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Il Pakistan dei tre disastri

Elezioni in Pakistan E’ così. Altri 12 militanti uccisi dai missili statunitensi lanciati sull’area del Pakistan, al confine con l’Afghanistan, dove si trovano i militanti islamici del gruppo Haqqani, legato a Al Qaeda. Solo questo mese 72 persone uccise in 3 attacchi consecutivi.

Gli americani stanno intensificando la guerra ai gruppi terroristi proprio in un momento in cui il paese, secondo l’organizzazione belga Institute of Peace and Development (INSPAD), sta contando le vittime dell’alluvione. Qualche dato:

200.000.000 di senzatetto, con estrema scarsità di cibo, acqua potabile, vestiti e utensili essenziali. In pratica, non possiedono assolutamente più niente. In più, la mancanza di medicine e di igiene sta causando ai sopravvissuti decine di malattie della pelle.

6000 villaggi, 400.000 animali e 31.000.000 acri, cioè 125.452.549.094 metri quadri di terra coltivabile completamente distrutti.

continua


Elezioni in Pakistan: il dittatore Musharraf è battuto

women votingDopo anni di governo sempre più dispotico, oggi finalmente gli elettori hanno bocciato il partito dell’ex generale e presidente Pervez Musharraf.

L’affluenza alle urne è stata bassa, leggermente inferiore rispetto a quella delle elezioni del 2002; gli episodi di violenza e di intimidazione durante le elezioni però sono stati limitati. Secondo i primi risultati definitivi, che vedete qui, il Partito Popolare Pachistano (PPP) e la Lega Musulmana di Nawaz Sharif (PML-N), il primo ministro che Musharraf aveva rovesciato in un colpo di stato nel 1999 e a cui è stato permesso di rimpatriare dall’esilio tre mesi fa, hanno riportato una netta vittoria.

La Lega musulmana pakistana (PML-Q) pro-Musharraf è terza e il portavoce del partito ha ammesso la sconfitta, lasciando aperta la possibilità di entrare in una coalizione, alla quale il PPP ha dichiarato di non essere interessato.

Una variabile di cui tenere conto nella formazione del nuovo governo è l’alto numero di candidati indipendenti e l’avanzata dei partiti regionali su base etnica, a scapito della coalizione di partiti religiosi. Questo è effetto, in parte, della decisione del Jamaat-e-Islami, il partito religioso più antico del Pakistan e membro influente della coalizione, di boicottare il voto.

Si profila quindi una situazione in cui Musharraf, in qualità di presidente, dovrà lavorare con un parlamento che potrebbe anche decidere di votare per il suo impeachment. Musharraf ha dichiarato di volersi adeguare ai voleri del popolo ma dalle premesse elettorali di questo ultimo anno dubito che saprà ritirarsi in buon ordine e sottomersi alle scelte democratiche del popolo pakistano.

Sul Pakistan, l’ottimo articolo del New York Times e domande e risposte dal loro corrispondente in loco.

Immagini, poesia e musica per la libertà in Pakistan

Alzate il volume nel vostro computer e godetevi questa canzone e questo video con le immagini delle recenti manifestazioni in Pakistan. Immagini forti, immagini di un popolo che si è stancato del sistema militare imposto da Musharraf e che lo dimostra in piazza.

La gente insorge. Lo slogan è: Against Emergency, Insurgency! Guardate i poveri avvocati come sono stati malmenati in Pakistan — e non ditemi che qualcuno di voi ne ridacchia, fra sé e sé.

Il video è stato prodotto da una band del New Jersey di “Pakistani Americans”, che ha realizzato una versione rock di una delle poesie più famose di Faiz Ahmad Faiz (1911-1984), eminente poeta urdu, montata con immagini delle recenti manifestazioni.

Vi mando la traduzione italiana dell’amica Alessandra Consolaro, che ringrazio per la segnalazione del video:

Parla, che le tue labbra sono libere

Parla, che la lingua è ancora tua


Il tuo solido corpo è tuo

Parla, che la vita è ancora tua

Guarda: nella bottega del fabbro

Le fiamme sono alte, il ferro è incandescente

Si spalancano le bocche dei lucchetti

E ogni anello della catena si spezza

Parla, questo poco tempo è sufficiente

Prima che il corpo, la lingua muoia

Parla, che la verità è ancora viva

Parla: di’ ciò che si deve dire

continua