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L'innovazione cresce: riaprono JSAWS e IJTS, le prime riviste online (1995)

JSAWSSabato sono andata alla bella festa di matrimonio di Zamperini — dove ho ballato da matti con l’agile lui, la pacata lei, il compassato lui e l’inamovibile lei — tutta bella felice. Abbiamo ricominciato le pubblicazioni della rivista online Journal of South Asia Women Studies! Ero stanca morta, ho finito alle 21:30 dopo giornate intere al computer ma sono stati giorni ben spesi.

A maggio del 1995, con l’appoggio di Michael Witzel, un professore di Harvard mio direttore al dipartimento di Sanskrit and Indian Studies e lui, geniale Technical Editor che si trovava per caso nella stessa università, ho fondato l’International Journal of Tantric Studies, la prima rivista accademica del mondo insieme al Journal of Buddhist Ethics e l’Electronic Journal of Vedic Studies (per cui servo come caporedattore).

I motivi per fondare una rivista online sono tuttora validi, anzi, con questa crisi internazionale dell’editoria sono vincenti. L’abbiamo subito trasformata in una rivista peer-reviewed, con un comitato di redazione formato di un nutrito manipolo dei migliori studiosi, entusiasti e volontari, da paesi quali gli USA, il Giappone, l’India, la Germania, il Nepal. Nessuno dall’Italia dove gli studiosi, con rarissime eccezioni, digitavano ancora con il pallottoliere. Noi eravamo online dal 1992.

IJTSL’IJTS è diventato subito un mezzo internazionale per connettere scienza e religione, scienza e computer, scienza e diritti umani e le persone che se ne occupano, professionalmente e non. L’importante, pensavamo, sono le competenze e la bona fide, non il ruolo. Se sei capace, insomma, se ci capisci, se sei davvero specializzato. E se ti comporti con correttezza, perché per collaborare è essenziale.

La qualità delle risorse umane sono il primo elemento per fondare e portare avanti in una rivista degna di questo nome. Quanto alle risorse finanziarie, al tempo ci ospitava Harvard; poi, grazie a Ludovico siamo approdati al Politecnico di Milano; infine abbiamo deciso di affrontare il mare aperto e diventare indipendenti.

Un rischio enorme ma le persone, la voglia di lavorare e la fiducia c’erano, la rivista era già famosa nel piccolo mondo di Internet e citata dall’Encyclopaedia Britannica e dai più grandi siti universitari del mondo, vinceva premi e menzioni speciali (quando su Internet erano ancora dati solamente per merito e non riproducevano le modalità di attribuzione dei premi del mondo “reale”). L’entusiasmo di tanti lettori qualificati (ma non del mondo accademico, che storceva il naso) ci ha spinto a rischiare.

Per anni, devo dire, giornalisti anche importanti (ricordo una grande firma dello Washington Post) ci chiedevano il permesso di seguire la mailing list della nostra rivista per prendere a modello le discussioni, le idee e le soluzioni per quello che poi sarebbe diventato il loro quotidiano online. Son soddisfazioni, eh! Conservo ancora tutte le mail e le discussioni con l’idea di pubblicarle, un giorno o l’altro. Titolo: The Birth of the First Academic Online Journals.

Nel giugno 1995 è nato il Journal of South Asia Women Studies sul cosidetto “Gender Studies” nell’Asia meridionale, centrale e del sud-est asiatico (in pratica, dall’Afghanistan a Taiwan e le Filippine, con l’esclusione di Cina e Giappone). L’idea l’ha lanciata Ludovico, visto che io ero una delle prime specialiste della materia (in ordine temporale, intendo) e avevamo mezzi e opportunità. Anche questa è stata la prima di una lunghissima serie di riviste accademiche di studi sulle donne, un vero successo internazionale. Le richieste di collaborazione fioccavano.

Nel 1997 abbiamo fondato l’Asiatica Association, che è stata anche il primo proto-blog accademico del mondo, che da qualche mese si è trasformato in un vero blog collaborativo. Anzi, fra poco annuncerò i bravissimi collaboratori (fra i quali il primo italiano).

Poi ho deciso di vendere gli spazi pubblicitari e Ludo ha avuto l’idea di realizzare il primo banner dinamico delle riviste accademiche del Web. Bagchee, uno dei due maggiori distributori indiani di libri di politica, indologia, buddhismo, islamismo, filosofia, storia, arte, è stato entusiasta dell’idea e ci ha pagato (sull’unghia, come si suol dire, non certo come le aziende italiane che pagano dopo mesi) ben 1000 US$! Non lo ringrazierò mai abbastanza della fiducia e della stima.

A quel tempo avevamo già fondato l’associazione culturale e avevamo messo le riviste a pagamento per le biblioteche per due maggiori motivi: per non dipendere dalla pubblicità e perché non copiassero gli articoli, vista la brutta esperienza di due miei articoli online copiati verbatim in Italia e in India. La signora indiana ha ottenuto anche una borsa di studio dal suo governo grazie all’articolo, che ha avuto la sfrontatezza di presentare come suo a un congresso regionale: potenza del Web, qualcuno dei nostri lettori l’ha riconosciuto e mi ha informato. Il mondo con Internet è diventato molto piccolo e, riguardo alla scienza, questo è un bene.

JSAWS volumeOltre tutto, essendo i siti registrati con ISSN e tutto, valgono per gli autori come pubblicazione regolare anche senza che noi stampiamo la raccolta dei volumi (questo; in copertina io con la mia amica Taslima Nasrin, scrittrice e poetessa e vincitrice, fra l’altro, del Premio Sakharov per la Libertà di pensiero del Parlamento europeo e di quello dell’Human Rights Watch).

Dopo una pausa dovuta a diversi fattori, innanzi tutto una riorganizzazione tecnica e un restyling durati 2 anni e mezzo (!), con un sistema facile e veloce di pubblicazione, sabato scorso il JSAWS ha riaperto.

Ecco, ho descritto a brevi linee la storia dei primi journals online solo per spiegare quanto sono felice. Ringrazio tutti i collaboratori e gli autori vecchi e nuovi. Se vi va, andate e a leggervi il mio ultimo editoriale The New Political Scenario in Nepal and in Afghanistan and The Fairy Tale of the “Good Taliban”.

A proposito dell’editoriale, ho già fatto arrabbiare qualche studioso analista politico, vicino alla Casa Bianca e sostenitore della politica asiatica di Barack Obama, che ha fatto un gran chiasso su una mailing list e con me in persona.

Ho però ricevuto anche 63 email di congratulazioni da tutto il mondo, incluso T. Matthew Ciolek, Direttore dell’Internet Publications Bureau del National Institute for Asia and the Pacific all’Università Nazionale di Canberra (Australia) e la capo bibliotecaria del prestigioso SOAS (School of Oriental and African Studies) di Londra. Dall’Italia solo l’ottimo Michelguglielmo Torri, fondatore e presidente dell’associazione ItalIndia e cofondatore di Asia Maior.

Le riviste online sono nate innanzi tutto come mezzo veloce e democratico di pubblicazione, una democrazia quasi diretta, che è inscindibile dalla libertà di opinione. E io ho espresso liberamente la mia ben fondata opinione.

Ancora la libertà di stampa, su carta e su Internet, esiste.
Chi sa, però, per quanto.

Stacktrace acquistata da Slashdot?

SlashdotSono commossa e orgogliosa di annunciare che Stacktrace, la rivista aperiodica di resistenza informatica diretta da Antonio Cangiano con un team tutto italiano di straordinari programmatori, ha ricevuto una consistente offerta di acquisto da parte di Slashdot.

Antonio sta valutando seriamente questa proposta “che non si può rifiutare”. Probabilmente, quindi, qualcuno di noi lascerà la collaborazione alla rivista, e qualcun altro la comincerà.

Grazie a tutti per averci seguito e stay tuned, qualunque cosa accada altri progetti sono in vista dai ragazzi (e ragazze) di Stacktrace.

GhostNet, spie cinesi online

Chinese spy

Nei giorni scorsi è apparsa sul sito del New York Times, la notizia che una vasta rete di spionaggio elettronico si e’ infiltrata nei pc di centinaia di Paesi rubando documenti governativi e privati.Anche le sedi del Dalai Lama in esilio sarebbero state violate, hanno concluso ricercatori canadesi. L’operazione, battezzata GhostNet, ha individuato l’origine dell’attacco informatico in Cina, ma i ricercatori hanno precisato di non poter affermare al cento per cento che il governo di Pechino sia coinvolto. Sarebbero stati infiltrati almeno 1.295 computer.

(Via Nello Del Gatto)

Fruste e altro

A Novara una maestra, a detta di tutti giovanissima e inesperta, ha spiegato agli alunni di quinta elementare cose come «masturbazione, rapporti orali e pratiche sadomaso». I genitori sono in rivolta.

Se faccio un giro in TV vedo sederi o tette nude, o tutti nudi, anche in orari di prima fascia. Come in uno show di qualcuno che non conosco, che è la summa del patetico in uno spettacolo, dove i maturi concorrenti si esibiscono come mamma li ha fatti. E neo ministre in maliziosa giarrettiera (senza fare nomi) che, a mio parere, è più evocatrice e intrigante di una spiegazione scientifica.

Non so quello che abbia detto la maestra ma mi pare il regno dell’ipocrisia: questi genitori stanno così attenti anche quando i loro puri pargoli sono soli davanti a uno schermo di computer o di TV?

La mercificazione di un corpo femminile, o anche maschile, è più educativa o meno morbosa di una spiegazione scientifica, per quanto esplicita sia?

Fine della Rete aperta, Telecoms Package limita Internet

InternetScambioetico propone una serie di iniziative per contrastare il Il pacchetto Telecom, cioè Telecoms Pakage, un insieme di cinque direttive europee che regoleranno le telecomunicazioni fisse e mobili, di Internet e delle reti future.

E spiega anche perché, di fatto, se il 31 marzo gli emendamenti al pacchetto saranno approvati limiteranno di gran lunga la libertà dei consumatori di Internet:

Gli emendamenti concernenti la discriminazione del traffico di rete consentono agli operatori di filtrare contenuti e applicazioni, e di dare accesso preferenziale a certi servizi bloccandone altri. Le limitazioni sull’accesso ai siti Web che potranno essere visitati e all’utilizzo delle applicazioni e dei servizi significheranno la fine di una Rete aperta come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi. Le conseguenze saranno terribili sia per le libertà dei cittadini sia per l’innovazione basata su Internet. Ogni operatore commerciale, ogni gestore di un sito Web non avrà più la possibilità di raggiungere la totalità dei cittadini della Rete. Di converso, ogni navigatore del Web vedrà solo quella parte del Web che il fornitore di accesso gli consentirà di vedere. [...]

La seconda lettura del Pacchetto Telecom vede prevalere un’intensa opera di lobbying, durante la quale gli interessi economici corporativi cercano di soffocare le libertà fondamentali dei cittadini al fine di acquisire il controllo sulla Rete. [...]

La base della crescita di Internet, rappresentata dal suo modello aperto e non discriminante, è direttamente minacciata da società di telecomunicazioni *americane* che sono riuscite a far installare tutta una serie di emendamenti che creeranno uno stato permanente di scarsità di larghezza di banda e consentiranno di prioritizzare certi contenuti, servizi e applicazioni a scapito di altri. Tali pratiche scoraggeranno gli investimenti sull’infrastruttura della rete, impediranno competizione e innovazione e minacceranno seriamente la libertà di espressione.

L’ultimo mondo con una relativa libertà alla portata di molti è proprio Internet. Se finisse dovremo cercare altri mondi dove emigrare, e sarà dura.

Le castronerie di Fabrizio Cicchitto: la grande battaglia della cultura di Berlusconi

Sul Corriere della Sera Aldo Cazzullo intervista Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, che dice:

La sinistra è sconfitta anche perché la sua egemonia è stata smontata pezzo a pezzo, sul terreno di una grande battaglia culturale. E oggi c’è un’egemonia berlusconiana.

Berlusconi però ha combattuto la battaglia con una superiorità schiacciante di mezzi.

La battaglia si è combattuta anzitutto con i libri.

Quali libri?
Il lavoro di storici come Perfetti. [...]

Innanzi tutto Francesco Perfetti, allievo di Renzo De Felice, faceva lo storico quando ancora Berlusconi portava la borsa a Craxi, e rivestiva il ruolo di alto funzionario del Ministero degli Affari Esteri anche con Prodi e con i governi precedenti. Il suo orientamento politico niente ha a che vedere con Berlusconi: è infatti dichiaratamente monarchico.

E poi, ma siamo davvero sicuri che la battaglia di Berlusconi si sia combattuta “anzitutto con i libri”? Ma sicuri sicuri?

Ma noi non staremo zitti! Il video delle torture

Nepal Buddhist nunnyL’ultimo grave fatto accaduto in Cina contro i monaci è di qualche ora fa. La polizia della città di La’gyab, nella provincia di Qinghai, ha arrestato 95 monaci, colpevoli di aver guidato una rivolta di 4000 persone contro una stazione di polizia dopo che un monaco è scomparso.

Era tenuto prigioniero per aver rimosso la bandiera cinese nella stanza principale del monastero, il 10 marzo 2009. La polizia afferma che il monaco si è ucciso, saltando nelle acque del fiume vicino. Il corpo non è stato ancora trovato. La popolazione invece pensa che sia stato ucciso.

Intanto in rete circola il primo video che testimonia da vicino le brutalità e le torture dei cinesi contro i tibetani e contro un ragazzo cinese che ha osato proteggere un monaco isolato, durante la rivolta di Lhasa. Il ragazzo è morto in seguito alle torture, in seguito alle quali hanno dovuto operarlo per rimuovere due chili di carne bruciata e in necrosi dal suo corpo, ma senza esito positivo.

Il video è molto pesante e se non avete stomaco non guardate. Non inquadra la città o i carri armati, inquadra persone legate imbavagliate e picchiate a terra, inquadra un uomo torturato bruciato e mutilato e l’operazione che ha subito. E questo per chi dice che i buddhisti non si ribellano o che la Cina non ha commesso illegalità ma ha solo “difeso” parte del proprio territorio nazionale, l’ex Tibet.

Non oso pensare a quello che staranno facendo adesso ai 95 monaci arrestati.

Google Summer of Code 2009 tutta italiana

StacktraceSono aperte le iscrizioni per la Google Summer of Code™ 2009, un programma estivo che offre uno stipendio per tre mesi ai programmatori per realizzare dei progetti open source. Alcuni programmatori di Stacktrace hanno partecipato a quelle degli anni scorsi e si sono trovati benissimo.

Qui è la lista delle organizzazioni accettate da Google e questi i consigli che dà il neolaureato Gabriele Renzi (auguroni!), che come altri stacktracer ha partecipato alla gara dell’anno scorso e ne dice tutto il bene possibile:

  • Scegliete una comunità che conoscete.
  • Scegliete una comunità che vi conosca, se siete noti ai mentor è più facile che ci sia lobbying a vostro favore.
  • Provate con più di un progetto, sono permesse venti application, ma ricordate che la qualità è preferita alla quantità.
  • Mostrate competenza e entusiasmo. “improve the thing to write posts” non è lo stesso che “enhance the django admin UI to include semantic extensions based on my work on Foo”.
  • Scegliete un progetto utile, non banale, e se non c’è, inventatelo.
  • Rendete partecipe la comunità, chiedete feedback, raffinate l’idea.

In sunto, siate bravissimi, competitivi e creativi. Se anche voi, come i ragazzi di Stacktrace, pensate di essere all’altezza, fatevi sotto!

Il truffato: le attrice italiane sbarcano a Bollywood

Violante PlacidoViolante Placido sarà Kate, la protagonista straniera di Barah Aana, cioè “il truffato”, un film prodotto a Bollywood.

Racconta di tre amici che vivono nella baraccopoli di Dharavi, uno slum di Mumbay: un anziano autista in balia dei capricci di una ricca padrona, un portinaio che si confronta con l’arroganza degli inquilini del ricco palazzo in cui lavora e un giovane cameriere innamorato di un’inavvicinabile straniera.

Il film è diretto da Raja Menon e prodotto da Giulia Achilli e Raj Yerasi. Per ora è distribuito solo in India, ma speriamo che arrivi anche qui. Un particolare: dura 97 minuti decisamente troppo poco per essere un vero film indiano.

P.S. di lunedì 23 marzo ore 15:15: l’amico Nello mi fa notare che ha scritto un post con delle precisazioni sul film.

Fino al 30% e non oltre, le idee sospette di Brunetta e Gelmini

[...] allo studio del governo c’è anche l’introduzione di un tetto del 30% per la presenza di immigrati in classe. Titolari delle dichiarazioni di oggi il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, e la collega all’Istruzione, Mariastella Gelmini.

Il 1920 a Liepizig, città gioiello degli studi in Germania, Karl Binding e Alfred Hoche, uno psichiatra e un giurista, pubblicarono Die Freigabe der Vernichtung lebensunwerten Lebens: ihr Mass und ihre Form cioè La distruzione di una vita indegna di vita: la sua massa e la sua forma.

Questo era il lancio ufficiale di idee che già circolavano dalla fine dell’Ottocento di “eugenetica sociale”, e non solo in Germania ma in Gran Bretagna, basate sul concetto di Darwin che i più forti fisicamente nella società vivono, gli altri soccombono. Fu applicata una regola morale a un dato di fatto animale e questa morale si mischiò con le idee che circolavano da decenni sulla razza ariana e sulla purezza della razza.

continua


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