Tag Archives: mandela

Le ragioni dell'attentato di Brindisi (se ci sono)

Per una volta sono d’accordo con il ministro Cancellieri: l’attentato a Brindisi ha molti connotati di un atto terroristico. Lo scrivevo a un conoscente due giorni fa. Come il terrorismo politico, per intenderci.

Il principale motivo per cui l’ho pensato subito è che la ragione dell’atto sfugge. Ai miei occhi è evidente che volevano generare panico. Questa è la tattica degli psicopatici e dei terroristi.

continua


Enrica Garzilli su Mandela, un pacifista bombarolo

Mandela e GheddafiEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Una vita dedicata ai diritti umani. Nelson Mandela compie 93 anni. Il compleanno di Madiba, premio Nobel per la Pace, primo presidente del Sudafrica democratico e per decenni bombarolo. Amico di Gheddafi e così “distante” dagli Stati Uniti che più distante non si può. Fino al 2008 non poteva neanche entrare liberamente in USA. In un discorso a Tripoli del 1990:

Nessun paese può rivendicare di essere il poliziotto del mondo e nessuno stato può dettare a un altro cosa deve fare.

continua


Noi siamo qui

compasso politico
Secondo questo compasso politico (che ho visto per la prima volta da Ludo) sono della sinistra libertaria, un po’ più a sinistra di Gandhi e molto più a sinistra di Nelson Mandela ma più autoritaria del Dalai Lama, più verso il comunismo che verso l’anarchia.

Sarà per questo che mi sento delusa per i risultati delle elezioni? Speravo in un cambiamento ma non che la Lega stravincesse. Aveva ragione lui.
Fortuna che sono bianca e ho il passaporto da qualche annetto.

Canti e danze

jumping Tibetan monksRicevo dall’Istituto di studi di buddhismo tibetano Ghe Pel Ling e faccio circolare con piacere questa news.

E’ un’occasione da non perdere per conoscere un po’ sia il buddhismo, sia il Tibet e la sua cultura (visto che il monastero di Sera era uno dei più importanti del paese ed è stato distrutto più volte dai cinesi), sia un tipo di danza che interessa anche gli antropologi.

Per me l’appuntamento è martedì 3 febbraio, ore 20:30, presso la sede della Camera Metropolitana del Lavoro in corso di Porta Vittoria, 43 a Milano.

continua


Barack Obama e il sogno di Gandhi

ObamaI sogni del neo-eletto Obama non sono certo di basso livello ma ora comincia la realtà, la quotidianità.

Su di lui si appuntano le speranze di ripresa economica dell’America e le speranze di democrazia di mezzo mondo. Specialmente, le speranze di pace in Medio oriente, dopo decenni di guerre e tentativi di normalizzazione.

Tutti il mondo si aspetta che Obama faccia sì che il vento di democrazia, di standard morali e di libertà civili torni a soffiare più forte sui paesi di influenza americana. E’ praticamente un’impresa titanica, ma penso che dopo Bush non si possa che fare di meglio.

Oggi The Hindu riporta che Gandhi è stato la fonte di ispirazione per Obama. In realtà sin dal 23 febbraio 2008 questi ha rilasciato un’intervista a India Abroad, il più vecchio giornale degli indiani residenti in America (riportato da innumerevoli quotidiani, fra cui The Times of India), in cui ha dichiarato:

Nella mia vita ho sempre visto Mahatma Gandhi come una fonte di ispirazione, perché lui incarna il tipo di cambiamento che può essere fatto quando la gente comune si riunisce per fare cose straordinarie.

E il 24 agosto Madonna ha paragonato McCain a Hitler e Obama a Gandhi.

Il 2 ottobre, giorno della commemorazione di Mahatma Gandhi, Obama ha poi fatto un discorso (completo), molto bello e molto convincente, sulla necessità che l’America torni ad avere il primato morale (position of moral leadership) che ha avuto nei suoi giorni migliori e ha parlato a lungo di Gandhi e di come la sua forza sia stata la gente che gli era dietro, che lui è riuscito a riunificare e catalizzare:

[...] L’importanza di Gandhi è universale. Innumerevoli persone nel mondo sono state toccate dal suo spirito e dal suo esempio — la sua vittoria a sua volta ha ispirato una generazione di giovani americani per spazzare via, in modo pacifico, un sistema di aperta oppressione che è durato per secoli, e più recentamente ha portato a morbide rivoluzioni in Europa orientale e ha estinto l’apartheid in Sud Africa. Nelson Mandela, il Dalai Lama, il Dr. Martin Luther King, Jr. hanno parlato del loro grande debito verso Gandhi.

Il suo ritratto è appeso nel mio ufficio per ircordarmi che il vero cambiamento non verrà da Washington, verrà quando la gente, unita, lo porterà a Washington.