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L'Illustrazione Italiana pubblica "Giuseppe Tucci: l'Indiana Jones italiano"

Gli articoli scritti da Giuseppe Tucci su L’Illustrazione italiana, con il pezzo di apertura di Enrica Garzilli.

La prestigiosa rivista milanese fondata dai geniali fratelli Treves, che ha pubblicato articoli accompagnati da stupende foto fino al 1962, dopo alterne vicende con il nuovo proprietario My Way Media nel 2010 ha ripreso le pubblicazioni con dei numeri monografici.

Il primo numero del 2011 è molto suggestivo ed è intitolato “Italiani alla scoperta del mondo”.

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Editori molto potenti, scienziati e studiosi molto arrabbiati

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: “La comunità scientifica si ribella contro lo strapotere delle case editrici“. Una storia esemplare di come Davide sconfiggererà Golia. Forse. Certo è che non è proprio vero che le case editrici muoiono di fame, o almeno non tutte. Questa, per esempio, nel 2010 ha fatto il 36% netto di profitto.

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Felici e vestiti col fashion di Kabul

sfilata di moda a KabulAltro che guerra in corso, Coalizione, talebani e compagnia bella. Una notizia carina dall’Afghanistan: è arrivata la moda a Kabul.

Nella foto ne vedete un assaggio da una sfilata dell’anno scorso, ma ora è arrivata la moda come la intendiamo noi, che è lievemente più svestita.

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E il Time si scusa

Il Time si scusa ufficialmente con gli indiani residenti in USA per l’articolo My private India, di cui parlavo giorni fa. Ma non con gli italiani.

Ma temo che sia perché gli indiani hanno protestato, gli italiani no. Forse ormai siamo abituati a essere ridicolizzati all’estero, grazie a lui.

Civiltà, il nuovo magazine

mona lisa leonardo da vinciE’ uscito il primo numero di Civiltà, un nuovo magazine bellissimo distribuito in edicola. E parla di storia e dei protagonisti della storia.

E’ un magazine particolare, intanto a partire dal prezzo – 98 pagine di buona carta per 3.5 Eu -, poi perché ha delle bellissime immagini. Soprattutto, presenta articoli di qualità, con una base solida, ma scritti in modo leggero, curioso, interessante. Si può leggere anche la sera prima di dormire o sulla spiaggia, per dire.

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Razzismo sul Time: i Guindians, metà Guido e metà indiani

no Indians allowedSe guardi le foto di Facebook degli studenti del mio vecchio liceo [...] vedresti che mentre la popolazione sembra come minimo mezza indiana, molti di loro somigliano molto ai Guido italiani con i quali sono cresciuto negli anni Ottanta: catene d’oro, gel sui capelli, camicie sbottonate. Infatti sono chiamati Guindians. La loro integrazione è così meravigliosamente americana che se la Statua della Libertà potesse versare lacrime lo farebbe. Per la quantità di profumo che mettono. (Time)

Da “My private India”, un incredibile pezzo fortemente razzista di Joel Stein pubblicato sul Time. Parla di una delle tante città del New Jersey piene di immigrati indiani. Lo stato, come si sa, è anche il luogo d’elezione della prima immigrazione di italiani, che ora sono tutti alla seconda o terza generazione e sono più americani degli americani scesi dal Mayflower.

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Asia: accordo epocale Iran-Pakistan - e forse Cina - mentre in India la povertà si dimezza

gasdotto Iran-CinaDue notizie che cambiano il volto dell’Asia e hanno ripercussioni su tutti noi, il grande mondo.

Sono ambedue economiche ma indicative delle reali politiche delle nazioni e del loro equilibrio. E di come l’Italia dorma, dorma, dorma, e applichi solo una politica di tagli e di sacrifici a quella che dovrebbe essere una politica di investimenti a lungo termine – nella moralità, nella ricerca, nella sicurezza, nell’economia, nella gente, nelle risorse in genere – e si perda in beghe come quella sulla famosa “Padania”, entità non esistente e buona solo ad accattare consensi. E quando ci sveglieremo saremo fuori dal flusso della grande storia e saremo noi il paese tornato a essere, rispetto ai giganti dell’Asia, in via di sviluppo.

Oltre due anni fa parlavo del progetto per un gasdotto che sarebbe andato dall’Iran, passando per Afghanistan e India, fino alla Cina. I giganti dell’Asia, Iran India e Cina, collegati. Parlavo del potenziale politico del progetto, più di 100 accordi diplomatici o culturali. Era stato chiamato, infatti, il “gasdotto della pace”.

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Per Natale surtout il sartù

Buddha e NataleMolte volte ho parlato di Natale a modo mio, il che significa rispettando e amando non solo chi ci sta vicino a due zampe, ma anche i nostri fratellini animali.

Che a me stanno vicinissimo dato che la mia cana grande piagnucola da ore per stare al freddo sul terrazzo, rientrare, uscire ancora e così via e mi esaspera non poco…:)

A parte queste quisquilie domestiche, voglio dare una ricetta che mi ricorda quando ero bambina (no, non risalgo al XV secolo però!), ma anche a questa a modo mio: il sartù napoletano, cioè quel delizioso rotolo di riso e moltissime altre cose buone che viene rimesso al forno e tagliato a fette.

Ovviamente è un sartù vegetariano, che non ha niente da invidiare a quello tradizionale. Certo, forse è lievemente più lungo da fare di questo, ma se uno si organizza ci vuole poco più di un’ora.

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Una storia di riviste che va avanti, nonostante la pubblicità

JSAWSBella la storia del primo journal online e del banner, e una punta di rimpianto per i tempi in cui la pubblicità pagava. Il maggio del 1995 un gruppo di studiosi di Harvard, con l’aiuto tecnico (e tante idee brillanti) di Ludovico, ha fondato tre riviste accademiche online, l’International Journal of Tantric Studies, l’Electronic Journal of Vedic Studies e il Journal of South Asia Women Studies.

Meno di due anni dopo il primo banner, la pubblicità di un grande distributore di libri asiatici, Bagchee, che ora vende online. Con il messaggio che si alternava. Assai ben pagato (in dollari). Bagchee ancora adesso ci ringrazia per la pubblicità, cominciava l’attività allora ed è molto difficile sfondare nel mondo conservatore degli studiosi. Noi dobbiamo ringraziare lui perché le riviste erano molto più viste grazie al banner “rotante”, una cosa nuovissima al tempo, solo 14 anni e mezzo fa.

La storia l’ho già fatta qui, ma ricordo tutto con estremo piacere. Poi, nel 1997,

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