiori quotidiani, televisioni, stazioni radio e alle più grandi compagnie Internet 18 argomenti proibiti.

Fra questi la rivalutazione dello yuan chiesta dagli USA, la corruzione, i problemi legati alla regione autonoma del Tibet e dello Xinjiang, le difficoltà degli studenti a trovare lavoro dopo l’università, la sicurezza alimentare, l’aumento del prezzo dell’olio per cucinare, l’alto prezzo delle visite mediche e la disparità di accesso alle cure. Ovviamente Liu ha bandito la critica contro la Cina mentre ha incoraggiato quella verso gli USA.

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