Tag Archives: omosessualità

I meglio uomini e donne del 2011

continua


Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: un nuovo corso di politica estera di Obama basato sui diritti di Lgbt

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sul discorso che ieri ha pronunciato il segretario di Stato degli Stati Uniti Hillary Clinton nel palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra, in occasione della Giornata dei Diritti Umani. Che fa eco al memorandum di Obama della mattina.

E che dà inizio a un nuovo corso nella politica estera americana: la difesa dei diritti umani di Lgbt, cioè lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, all’estero. La campagna per le presidenziali del 2012 evidentemente è già iniziata.

E ora voglio vedere come fanno gli Stati Uniti con i paesi esteri alleati in cui l’omosessualità è punita! (Questo è il memorandum di Obama, e questa la trascrizione del discorso della Clinton)

continua


Chiesa cattolica: le donne queste cose non le fanno

Regina VittoriaLa chiesa cattolica ha preso una decisione storica, anzi, una decisione che potrebbe rivelarsi rivoluzionaria. Ha deciso di fondare in sito e un centro elettronico di informazione e aiuto per le vittime di abusi sessuali da parte di preti e uomini di chiesa.

Ma le donne? Nessuno pensa che nei collegi e convitti femminili le ragazzine possono essere vittime di molestie e abusi sessuali da parte delle suore?

continua


Libri all'indice e prigione per chi insulta Gandhi

GandhiIl libro di Joseph Lelyveld “Great Soul: Mahatma Gandhi and His Struggle with India“, dopo la recensione sul Daily Mail secondo cui Lelyveld avrebbe fatto intendere che Gandhi avesse un amante e non sopportava i sudafricani neri, è stato messo al bando in Gujarat.

Il governo del’India sta anche elaborando una legge che renderebbe un’offesa punibile con la prigione ogni tipo di insulto o mancanza di rispetto verso Gandhi,

continua


Gandhi e Herman Kallenbach, suo amante

GandhiSu Gandhi è stato detto tutto e di più, ma questa è davvero grossa. Pare che Gandhi avesse un amante, il body builder ebreo tedesco Hermann Kallenbach, che era suo amico sin da quando il Mahatma stava in Sudafrica.

Questa, almeno, è la lettura che un giornalista del Daily Mail ha fatto scrivendo la recensione del libro di un altro giornalista, il premio Pulitzer Joseph Lelyveld “Great Soul: Mahatma Gandhi and His Struggle with India“. Da leggere tutto l’articolo, intitolato “Gandhi ‘lasciò sua moglie per vivere con un amante maschio’, afferma un nuovo libro“.

continua


Prima Fiaccolata LGBT Milano

fiaccola Ricevo e faccio circolare con piacere l’annuncio dell’incontro che si terrà a Milano, martedì 8 settembre, ore 23, Piazza Duomo (sotto il maxischermo):

In seguito ai recentissimi episodi di violenza ai danni di persone gay, lesbiche, transessuali e transgender avvenuti in Italia, abbiamo deciso di organizzare una fiaccolata per promuovere l’uguaglianza sociale di gay, lesbiche, transessuali e transgender in Italia.

continua


India, gay e magistratura italiana

Indian gay parade

Dopo il Guy pride di domenica a Delhi, Kolkata e Bangalore, l’Alta Corte di Delhi ha dichiarato l’articolo 377 del Codice Penale indiano una “violazione dei diritti fondamentali”. Questa è la famosa legge contro l’omosessualità entrata in vigore nel 1860, sotto il governo coloniale britannico, che diceva:

I rapporti carnali contro natura fra gli uomini, le donne donne o con gli animali è punibile con l’imprigionamento, anche a vita.

Di fatto, gli anni di prigione erano fino a 10 e la legge era usata fino a ora specialmente contro i pedofili, ma nel 2006 aveva fatto scalpore l’arresto di quattro uomini gay a Luknow. Sono anche noti dei casi in cui la polizia indiana ha usato questo articolo del Codice per ricattare o anche violentare gli omosessuali.

Il verdetto della Corte di Delhi può essere contraddetto dalla Corte Suprema dell’India, che ovviamente regola il funzionamento di tutte le Alte Corti degli stati dell’Unione Indiana, ma non credo che il suo verdetto sarà molto diverso. La Corte Suprema è chiamata “il guardiano della Costituzione” ed è particolarmente attenta al rispetto dei diritti fondamentali, attraverso il ricorso diretto previsto proprio dalla Costituzione.

La Corte Suprema ha un grado di autonomia, previsto dall’ordinamento indiano, che le conferisce un grande prestigio e una grande indipendenza dalla politica e dal Parlamento. E’ in grado di contrapporsi alle decisioni delle Alte Corti locali (come l’Alta Corte di Delhi) o distrettuali e alla violazione delle leggi dei singoli stati dell’Unione. Soprattutto, vigila che i diritti fondamentali, sanciti dalla Costituzione, vengano rispettati.

A proposito della legge contro l’omosessualità maschile in India e anche in Gran Bretagna, è nota una storiella molto carina che forse neanche Culturagay.it conosce. Quando chiesero alla Regina Vittoria perché nel regno i rapporti fra omosessuali uomini fossero stati dichiarati illegali e quelli fra donne no, la regina rispose:

Perché non sapevo che esistessero!

La situazione legale in India fa pensare all’indipendenza della magistratura in Italia. Per dirla chiaramente, alla famosa cena fra Silvio Berlusconi, il Guardasigilli Angelino Alfano e i giudici costituzionali Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, che ieri è stata al centro dell’audizione del ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito. Il giudice costituzionale Mazzella ha infatti ospitato a casa sua i signori di cui sopra, proprio alla vigilia della riunione della Corte dedicata alla costituzionalità del “lodo Alfano”.

Questo è il testo della lettera aperta del giudice Mazzella a Berlusconi.

Caro Presidente, caro Silvio, ti scrivo una lettera aperta perché cominciando seriamente a dubitare del fatto che le pratiche dell’Ovra (la polizia segreta fascista, ndr) siano definitivamente cessate con la caduta del fascismo, non voglio cadere nel tranello di essere accusato, da parte di chi necessariamente ne ignorerà il contenuto, di averti inviato una missiva ‘carbonara e piduista’, secondo il colorito linguaggio di un parlamentare. Ritenevo in buona fede di essere un uomo libero in un Paese ancora libero e di avere il diritto ‘umano’ di invitare a casa mia un amico di vecchia data quale tu sei”.

“Ho sempre intrattenuto con te – scrive Mazzella – rapporti di grande civiltà e di reciproca e rispettosa stima. Vederti in compagnia di persone a me altrettanto care e conversare tutti assieme in tranquilla amicizia non mi era sembrato un misfatto. A casa mia, come tu sai per vecchia consuetudine, la cena è sempre curata da una domestica fidata (e basta!). Non vi sono cioé possibili ‘spioni’, come li avrebbe definiti Totò. Chi abbia potuto raccontare un fantasioso contenuto delle nostre conversazioni a tavola inventandosi tutto di sana pianta – è sottolineato nella lettera – resta un mistero che i grandi inquisitori del nostro Paese dovrebbero approfondire prima di lanciare accuse e anatemi. La libertà di cronaca è una cosa, la licenza di raccontare frottole ad ignari lettori è ben altra! Soprattutto quando il fine non è proprio nobile”.

Caro Silvio, a parte il fatto che non era quella la prima volta che venivi a casa mia e che non sarà certo l’ultima fino al momento in cui un nuovo totalitarismo malauguratamente dovesse privarci delle nostre libertà personali, mi sembra doveroso dirti per correttezza che la prassi delle cene con persone di riguardo in casa di persone perbene non è stata certo inaugurata da me ma ha lunga data nella storia civile del nostro Paese. Molti miei attuali ed emeriti colleghi della Corte Costituzionale hanno sempre ricevuto nelle loro case, come è giusto che sia, alte personalità dello Stato e potrei fartene un elenco chilometrico”. “Caro presidente – conclude la lettera -, l’amore per la libertà e la fiducia nella intelligenza e nella grande civiltà degli italiani che entrambi nutriamo ci consente di guardare alla barbarie di cui siamo fatti oggetto in questi giorni con sereno distacco. L’Italia continuerà ad essere, ne sono sicuro, il Paese civile in cui una persona perbene potrà invitare alla sua tavola un amico stimato. Con questa fiducia, un caro saluto. [da Il Salvagente.it]

Sul fatto che alla cena fosse presente anche Alfano, neanche una parola.

Finirà con un carrarmato il calvario di un gay che sapeva guidare?

carrarmatoAlla visita di leva Danilo si è dichiarato gay. E’ stato esonerato. La Motorizzazione di Catania gli ha sospeso la patente per “disturbo dell’identità sessuale”, lui ricorre al Tar perché “l’omosessualità non puo’ considerarsi una malattia psichica” ma l’avvocatura dello Stato ricorre contro la sentenza che ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcirlo.

Il suo avvocato ha dichiarato alla radio che se Danilo riuscirà a vincere, e a prendere i 500.000 eu di risarcimento richiesti, comprerà un carrarmato.

Ora, io non so i prezzi, ma visto che dichiararsi gay sta costando a Danilo costi e fatica, perso nel solito iter macchinoso della giustizia italiana, o alla fine del calvario riuscirà a operare il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino e si porterà l’ingombrante aggeggio a casa, oppure per carrarmato l’avvocato intendeva quello della foto.

Enrico Berlinguer gay

Enrico BerlinguerNon sempre bisogna credere alle citazioni di un libro “dotto” scritto da un professore universitario. Enrico Berlinguer è finito tra le pagine di Homosexuels et bisexuels célèbres di Michel Larivière, esimio psicologo clinico e docente universitario. Questo è un colto dizionario sulle tendenze sessuali nascoste di personaggi famosi e pare che Larivière abbia fatto diversi altri errori, per esempio avrebbe fatto nascere Berlinguer a Padova, quando tutti sanno che suo fratello Giovanni divenne giovane docente universitario a Sassari, come anche suo cugino Luigi, proprio grazie alla nascita e attività politica loro e di Enrico nella città sarda.

Se di Berlinguer, sposato con quattro figli e non in odore di omosessualità, ha scritto questo, mi piacerebbe leggere il dizionario solo per vedere cosa ha scritto sulle supposte tendenze gay e giovanili di Bettino Craxi (vox populi, s’intende).

Qui nessuno è razzista

American womanLa mamma di una mia amica americana, Jennifer, alta bionda occhi verdi curve giuste radiosa bellissima, convivente con un onesto ufficiale di carriera, aveva partecipato al movimento per i diritti civili, contro il Vietnam e così via. Una donna sveglia, moderna, mente aperta, molto liberal e molto ecologica.

All’università Jennifer si è innamorata della sua docente di religioni, Rachel, una bella donna 22 anni più vecchia di lei. Dopo pochi giorni sono letteralmente fuggite insieme. La mamma di Jennifer l’ha gonfiata di botte.

Quando sono venute insieme in Italia per la loro prima luna di miele si sono presentate tendendosi per mano alla reception di un famoso hotel che avevano prenotato da Boston.

Non gli hanno voluto dare la camera, hanno detto che era tutto pieno e purtroppo si erano sbagliati.

Avanti