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Regole di mercato

cocaineSembra che in Afghanistan la produzione del bene di consumo più smerciabile e facile al mondo, l’oppio, diminuirà drasticamente nel 2010. Aveva raggiunto il massimo nel 2007, nel 2008 era scesa a 193.000 ettari di terra coltivati a oppio e nel 2009 a soli 123.000 ettari.

Fino al settembre dello scorso anno però l’Afghanistan produceva 6.900 tonnellate di oppio l’anno, cioè circa 1900 tonnellate in più di quello che il mondo consuma.

La conseguenza è ovvia: con l’iperproduzione il prezzo del bene è crollato, gli agricoltori sono meno pagati, i gruppi terroristici che comprano prendono

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Roberto Colaninno e Rocco Sabelli parlano dell'Alitalia

AlitaliaIeri sera cena con l’Harvard Club of Italy, organizzata dall’Harvard Business School. Una sessantina di uomini d’affari, qualcuno venuto anche da Roma e da Firenze, solo nove o dieci donne. Ospiti d’onore Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, rispettivamente presidente e amministratore delegato dell’Alitalia. Due uomini dal carattere d’acciaio, spietati – nel modo di parlare, oltre che nelle cose che hanno detto – ma vivaddio sinceri in modo quasi brutale.

Colaninno, dopo aver manifestato a più riprese il disprezzo “per i professori che sanno tutto” e in pratica non capiscono niente, ha parlato degli obbiettivi pienamente raggiunti del piano industriale stabilito e che si può riassumere così: la riorganizzazione dell’Alitalia tramite il licenziamento di 7000 persone, i tagli e lo svecchiamento graduale della flotta di aerei, l’accorpamento di alcune linee nazionali, gli accordi per tratte internazionali che sono “quasi un merging di aziende”, la riduzione drastica della presenza sindacale e, soprattutto, e questo era il punto iniziale ribadito da Colaninno, il depauperamento del potere dei piloti, che secondo lui era stato la causa principale del fallimento dell’azienda.

Tutto questo con un unico obbiettivo: ridurre i costi e aumentare le entrate per cominciare a ricavare un profitto. Il che in linea teorica mi sembra sensato perché un’azienda che non ha un profitti chiude, ovvio.

Una cosa sulla quale punta l’azienda è il mercato dell’utenza di Cina e India, in entrata verso l’Italia. Giustamente ha detto Colaninno che la nostra crescita è proporzionale alla loro crescita ed, essendo mercati enormi, ci dovremo aspettare un grosso turismo da Cina e India verso il nostro paese. Cosa che ho notato già questa estate, quando in piazza del Duomo c’erano famiglie indiane al completo venute evidentemente in vacanza.

Alla fine del lungo discorso mi sono avvicinata per chiarire un dubbio con

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Domande di economia e finanza? Fatele a Arnab Das

lavoro minorileGiovedì prossimo uno dei più stretti collaboratori di Roubini, Arnab Das, responsabile delle Ricerche e delle analisi di mercato di Roubini Global Economics, sarà a Milano, invitato da Aberdeen Asset Management, nota società d’investimento patrimoniale.

Chi si occupa di economia e finanza sa che Nouriel Roubini è uno dei pochi economisti ad aver previsto la crisi finanziaria del 2008.

Marcello Foa per Il Giornale ha ottenuto l’esclusiva per un’intervista con Arnab Das, che sarà affiancato da Kevin Daly, portfolio manager di Aberdeen per le obbligazioni dei Paesi emergenti.

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Se Google lascia la Cina

Google in CinaGoogle has said it will end the controversial censorship of its search service in China and risk being thrown out of the world’s most populous internet market, following what it claimed were Chinese-based attempts to hack into its systems and those of other international companies.

Bell’articolo sul Financial Times. Pare infatti che il grande Goolge abbia minacciato di lasciare la Cina in seguito ad attacchi al suo sistema di posta, Gmail, da parte di hacker, o meglio cracker cinesi, che avrebbero attentato anche ad altre 20 aziende nella finanza, media e altri settori.

Google è il primo motore di ricerca in Cina dopo Baidu, che ironicamente martedì scorso è stato attaccato dai cracker iraniani, che hanno lasciato sul sito la bandiera dell’Iran e altri simboli con le parole “Iranian Cyber Army”.

Sembra insomma che Google lotti per la libertà di espressione, il diritto alla privacy e così via.

Io ho una visione un po’ meno idealistica di questa vicenda, tenendo anche conto che Google ha cercato in tutti i modi di compiacere la Cina attribuendole su Google Maps dei territori che questa contende all’India.

Secondo me Google ha fatto questo can can, tanto che Hillary Clinton è intervenuta, perché al momento i costi per difendersi sono più alti che in altri paesi e la bilancia rischi-benefici propende per i rischi, con poco ritorno economico. Se i cracker cinesi, che non è detto che siano governativi, riuscissero a entrare in Gmail, la credibilità della privacy di Google crollerebbe e ci sarebbe un’enorme perdita di immagine.

Credo poi che questi attacchi avranno due maggiori conseguenze:

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Parla dell'India con Rampini

Federico RampiniIeri notte, come spesso faccio, ho visto la trasmissione Parla con me, condotta da Serena Dandini. Una trasmissione piacevole e divertente, intelligente ma leggera, colorata – non mi piacciono gli studi televisivi da designer miminalista, tutti freddi e spogli, anche se fanno tanto “intellettuale” – e, soprattutto, abbastanza breve: un’intervista a un personaggio e via.

Per questo non ho né condiviso né capito l’attacco alla Dandini di Aldo Grasso sul Corriere della Sera. Oltre tutto, penso che una recensione anche negativa fatta con questi toni si possa tranquillamente evitare, sia per i libri sia per le trasmissioni. E l’accenno alla sua età mi è sembrato un po’ di basso livello, lo devo dire.

Ieri era la volta dell’intervista a Federico Rampini, che stimo e leggo con piacere. Asciutto come sempre, parlava del suo ultimo libro Slow Economy. Rinascere con saggezza. Tutto quello che noi occidentali possiamo imparare dall’Oriente. Si è presentato asceticamente vestito con una camicia blu di Cina allacciata con alamari, ovviamente cinese. Molto in tema, molto appropriato devo dire.

Rampini ci ha dato una bella lezione sulla frugalità quotidiana della gente in Cina, ha raccontato della sua assistente cinese che non buttava via neanche l’acqua del riso (ma non lo cuociono in pochissima acqua, coperto, ché poi s’asciuga come in India?).

Ma ho fatto un salto sul sofà quando, se non sbaglio (era tardi), ha detto che in Cina, come in India, il divario fra i tanto ricchi e i poveri è minore che in Occidente.

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Mentre alla FAO parlano, l'India

indiani affamati

Dicono che non ci sono soldi e quindi il vertice FAO sarebbero solo parole.

Forse i capoccioni lì non sanno che in India avvengono 17.000 suicidi l’anno di agricoltori, che si tolgono di mezzo per disperazione, per i debiti contratti grazie alla sempre promessa e sempre mancata politica di riforma agraria.

Le riforme epocali, sostanzialmente neoliberiste, attuate dagli inizi del 1990 – in soldoni, l’India si è aperta al capitalismo – non hanno toccato la principale fonte di occupazione del paese (circa il 60% della popolazione attiva), che è l’agricoltura. Anzi, ne hanno peggiorato le condizioni.

La crescita della shining India c’è stata, eccome, attestata circa al 6% annuo, una percentuale che nell’ultimo decennio è salita all’8%, mentre per il quinquennio 2007-2012 si prevede intorno al 10%.

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Fra Marrazzo e Natalì amore vero e intesa intellettuale

Piero MarrazzoÈ stato scritto che Natalì e Piero Marrazzo si frequentassero da sette anni. A lei risulta?
Per niente, so che si sono conosciuti per strada, circa due anni fa. Natalì quel momento lo ricorda con affetto. Era mattina, e lei come consuetudine sta tornando dalla spesa al supermercato, passeggiando, sul marciapiede di via Cassia, giù verso casa in via Gradoli. Lui la vede. Accosta, tira giù il finestrino e le chiede: “Stai lavorando?”; al suo: “No, lavoro solo di sera”, intasca il bigliettino da visita che lei gli porge. La chiamerà, poi. E cominceranno a vedersi. I primi tempi una volta ogni due mesi circa. Poi più di frequente. Anche due o tre volte al mese.

Da questo lei deduce che stava nascendo un amore
?
Lo deduco da come Natalì parlava di lui. E non solo.
[...]
Teneva così tanto a Marrazzo?
Molto. Anche dal punto di vista estetico. Nonostante i 15 anni in più. Per Marrazzo, poi, Natalì era soprattutto una confidente: l’intimità tra loro era soprattutto intellettuale.

Dagospia pubblica l’intervista a Fabio, l’amico dei trans, che racconta la storia fra Marrazzo e Natalì, a cui si aggiunge Brenda.

Come Julius Evola (l’amico di Giuseppe Tucci autore di Cavalcare la tigre) e la scrittrice Sibilla Aleramo, come Tomasi di Lampedusa (l’autore de Il gattopardo, per intenderci) e la moglie, solo per dare qualche esempio, l’intesa fra i due è basata sull’intelletto.

PS del 2 novembre alle 11:19: In alto a sinistra c’era la foto di Natalì, pubblicata su Dagospia per gentile concessione di Novella 2000, ma l’ho cambiata con quella di Marrazzo. La foto mi disturbava perché mi sembrava irrispettosa verso la signora, quindi l’ho tolta.

L'iPhone riconfigurato

Torno adesso dal negozio della Apple in via Mercato, qui a Milano. Quando ho detto che va riconfigurato il mio cellulare perché la prima volta è stata sbagliata la configurazione Internet quasi non capivano. Ragazzi gentilissimi eh, ma uno aveva la faccia vuota come se gli esponessi un problema enorme.

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BlogBabel all'asta su eBay

BlogBabelE così ce l’abbiamo fatta. A Ludovico ronzava nella testa da un po’: visto che le proposte di acquisto finora avute non ci sono piaciute, per un verso o per l’altro, ha deciso di mettere BlogBabel su eBay. Prezzo base: 4999 Eu.

Il punto è che non ci siamo mai messi a cercare gli acquirenti, né BB era stata mai messa in vendita.

Se siete interessati, fatevi sotto con delle proposte vere, che tengano conto dell’enorme potenziale commerciale di BlogBabel, del fatto che è da anni un punto di riferimento per giornali e aziende, della genialità del progetto e del grandissimo lavoro per realizzarlo.

Tenete anche conto che i tempi bui volgono alla fine ed entro l’anno l’economia sarà in ripresa.

Pageview mensili: oltre 350.000 nel solo mese di agosto. Di più nei mesi feriali.

Astenersi perditempo. E, soprattutto, squattrinati.;)

Ricettario fascista: i fagiolini senza fagiolini

Donna di BoccasileSapete che a breve dovrebbe uscire la mia ultima fatica (è proprio il caso di dirlo, dopo quasi nove anni di lavoro!), un libro che parlerà anche della politica culturale fascista e i sogni del Duce in Asia, vero?

Per questo da un po’ di tempo raccolgo libri del Ventennio rari o preziosi. Uno di questi si intitola Ricettario fascista: “Chi mangia troppo deruba la patria”, di Sandro Bellei (Ferlandia Predappio, s.d.). Contiene ricette molto semplici e assolutamente da provare, specie in tempi di crisi.

Questa è una ricetta del tempo di guerra, quando c’era la tessera annonaria ed era difficilissimo procurarsi anche i beni più elementari come il pane, che veniva venduto al mercato nero. Si intitola I fagiolini senza fagiolini.

Quando si preparano gli spinaci si taglia la parte lunga del gambo, si lessa, si strizza bene e si condisce in olio. Sembrano proprio dei fagiolini.

Carina, vero? Spero che questa ricetta stramba, facilissima, faccia piacere a Mitì, che elargisce ricette prelibate, ai Corona’s, che sono un po’ smandrappati ma propongono qualche piatto serio, e a Ninocucinasanteramo, un signore non più in erba che si diletta con cibi italiani (spesso siciliani) e spagnoli rivisitati.

(nella foto, una pubblicità dell’olio Badino di Gino Boccasile, il pubblicista del Regime)

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