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Il Gad in acqua

Gad LernerLeggendo il tuo blog ho fatto un salto. Gad, mi sai dire che c’entri tu con il vino, anche se lo produci, ché gli dedichi un’intera categoria?

Io invece ti associo all’acqua, e precisamente all’acqua gelida e non proprio linda della piscina Cozzi, in Viale Tunisia, qui a Milano. Una piscina stupenda, vasca di 30 metri e ottima architettura fascista, ma l’acqua… L’acqua nel 2005 era semplicemente da colera congestionato, gelida e giallognola, non so se da urina o da varechina versata lì a vagonate.

Io te ci siamo incrociati. Non ho il mito dell’uomo TV, anzi, ma ti avrei sempre voluto conoscere. Il motivo è semplice: ti ho sempre ammirato per l’intelligenza brillante con cui parli, ti muovi, intervisti, che sprizza da tutti i pori della tua pelle e dagli occhi brillanti. Sì lo so, sarà infantile ma mi affascini. E poi adoro la tua schiettezza, altra suprema qualità, senza pose e senza contorsionismi mentali. Insomma, quando ti sento parlare mi diverto tantissimo. E divertire come fai tu è l’altra grande qualità che deve avere un uomo.

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La gioia del choro con il Trio Madeira Brasil

Ieri sera siamo andati a Villa Reale, in Via Palestro 16, ad ascoltare il Trio Madeira Brasil, tre virtuosi brasiliani che suonavano il choro, una musica popolare brasiliana nata verso il 1870 a Rio de Janeiro.

Chorar in portoghese significa “piangere” ma Zé Paulo Becker, Marcello Gonçalves e Ronaldo do Bandolim, chitarra mandolino e chitarra popolare a 7 corde, erano pieni di energia e allegria e sono riusciti a coinvolgere tutti. Hanno eseguito una musica vibrante, intensa, una specie di jazz caldo ed esotico dalle tonalità spagnoleggianti che a tratti mi ha ricordato il flamenco di Paco de Lucia.

Stasera suoneranno a Pistoia (Sentieri Acustici). Se siete da quelle parti andate a farci una visitina, ne vale proprio la pena.

L'odissea del treno Milano-Bergamo: che schifo!

trenoFinalmente è finita la mia kermesse bergamasca, con alzataccia alle 5:30 , due ore e mezzo di treno al giorno, stress a fiumi e parole parole parole (ma senza promesse, almeno a me).

I punti veramente dolenti sono stati gli spostamenti, i viaggi sul treno dei pendolari Milano-Bergamo e l’autobus per l’università.

Mi sono lamentata che sul treno della tratta Milano-Bergamo ho trovato sempre i bagni rotti, chiusi o intasati, i vagoni molto sporchi, l’aria condizionata è rotta e i finestrini sigillati (per un’aria condizionata presunta). Due volte su otto hanno fatto ritardo. Ieri c’era un enorme scarrafone che passeggiava tranquillo vicino ai miei piedi (in sandali), mi sono abbassata e sotto al sedile c’era un covo di guerriglieri scarrafoni in pieno assetto! Sono scappata a gambe levate.

Una signora africana incinta è svenuta dall’afa umida (e sì che in Africa dovrebbe fare caldino), al che un gentile signore le ha detto: “perché non va nella carrozza con l’aria condizionata?” Io ero vicina per darle il mio thè e ho detto “ma allora andiamoci tutti!“, pensando però, ma perché lui non ci va? Mi sono incamminata con la signora nella direzione della carrozza condizionata ma il passaggio fra le carrozze era bloccato! Abbiamo aspettato e alla prima fermata volevamo scendere: le porte erano entrambe bloccate (da entrambi i lati)! Siamo andate dall’altro capo di corsa. Ma se scoppiasse un incendio, con porte di intercomunicazione, uscite e finestrini bloccati, che facciamo, moriamo tutti arrostiti?

E’ uno schifo, protesto pubblicamente con le Ferrovie. Visto che nessun impiegato è passato e non ho potuto parlare a viva voce con un bigliettaio, un capotreno o chi sia. Solo l’Alta velocità e gli Eurostar sono decentemente efficienti e puliti, questi sono treni degni dei musulmani del Moplah, ammassati nelle carrozze e mandati alla morte dall’Impero Britannico nel 1921. Noi, cittadini di questo paese, siamo sotto una potenza imperiale o in democrazia?

E’ uno schifo, in otto viaggi ho trovato sempre e solo questa situazione sulla Milano Bergamo (per qualsiasi tragitto) e ieri ero davvero furiosa: se fosse successo qualcosa nella carrozza io la signora, e il suo bambino, saremmo rimaste intrappolate come topi mandati a morte.
E’ uno schifo, davvero! Ferrovie, che diamine fate lì? Perché vi ho dato 4.20 eu a viaggio, per arrivare tardi a condizioni di schifo e pericolo?

E finisco con gli autobus a Bergamo: quelli per l’università, il fantomatico 5B, passa ogni 45 minuti, quindi se non puoi aspettare o vai a piedi o paghi il taxi. Alla biglietteria ufficiale una ragazza scocciatissima dà indicazioni sbagliate (dalla pensilina 0 non parte il 5 e il tabellone con l’orario è staccato, visto che le faceva fatica dirmi lei l’orario di partenza)! Bergamo, che fai anche tu? Servizi zero, eh! Oltre tutto, dato che sei tanto leghista, l’efficienza dove sta? Metti una ragazza bergamasca alla biglietteria solo per staccare il biglietto e dartelo come se le facesse schifo, e ti dà a mezza bocca indicazioni sbagliate sui bus?

Festa per Firefox 3.5 a Milano

FirefoxMi chiedono di pubblicizzarlo e lo faccio volentieri perché sono per natura una festaiola e ogni occasione per conoscersi, creare nuove relazioni e fare festa (in modo lecito) mi sembra carina.

Per il lancio di Firefox 3.5 sabato 11 luglio prossimo, allo Spazio Fitzcarraldo di via Filippetti 41 a Milano, si terrà un open party. Inizio ore 19. Se volete saperne di più, andate sul blog di Mozilla Italia che l’organizza.

Pina Bausch danza e se ne va

Pina BauschD’estate le contraddizioni scoppiano, i conflitti si esasperano e chi sta male se ne va per sempre. Il mondo della cultura è in lutto. Un’altra grandissima interprete del nostro tempo ci ha lasciato, Pina Bausch, una donna stupenda e assolutamente rivoluzionaria nella danza e nella coreografia.

L’ho vista molti anni fa in Germania. Il suo gruppo di Tanztheater aveva attaccato a muoversi sul palcoscenico, a recitare. Non si poteva dire danzare. Un modo angosciante, gesti quasi scomposti, asincroni, port-de-bras strani, come scoordinati. In una parola, recitazione e danza contemporanea, quella che per gustarla ci vuole un libretto che te la spieghi passo passo.

E poi è venuta lei. Questa signora quasi cinquantenne, che aspettava in un angolo del palcoscenico, ha cominciato a camminare verso la platea e da quel momento non sono più riuscita a staccarle gli occhi di dosso. Non esisteva nessun altro, solo questa danzatrice magra, muscolosa, spigolosa ma armonica, con una semplice crocchia e una lunga veste bianca, che con un semplice movimento delle braccia esprimeva tutto il dolore del mondo, tutta la gioia del mondo, tutto l’amore e tutta l’allegria. Un’energia pura, intensa, così diversa dai movimenti formali e codificati dei vari stili di danza occidentale e orientale.

Pina ha semplicemente rivoluzionato la danza. E l’ha fatto tirando fuori dal suo fragile corpo i sentimenti, il respiro e la forza dell’universo.

La Germania nel 2008 le ha assegnato il prestigioso Goethe Prize of Frankfurt-am-Main, vinto prima di lei da grandi come Sigmund Freud, Max Planck, Hermann Hesse, Karl Jaspers. Anche l’Oriente ha riconosciuto l’apporto di Pina al mondo: il Giappone nel 2007 le ha assegnato il Premio Kyoto, chiamato il Nobel dell’Oriente, un riconoscimento anche molto sostanzioso in yen. Fu dato prima di lei non solo ad artisti come Renzo Piano e Issey Miyake, ma anche a filosofi e orientalisti come Paul Thieme e Willard Van Orman Quine, il filosofo del linguaggio che decriptava i messaggi in codice dei tedeschi durante la II Guerra mondiale e ha inaugurato la conferenza sulla traduzione dalle lingue dell’India, del Tibet e del Nepal organizzata a Harvard nel 1995.

All’età di 67 anni, quando ha ricevuto il Premio Kyoto, Pina ha dichiarato che aveva ancora un mucchio enorme di progetti in testa. Purtroppo per noi se ne è andata prima di averli realizzati tutti.

Ciao Pina, donna magica. Mi mancherai molto.

Ritorno in treno con disservizio

trenoVenerdì sono tornata da Torino a Milano con il treno delle 8:50. Non era pienissimo, i pendolari erano già partiti. Le Ferrovie dello Stato non sono più statali, quindi i treni sono gestiti come un’azienda moderna, con criteri di efficienza brunettiani.

Sì è vero, il prezzo del biglietto è lievitato in poco tempo, ma è uno scotto inevitabile da pagare a fronte di un servizio a livello di quelli mitteleuropei.

Questo in teoria. In pratica, il treno è partito con un ritardo di sette minuti e, soprattutto, trovare una carrozza con un clima giusto era impossibile. Lasciamo perdere le cicche attaccate per terra, il pavimento a chiazze nere di sporco, i sedili con il poggiatesta unto e i vetri quasi opachi, ma la temperatura passava dal freddo polare delle carrozze climatizzate al caldo torrido e afoso di quelle in cui il condizionatore era rotto (con molti finestrini bloccati).

Soprattutto, i bagni erano quasi tutti inagibili! Sono andata su e giù per il corridoio ed erano o chiusi, o bloccati con la scritta “occupato” senza che ci fosse nessuno dentro. In tutto il treno, da cima a fondo, ce n’erano solo due aperti, di cui uno era schifosamente intasato e pieno di mosche e l’altro aveva una fila di persone che arrivava quasi a metà carrozza.

Ma io dico, come si fa a viaggiare per quasi due ore in queste condizioni? Per che cosa il biglietto è aumentato tanto negli ultimi due-tre anni se poi è impossibile espletare le funzioni più normali come andare a un bagno decente e respirare senza problemi, e ho dovuto fare oltre metà viaggio in piedi, ad aspettare il mio turno fuori dell’unico bagno sporco e maleodorante?

Venti fascisti in Eurasia: Russia e Iran

Iran bombMentre qui a Milano le ronde fasciste con l’aquila sul berretto hanno rimpiazzato i Guardian Angels in rosso che più di una volta mi hanno scortato sulla metro, la riflessione oggi non può essere che su due grandi, potenti nazioni del continente euroasiatico, che stanno radicalizzandosi in una visione fascista e antioccidentale (e, innanzi tutto, anti-americana): la Russia e l’Iran.

In Russia queste idee, propugnate da Aleksandr Dugin, stanno prendendo sempre più piede nel governo, nei media, nelle università e fra la gente comune. Importanti rappresentanti della società russa sono affiliati al suo Movimento Internazionale Eurasiatico, che proclama la “missione russa in Europa e nel mondo del 21esimo secolo“. Idee dichiaratemente imperialiste: in pratica, il movimento vuole che la Russia diventi una seconda Roma.

Sull’argomento vi consiglio due lavori principali: l’eccellente studio di Aleksandr Dugin: A Russian Version of the European Radical Right? di Marlene Laruelle e i lavori di Andreas Umland, specie la tesi di dottorato (tutto nella sua pagina).

A proposito dell’Iran, le elezioni appene avvenute — che hanno visto un’affluenza alle urne impensabile in Occidente — la riconferma del presidente Mahmoud Ahmadinejad alla guida del paese e la conseguente ondata di repressione verso i maggiori esponenti politici e i media, compreso il Web, e il problema del nucleare, vi consiglio due eccellenti articoli: il post di Marco Restelli, giornalista a tutto tondo, specializzato sull’Asia con particolare riguardo alla storia dei Sikh e Bollywood; e l’editoriale su Avvenire di Riccardo Redaelli, professore di politica, storia del Medio Oriente e geopolitica all’Università Cattolica di Milano, specializzato sull’Iran e socio fondatore, come me, di Asia Maior.

E se proprio volete capire tutto, ma proprio tutto sull’Iran contemporaneo, comprate il suo libro, appena uscito per i tipi della Carocci editore. Riccardo non scrive basandosi solo sui documenti su carta e su Internet: lui va a viene da questo meraviglioso e difficile paese. Non sta in un hotel 5 stelle per 7 giorni e poi scrive il suo bel libro, ma ci lavora. Ha una conoscenza profonda, continua e di prima mano dell’Iran. E sa parlare, spiegare, rendere semplice — senza banalizzare — idee, storie e concetti così affascinanti, così complessi e così apparentemente lontani da noi.

Milano che lavora

Milano che lavora, 11giugno2009

Bandiera sull’impalcatura di via Vincenzo Bellini 5, nel cuore della Milano che lavora.

Che produce e che decide.

Rumena.

Razzismo, Milano riesuma una legge fascista

Metrò di Milano, veto al marocchino: “Non può lavorare, rischio attentati” di Massimo Pisa

MILANO – Non solo non poteva partecipare, in quanto privo di cittadinanza italiana, al bando Atm per fare l’operaio al reparto manutenzione. Essendo anche marocchino, i rischi erano anche altri e molto gravi. E dunque è un bene che il Regio Decreto del 1931, contestato dalla difesa di Mohamed Hailoua e messo pubblicamente in dubbio dallo stesso presidente dell’azienda Elio Catania, abbia messo certi paletti (La Repubblica).

Che dicevo io che Milano non è razzista?

(Per chi voglia sbizzarrirsi a leggere parte del Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 “Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza” (in pdf)

Art. 124: Gli stranieri, eccettuati gli italiani [non regnicoli], non possono esercitare alcuno dei mestieri indicati nell’articolo 121 senza licenza del Questore.
Art. 121: [Salve le disposizioni di questo testo unico circa la vendita ambulante delle armi, degli strumenti atti ad offendere e delle bevande alcooliche, non può essere esercitato il mestiere ambulante di venditore o distributore di merci, generi alimentari o bevande, di scritti o disegni, di cenciaiolo saltimbanco, cantante, suonatore, servitore di piazza, facchino, cocchiere, conduttore di autoveicoli di piazza, barcaiuolo, lustrascarpe e mestieri analoghi, senza previa iscrizione in un registro apposito presso l'autorità locale di pubblica sicurezza. Questa rilascia certificato della avvenuta iscrizione.

L'iscrizione non è subordinata alle condizioni prevedute dall'art. 11 né a quella preveduta dal capoverso dell'art. 12, salva sempre la facoltà dell'autorità di pubblica sicurezza di negarla alle persone che ritiene capaci di abusarne.
É vietato il mestiere di ciarlatano] (1).)

Razzismo? No grazie, siamo a Milano

baklavaUn giocatore di un club di dilettanti del nord della Francia e’ stato condannato a 4 quattro mesi per insulti di stampo razzista. [ANSA]

Finalmente una bella notizia! In Francia un giocatore è stato sospeso per 4 mesi per comportamento razzista verso un altro giocatore del Senegal.

La bella notizia è che da noi non succede, perché in Italia non siamo assolutamente razzisti. Specie a Milano, con l’ordinanza che obbliga a tutti i proprietari di kebap a chiudere all’una di notte. Infatti, per par condicio, ora sono nel mirino anche le pizzerie d’asporto. Forse qui temono che dopo l’una il kebap si ricomponga, spiedo e tutto, e diventi una pericolosa arma per infilzare, e che la pizza possa venire spiaccicata sul viso da cittadini in vena di attacchi proditori.

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