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Fotografi italiani per il Tibet (e Fosco Maraini)

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La prima lettera dell'esploratore Giuseppe Tucci ad Andreotti

Giuseppe TucciQuesta è la prima lettera che Tucci, il più grande esploratore italiano, scrisse ad Andreotti, che al tempo era Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (1947-1948). Era il 24 settembre 1947.

La lettera è la prima del carteggio che gentilmente il senatore mi ha inviato qualche tempo fa.

Tucci si era già rivolto a Giustino Valmarana, amico di Andreotti e come lui membro dell’Assemblea Costituente, perché trasmettesse al ministro delle Comunicazioni la soprastampa di un certo numero di francobolli dello Stato, in corso, con la dicitura «Spedizione Italiana in Tibet – 1948». I proventi sarebbero andati a finanziare la spedizione.

Voleva partire infatti per la sua ottava e ultima esplorazione del Tibet e aveva urgente bisogno di fondi, ma la sua richiesta a Valmarana era rimasta senza seguito e allora si decise a rivolgersi personalmente al presidente del Consiglio.

Infatti, Tucci ottenne i fondi e nel 1948 visitò la parte centrale del paese, raggiungendo Lhasa e spingendosi oltre. Della spedizione fecero parte Regolo Moise, Piero Mele e Fosco Maraini: ma Tucci non fece cenno a quest’ultimo. Forse fu arruolato più tardi.

Giuseppe Tucci, Fosco Maraini, R. Moise, PF. Mele e il mistero di Lhasa

S. S. XIV Dalai LamaTucci nel 1948 riuscì a visitare Lhasa, nel Tibet centrale. Prima di lui diversi altri occidentali c’erano andati ma egli fu comunque uno dei pochi — e, sicuramente, quello che ne riportò più tesori: le preziose raccolte di testi sacri del Buddhismo. Forse dati per sempre dal XIV Dalai Lama, che era un bambino di solo tredici anni ma saggio, colto e ben consigliato dal Reggente, forse dati in custodia perché li salvasse portandoli con sé, perché i cinesi erano ai confini del Tibet e premevano da anni per entrare. Cosa che fecero prima annettendosi il paese, nel 1951, poi invadendolo e, durante la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria degli anni ’66-’76, distruggendolo inesorabilmente.

Tucci era partito con tre compagni, aveva poi assoldato un lama, una guida, un capocarovaniere, un cuoco e la carovana, completa di animali — yak, cavalli, e i cani che Tucci non abbandonava mai. In tutto, sempre, una sessantina-settantina di persone.

Che fecero i suoi compagni di spedizione che partirono con lui, il fotografo Pietro Francesco Mele, che aveva parzialmente finanziato la spedizione, l’ufficiale medico della Marina Militare Regolo Moise, e Maraini, che non riuscirono a entrare a Lhasa? E soprattutto, che successe fra Tucci e Maraini? Perché fra i due non corse affatto buon sangue per i successivi 36 anni, fino a quando Tucci se ne andò, nell’aprile del 1984.
Qui lo racconto.

Qui sopra, una delle poche immagini del XIV Dalai Lama bambino, poco prima che lo vide Tucci.