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La gioia di Ajmal Amir Kasab condannato a morte

Ajmal Amir Kasab, il giovane terrorista islamico ritenuto colpevole delle stragi di Mumbai del 2008 e per la cui partecipazione l’organizzazione Lashkar-e-Taiba, di cui ho parlato, ha pagato 150.000 Rs alla famiglia, ha avuto la pena di morte.

Un gruppo di induisti però si è imbufalito e ha scritto al governo per protestare. Questi signori dicono che per un fondamentalista islamico la pena di morte è una liberazione e una cosa stupenda, dato che crede che vi siano 72 vergini ad aspettarlo nell’aldilà.

In fondo non hanno tutti i torti.

Due suore si incatenano per rientrare nel convento di clausura

Suore di clausuraL’avevo visto su RAI3 e mi ero molto stupita: due suore di clausura, cacciate alcuni anni fa dal monastero di S. Maria del Carmine di Camerino (Macerata), si sono incatenate questa mattina in Piazza Pio XII, lo slargo antistante la basilica di S.Pietro.

Il perché non è chiaro, pare che c’entrino un uomo e degli ammanchi di denaro. Certo, quando le hanno inquadrate tutto sembravano meno che delle persone disoneste, anche se dal viso non si può mai sapere chi uno è davvero, il viso mente.

Non so le loro ragioni ma mi hanno stupito due cose, che abbiano scelto un posto e un mezzo così pubblico per farsi ascoltare, loro che hanno vissuto decenni in silenzio, e che facciano tutto questo chiasso per tornare in un convento di clausura dove non sono più gradite e dove, forse, la loro camera è già stata data a qualcun’altra. Perché non cambiano convento?

Rabbia e corruzione: Roma, Arezzo, Milano, Macerata, e poi?

scontri tifosiIeri notte guardavo il telegiornale e poi i servizi sui fatti di Roma: gli ultra hanno assaltato una caserma della polizia di via Guido Reni, la caserma delle volanti nella zona del Flaminio, il commissariato di polizia di Porta del Popolo, i poliziotti barricati nello stadio Olimpico e poi la sede del Coni. Passando per Ponte Milvio e andando verso Tor di Quinto. Violenza e rabbia — e la partita Roma-Cagliari non è neanche stata giocata.
E Gabriele Sandri era stato ucciso: non so se per sbaglio o volontariamente, non sta a me giudicare, ma è stato ucciso dopo un tafferuglio fra tifosi.

I giornali e la TV parlano di teppismo, liquidano gli ultra con un paio di epiteti scontati: ma non sanno che gli ultra sono fra noi, sono ovunque. La gente è stanca, stufa, piena di scontento e di rabbia: perché si vive sempre peggio e i soldi non bastano mai e ci sono delle differenze sociali, una corruzione e uno scontento sempre più grandi.

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Da Macerata a Lhasa e oltre

Giuseppe TucciSe volete leggere un mio articolo su Giuseppe Tucci, il grande esploratore buddhista che compì 8 lunghe missioni scientifiche nelle zone più inesplorate del Tibet e 6 in Nepal e il più grande orientalista del secolo scorso, questa è la versione integrale italiana. E’ apparsa il dicembre 2006 su Identità Sibillina, un’eccellente rivista cartacea (anche molto bella da vedersi) che parla della cultura dei monti Sibillini e le città limitrofe, nelle Marche.

Questa è la versione inglese. Infatti Identità Sibillina è distribuita anche presso i gruppi di marchigiani che vivono in Canada, che sono tanti.

Qui nella foto c’è Tucci che beve il the in un qualche monastero del Tibet. Ma nell’articolo ci sono anche Tagore, Gentile, Hem Raj, Maraini, Mussolini, Andreotti..

Giuseppe Tucci, Macerata e l'Oriente

Comune di Montedinove (c)Sono appena tornata da Macerata e ho riportato qualche numero di una bella rivista culturale dove ho appena pubblicato un mio articolo sul Maestro.

La rivista si intitola Identit@’ Sibillina. Arte cultura e ambiente fra Marche e Umbria e offre articoli dedicati alla cultura della regione dei Monti Sibillini.

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Adriano, calcio e Zen

Adriano (c) Enrica GarzilliMi ero ripromessa di non parlare di calcio, essì, anche se ne parlo spesso. Ma l’altro ieri, al bar della stazione di Macerata, mentre addento stizzita un panino vuoto e secco, Lucio il barista — alto, bello, atletico, 17 anni, gioca in promozione e ha tanti sogni — mi guarda e ridacchia con aria da sfottò. Lui va pazzo per l’Imperatore e mi dice che se fosse Mancini lo terrebbe anche in carrozzella. E’ un vecchio discorso fra noi, ci discutiamo su spesso e volentieri. La mia idea è che un giocatore non è un marito e che appena non va si corre ai ripari e si rimedia, poi se ancora non va…

Senti Lucio, per me è solo Adriano, un tizio che non ha voglia di impegnarsi più di troppo e che si diverte un po’ troppo! Gira per il campo come uno scimmione senza cervello… — Gli faccio scocciata, perché ne abbiamo parlato più volte.

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