Tag Archives: litcamp

La festa della BlogFest al Kung-fu shaolin

kung-fu shaolinSaremo a Riva del Garda, e anche se mancano un po’ di amici (per esempio Mitì e Hermans) molti altri ci saranno, per esempio Elena.

Lago, monti, verde, pace e soprattutto festa. Rivedere degli amici, farne di nuovi. Questo è il mio programma, oltre a all’incontro con Franco Bernabe’ di venerdì mattina e la BlogFest BarCamp del pomeriggio, il LitCamp 2008 e il convegno L’informazione in formazione di sabato, l’Advcamp e l’immancabile Mediacamp di domenica e forse il dibattito sul Social network.

Intrigantissima la proposta di Gaspar dell’oretta di arti marziali prima dei BarCamp. Io ora se mi avvicino mi spezzo, però una vita fa ero bravina. Praticavo il Kung-fu shaolin con un maestro russo, davvero un mostro. Io ero specializzata col bastone, ero l’unica donna e sono diventata molto agile (se non le volevo prendere!), col bastone avevo un po’ di vantaggio rispetto ai maschi palestratissimi (e anche un po’ esaltati).

Abbiamo fatto anche tre spettacoli alla Festa dell’Unità e al Natale di Roma. Oddio, mi hanno rotto il naso (e si vede) e il dito mignolo del piede sinistro e mi hanno slogato una spalla, ma sono cose che capitano. Ah, bei tempi… (sospirone). Detto così sembra masochismo puro, ma chi pratica capisce.

Vado a mettere qualcosa nel valigino, almeno un maglione ché sono freddolosa e il costume da bagno, ché non si sa mai. Insomma, grazie Neri e Ilaria, avete fatto un lavorone. E ci vediamo lì.

Le facce e i cuori del giornalismo e della blogosfera

Intanto, come ho letto su Pandemia, mi congratulo con Luca de Biase che, come ho detto più volte, è fra i pochi in rete che hanno autenticamente cervello, cultura e cuore. Trovare chi ha tutti tre insieme e allo stesso momento non è facile.

Inoltre, e lo posso testimoniare, non fa parte del gruppo di giornalisti che usa il suo giornale, e il relativo potere che ha in quanto responsabile di un settore, per “premiare” chi vuole lui: chi lo cita, chi gli lecca i piedi, chi gli è utile in qualche modo — dandogli dei piccoli pezzi da scrivere. E questa è una rarissima virtù, credetemi.
Questo non toglie né aggiunge niente alla sua capacità professionale ma chi, come me, è attento all’etica — nei fatti e non solo a parole — certamente lo apprezzerà.

Cambiando argomento: al contrario delle parole un po’ acide o un po’ arrabbiate, tipo queste, che leggo in giro sull’articolo di ieri del Corriere magazine (che parla anche di me — due righe nè!), io sono stata contenta. Anche io sono stata male interpretata, però sono contenta: non sono stati intervistati i soliti. Io non sono mai stata citata da un giornale come blogger, non ho mai fatto parte del gruppo: e invece a me il gruppo mi piace.

Non sono mai stata invitata da quelli che contano a feste e cocktail, cene e riunioni di vario genere, birrate e pizzate, presentazioni e conferenze di marketing o di nuove tecnologie, anche se ho aperto i primi e-journals che esistano su Internet (1995). Non ho mai scambiato link, non sono mai andata ai BarCamp per farmi vedere e farmi conoscere dalle blogstar, sperando in un linkuccio, come al LitCamp, non sono mai stata lì a passeggiare su e giù per farmi riprendere dalle TV private e così via. C’è anche chi fa tutto questo. Ma perché no? E c’è chi non ha niente da dire, o chi dice dice e non significa niente. C’è di tutto nella blogosfera, come c’è di tutto al mondo.

Ma, insomma, su Internet c’è posto per tutti! Basta non aprire il blog o i siti che non ci piacciono.

Intanto ringrazio il carinissimo Fullo, che ieri mi ha mandato in pdf l’articolo del Corriere al volo, almeno 7 ore prima che potessi uscire a comprare il Corriere magazine. Sono stata contenta di riconoscere nell’articolo alcuni che conosco, come Luca, citato prima, in pool position, Neri che l’ho un po’ tartassato ma il suo Macchianera non si può perdere, Granieri (con le piccole Tigra e Gaia:)),

continua


Wine for Winer in Milan e Hack Day in London

Cose da fare: mettere su il video del LitCamp, bruttino ma non tutte le ciambelle riescono col buco; trascrivere il famoso discorso di De Bortoli, Direttore Responsabile di Il Sole 24 Ore — anche se è di qualche giorno fa, ma a sentire i discorsi dei politici è molto attuale; finire un post sulla tutela della privacy; varie ed eventuali.

Ora sono in biblioteca ma avevo questo bel programmino serale. Poi mi sono ricordata che stasera c’è la cena con Dave Winer, il pioniere del RSS e dei blog. Voci amiche mi hanno detto che a Genova voleva mangiare “le cose italiane”, per intenderci la pizza, che per compiacerlo hanno più o meno dovuto cantare non so quale inno genovese — in effetti l’Italia è la patria della canzone napoletana e dell’opera, ambedue notoriamente di Genova — e così via. Ma tanto la cena sarà per forza breve ché dopo lui deve partire e io sono curiosa. Se sarà sfiziosa vi racconterò.

Non voglio però che questo blog diventi più o meno un luogo dove il blog-muezzin chiama a raccolta i fedeli, come succede in molti blog, dove l’annuncio delle cene e degli inviti, con conseguente wiki, si moltiplica. In un blog cerco qualcosa di più sostanziale, una riflessione, un momento di divertimento, di informazione, di svago. Anche la lista roboante dei posti dove sono invitata — anche se è un’azienda che in cambio di una modesta cena o di un gadget ti chiede di scrivere 2.000 post col suo nome — dei giornali dove pubblico — anche se è il numero 2 del giornaletto parrocchiale che parla di Web — mi sembra un po’ ridicola.

Questa però la devo dire perché mi fa sorrridere: sono stata accettata allo Hack Day, un evento sponsorizzato da Yahoo! e la BBC che si terrà a Londra il 16 e 17 giugno. Ho fatto l’application per scherzo, mi hanno chiesto il curriculum, l’ho inviato e mi è arrivata l’email di risposta. Carino, vero? Non vedo l’ora di vedere tutti questi geni del computer al lavoro.

Giornata lunga..

Oggi è stata una giornata molto lunga. Avrei da raccontare un po’ di cose, per esempio il discorso di Ferruccio de Bortoli, il Direttore del Sole 24 Ore, alla cena dell’altra sera, e i commenti del commensale alla mia destra.

O che ieri la Cisco, che sta cambiando politica aziendale (e prodotti), ha offerto un aperitivo

continua


Le relazioni del LitCamp su Radiocatrame 19

Questo è la mia relazione al LitCamp, che il bravo Arsenio Bravuomo ha avuto la bontà di registrare per Radiocatrame 19. L’ha fatto con molta, molta perizia e un aggeggio pazzesco pieno di fili e spinotti. Ci sono altre dieci relazioni.

Peccato che non possiate vedere le mie 10 slide, fra queste ci sono le pagine Web dei primi giornali online del mondo. Sono quelle delle riviste di cui parlo: metà 1995.

Pensierini sul LitCamp e la Fiera del Libro

palazzo granieri

NB: A presto il video. lo spero, almeno. A gentile richiesta specifico: Luca Conti non ha parlato, ma è stato pazientemente ad ascoltarmi tutto il tempo. E a ridacchiare, di tanto in tanto: noi sappiamo perché.:)

Tutto molto bello, tutto grande, elegante — anzi, grandioso — tutto ben organizzato: Palazzo Granieri che ci ha ospitato è splendido; Arseniobravuomo (ottimo il tuo thè fatto in casa, grazie!) e gli altri, come Pasteris, ma anche Effe che non so il nome del blog e un altro più basso, quasi biondo, serissimo, tutti gentilissimi e disponibili; il cibo di San Lorenzo sempre ottimo e abbondante, ché il link glielo fai volentieri; il personale del Circolo dei Lettori dove stavamo era molto sollecito, guardia inclusa, che ostentava una placida indifferenza.

Che dire? Tutto era, per me, un po’ troppo: le sale troppo grandi e troppo eleganti, dispersive, con sedie scomodissime fatte per signorine bon ton in cerca di un buon partito che stanno nei salotti sorseggiando il thè; faceva

continua


Un Copyright molto particolare

bikramIn tema di LitCamp e Fiera del Librodi Torino. Bikram Choudhury, il miliardario insegnante di yoga a Los Angeles, lo aveva auspicato da anni e ha già messo il copyright al suo metodo di una sequenza di 26 pose, o asana, in una stanza surriscaldata.

Gli USA vogliono mettere il copyright sulle tecniche yoga.

Questo è Bikram (detto il Bill Gates dello yoga) e questo è il suo impero. Questa è l’opinione su The New York Times del giornalista e scrittore Suketu Mehta, finalista del Pulitzer 2005 e autore di Maximum City, un bel libro su Bombay.

E nella foto è uno dei bikini per praticare in vendita da Bikram.:)

La mia presentazione al LitCamp

Addendum: mi sono prenotata per le ore 16, sala 1. Così posso sentire parlare alcuni amici che mi interessano.

Ho appena finito la presentazione per il LitCamp. Si intitola “IJST e JSAWS: 13 anni di editoria online“.

Intanto devo dire che è essenzialmente a braccio. Ho riorganizzato le idee, che come al solito son troppe e si affastellano nella mente, ho ricordato alcune cose, ho focalizzato alcuni punti di cui voglio parlare, ho selezionato un po’ di dati, li ho analizzati e ho preparato 10 slide. Al volo, come faccio io.

Quello di cui parlerò è la pubblicazione e la gestione dell’International Journal of Tantric Studies, e del Journal of South Asia Women Studies, 2 fra le 3 prime riviste online al mondo, distribuite prima in email e poi su Web. Prima finanziate da Harvard, poi libere e finanziate, in sostanza, da noi, gli editor e me. Ora si autofinanziano.

Mi ricordo con piacere i professori della Graduate School of Journalism della Columbia University e altri giornalisti di carta

continua


Sconfitta in Italia, vittoria in Francia

Mentre in Francia ha vinto Sarkozy, come avevo detto, ho fatto qualcosina per il famoso video dello ZenaCamp, perdendoci un sacco di tempo. Ho separato le immagini in base ai minuti e secondi.

continua


ZenaCamp video

Ieri ho lavorato tantissimo e ho avuto tempo solo ora di riversare il video dello ZenaCamp di Genova sul computer. Lo devo tagliare perché ci sono tante cose mie e poi lo metterò online. Certo è il primo, ma ho capito alcune cosette per migliorare la qualità e penso che sarà il primo di tanti.

Ci sono molti amici e molta gente interessante. Devo dirlo però, quello che mi è piaciuto di più è stato Whitecoma.
Ora vado a nanna, domani con calma cercherò di sistemarlo e di farlo vedere, Inshallah.