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Tweet archiviati dalla Library of Congress

Tweet thisLa notizia giunge veramente a ciel sereno e sconvolge un po’ quello che pensavo della preservazione della cultura e dell’utilizzo dei fondi pubblici: l’antica e famosa biblioteca americana Library of Congress, la più grande biblioteca del mondo (che conserva anche gli archivi di Mussolini, per esempio, e molti fondi, documenti e archivi di tutti i paesi dove gli USA sono stati presenti in guerra), raccoglierà e conserverà i tweet, cioè i 55 milioni di messaggi che si mandano gli utenti ogni giorno. Ha già acquistato l’intero archivio di Twitter.

Pare che tutti siano contenti: la Library of Congress perché la collezione dei media digitali comprenderà i tweet, che “stanno diventando parte della storia”; i ricercatori e chi fa cultura perché – ed è stato detto già molti anni fa dal grandissimo Ernesto De Martino – la cultura è quasi soltanto cultura dei famosi, degli scienziati, dei più importanti, o di chi fa scandalo.

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Le rivoluzioni che non piacciono

rivoluzione fascistaBerlusconi promette in tre anni la “rivoluzione liberale“.

Appena l’ho letto ho pensato subito che ci manca una bella mostra a suggellare il glorioso cambiamento e poi è uguale, ma in peggio.

Chi sa se avrà uno pure lui storico del calibro di De Felice a immortalarlo con un bel libro?

Il ragazzo del lago di Marcello Foa

Il ragazzo del lagoMarcello Foa, un giornalista di Esteri che stimo molto, ha appena pubblicato un libro che gli appassionati di storia devono assolutamente leggere.

Si intitola Il ragazzo del lago e racconta la storia di Aimone Canape, un ragazzo semplice che, senza volerlo, guidato dal destino e dal caso, si è trovato a vivere a contatto con figure del calibro di Hitler e Mussolini. E’ l’ultimo testimone della cattura del Duce a Dongo, sul lago di Como e fu il primo a trattare con la colonna della Wehrmacht ferma all’uscita di Musso, il 27 aprile del 1945.

Foa presenterà il suo libro lunedì 15 alla Libreria Feltrinelli di Via Manzoni 12, Milano, alle ore 6. Oltre all’autore, saranno presenti lo stesso Aimone Canape, Alessandro Sallusti e Andrea Tornielli.

Il ragazzo del lago
ha anche un blog dove, fra l’altro, si può leggere il primo capitolo del libro.

La proprietà transitiva di Avatar

BerlusconiAncora polemiche sul film Avatar, che rimbalzano su forum e mailing list di mezzo mondo. La regista Carol Gould afferma:

James Cameron’s depiction of Americans as vile oppressors practically invites terrorists to take up arms against the U.S. [La rappresentazione degli americani come vili oppressori praticamente invita i terroristi a prendere le armi contro gli USA] (Pajamas media).

Davveroi i valori – o i disvalori – veicolati da un film, un libro, un quadro, una foto, un video, una rappresentazione teatrale, un’opera d’arte in genere, possono invitare dei terroristi ad agire?

(Adesso però non correte a pubblicare sui blog il video o le immagini dell’aggressione a Berlusconi, per favore. Nella foto, l’avatar di un noto politico che governò nel Ventennio – c. 1925-1945).

La notte è finita

Anna FrankOggi si celebra il Giorno della memoria della Shoah.

Io ero una ragazzina un po’ troppo seria e mio padre, ex paracadutista della Folgore con le campagne d’Africa alle spalle, mi regalò un libro per farmi ritrovare il sorriso. Era Il Diario di Anna Frank, la ragazzina ebrea morta a sedici anni nel campo di Bergen Belsen.

Da allora, ogni volta che ho un problema all’apparenza insolubile o il mondo intorno a me mi sembra opprimente, alzo gli occhi al cielo e ripenso a una bellissima frase che ho letto nel diario (forse ora deformata dal tempo e dai ricordi):

Se puoi guardare il cielo senza timore ricordati che sei intimamente puro e tornerai comunque felice.

Grande Anna, dolce Anna, riesci ancora oggi a regalarmi la speranza e il sorriso.

Il peggior incubo di chi scrive: consigli spassionati

gobbo-cornoQuesti giorni leggo appena i giornali, non accendo nemmeno la televisione e ascolto solo il radio giornale delle 6-7 di mattina. Lavoro come una forsennata 12-14 ore al giorno, tutti i giorni. Infatti mi è capitata la cosa peggiore che possa capitare a chi scrive: il file del testo del libro, e anche tutti i 3 backup che faccio ogni sera, era corrotto.

Per corrotto intendo completamente andato, senza rimedio. Mi ha aggiunto 105 pagine e ne ha cancellate circa 50, ha cancellato decine di note e unito a caso migliaia di parole, specie quelle tibetane e sanscrite, e decine di paragrafi anche molto distanti fra loro, il tutto in modo assolutamente casuale.

Benito Mussolini si era unito a Guido Gonella diventando Benella Gossini, per esempio, e Giulio Andreotti negli anni Quaranta risultava in India, sposato a Gandhi e in procinto di scalare l’Himalaya!

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Sosteniamo Berlusconi candidato al Nobel per la Pace 2010

BerlusconiE’ tutto vero, tutto. Il 30 aprile del 2009 a Roma è stato costituito ufficialmente il Comitato per la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010! Io non lo sapevo ma ieri ho letto per caso un articolo (stupitissimo) di The New York Times e ho cercato in rete. Francamente mi sembrava una bufala.

Qualche nome a caso dei Nobel per la Pace passati: 1964 Martin Luther King; 1969 Organizzazione Internazionale del Lavoro; 1977 Amnesty International; 1979 Madre Teresa di Calcutta; 1989 Tenzin Gyatso, 14° Dalai Lama; 1991 Aung San Suu Kyi; 1999 Medici Senza Frontiere. Devo continuare o basta così?

Questo è l’inno per il Cavaliere che si intitola: La pace può. Notate per caso

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L'odissea del treno Milano-Bergamo: che schifo!

trenoFinalmente è finita la mia kermesse bergamasca, con alzataccia alle 5:30 , due ore e mezzo di treno al giorno, stress a fiumi e parole parole parole (ma senza promesse, almeno a me).

I punti veramente dolenti sono stati gli spostamenti, i viaggi sul treno dei pendolari Milano-Bergamo e l’autobus per l’università.

Mi sono lamentata che sul treno della tratta Milano-Bergamo ho trovato sempre i bagni rotti, chiusi o intasati, i vagoni molto sporchi, l’aria condizionata è rotta e i finestrini sigillati (per un’aria condizionata presunta). Due volte su otto hanno fatto ritardo. Ieri c’era un enorme scarrafone che passeggiava tranquillo vicino ai miei piedi (in sandali), mi sono abbassata e sotto al sedile c’era un covo di guerriglieri scarrafoni in pieno assetto! Sono scappata a gambe levate.

Una signora africana incinta è svenuta dall’afa umida (e sì che in Africa dovrebbe fare caldino), al che un gentile signore le ha detto: “perché non va nella carrozza con l’aria condizionata?” Io ero vicina per darle il mio thè e ho detto “ma allora andiamoci tutti!“, pensando però, ma perché lui non ci va? Mi sono incamminata con la signora nella direzione della carrozza condizionata ma il passaggio fra le carrozze era bloccato! Abbiamo aspettato e alla prima fermata volevamo scendere: le porte erano entrambe bloccate (da entrambi i lati)! Siamo andate dall’altro capo di corsa. Ma se scoppiasse un incendio, con porte di intercomunicazione, uscite e finestrini bloccati, che facciamo, moriamo tutti arrostiti?

E’ uno schifo, protesto pubblicamente con le Ferrovie. Visto che nessun impiegato è passato e non ho potuto parlare a viva voce con un bigliettaio, un capotreno o chi sia. Solo l’Alta velocità e gli Eurostar sono decentemente efficienti e puliti, questi sono treni degni dei musulmani del Moplah, ammassati nelle carrozze e mandati alla morte dall’Impero Britannico nel 1921. Noi, cittadini di questo paese, siamo sotto una potenza imperiale o in democrazia?

E’ uno schifo, in otto viaggi ho trovato sempre e solo questa situazione sulla Milano Bergamo (per qualsiasi tragitto) e ieri ero davvero furiosa: se fosse successo qualcosa nella carrozza io la signora, e il suo bambino, saremmo rimaste intrappolate come topi mandati a morte.
E’ uno schifo, davvero! Ferrovie, che diamine fate lì? Perché vi ho dato 4.20 eu a viaggio, per arrivare tardi a condizioni di schifo e pericolo?

E finisco con gli autobus a Bergamo: quelli per l’università, il fantomatico 5B, passa ogni 45 minuti, quindi se non puoi aspettare o vai a piedi o paghi il taxi. Alla biglietteria ufficiale una ragazza scocciatissima dà indicazioni sbagliate (dalla pensilina 0 non parte il 5 e il tabellone con l’orario è staccato, visto che le faceva fatica dirmi lei l’orario di partenza)! Bergamo, che fai anche tu? Servizi zero, eh! Oltre tutto, dato che sei tanto leghista, l’efficienza dove sta? Metti una ragazza bergamasca alla biglietteria solo per staccare il biglietto e dartelo come se le facesse schifo, e ti dà a mezza bocca indicazioni sbagliate sui bus?

Ricettario fascista: i fagiolini senza fagiolini

Donna di BoccasileSapete che a breve dovrebbe uscire la mia ultima fatica (è proprio il caso di dirlo, dopo quasi nove anni di lavoro!), un libro che parlerà anche della politica culturale fascista e i sogni del Duce in Asia, vero?

Per questo da un po’ di tempo raccolgo libri del Ventennio rari o preziosi. Uno di questi si intitola Ricettario fascista: “Chi mangia troppo deruba la patria”, di Sandro Bellei (Ferlandia Predappio, s.d.). Contiene ricette molto semplici e assolutamente da provare, specie in tempi di crisi.

Questa è una ricetta del tempo di guerra, quando c’era la tessera annonaria ed era difficilissimo procurarsi anche i beni più elementari come il pane, che veniva venduto al mercato nero. Si intitola I fagiolini senza fagiolini.

Quando si preparano gli spinaci si taglia la parte lunga del gambo, si lessa, si strizza bene e si condisce in olio. Sembrano proprio dei fagiolini.

Carina, vero? Spero che questa ricetta stramba, facilissima, faccia piacere a Mitì, che elargisce ricette prelibate, ai Corona’s, che sono un po’ smandrappati ma propongono qualche piatto serio, e a Ninocucinasanteramo, un signore non più in erba che si diletta con cibi italiani (spesso siciliani) e spagnoli rivisitati.

(nella foto, una pubblicità dell’olio Badino di Gino Boccasile, il pubblicista del Regime)

L'asse post-elezioni

Mussolini e HitlerMa perché quando ho letto questo (il grassetto è mio) ho avuto l’impulso irrefrenabile di fuggire a gambe levate? Basta leggere un po’ di storia.

L’asse, che altri chiamano la dipendenza, di Berlusconi e Bossi, ha già sollevato in passato qualche mugugno all’interno del centrodestra, e anche stavolta ne solleverà. (Marcello Sorgi su La Stampa).

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