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La Cina sfida tutti con Sa Dingding

Sa DingDingVoi direte, ma chi è Sa Dingding? E’ una famosa cantante cinese che potete ammirare qui in foto.

Nel 2008 ha vinto il BBC Radio 3 Award per la musica internazionale nella categoria Asia Pacific, è di origini han e mongole e veste spesso e volentieri con tuniche pseudo-tibetane con sopra volti luccicanti di grandi Buddha o di deità tantriche buddhiste.

Ora il governo della Cina ha deciso che all’Expo 2010 a Shangai, il prossimo maggio, la presenterà come la prima cantante pop internazionale cinese in sanscrito! Proprio così, in sanscrito.

La ragione è semplice: lei canta già in cinese, tibetano e sanscrito. Il sanscrito però è la lingua originaria di molti testi del Buddhismo tantrico, il Vajrayana, il Kanjur e il Tanjur, le enormi collezioni della letteratura tradizionale sacra e profana del Tibet. Il sanscrito è la lingua dei mantra e dei riti. E’ la lingua che ha studiato per tanti anni il Dalai Lama. Lanciarla sul panorama internazionale come cantante cinese in sanscrito equivale a dire che la tradizione tibetana fa autenticamente parte della Cina, è cinese.

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Per chi crede nella via del Buddha: reliquie in tour

Dalai LamaFra pochi giorni a Bologna Milano e Pavia saranno in esposizione le reliquie di Buddha Sakyamnuni, cioè il Buddha storico che conosciamo, e di alcuni suoi discepoli che hanno raggiunto l’Illuminazione.

E’ un evento eccezionale non solo per chi crede, ma anche per chi studia il buddhismo ed è curioso di usi e riti.

La visita è anche un’ottima occasione per godere del buon influsso delle persone positive che ci hanno preceduto, perché è sempre meglio stare vicino a esseri buoni che non ci sono più, piùttosto che a persone viventi di bassa lega.

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La gioia del choro con il Trio Madeira Brasil

Ieri sera siamo andati a Villa Reale, in Via Palestro 16, ad ascoltare il Trio Madeira Brasil, tre virtuosi brasiliani che suonavano il choro, una musica popolare brasiliana nata verso il 1870 a Rio de Janeiro.

Chorar in portoghese significa “piangere” ma Zé Paulo Becker, Marcello Gonçalves e Ronaldo do Bandolim, chitarra mandolino e chitarra popolare a 7 corde, erano pieni di energia e allegria e sono riusciti a coinvolgere tutti. Hanno eseguito una musica vibrante, intensa, una specie di jazz caldo ed esotico dalle tonalità spagnoleggianti che a tratti mi ha ricordato il flamenco di Paco de Lucia.

Stasera suoneranno a Pistoia (Sentieri Acustici). Se siete da quelle parti andate a farci una visitina, ne vale proprio la pena.

Bollywood alla RAI e al Salento Film festival 2009

Just MarriedE’ cominciato sabato 11 luglio alle 20.30 un ciclo di cinque sabati consecutivi dedicato da Rai 1 a Bollywood e intitolato «Amori con…turbanti». Il film dell’11, la commedia romantica Namastey London, è stato tradotto dall’hindi dal mio amico Giorgio Milanetti, dell’Università di Roma, e doppiato da Pino Insegno. Un ciclo di film curati da grandi professionisti, insomma.

Marco Restelli, da vero esperto di film indiani, ne fa una bella recensione. Io non l’ho visto (il primo canale qui a casa non prende) e così ho perso la voce da “povero negro buana” con cui hanno doppiato il protagonista. E poi, un film indiano senza i pezzi musicali, che sono stati tagliati, che film di Bollywood è?

Ieri è stato trasmesso Jab we met e l’ho perso per una buona causa, stavo fuori con un amico, ma il prossimo devo vederlo assolutamente.

Per chi ama il genere Bollywood da non perdere la 6° edizione del Salento International Film Festival 2009, che si terrà a Tricase (Lecce) Palazzo dei Principi Gallone – Piazza Pisanelli, dal 4 al 13 Settembre 2009. Ci sarà un omaggio fuori concorso a Bollywood con due film, Bachana Ae Haseeno (O Beautiful Ones) e Just Married.

Diritti umani: la rivolta di Lhasa, 10 marzo 1959 - 10 marzo 2009

ragazzi tibetani

Domani i buddhisti di tutto il mondo (chi sa, forse anche quelli in Cina) festeggeranno la Rivolta di Lhasa, avvenuta esattamente 50 anni fa.

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La Gelmini, nonostante Berlusconi

Nonostante quello che ha detto il signor Berlusconi, che “la riforma c’è ed è stata messa in atto senza modifiche sostanziali. Ci siamo solo resi conto che i tempi di attivazione era doveroso non fossero traumatici“, abbiamo capito benissimo.

Sulla famosa Riforma della scuola la signora Gelmini ha fatto il primo passo indietro, una piccola Controriforma insomma, ma importante. La prima.

L'incrollabile Gelmini è crollata sulla scuola: uno o tanti, optional

scuolaDopo tante proteste, dopo tante critiche, dopo tante dimostrazioni di aver preso la pagina sbagliata del programma che porta alla distruzione sistematica di quel poco di buono istituzionale che è rimasto in Italia, finalmente la signora Gelmini sembra aver capito che la sua riforma ha bisogno di qualche leggerissima modifica perché non è che garantisse tanti consensi al governo (che le interessi genuinamente della nostra scuola e dell’università non ci penso nemmeno, al momento).

Intanto ha ceduto sul maestro unico. Intendiamoci, non è che non sia d’accordo su un solo maestro, ma sono d’accordo anche sull’offerta didattica variegata. Anche perché dubito che un unico docente sia in grado di insegnare materie quali una lingua straniera, musica o ginnastica, per esempio. O che sia in grado di seguire dei bambini con problemi.

Così lascia la scelta didattica alle famiglie: tanti maestri, a scelta, almeno in tutte quelle classi in cui le famiglie opteranno per le 30 ore di insegnamento o più, fino alle 40 del vero e proprio tempo pieno. E il «maestro unico» rimane sempre il solo responsabile della didattica.

Così la Gelmini salva capra e cavoli e fa il primo passo indietro.
Vedremo più avanti. Ti aspettiamo sul resto, Mariastella!

Ma il Governo ci ha pensato? Le conseguenze dei tagli alla scuola e all'università

Charlie Manas the BeautifulDicevo due giorni fa che l’università sta scendendo sul piede di guerra, e con ottime ragioni, per gli enormi tagli progressivi aprovati con la Legge 133/08 (ecco il testo). Mi chiedevo ieri se davvero i ministri Gelmini, Tremonti e il governo tutto hanno pensato all’enorme portata e alle conseguenze della legge.

L’istruzione, a tutti i livelli, e la ricerca, non sono dei beni di un partito o di una corrente politica ma di tutti, di uno stato. Sono di tutti, perché le scuole e le accademie pubbliche sono di tutti. I bambini che ci vanno sono figli di persone che si riconoscono nella destra, nella sinistra, nel centro, nella chiesa cattolica, sono figli di estracomunitari. L’istruzione e la ricerca sono il paradigma dell’andamento presente di uno stato e rappresentano lo sviluppo futuro.

Con questa legge, mentre il costo della vita progressivamente sale, in cinque anni, progressivamente, i soldi erogati per l’istruzione e la ricerca diminuiscono. Con quali conseguenze?

Intanto ne dico tre, enormi, che saltano subito all’occhio:

1) la prima è che non ci saranno soldi, che già sono molto pochi, per finanziari degli studi superiori sulle materie considerate inutili, andamento peraltro auspicato da tempo da diversi intellettualoni di destra e di sinistra: i soldi sono pochi, bisogna impiegarli bene, selettivamente, dare la priorità alla ricerca in discipline cosiddette utili: chimica, fisica e via dicendo.

E così, le materie inutili, cioè quelle che non portano direttamente o indirettamente degli utili, in parole povere soldi, verranno sempre più a morire: tutte le arti, le discipline storiche, l’archeologia, lo studio dell’Asia, le scienze sociologiche per compiere studi sull’immigrazione, per esempio, o le scienze musicali, che sono impiegate anche per la cura di vari disturbi neurologici e psicologici. Perché senza soldi non si allestisce neanche la recita dell’oratorio.

2) Prenderanno sempre più piede i finanziamenti privati sia per sostenere le cattedre universitarie che fanno comodo al donatore, sia per la ricerca, con enormi conseguenze etiche: le ditte farmaceutiche, per esempio, finanziano studi ed esami di laboratorio sui prodotti che vanno a smerciare, con cui fanno montagne di soldi, certo non sui prodotti che usano solo in pochi. Ci sono malattie non di massa, o non di moda, che verranno sempre più trascurate.

3) Ma le farmaceutiche, al momento attuale, non finanziano neanche le medicine per i nostri animali, perché non rendono certo l’investimento di denaro per la ricerca, la produzione e la distribuzione.

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Bob Geldof incontra la blogosfera

Bob GeldofVi ricordate di Bob Geldof, il cantante che da tanti anni si impegna sul fronte della lotta contro la fame e le malattie in Africa?

Prima di scrivere un mio breve resoconto sulla gloriosa BlogFest appena conclusa, volevo dirvi che dalle 14:30 alle 16.00 Bob sarà presente in una Live Chat per chiacchierare col popolo della Rete. Potete collegarvi con lui dal blog di Telecom Italia.

Sulla chiusura di The Pirate Bay e di La baia: libertà, ma non di delinquere

The Pirate BayOggi sia The Pirate Bay sia La baia sono chiusi e al loro posto si vedono questi annunci della Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia Tributaria Bergamo.

Pubblico di seguito un commento al mio post di ieri sulla chiusura italiana dell’accesso al popolare BitTorrent e il durissimo articolo che l’annuncia. E’ di Hermans Jazzoni, che si occupa anche di pirateria informatica sia come avvocato, sia come programmatore e esperto di cracking, anche se amatoriale.

Io non so cosa sia giusto o ingiusto, cosa sia legale a illegale, a naso mi sembra che non si possa imputare un mezzo, il p2p, di essere illegale, ma certi contenuti sì, e l’uso di un mezzo così veloce, effimero e di massa per condividerli forse anche. Penso, soprattutto, alle organizzazioni criminali transnazionali che mettono in opera tutti i mezzi possibili, e non rintracciabili, per trasmettere e scambiarsi file pedopornografici.

Tutti sanno che il concetto di legalità e di liceità sono stati stravolti dall’uso di Internet e dalla facilità estrema di compiere atti di criminalità informatica, per esempio la copia intera dei dati di un database privato, ma messo online perché tutti ne usufruiscano gratis et amore dei, per usarli in altro modo, a nome proprio e senza neanche menzione della fonte.

Voglio ribadire anche una cosa, che ho sempre affermato (anche attirandomi le ire dei tromboni estremisti del “libero tutto sempre e a ogni costo“: quando non sono lesi i loro interessi, ovviamente!): anche la libertà di copiare, se è solo libertà di copiare cose innocenti o utili, e di trasmettersi liberamente i dati online con il peer to peer, può danneggiare il piccolo che vive delle sue opere. Penso a un mio conoscente piccolo regista d’essai e malamente piratato.

Danneggia le grandi case discografiche e le multinazionali di Hollywood, e che si faccia posso anche capirlo, perché decidono la politica dei prezzi in modo assolutamente gonfiato (posso capirlo, ma se è illegale è illegale: non esiste una legge Robin Hood!). Ma a me e l’organizzazione che rappresento ha danneggiato che uno dei miei libri sia stato scannerizzato da un professorucolo inglese e inviato ai suoi studenti. Non sarà p2p, sono solo poche centinaia di studenti ed è stato fatto per fini di studio (a dirla tutta, è fatta per farci un dispetto, ma tutti sanno che l’Accademia ha altissimi ideali!:)), ma l’Asiatica Association di questo ci vive. Ha fatto bellissime cose per 13 anni, le ricomincerà a fare a settembre, è stata all’avanguardia per tante cose a livello internazionale (e in USA a livello tecnologico non è facile essere i primi), ha regalato e condiviso tanto, è menzionata nelle migliori enciclopedie, ma ha bisogno, come tutti, di soldi per sopravvivere. E quindi quello che ha fatto il signore di cui sopra è stato non solo illegale, ma anche ingiusto. Che è peggio.

Questo il commento. Ancora una volta grazie, Hermans!

Non so se sia più comico il messaggio della “baia” o la confusione che si è generata intorno. Per chi non conosce la pseudo anarchica scena del cracking (per altro andrebbe fatto un grosso distinguo separando chi si serve della scena con la stessa avidità di quelle organizzazioni criminali che smerciano dall’oriente le collezioni di software, film ed mp3 ecc. ) non può cogliere la povertà al fondo delle parole razziste e diffamatorie che si leggono in quel post.

Quelle frasi, prendendo spunto dalla vicenda “mediaset/youtube” sulla falsa riga dello spirito dei vari proclami che solitamente le “ciurme” lasciano all’interno delle singole release (i file “*.nfo” per capirci). Sin dal loro apparire si è potuto leggere di tutto in quei file. La realtà vera e che non ci sono principi. E dalle parti della “baia” non c’è nessuna libertà. Solo fumo negli occhi.

Quali principi? La storia dovrebbe dire qualche cosa. Già i “nonni” di questi sistemi hanno danneggiato le ragioni per cui era nato anni fa lo shareware ad esempio. Vi ricordate? Il miraggio di avere programmi migliori e programmatori soddisfatti perché premiati sul campo?

Vogliamo parlare di cose serie? Pensiamo a tutelare e favorire l’accesso alla conoscenza per coloro che non possono permettersela. Per coloro a cui, ancora oggi, è negata per ragioni politiche o religiose. Siamo cresciuti o no? Se penso ad internet penso anche all’informatica in senso stretto. A fianco, però, c’è un’altra parte più umana che mostra e racconta fatti che altrimenti resterebbero nascosti. Penso al dissenso sulle scelte politiche che altrimenti non troverebbe spazio. Se penso ad internet vedo anche il lavoro di tanti che hanno contribuito a renderlo condominiale. A programmatori che realizzano estensioni sperando che attraverso il sudore della loro fronte qualcuno faccia una donazione per dei bambini lontani.

Queste sono libertà da tutelare. Il diritto a nascondere le proprie tracce digitali ma non la facilità di commettere un reato. Il diritto alla libertà di esprimere le proprie opinioni ma non la libertà di mettere il filmato porno della propria ex. Il diritto a condividere il sapere ma non la libertà di violare i legittimi diritti di chi non vuole fare altrettanto. Il diritto di copiare ciò che merita di essere salvaguardato. Battersi per una legge che garantisca il diritto al lavoro, permettendo l’accesso gratuito al software il cui apprendimento è considerato indispensabile per essere assunti.

No. I distinguo vanno fatti. Troppo comodo invocare la libertà quando si è dalla parte del torto. Anche gli artisti devono campare, come i programmatori … come tutti. Le farneticazioni della baia sono speculari a quelle delle software house che infilano giocattoli pericolosi per la privacy compressi e cifrati perché sfuggano ad un controllo superficiale. Scuse. Non libertà solo scuse.

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