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E tu cosa stavi facendo?

Anche io, come Livefast su Macchianera, Cloridrato e Marco, ricordo quello che stavo facendo l’11 settembre 2001. Stavo in casa a scrivere un articolo sul Nepal e cercavo di capire, tramite una relazione ONU, come funzionava il fenomeno del terrorismo (una volta i maoisti erano chiamati terroristi, anche se vennero ufficialmente dichiarati tali solo nel 2002) e l’interdipendenza fra terrorismo e ideologia religiosa.

Non lo faccio mai mentre lavoro, guardo le news al computer. Vedo in diretta un grattacelo che esplode, trapassato da un aereo. Penso che è un film di fantascienza ma c’è la voce degli speaker americani. Mi sembra una coincidenza assurda, mi arrivano dei messaggi deliranti dagli amici oltreoceano, seguivano tutto sulla CNN (hanno la TV sempre accesa). Mi telefona Ludovico che dice di accendere la televisione e intanto vedo un altro areo che esplode. Praticamente tutto insieme.

Ho visto come una faccia di diavolo nel fumo delle torri, giuro, qualcosa di maligno, mi ha messo un senso di angoscia, lo dicevo proprio ieri a un amico. Quello che è accaduto e la situazione mi parevano irreale. Invece ancora oggi Bin Laden ricorda l’11 settembre.

(L’articolo poi l’ho scritto, si intitola “Strage a palazzo, movimento dei maoisti e crisi di governabilità in Nepal” e si può scaricare qui.)

Bookblogging: L'Asia negli anni del drago e dell'elefante: India, Cina, Nepal & C.

L'Asia negli anni del drago e dell'elefanteAgli inizi di giugno è uscito in libreria il volume, che fa parte di una serie di libri di analisi politica e geopolitica, L’Asia negli anni del drago e dell’elefante: 2005-2006. L’ascesa di Cina e India, le tensioni nel continente e il mutamento degli equilibri globali, a cura di Michelguglielmo Torri, Milano: Guerini e Associati, 2007 (pp. 509). E’ stato presentato il 18 luglio alla Sala Stampa del Senato, a Palazzo Madama, alla presenza di politici “asiatici” del Ministero degli Esteri come il sen. Gianni Vernetti (qui il suo blog), Sottosegretario agli Esteri, Ugo Papi, Consigliere per l’Asia del ministro D’Alema, e di alcuni diplomatici dei paesi asiatici, incluso l’Ambasciatore del Vietnam, S.E. Nguyen Van Nam.

Ho contribuito a questo libro sul sud, il sud-est asiatico e l’Estremo oriente con l’articolo “Il nuovo stato del Nepal: il difficile cammino dalla monarchia assoluta alla democrazia“, che ha analizzato gli avvenimenti fino all’aprile 2007, incluso la Rivoluzione del Popolo che ha portato alla fine della monarchia dispotica di Re Gyandendra, la Rivoluzione dei Madheshi, la popolazione che abita la fascia boschiva (e selvaggiamente disboscata) del Terai, al confine con l’India, l’allenza dei 7 partiti o SPA e di questa coi maoisti e la faticosa preparazione delle prime libere elezioni per un’Assemblea costituente, di cui si parla ormai da anni. Elezioni che, tuttavia, da giugno sono state posticipate a novembre 2007.

L’Asia negli anni del drago e dell’elefante è un libro per tutti:

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La dea Sajani Shakya del Nepal quasi declassata

KumariLa Kumari, che in sanscrito significa ragazza impubere, è una bambina che, dopo accurata selezione, viene scelta e considerata una dea e vive in un antico Durbar di Kathmandu fino alla pubertà. Non deve vedere il sole, non deve giocare all’aperto, non deve neanche ammalarsi — gli dei non soffrono di alcuna sventura — in teoria non deve toccare il suolo e, soprattutto, non deve ferirsi perché il suo pianto sarebbe una sfortuna per tutto il paese. Una volta all’anno, in una cerimonia speciale, tutti vanno a farsi predire il futuro e a farsi benedire da lei, interpretando ogni suo minimo gesto. Se la Kumari rimane immobile sarà una grande benedizione per tutti.
Una volta raggiunta la pubertà la Kumari riceverà una pensione mensile, anche perché nessuno la vorrà più sposare: non si marita una ex dea, porterebbe sfortuna. Qualche Kumari è finita a fare la prostituta, benché di una certa levatura.

In Nepal vi sono diverse Kumari ma le più importanti sono quelle di Kathmandu, di Patan e di Bhaktapur. Ma la Kumari Sajani Shakya, che vedete in foto, dea di 10 anni da quando ne aveva 2, è andata negli USA per 39 giorni per promuovere un film.

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Pioggia fredda

rainE’ stato già detto da più parti ma lo ripeto. Piove tantissimo con una pioggia fredda, c’è sciopero dei mezzi qui a Milano, mi aspetta da fare un editing pesante di quasi 1000 pagine (circa 2 Kg), mi aspetta un articolo storico rimandato da 2 anni, mi aspettano i cambi editoriali e assai bizzarri della bibliografia di un altro articolo di sanscrito rimandato da oltre 3, mi aspetta da mettermi d’accordo per un contratto per un libro che non ho firmato da 1 e mezzo, mi aspetta il famoso video ché devo provare le cose che mi hanno detto, mi aspetta da scrivere agli autori di un altro libro che sto curando e sono tutte primedonne capricciose, devo telefonare ad una donna molto difficile per intervistarla prima che se ne vada per sempre, in sovrappiù non posso andare in biblioteca perché piove troppo per trascinarmi dietro il trolley con carte e computer.

Le cane chiamano, le micie saltano (anche sul tavolo), il merlo fuori chiede di continuo molliche (è un ospite graditissimo ma piove!) e se esco e prendo anche una sola goccia d’acqua mi ammalo. E ogni tanto c’è qualche fulmine sparso che fa paura a tutte noi cinque, cane, micie e la sottoscritta. E infatti loro stanno tutte nascoste in vari punti della casa. Io faccio outing ma disperato. :)

Insomma, è una giornata così così per tutte noi cinque donne. Non so perchè. E penso con una punta di invidia a chi in questo momento se ne sta bello al caldo in un paese caldo…

p.s. Ho scordato che dovrei leggere una 45ina di papers accademici già approvati, fare le prime correzioni e mandarli agli editor e convincerli a lavorare. Che è la cosa più difficile.

(foto)

Buon compleanno Nepal!

Festa in Nepal

Ieri festa della democrazia in Italia. Noi siamo abituati a parlare, scrivere, votare e vivere liberamente, ma fino all’aprile 2006 in Nepal non era così.

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Gino Strada via dall'Afghanistan e nuovo esperimento nucleare in India

Indian pacifistChe dire di Emergency che se ne va dall’Afghanistan? A parte le varie spaccature, le discussioni fra partiti e così via, utilissime per chiarirsi le idee, per la crescita della democrazia, per capirci un po’ di più della nostra politica estera, ma assai inutili, o anche dannose, per un’organizzazione umanitaria. Secondo lo statuto Emergency è una ONG/ONLUS che ha per scopo il Life support for civilian war victims, quindi ha bisogno dei patti fra la diplomazia internazionale per agire, per operare, per interagire coi locali, e ha bisogno dei fondi. Ha bisogno di appoggi ufficiali sia all’interno del paese dove è nata che nei paesi dove opera.

E’ cominciato tutto ufficialmente intorno al 30 marzo 2007, quando Strada ha dichiarato a Repubblica che “Il governo italiano è responsabile di tutto ciò

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Attacco dei Naxaliti a Chhattisgarh: tu che ne pensi Ernesto?

Ernesto Guevara detto CheNel Chhattisgarh non c’è solo la favolosa etnia i cui adolescenti praticano il rito del Gothul, ma anche il temutissimo gruppo dei comunisti Naxaliti, un gruppo ben più a sinistra della sinistra del Communist Party of India. Sono uomini e donne combattenti che si dichiarano disperati e pronti a tutto se le disparità fra i gruppi privilegiati degli Induisti, dei Parsi e gli altri gruppi e gli Adivasi e i Dalit non viene abolita — sia a livello governativo che economico, nell’amministrazione e nella gestione ordinaria del potere. Questo è il loro blog “ufficiale”, ammesso che abbiano qualcosa di ufficiale, dove è ovvio che i gruppi sono armati e combattenti. Basta vedere le foto.

I Naxaliti sono da sempre vicini ai Maoisti sia indiani che nepalesi, prima che questi ultimi diventassero un partito del governo ad interim e cominciassero a litigare con la Seven Party Alliance (SPA), la coalizione dei sette principali partiti che ha tolto il potere a re Gyanendra, per la torta delle elezioni di metà giugno.

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Gratuità, libertà e condivisione: Festa dell'open source in Nepal e Linux

A Patan Dhoka, la Porta dell’antica città di Lalitpur che è ora contigua a Kathmandu, il 16 Settembre 2006 centinaia di entusiasti del FOSS (Free and Open Source Software) del Nepal hanno celebrato la loro terza ricorrenza annuale, il Software Freedom Day 2006. Guardate le foto nel loro sito e guardate l’età, la concentrazione e che sorrisi!

Date le condizioni economiche del Nepal, per la quasi gratuità dell’uso del computer (spesso condiviso nei villaggi, come succedeva in Italia per la televisione) e la totale gratuità sul Web di programmi come Linux, OpenOffice, Mozilla, etc., è ovvio capire l’importanza che l’open source riveste per lo sviluppo economico e sociale non solo per chi sviluppa software, ma per tutti.

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Gyanendra e Internet: libertà in Nepal? Però con Bush..

George BushInternational Nepal Solidarity Network, un blog democratico, è stato sbloccato. Come ci dice la Federation of Nepalese Journalists. In Nepal era mirrorato dal luglio 1995 e proabilmente, come altri siti bloccati dal colpo di stato del re e l’esercito del 1° febbraio 2005, era ospitato su un server indiano o thailandese.

Re Gyanendra Bir Bikram Dev Shah aveva anche fatto chiudere le due maggiori agenzie di notizie del paese e aveva sostituito la Commissione Asiatica per i Diritti Umani in Asia con sede a Kathmandu con una nominata da lui! Ora la sede centrale asiatica di base a Hong Kong è un po’ arrabbiata e reclama a gran voce, guarda un po’, che il re venga detronizzato: che la Monarchia costituzionale si trasformi, insomma, in Repubblica parlamentare.

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Gyanendra? No grazie! G. P. Koirala PM in Nepal

Gente felice per le strade di Kathmandu - (c) The HinduE così stamattina l’ottantaquattrenne G P Koirala ha prestato giuramento come Primo Ministro del nuovo Governo del Nepal. Non era presente nessun altro partito dell’Alleanza dei 7 o SPA. Erano presenti il Principe Paras Bir Bikram Shah Dev (che ammirate nel post precedente), il Capo dell’Esercito Pyar Jung Thapa, che è l’esercito del re, e il Giudice Supremo Dilip Kumar Poudel, totalmente asservito al re.

Koirala venerdì ha dichiarato che presto si terranno le elezioni per l’Assemblea Costituente, quello che chiedevano i Maoisti e l’ala più a sinistra del popolo. Nel suo discorso al Parlamento ha detto, rivolgendosi ai Maoisti:

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