Tag Archives: mafia

L'articolo su Giovanni Falcone di Sandro Viola su La Repubblica (versione integrale)

Faccio anche io la mia parte e metto la versione integrale dell’articolo sul giudice Giovanni Falcone di Sandro Viola, il giornalista che se ne è andato il 20 giugno scorso senza scusarsi o giustificarsi per quello che ha scritto. E’ stato pubblicato giovedì 9 gennaio 1992, quattro mesi prima della strage.

La cosa peggiore l’ha fatta La Repubblica, che pare che quell’articolo l’abbia rimosso.

continua


Le ragioni dell'attentato di Brindisi (se ci sono)

Per una volta sono d’accordo con il ministro Cancellieri: l’attentato a Brindisi ha molti connotati di un atto terroristico. Lo scrivevo a un conoscente due giorni fa. Come il terrorismo politico, per intenderci.

Il principale motivo per cui l’ho pensato subito è che la ragione dell’atto sfugge. Ai miei occhi è evidente che volevano generare panico. Questa è la tattica degli psicopatici e dei terroristi.

continua


Immigrazione, prima le sigarette ora gli uomini

clandestiniParlando di immigrazione. Dopo tanto tempo ieri ho rivisto dei conoscenti torinesi che possedevano un magnifico campeggio su una costa ancora incontaminata della Calabria. Lo hanno ceduto quando hanno dovuto fare una scelta: o il campeggio rimaneva per giorni e giorni senza acqua, e questo ovviamente non era possibile, o accettavano il continuo aumento del pizzo chiesto dai maggiorenti locali. E non ci rientravano neanche più con le spese, lasciamo perdere il guadagno.

continua


L'arresto di Antonio Iovine dei Casalesi, lo Stato, la gente

Antonio JovinePreso con grande risalto dei media internazionali e del ministro Maroni il bell’Antonio del clan dei Casalesi. Ne parlano tutti come di un grande risultato dello Stato.

Stamattina guardavo il TG1 delle 8 e lo vedevo portare via da Polizia e Carabinieri ridente, con la faccia da sfottò da chi ha vinto e ha beffato tutti per anni (si vede un po’ anche nel video del Corsera). Bene, rientra nel personaggio. Un Grande Capo non sgattaiola via torcedosi le mani come fosse lo zio di Sabrina.

continua


It's still Eurozone, isn't it?

EurozoneE’ appena uscito un bel report sull’economia europea dello Stratfor Global Intelligence, un settimanale di geopolitica internazionale, intitolato Germany, Greece and Exiting the Eurozone di Marko Papic, analista del continente euroasiatico e Associate Director all’European Union Center of Excellence dell’Università del Texas ad Austin, Robert Reinfrank, docente alla Southern Methodist University in Texas e Peter Zeihan, anche lui analista allo Stratfor.

L’articolo rimarca la forza finanziaria e produttiva della Germania e i problemi delle nazioni del sud, incluso l’Italia. Il nodo gordiano è che da una parte gli stati della fascia mediterranea devono operare dei

continua


Con che faccia

taroccoSui tarocchi portati per spregio dai manifestanti del PdL a Roma anche Paolo Borsellino, identificato con la giustizia.

Forse non hanno perdonato l’ultima intervista che nel 1992 il giudice ha concesso a due reporter francesi, Jean-Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi, in cui ha accusato Berlusconi di aver ospitato nella sua villa Vittorio Mangano, noto trafficante di droga e pluriomicida e uomo d’onore di Cosa Nostra.

continua


Regole di mercato

cocaineSembra che in Afghanistan la produzione del bene di consumo più smerciabile e facile al mondo, l’oppio, diminuirà drasticamente nel 2010. Aveva raggiunto il massimo nel 2007, nel 2008 era scesa a 193.000 ettari di terra coltivati a oppio e nel 2009 a soli 123.000 ettari.

Fino al settembre dello scorso anno però l’Afghanistan produceva 6.900 tonnellate di oppio l’anno, cioè circa 1900 tonnellate in più di quello che il mondo consuma.

La conseguenza è ovvia: con l’iperproduzione il prezzo del bene è crollato, gli agricoltori sono meno pagati, i gruppi terroristici che comprano prendono

continua


Il fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso

donna nera che piangePer il ministro dell’Interno Roberto Maroni gli incidenti avvenuti ieri a Rosarno, il Calabria, dove centinaia di immigrati hanno distrutto auto in sosta e si sono scontrati con la polizia – apparentemente per protestare contro un’aggressione contro due extracomunitari – sono dovuti all’immigrazione clandestina. (Reuters Italia)

Ancora una volta si nota l’oscurantismo culturale, per dirla con un eufemismo, del nostro ministro. Che ha addirittura dichiarato che alla base ci sarebbe l’eccessiva tolleranza verso l’immigrazione clandestina.

Ma quanto siamo buoni noi! Tolleranti. Concediamo a questi uomini di lavorare per anni per 14 ore al giorno e li lasciamo vivere in capannoni dismessi senza le più elementari norme igieniche. Li trattiamo come carne da lavoro. E questo perché? Per la nostra ben nota tolleranza.

Delle due l’una: o in Italia non abbiamo bisogno di questi lavoratori illegali a bassissimo costo, e allora li rimandiamo a casa, oppure se lavorano qui devono farlo a condizioni pari degli italiani (non oso dire condizioni legali perché qui ormai di legale in Italia c’è rimasto ben poco).

Altro che tolleranza signor ministro, comodo!
E oltre al comodo, indifferenza, collusioni, contiguità, complicità con le organizzazioni transnazionali locali (leggi: mafia, camorra, ndrangheta, Sacra Corona Unita). Una classe politica che sa e tace. Un’amministrazione che sa e non fa niente.

continua


Iniustitia mafiae diplomis professororum

PROFESSORESgominata in Sicilia e Calabria l’organizzazione criminale che aveva creato un giro d’affari sul business dei «diplomi facili». Sette arresti e 12 istituti scolastici siciliani e calabresi sequestrati [...].

Oltre duecento, tra ispettori, dirigenti, organizzatori, docenti, personale amministrativo, collaboratori, le persone denunciate [...]. Pagavano dai 3 mila ai 5 mila euro per l’ottenimento di un diploma di scuola secondaria. A seconda del prezzo pagato veniva concesso anche di costruire false carriere scolastiche ad hoc.. (La Stampa)

In Sicilia si dice che ci siano delle lauree facilissime, come quella di una ridente università di una ridente cittadina costiera dove finiscono gli studi, con gran profitto, dei brillanti medici che per troppa scienza sono respinti agli esami sia a Roma, sia in un paio di altre accademie dello stivale. Ora La Stampa denuncia questo scandaletto dei diplomi ma non nota una cosa evidentissima.

Non è che voglio fare i conti alla mafia o altre organizzazioni criminali, per carità – che, peraltro, mi sembra che non paghino tutte le tasse – ma se una famiglia per un diploma taroccato da 3000 Eu e con quei soldi bisogna pagare tutta una serie di persone, quelle dell’organizzazione, gli istituti, i dirigenti, gli ispettori e così via, mi dite quanto rimane per i docenti? Alla fine della fiera, se prendono 300 Eu è grasso che cola!

In sunto: vi pare giusto che un povero professore sia sfruttato così dalla criminalità organizzata?

(NB: ho usato il latino dato l’argomento alto)

Il giallo dei centotrentacinque miliardi di dollari dalla mafia

Come mai in Italia non abbiamo letto di questa vicenda? Forse i racconti pruriginosi sul nostro premier hanno coperto il resto?

Due giorni fa due uomini giapponesi sono stati arrestati in treno a Chiasso, al confine fra Italia e Svizzera, mentre cercavano di esportare 134,5 miliardi di obbligazioni in una valigetta a doppio fondo. False, ma che solo un governo è in grado tecnologicamente di creare. Per dare un’idea di quante sono, la Russia possiede 137 miliardi di obbligazioni, la Gran Bretagna 152,8.

Mentre il Financial Times parla di collegamenti fra le obbligazioni, la mafia e le banche, Fox News si chiede come mai la notizia non sia stata coperta dai media. Doveva aggiungere, italiani.

Avanti