Notizia allarmante, ma non sorprendente, della Reuters: 150 ragazze di un liceo del nord dell’Afghanistan ieri sono rimaste avvelenate, sembra dopo aver bevuto acqua intenzionalmente contaminata. La colpa pare che sia dei talebani, che ovviamente si oppongono all’istruzione femminile. Dico sembra e pare perché su quello che scrivono i giornali, anche i migliori, ci metto sempre la tara.
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Come si sa, Buddha è come Gandhi: va bene per tutto. C’è sempre la massima o il sermone giusto per ogni occasione.
Si discute sull’avarizia menzionata nei versi del Tipitaka, il canone buddhista in pali. Bel dibattito fra studiosi, dai risvolti inaspettati.
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Domani e dopodomani a Roma si terrà la manifestazione per sostenere la lotta dei tibetani che chiedono una reale autonomia dalla Cina, libertà culturale e libertà religiosa.
Chiedono libertà per il Tibet. Un paese che in realtà non esiste perché è stato occupato e incorporato alla Cina, esiste ancora solo per i tibetani. Il 10 marzo 1959 è il giorno della rivolta di Lhasa.
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E’ appena uscito il 21esimo volume di Asia Maior 2011 intitolato L’Asia nel triangolo della crisi giapponese, araba ed europea, a cura di M. Torri e N. Mocci, Bologna: Emil di Odoya, 2011. Il volume copre i maggiori avvenimenti accaduti nel continente asiatico nell’anno appena trascorso.
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Per il centenario della fondazione dello stato del Bihar, in India, il Mahavir Mandir Trust di Patna sta eseguendo i riti per la fondazione della replica del più grande tempio induista del mondo, l’Angkor Wat in Cambogia.
Il tempio sarà dedicato al dio induista Rama, un’incarnazione di Vishnu.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Due militari americani sono stato uccisi per rappresaglia, durante la protesta nella città di Jalalabad sei civili afghani sono stati uccisi. Gli slogan più urlati dai dimostranti sono “morte agli americani”, “morte a Obama”, “morte a Bush – i colpevoli devono essere giudicati”, “morte agli infedeli”.
Barak Obama chiede scusa al presidente afghano Hamid Karzai e definisce l’atto di ardere il libro “un atto sbadato” e “un errore” e ha espresso “rammarico e scuse per l’incidente nel quale il materiale religioso è stato maltrattato non intenzionalmente”.
Dubito che queste parole bastino a sedare le violente proteste. Che sono dovute alla combinazione di tre fattori: l’indignazione religiosa, i gruppi che vogliono fomentare i problemi e la frustrazione per la mancanza di sicurezza e le condizioni economiche. Oltre 400 persone al giorno fuggono dalle loro case e vanno a ingrossare gli slum. Già mezzo milione di disperati. Questo il documento appena pubblicato da Amnesty International.
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In Russia la Bhagavadgita, il testo sacro degli induisti, quello che Gandhi portava sempre con sé, rischia di essere messa fra i libri proibiti come letteratura "estremista", insieme al Mein Kampf di Hitler, per intenderci. Nella città di Tomsk, in Siberia, una corte ha stabilito che il sacro testo insulterebbe i non credenti.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano su un argomento che mi appassiona molto: i manoscritti, perché il Vaticano ha iniziato la digitalizzazione di 80.000 dei suoi 150.000 manoscritti. Fra questi, i frammenti dei primi Vangeli del 200 d.C.
Con qualche parola sui colofon e la loro importanza, una cosa di cui potevo non parlare – ma mi ha dato troppa soddisfazione tornare al mio vecchio, appassionante lavoro! Insomma, un ritorno a casa, ai manoscritti e ai documenti.
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India, questa notte il leader dei comunisti naxaliti Kishanji è stato trovato morto in una foresta del Bengala occidentale, a Burishole.
I naxaliti secondo il governo indiano sono terroristi. In realtà sono perlopiù agricoltori e appartenenti a gruppi tribali e fuoricasta.
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