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La notte dei cristalli

nazi crossLa notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, 70 anni fa precisi, i nazisti compirono un famoso pogrom contro gli ebrei. Uccise 91 persone, rase al suolo dal fuoco 267 sinagoghe, devastati 7500 negozi, circa 30.000 deportati nei campi di concentramento di Dachau, Buchenwald e Sachsenhausen. Il primo atto della grande tragedia.
Grazie Alessandro per avercelo ricordato.

Berlusconi si è liberato

CiarrapicoBerlusconi giorni fa dice di volere come vice Calderoli, che ora invece diventerebbe “solo” ministro delle Riforme con Bossi come vice. Ieri non partecipa alle celebrazioni della Festa della Liberazione ma in compenso incontra Giuseppe Ciarrapico, che si dichiara ancora fascista e che ha un curriculum di tutto rispetto (vedi sotto).

E Berlusconi dichiara di volere la pacificazione per l’Italia!

A me sembra che ieri si sia liberato da qualsiasi buon senso, buon gusto e, soprattutto, dal valore immenso, storico e sociale, che la Liberazione ha per tutte le forze democratiche: forze di centro, comunisti, conservatori non fascisti, democristiani, socialisti, badogliani e così via, tutti combatterono la liberazione dal fascismo e dal nazismo, tutti combatterono per la democrazia, tutti combatterono anche per lui.

Dell’incontro Berlusconi-Ciarrapico parlano diversi giornali, riporto il fatto da uno di quelli che credo non schierato e un po’ distante da noi, il Corriere canadese.

Oltre alla presa in giro di tutti noi italiani da parte del futuro premier Berlusconi, ma dico io, possibile che ogni cosa buona in questa corrotta Italia, ogni cosa che dovrebbe unire come la Liberazione, che è una festa di tutti, deve diventare motivo di insulti politici, di liti e di polemica? Capisco un po’ meglio come, in piccolo, Blogbabel abbia scatenato tante cattiverie, tante offese e tante polemiche.

Ed ora un piccolo stralcio del curriculum di Ciarrapico, uno che secondo la Corte di Cassazione ha fatto lavorare i bambini illegalmente e così via: 34 anni di chicche (dalla prima condanna confermata in Cassazione). L’ho preso da Wikipedia e quindi è da prendersi col beneficio di verifica, ma credo che sostanzialmente sia veritiero. Troppo pericoloso, oltre tutto, lanciare accuse campate in aria a un personaggio così, senza avere sentenze definitive. Ah, dimenticavo: ovviamente è Berlusconi che gli ha offerto la candidatura come senatore.

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L’Asia, il Nazismo e il Fascismo III: Subhas Chandra Bose da Mussolini

Subhas Chandra Bose(1897-1945?) detto Netaji, fu l’eroe bengalese dell’indipendenza indiana propugnatore della lotta armata e antagonista di Gandhi. In Italia per lungo tempo fu chiamato l’eroe fascista ma, in realtà, come ha insegnato Renzo De Felice, bisogna uscire dalla mentalità eurocentrica e vederlo con gli occhi dell’India: in tutta l’India è considerato uno dei padri fondatori della Patria e il suo compleanno in Bengala è celebrato.

Bose fu mandato in Svizzera, ufficialmente per ragioni di salute. In realtà, l’Impero Britannico voleva allontanarlo dalla Patria.
Lui che fece? Ne approfittò per cercare consensi in Europa alla causa dell’India e, ovviamente, aiuti per l’esercito che voleva formare. Andò nella Germania nazista e venne anche in Italia. Nel 1933 – 1936 ebbe un incontro con Achille Storace e altri alti gerarchi fascisti e almeno quattro incontri con Mussolini. Ma chi accompagnò Subhas Candra Bose dal Duce?

BzaarCamp, insalata paesana ecc.

Charlie Manas (c) Enrica GarzilliSabato siamo andati al BzaarCamp qui a Milano, una conferenza autogestita su temi Internet degli stessi relatori, che si autopropongono. Siamo arrivati tardi, verso le 5, perché la mia sorellina preferita è stata operata d’emergenza e alle 9 di mattina già eravamo in clinica. Per fortuna che operavano anche di sabato, altrimenti ci avrebbe lasciato… Si è svegliata, l’abbiamo salutata — un minuto in tutto, il tempo di farle una coccola — e siamo andati via. Ma io sono stata sempre col magone, la prognosi è rimasta riservata fino a oggi. Quella della foto è proprio lei, Charlie Manas, la mia bellissima sorellina.

BzaarCamp era davvero carino, informale ma generalmente ben fatto. Quando siamo arrivati la metà della gente era andata via e questo, in qualche caso, è stato una fortuna. L’unica presentazione che ho ascoltato è stata quella di

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L’Asia, il Nazismo e il Fascismo II: Rabindranath Tagore in Italia - 1

Rabindranath TagoreCome sapete, io scrivo i post seriali. Ve ne indico qualcuno: quelli scopiazzati su Gyanendra e il Nepal (dal 7 novembre 2004, nascita di Orientalia4all), quelli controversi sulla Top100 (dal 14 novembre 2005 in poi), quelli popolarissimi su Lapo (dall’ 11 ottobre 2005), quelli su Milano e i suoi uomini (dal 22 agosto 2006), e così via, li potete cercare nell’archivio.

Continuo la vecchia e buona tradizione con i personaggi asiatici famosi che ebbero rapporti col fascismo e il nazismo. Il primo di cui ho parlato è Gandhi. Un altro quasi altrettanto famoso fu il Nobel bengalese per la letteratura 1913 Rabindranath Tagore (1861-1941), che venne due volte nell’Italia fascista. La storia delle sue due visite, di cui la seconda molto controversa, la devo fare per forza in qualche puntata perché è un po’ lunga. Se Gandhi era un uomo tutto di un pezzo, Tagore fu così multiforme e contraddittorio che non basterebbero dei libri interi per descriverlo. Mi proverò quindi a riassumerlo.

[...] grazie per quello che tu ci hai già dato, una preghiera per quello che tu devi ancora darci – scrisse Giuseppe Tucci a Tagore in occasione del suo compleanno, chiamandolo Gurudev, Maestro-dio — come lo chiamava anche Gandhi. Ma di Tucci e i suoi rapporti con Tagore dirò nel suo blog.

Infatti Tagore, che proveniva da una famiglia di brahmini al servizio degli inglesi così ricchi da essere chiamati principi, colti, spirituali e via dicendo,

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L'Asia, il Nazismo e il Fascismo I: la visita di Gandhi a Roma

Gandhi in RomeChe pasticcio e che mancanza di gusto la storia di circa una settimana fa del ristorante Hitler’s di Mumbay, con tanto di simbolo della svastika sopra! Che è un antico simbolo solare, non c’è dubbio — non è uncinata come quella nazista — ma che, abbinata all’insegna, è assolutamente impropria, a dir poco, e non lascia adito a dubbi. Come se non bastasse, il poster di Hitler troneggia sulla vetrina e i camerieri indossano una maglietta con la svastika sul petto. Qui sono tutte le foto.

Ma gli indiani non hanno mai disprezzato del tutto Fascismo e Nazismo europei degli anni Venti-Quaranta. Comincerò quindi col dire che Gandhi, di cui ho fatto mio l’augurio per il 2006:), venne a Roma al ritorno dalla Tavola Rotonda di Londra. Voleva vedere il Papa, che però non lo ricevette, ma il 12 dicembre del 1931 si incontrò per oltre venti minuti, invece, con un entusiasta e generoso Mussolini, che aveva bisogno di consenso all’estero e di personaggi importanti che “legittimassero” il Fascismo e assecondassero le sue mire espansionistiche e imperialiste, di cui aveva già parlato in diversi discorsi. Anche Gandhi aveva bisogno di appoggi internazionali ed era ovvia l’ostilità di Mussolini alla Corona Britannica, che col sistema delle colonie in Asia teneva sotto un pugno di ferro, addolcito da qualche riforma, anche l’India. Insomma, Mussolini e Gandhi avevano un nemico comune.

Fu ricevuto a Palazzo Venezia — oh, quell’indiano mezzo nudo col buffo dhoti, seguito dalla capretta sui pavimenti di marmo! — e a Villa Torlonia Mussolini

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Calcio, razzismo e democrazia: Francia-Germania e le previsioni per una rivolta

Stasera a Parigi si giocherà la partita di calcio amichevole Francia-Germania:

Riporta l’ANSA:

I francesi dicono che non ci sono problemi, e noi ci fidiamo”, ha detto Georg Belau, responsabile della nazionale tedesca.

Fra Francia e Germania c’è maretta da secoli per una mai sopita competitività su pochi territori di frontiera, per gli accordi economici e quant’altro.

Al momento, comunque, la diatriba ufficiosa (mai ufficiale, sin dagli accordi presi dopo la II guerra mondiale) verte sul primato importante che ambedue vogliono arrogarsi: ambedue vogliono essere la nazione dallo sviluppo economico più avanzato d’Europa, quella che, in pratica, detta legge — e gli accordi finanziari bilaterali (perché in ogni accordo c’è una parte più debole, è ovvio, anche fra gli stati). Ma due stati-più-forti-alla-pari non possono coesistere!

Inoltre, i francesi non hanno mai perdonato alla Germania l’occupazione nazista. Di contro, i tedeschi hanno dimostrato il collaborazionismo di larga parte degli ebrei francesi proprio a questo fine. Insomma, picche e ripicche anche molto serie, come questa, in una inimicizia senza fine dalle vecchie radici.

La questione della reciproca antipatia fra Francia e Germania è antica ed è complessa. Se ne avete voglia, ascoltate le stupende lezioni di Storia culturale europea 1660-1870 del mio storiografo preferito, George Mosse (ebreo tedesco emigrato negli USA) — anche se ho qualcosina da dire sulle sue teorie sulla Nascita del monoteismo nel mondo antico — ma, d’altronde, lui è uno storico culturale e non uno storico delle religioni: quindi, ha qualche bella idea ma manca totalmente della mentalità necessaria ad esercitare un altro lavoro, manca della “manualità” del processo storiografico applicato alla storia delle religioni.
E, detto per inciso, Mosse manca anche di una profonda conoscenza delle religioni stesse, che per loro stessa natura si occupano di morale, etica, ontologia, cosmogonia, ecc., più che di “fare la storia”.
Ma io che me ne occupo professionalmente devo dire che Mosse anche su questo offre, proprio perché è un newbie, degli spunti orginali per gli storici delle religioni.

Ma ritorniamo al punto: la partita fra Francia e Germania.
Gli psicoanalisti hanno

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