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Metti una sera a cena con mandala

bambina tibetanaMetti una sera che vuoi invitare degli amici a cena e non hai voglia di cucinare preparare apparecchiare sparecchiare pulire riordinare. Roba da far fuggire chiunque. Che fai?

Chiami un catering tibetano, of course! Che oltre a cucinare ti offre anche un bel mandala e un rito di buon auspicio, così che alla fine saranno contenti sia il corpo sia lo spirito.

A Milano è attivo il primo servizio di cucina tibetana a domicilio tenuto da tre monaci. Uno di loro viene dal monastero Pelgyeling di Kathmandu e gli altri due dal monastero Shartse Norling nel Karnataka,

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Save the date: i monaci danzano per il PD

Tibetan monksSe siete dei tipi mistici, se siete amanti del Buddhismo tantrico, se avete bisogno di un po’ di spiritualità senza perdere troppo tempo oppure siete curiosi di danze e maschere esotiche, nei prossimi giorni un gruppo di monaci tibetani si esibirà in Liguria e in Lombardia in canti a danze popolari.

Danzeranno anche alla Festa dei Democratici a Lampugnano, non potete mancare la favolosa occasione di festeggiare il PD (per cosa non so) con tanta bella spiritualità. Pregando che gli dei tantrici assistano il partito.

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Ma noi non staremo zitti! Il video delle torture

Nepal Buddhist nunnyL’ultimo grave fatto accaduto in Cina contro i monaci è di qualche ora fa. La polizia della città di La’gyab, nella provincia di Qinghai, ha arrestato 95 monaci, colpevoli di aver guidato una rivolta di 4000 persone contro una stazione di polizia dopo che un monaco è scomparso.

Era tenuto prigioniero per aver rimosso la bandiera cinese nella stanza principale del monastero, il 10 marzo 2009. La polizia afferma che il monaco si è ucciso, saltando nelle acque del fiume vicino. Il corpo non è stato ancora trovato. La popolazione invece pensa che sia stato ucciso.

Intanto in rete circola il primo video che testimonia da vicino le brutalità e le torture dei cinesi contro i tibetani e contro un ragazzo cinese che ha osato proteggere un monaco isolato, durante la rivolta di Lhasa. Il ragazzo è morto in seguito alle torture, in seguito alle quali hanno dovuto operarlo per rimuovere due chili di carne bruciata e in necrosi dal suo corpo, ma senza esito positivo.

Il video è molto pesante e se non avete stomaco non guardate. Non inquadra la città o i carri armati, inquadra persone legate imbavagliate e picchiate a terra, inquadra un uomo torturato bruciato e mutilato e l’operazione che ha subito. E questo per chi dice che i buddhisti non si ribellano o che la Cina non ha commesso illegalità ma ha solo “difeso” parte del proprio territorio nazionale, l’ex Tibet.

Non oso pensare a quello che staranno facendo adesso ai 95 monaci arrestati.

Diritti umani: la rivolta di Lhasa, 10 marzo 1959 - 10 marzo 2009

ragazzi tibetani

Domani i buddhisti di tutto il mondo (chi sa, forse anche quelli in Cina) festeggeranno la Rivolta di Lhasa, avvenuta esattamente 50 anni fa.

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Canti e danze

jumping Tibetan monksRicevo dall’Istituto di studi di buddhismo tibetano Ghe Pel Ling e faccio circolare con piacere questa news.

E’ un’occasione da non perdere per conoscere un po’ sia il buddhismo, sia il Tibet e la sua cultura (visto che il monastero di Sera era uno dei più importanti del paese ed è stato distrutto più volte dai cinesi), sia un tipo di danza che interessa anche gli antropologi.

Per me l’appuntamento è martedì 3 febbraio, ore 20:30, presso la sede della Camera Metropolitana del Lavoro in corso di Porta Vittoria, 43 a Milano.

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Niente aiuti, uomo bianco!

young monkSi potrebbe intitolare così la missione umanitaria di un gruppo di amanti dell’Oriente che si chiama Himalayan Aid. Ne ho letto su un giovane blog, che ho conosciuto da poco ma che amo molto, Thais blog. Un blog di un amante dell’Oriente: certo, non disinteressato perché il blogger è un mercante d’arte, ma prima di tutto lo dice chiaro e forte, e poi so per esperienza che spesso sono proprio i mercanti che l’Asia la conoscono e la capiscono di più.

Spesso l’avvicinano per curiosità e per guadagno ma poi finiscono per innamorarsene profondamente, proprio come lui

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La situazione peggiora

Free TibetOggi 100 fra monaci e laici tibetani sono stati arrestati. Fra loro i monaci che avevano parlato della repressione con i giornalisti. Mentre il governo tibetano in esilio chiede ufficialmente che la comunità internazionale si mobiliti.

Non so voi, ma io la vedo dura. Ridendo e scherzando, il mondo veleggia più o meno indisturbato verso le famose Olimpiadi.

Richard Gere, mentre aspettiamo San Francisco

Ovunque nel mondo si sta facendo sentire sempre più forte un movimento di protesta dal basso — la gente, tutti noi — che obbliga anche i potenti della terra a cambiare strategie. Mentre quelli che protestano si stanno riunendo da stamattina presto a San Francisco, aspettando la fiaccola, George Bush rinnova l’appello alla Cina perché dia inizio a un dialogo con il Dalai Lama sullo status del Tibet e potrebbe non partecipare alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi, l’8 agosto.

Il primo ministro britannico Gordon Brown, che il 20 marzo ha incontrato il Dalai Lama, ha già annunciato che non parteciperà alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi.

Nel video vediamo Richard Gere, che è buddhista da almeno 20 anni, che parla a favore dei tibetani, e alcune immagini dell’ex Tibet. Due notti fa altri 70 monaci del monastero di Ramoche, a Lhasa, sono stati portati via in una località sconosciuta dalle guardie della People’s Armed Police (PAP) e la Public Security Bureau (PSB).

Da una parte la più bieca repressione, dall’altra un movimento popolare che sta toccando i paesi occidentali. Sono certa che al passaggio della la fiaccola della discordia la protesta toccherà anche gli altri paesi.

Che dite, secondo voi riusciremo a fare qualcosa di concreto per sostenere la lotta dei tibetani? Riusciranno a ritornare liberi in un Tibet libero?

La fiaccola olimpica della discordia

torchI media non fanno che parlare della famosa fiaccola olimpica, la cui marcia ieri a Parigi è stata fermata da diciotto che protestavano. Il il solito giornale indiano si affretta a precisare gongolante che i diciotto sono stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale. Fiaccola accesa, no fiaccola spenta; fatto di proposito, no a causa del tempo.

Responsabile della fiaccola è la Cina, che infatti l’ha trasportata per la Francia in autobus, invece di farla portare da un atleta. Praticamente, come fare l’amore per fotografia.

E intanto la Cina ribadisce che la fiaccola sarà portata attraverso il Tibet: un’altra scusa per intensificare le repressioni. E a San Francisco, per avvantaggiarsi sulle proteste contro fiaccola, hanno appeso delle enormi bandiere con “One World, One Dream. Free Tibet” and “Free Tibet ‘08” sul Golden Bridge. Questo sotto è il video.

Ok, va bene, la fiaccola è il simbolo e tutto: ma che ne dite di occuparci delle persone adesso? In Tibet continuano le proteste e la Cina continua a sparare contro laici e monaci (tre i feriti in condizioni critiche). Al monastero di Ratroe, in seguito alle proteste, sono state imposte restrizioni severe (che consistono di solito nell’isolamento, nella mancanza di acqua e di elettricità), e le suore sono sottoposte alla “rieducazione patriottica“.

Insomma, in questo sdegno popolare sacrosanto e giustissimo, in questa lotta per il simbolo, non è che ci scorderemo che stiamo lottando per delle persone e il loro diritto di autodeterminarsi nel loro paese, e non per una maledetta fiaccola che ormai rappresenta solo il diritto del più forte?

Cina e Tibet

China freedom

Ieri la Cina ha ammesso nel paese 26 giornalisti stranieri considerati imparziali e selezionati dal governo.

Non possono girare liberamente ma sono condotti in visite collettive organizzate, accompagnati dalle solite guide che riferiscono anche alle autorità (come accade tuttora in Russia).

Infatti da giorni le forze armate cinesi circondano i maggiori monasteri di Sera, Drepung e Ganden, teatro principale dei disordini dei giorni scorsi, hanno tagliato l’acqua e l’elettricità e impediscono alla gente di portare il cibo al convento. Questa punizione collettiva porterà i monaci a morire di fame e di sete.

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