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Sosteniamo Berlusconi candidato al Nobel per la Pace 2010

BerlusconiE’ tutto vero, tutto. Il 30 aprile del 2009 a Roma è stato costituito ufficialmente il Comitato per la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010! Io non lo sapevo ma ieri ho letto per caso un articolo (stupitissimo) di The New York Times e ho cercato in rete. Francamente mi sembrava una bufala.

Qualche nome a caso dei Nobel per la Pace passati: 1964 Martin Luther King; 1969 Organizzazione Internazionale del Lavoro; 1977 Amnesty International; 1979 Madre Teresa di Calcutta; 1989 Tenzin Gyatso, 14° Dalai Lama; 1991 Aung San Suu Kyi; 1999 Medici Senza Frontiere. Devo continuare o basta così?

Questo è l’inno per il Cavaliere che si intitola: La pace può. Notate per caso

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Appello: Saviano santo subito

SavianoLa Repubblica ha lanciato un appello per Saviano, minacciato dalla camorra per il suo libro Gomorra, a cui potete aderire firmando in fondo alla pagina.

L’appello è promosso dai Nobel Dario Fo, Rita Levi Montalcini, Gunter Grass, Orhan Pamuk, Michail Gorbaciov, Desmond Tutu e hanno già aderito Betty Williams, Lech Walesa, Pérez Esquivel, Renato Dulbecco, Elie Wiesel, John Coetzee, Medici Senza Frontiere e così via.

Oddio, a dirla tutta però nella foto Saviano sembra un terrorista kamikaze islamico.

Lezioni di volo (in India)

Indian space woman (c) CNN.comPunteggio da 1@ –>5@ = @@@@

Stanotte siamo andati a vedere il famoso film Lezioni di volo, di Francesca Archibugi. All’Anteo, un cinema strano con l’entrata da una parte sbarrata, quella vera dall’altra, con all’interno una piccola libreria aperta fino alle 10 o più. E’ gestito da quattro signore di età diversa e gentilezza molto variabile ma un unico comune denominatore: sono molto alternative. La sala anche era molto alternativa e le poltrone favorivano una grande intimità, comode, con un sacco di spazio avanti, messe a paio e senza bracciuolo in mezzo.

Non mi sono addormentata, a tratti mi sono quasi divertita. Era un film tenero, con bei colori, i colori veri dell’India ma un po’ ritoccati, più brillanti (quando mai il deserto è così brillante?), con protagonisti veri. Un film che fa sorridere.

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