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Dichiarazione universale dei diritti umani, 10 dicembre 1948

Sono 63 anni esatti che la Dichiarazione universale dei diritti umani è stata pubblicata dalle Nazioni Unite. Vi voglio solo segnalare il gioco (sì, un gioco) sugli Eroi dei Diritti umani del sito americano di Amnesty International.

Segnalate il nome del vostro eroe antico o contemporaneo fra personaggi come Gandhi, Martin Luther King, il Dalai Lama e madre Teresa di Calcutta, per dire, ma anche Nabeel Rajab, Hillary Clinton o Peter Gabriel (il cantante) o Noam Chomsky (il linguista)!

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Sosteniamo Berlusconi candidato al Nobel per la Pace 2010

BerlusconiE’ tutto vero, tutto. Il 30 aprile del 2009 a Roma è stato costituito ufficialmente il Comitato per la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010! Io non lo sapevo ma ieri ho letto per caso un articolo (stupitissimo) di The New York Times e ho cercato in rete. Francamente mi sembrava una bufala.

Qualche nome a caso dei Nobel per la Pace passati: 1964 Martin Luther King; 1969 Organizzazione Internazionale del Lavoro; 1977 Amnesty International; 1979 Madre Teresa di Calcutta; 1989 Tenzin Gyatso, 14° Dalai Lama; 1991 Aung San Suu Kyi; 1999 Medici Senza Frontiere. Devo continuare o basta così?

Questo è l’inno per il Cavaliere che si intitola: La pace può. Notate per caso

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Pina Bausch danza e se ne va

Pina BauschD’estate le contraddizioni scoppiano, i conflitti si esasperano e chi sta male se ne va per sempre. Il mondo della cultura è in lutto. Un’altra grandissima interprete del nostro tempo ci ha lasciato, Pina Bausch, una donna stupenda e assolutamente rivoluzionaria nella danza e nella coreografia.

L’ho vista molti anni fa in Germania. Il suo gruppo di Tanztheater aveva attaccato a muoversi sul palcoscenico, a recitare. Non si poteva dire danzare. Un modo angosciante, gesti quasi scomposti, asincroni, port-de-bras strani, come scoordinati. In una parola, recitazione e danza contemporanea, quella che per gustarla ci vuole un libretto che te la spieghi passo passo.

E poi è venuta lei. Questa signora quasi cinquantenne, che aspettava in un angolo del palcoscenico, ha cominciato a camminare verso la platea e da quel momento non sono più riuscita a staccarle gli occhi di dosso. Non esisteva nessun altro, solo questa danzatrice magra, muscolosa, spigolosa ma armonica, con una semplice crocchia e una lunga veste bianca, che con un semplice movimento delle braccia esprimeva tutto il dolore del mondo, tutta la gioia del mondo, tutto l’amore e tutta l’allegria. Un’energia pura, intensa, così diversa dai movimenti formali e codificati dei vari stili di danza occidentale e orientale.

Pina ha semplicemente rivoluzionato la danza. E l’ha fatto tirando fuori dal suo fragile corpo i sentimenti, il respiro e la forza dell’universo.

La Germania nel 2008 le ha assegnato il prestigioso Goethe Prize of Frankfurt-am-Main, vinto prima di lei da grandi come Sigmund Freud, Max Planck, Hermann Hesse, Karl Jaspers. Anche l’Oriente ha riconosciuto l’apporto di Pina al mondo: il Giappone nel 2007 le ha assegnato il Premio Kyoto, chiamato il Nobel dell’Oriente, un riconoscimento anche molto sostanzioso in yen. Fu dato prima di lei non solo ad artisti come Renzo Piano e Issey Miyake, ma anche a filosofi e orientalisti come Paul Thieme e Willard Van Orman Quine, il filosofo del linguaggio che decriptava i messaggi in codice dei tedeschi durante la II Guerra mondiale e ha inaugurato la conferenza sulla traduzione dalle lingue dell’India, del Tibet e del Nepal organizzata a Harvard nel 1995.

All’età di 67 anni, quando ha ricevuto il Premio Kyoto, Pina ha dichiarato che aveva ancora un mucchio enorme di progetti in testa. Purtroppo per noi se ne è andata prima di averli realizzati tutti.

Ciao Pina, donna magica. Mi mancherai molto.

Barack Obama e il sogno di Gandhi

ObamaI sogni del neo-eletto Obama non sono certo di basso livello ma ora comincia la realtà, la quotidianità.

Su di lui si appuntano le speranze di ripresa economica dell’America e le speranze di democrazia di mezzo mondo. Specialmente, le speranze di pace in Medio oriente, dopo decenni di guerre e tentativi di normalizzazione.

Tutti il mondo si aspetta che Obama faccia sì che il vento di democrazia, di standard morali e di libertà civili torni a soffiare più forte sui paesi di influenza americana. E’ praticamente un’impresa titanica, ma penso che dopo Bush non si possa che fare di meglio.

Oggi The Hindu riporta che Gandhi è stato la fonte di ispirazione per Obama. In realtà sin dal 23 febbraio 2008 questi ha rilasciato un’intervista a India Abroad, il più vecchio giornale degli indiani residenti in America (riportato da innumerevoli quotidiani, fra cui The Times of India), in cui ha dichiarato:

Nella mia vita ho sempre visto Mahatma Gandhi come una fonte di ispirazione, perché lui incarna il tipo di cambiamento che può essere fatto quando la gente comune si riunisce per fare cose straordinarie.

E il 24 agosto Madonna ha paragonato McCain a Hitler e Obama a Gandhi.

Il 2 ottobre, giorno della commemorazione di Mahatma Gandhi, Obama ha poi fatto un discorso (completo), molto bello e molto convincente, sulla necessità che l’America torni ad avere il primato morale (position of moral leadership) che ha avuto nei suoi giorni migliori e ha parlato a lungo di Gandhi e di come la sua forza sia stata la gente che gli era dietro, che lui è riuscito a riunificare e catalizzare:

[...] L’importanza di Gandhi è universale. Innumerevoli persone nel mondo sono state toccate dal suo spirito e dal suo esempio — la sua vittoria a sua volta ha ispirato una generazione di giovani americani per spazzare via, in modo pacifico, un sistema di aperta oppressione che è durato per secoli, e più recentamente ha portato a morbide rivoluzioni in Europa orientale e ha estinto l’apartheid in Sud Africa. Nelson Mandela, il Dalai Lama, il Dr. Martin Luther King, Jr. hanno parlato del loro grande debito verso Gandhi.

Il suo ritratto è appeso nel mio ufficio per ircordarmi che il vero cambiamento non verrà da Washington, verrà quando la gente, unita, lo porterà a Washington.