Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: in Egitto la protesta diventa donna, dopo che una manifestante è stata brutalmente picchiata, presa a calci e trascinata per strada dalle forze di polizia fino a farle scoprire il reggiseno azzurro. Questo il video e le foto su Facebook.
Non fatevi fuorviare dalla bellissima musica del video: la scena è brutale.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulle prime elezioni dal 2005 dell’Arabia Saudita. Sui media come nell’agenda politica, le prime amministrative del regno dal 2005 sono passate totalmente inosservate. Anche tra la popolazione (quella maschile, unica abilitata al voto), che ha disertato le urne. E così ai seggi si sono presentati “solo parenti e amici”.
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Aggiornamento delle 13: La donna dell’Arabia Saudita condannata alle 10 frustate è stata perdonata del re Abdullah bin Abdul-Aziz al Saud. Quanto è magnanimo!
In Arabia Saudita a una donna è stata inflitta la punizione di 10 frustate per una colpa inaudita: ha guidato una macchina.
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“L’Occidente non dia lezioni di diritti umani.. Sappiamo come voi esportate la gente dall’Iraq e dall’Afghanistanguerr a Guantanamo e che tipi di trattamento gli riservate” – queste le parole del primo ministro del Jammu & Kashmir Omar Abdullah, rispondendo alle accuse di presunte violazioni dei diritti umani nel suo paese mosse dal Parlamento britannico agli inizi di settembre.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sempre a proposito del diritto di voto passivo e attivo alle donne in Arabia Saudita. Spinto da pressioni nazionali e internazionali, e temendola protesta del movimento “Rivoluzione delle donne saudite” e soprattutto il boicottaggio delle elezioni, il re Abdullah bin Abdul-Aziz Al Saud ieri alle 14 ha annunciato che le donne voteranno alle prossime elezioni (che non si sa quando si terranno).
Dal 2012 garantito però il diritto di diventare membri del Consiglio della Shura. La protesta degli intellettuali sauditi è partita dai blog. L’annuncio internazionale delle dichiarazioni del re è partito da Twitter. La macchia nera e informe che vedete in foto è un gruppo di donne.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sull’assurda situazione delle donne in Arabia Saudita che non potranno né votare né farsi votare nelle prossime elezioni del 29 settembre (e certo che in genere nel mondo le donne non è che siano trattate bene eh). Il presidente della commissione elettorale però ha detto che voteranno in un futuro – non meglio specificato.
Il motivo? Perché dal 2005- data delle prime ed ultime elezioni – a oggi ancora non sono state costruiti degli spazi separati per votare per uomini e donne, in osservanza alla legge islamica per cui i due sessi non possono mischiarsi (non sia mai!).
Anche nel 2005 le donne non avevano votato. Il motivo? Perché molte non avevano le carte di identità. Vedremo la prossima volta che scusa troveranno.
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Il Pakistan si rifiuta di mandare Javed Nasir, ex generale dei servizi segreti pakistani (ISI), alla Corte Penale Internazionale olandese che giudica i crimini guerra e i crimini contro l’umanità. Nasir è sospettato di aver sostenuto i combattenti musulmani bosniaci durante la feroce guerra in Bosnia-Erzegovina (1992-1995).
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano.
Ancora persecuzioni dei dissidenti in Arabia Saudita, un paese governato da una monarchia assoluta dove i diritti umani, i diritti civili e le libertà fondamentali, specie per le donne – alle quali è stato ancora negato il diritto di voto -, non sono contemplati (nella foto, donne saudite).
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Ci sono immagini degli attentati al World Trade Center e al Pentagono scolpite per sempre nei nostri occhi e nei nostri cuori, prima ancora che nelle nostri menti. Hanno cambiato non solo la nostra vita e la nostra percezione del mondo e della sicurezza, ma persino gli equilibri internazionali.
Credo che con l’11 settembre l’Occidente sia definitivamente tramontato, almeno per qualche centinaia di anni, e l’Oriente abbia lentamente preso il sopravvento. Vediamo se saprà essere migliore. (Altre foto qui).

Eroi umani esaltati ed eroi animali dimenticati, i cani da salvataggio, per il servizio reso dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre negli Stati Uniti.
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