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Stati Uniti, Gesù approverebbe la riforma sanitaria di Obama?

Non è uno scherzo, è una domanda seria che si fa un certo John Blake sul famoso blog multi-autore della CNN “Fede”. Blake non è un giornalista, è un piccolo editore di libri online di Londra che sta diventando famoso per i suoi testi seri su questi temi “alti” come il cristianesimo e la riforma sanitaria di Obama.

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Usa, che fa lo spot per la Chrysler di Clint Eastwood?

Grande dibattito in Usa sullo spot pubblicitario commerciale (che vedete qui su Youtube e si intitola “In America siamo a mezza strada”) che ha girato Clint Eastwood per la Chrysler, trasmesso durante la partita di Super Bowl dei professionisti del football americano – più o meno come durante l’incontro decisivo del campionato di calcio da noi.

Il bravo Clint in due minuti di spot parla delle sfide che sta affrontando l’America mentre sia il paese sia la Chrysler lavorano per uscire completamente dalla recessione del 2008-2009.

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Libri e Mondadori su Rai1: ti piace vincere facile, eh?

Ieri mattina al Tg1 della trasmissione Uno mattina in famiglia hanno trasmesso uno speciale su un manifestazione, in una cittadina al mare di cui non ricordo il nome, sui libri ancora da scrivere.

Hanno intervistato solo un autore famoso che pubblica con la Mondadori. Poi hanno inquadrato il palco.

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Quindici dollari e passa la paura: il futuro delle news

Tra gli accordi più recenti, la fornitura al canale viaggi di USA Today [...]. I giornalisti ricevono un compenso medio di 15 dollari a pezzo, basso in valore assoluto, interessante per un freelance disoccupato. (Nòva cartacea del Sole 24 Ore).

Chiedo a tutti – specie a Luca Conti, autore dell’articolo Il marketing delle news-: con 15 dollari lordi a pezzo, quanti pezzi al giorno bisogna scrivere per avere l’equivalente di un salario mensile? Ovviamente un salario non garantito, senza mutua né pensione, e ammesso che tutti i pezzi che uno scrive vengano accettati. E considerando che le tasse in USA incidono circa al 30% sull’imponibile.

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Quando Twitter ha il bug fisso: colpa della pubblicità?

twitter errorDa quando sto cercando di vedere i miei “follower request” di Twitter? Due mesi, più o meno, e mi dà sempre errore. Dopo varie peregrinazioni riesco individuare la mia richiesta nella pagina/form giusta e leggo che agli inizi del mese stavano risolvendo il problema ma, di fatto, ancora non è risolto. E in più hanno disabilitato i commenti.

Non è che dato che anche in Italia ora Twitter viene usato per la pubblicità cercano di scoraggiare i tweet protetti? Il problema infatti c’è solo per chi li chiude come me. Qualcuno ne sa qualcosa?

Una storia di riviste che va avanti, nonostante la pubblicità

JSAWSBella la storia del primo journal online e del banner, e una punta di rimpianto per i tempi in cui la pubblicità pagava. Il maggio del 1995 un gruppo di studiosi di Harvard, con l’aiuto tecnico (e tante idee brillanti) di Ludovico, ha fondato tre riviste accademiche online, l’International Journal of Tantric Studies, l’Electronic Journal of Vedic Studies e il Journal of South Asia Women Studies.

Meno di due anni dopo il primo banner, la pubblicità di un grande distributore di libri asiatici, Bagchee, che ora vende online. Con il messaggio che si alternava. Assai ben pagato (in dollari). Bagchee ancora adesso ci ringrazia per la pubblicità, cominciava l’attività allora ed è molto difficile sfondare nel mondo conservatore degli studiosi. Noi dobbiamo ringraziare lui perché le riviste erano molto più viste grazie al banner “rotante”, una cosa nuovissima al tempo, solo 14 anni e mezzo fa.

La storia l’ho già fatta qui, ma ricordo tutto con estremo piacere. Poi, nel 1997,

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BlogBabel all'asta su eBay

BlogBabelE così ce l’abbiamo fatta. A Ludovico ronzava nella testa da un po’: visto che le proposte di acquisto finora avute non ci sono piaciute, per un verso o per l’altro, ha deciso di mettere BlogBabel su eBay. Prezzo base: 4999 Eu.

Il punto è che non ci siamo mai messi a cercare gli acquirenti, né BB era stata mai messa in vendita.

Se siete interessati, fatevi sotto con delle proposte vere, che tengano conto dell’enorme potenziale commerciale di BlogBabel, del fatto che è da anni un punto di riferimento per giornali e aziende, della genialità del progetto e del grandissimo lavoro per realizzarlo.

Tenete anche conto che i tempi bui volgono alla fine ed entro l’anno l’economia sarà in ripresa.

Pageview mensili: oltre 350.000 nel solo mese di agosto. Di più nei mesi feriali.

Astenersi perditempo. E, soprattutto, squattrinati.;)

Stranezze: avifauna, liberazione del kebab e The New York Times

kebabPrima di partire per Torino ho fatto un giro su FaceBook, almeno per rispondere a un paio di mail. E ho visto che è la sesta (6°!) volta che ricevo l’invito di unirmi al Gruppo per fotografare l’avifauna pugliese (mi sembra pugliese) e il quinto (5°!) Gruppo di liberazione del kebab.

Va bene tutto, per carità, libertà di parola e di opinione, di associazione e così via, ma davvero su FaceBook c’è gente che impiega il tempo tampinando gli altri per indurli a iscriversi al gruppo del kebab o al gruppo dell’avifauna pugliese?

Qual’è lo scopo del gruppo del kebab? Come protesta per le dichiarazioni del Ministro sul cibo italiano o per sottolineare quanto siano scemi in Lombardia, così che The New York Times scriva l’ennesimo articolo sulle stranezze italiane?

E non mi intendo di marketing e comunicazione, ma qual’è l’intellligenza di insistere a invitare qualcuno che vive a Milano a fotografare l’avifauna pugliese?

Blogger for sale 2

bill collectorDopo aver parlato con Elena e aver letto Maurizio, mi rifaccio all’ottima sintesi di Vittorio per dire la mia sul fatto di usare il blog per pubblicizzare dei prodotti, scrivendo un post a pagamento. Come al solito, parlo della mia esperienza personale, ma il fatto mi sembra chiaro.*

Sul questo blog o su Giuseppe Tucci ho scritto diverse recensioni di libri (o articoli) e film. Quasi tutti mi sono stati regalati/sono stata invitata. E io di solito l’ho fatto non perché mi sia sentita particolarmente in dovere di scrivere una recensione per il prezzo del libro o del biglietto del cinema, ma perché il meccanismo della recensione funziona così. E se accetto il libro lo faccio per leggerlo e, al 90%, scriverne una recensione.

Voi direte: è arte, è cultura, il Nokia ultimo tipo è un fatto diverso, è un prodotto materiale. Chi l’ha detto che i libri sono diversi? Anche essi sono un prodotto che nasce dalla testa e dal cuore, ma si trasforma in un oggetto con un ciclo di lavoro, dei professionisti — editor, tipografi, rilegatori e così via — marketing, pubblicità e distribuzione. Le recensioni servono a quello, a far conoscere il prodotto/libro e chi l’ha scritto. E nessuno si è mai sognato di dirmi “parla bene del mio libro”.

Credo che le recensioni siano utili anche a chi legge i blog. Io ho apprezzato molto alcune recensioni di Luca, per esempio. In 15 anni di esperienza editoriale con l’Asiatica, se non avessi le case editrici che mandano libri, che

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Fra FaceBook e YouTube metti un missionario

Facebook

Il Vaticano è sbarcato su Youtube ma è arrivato secondo alle Missioni Don Bosco. Infatti, il 5 gennaio ho ricevuto una email con cui mi informavano che stanno facendo una campagna virale sui social network.

Non potevano mancare un video su YouTube e un gruppo su FaceBook. D’altronde, i missionari cristiani e buddhisti sono stati sempre i primi a muoversi nel mondo, insieme ai mercanti, a uscire delle proprie case e a trovare mezzi di diffusione moderni per raggiungere un gran numero di persone. Così si sono adeguati e sfruttano le grandi possibilità di marketing di FaceBook e di YouTube.

Nel 1620 gesuita Antonio de Andrade è stato il primo occidentale ad andare in Tibet; ma è ormai accertato che secoli prima di lui, forse addiritura prima dell’era cristiana, sono stati i buddhisti che hanno percorso le vie del mondo per diffondere il Dharma, la Buona Legge del Buddha.

Ora è passato qualche millennio e i missionari non partono più a piedi per andare sul Tetto del Mondo ma usano FaceBook e Youtube. Con tanto di Slideshare.

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