Tag Archives: manmohan singh

India, nella scuola di Tagore bere sale e urina cura l'enuresi: parola di guru

Vi ricordate della scuola e l’università di Shantiniketan vicino Calcutta del Nobel Tagore, di cui ha parlato anche Amartya Sen – e di Tucci che nel 1925-26 ha insegnato nella sua università, Vishvabharati? La famosa istituzione si è resa protagonista di una vicenda che ha sollevato le proteste dei gruppi di diritti umani e da mesi sta schierando i politici, a cominciare dal Primo ministro dell’India Manmohan Singh, attori e religiosi. Con tanto di causa legale.

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India, Sonia Gandhi si rifiuta di pubblicare le denunce dei redditi in nome della privacy

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano su Sonia Gandhi, leader del Partito del Congresso e presidente dell’Alleanza Progressista Unita, la coalizione di centrosinistra attualmente al potere, e il suo rifiuto a pubblicare le denunce dei redditi in nome della privacy. E’ accusata da anni di aver accumulato ingente ricchezze in banche svizzere. E proprio nel mezzo della campagna elettorale.

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Russia: libertà, libertà, ma dove sei?

In Russia la Bhagavadgita, il testo sacro degli induisti, quello che Gandhi portava sempre con sé, rischia di essere messa fra i libri proibiti come letteratura "estremista", insieme al Mein Kampf di Hitler, per intenderci. Nella città di Tomsk, in Siberia, una corte ha stabilito che il sacro testo insulterebbe i non credenti.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Bangladesh, dal villaggio fantasma la nuova era nei rapporti con l'India

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano su India e Bangladesh. Perché ‎51.000 persone sono senza diritti civili, senza acqua, senza elettricità, senza scuole, senza strade, senza ospedali. La visita di oggi del primo ministro dell’India Manmohan Singh in Bangladesh cambierà le cose. Forse.

Il villaggio di Votbari è una specie di piccola isola circondata dal grande Bangladesh. Un’isola molto arretrata: non ha strade asfaltate né elettricità, scuole primarie, un ospedale o un presidio medico. “Non c’è nessuno che pensa a noi” dice Jober Ali, un residente. “Non abbiamo un paese. Non abbiamo un’identità. Non siamo da nessuna parte”.

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