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Il 30 gennaio 1948 moriva Gandhi: da uomo a mito

GandhiPrecisamente 60 anni fa, il 30 gennaio 1948, Gandhi è stato ucciso da un fanatico induista.

Guardate questo commovente video di La Repubblica, che ha realizzato una trasmissione intitolata Gandhi: cosa resta del mito, che per una volta vede ospiti davvero esperti come Michelguglielmo Torri (qui un suo bellissimo post di risposta all’articolo un po’ sconclusionato di Raimoindo Bultrini sulla situazione in India apparso su La Repubblica del 25 maggio 2006) e Gianni Sofri. Se amate l’India sono assolutamente da leggere i loro libri, per esempio la Storia dell’India di Torri e Gandhi e l’India di Sofri.

Il video include due spezzoni di documentari dell’epoca che riprendono Gandhi e i metodi gentili dei britannici contro gli indiani pacificamente ribelli.

Gandhi fu avvocato, giornalista, capo spirituale e leader di una nazione, ed è diventato mito. Il video comprende anche la famosa pubblicità con Gandhi della Telecom.

Io ho parlato di lui sul blog Ispirazione di Nòva100 del Sole 24 Ore,

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Bookblogging? La felicità dell'economia sta nel buon seme

Smiling Indian girlIl libro di cui non volevo parlare è quello di Luca De Biase, Economia della felicità: dalla blogosfera al valore del dono e oltre (Feltrinelli 2007). Però ieri pomeriggio sono andata alla presentazione che si è tenuta alla libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte, qui a Milano, e sono tornata con delle idee che mi frullavano in testa. Quindi questo non è un bookblogging come ho fatto per altri libri, una recensione vera e propria, ma solo alcune considerazioni scritte di getto, basate sul discorso di Ferruccio De Bortoli, Luca De Biase e Francesco Caio. E sul libro che ho in mano.

Economia della felicità parla della scoperta economica rivoluzionaria del secolo: i soldi non fanno la felicità, perché la ricchezza materiale non ha un valore che porta alla felicità. Molti economisti dell’ultima generazione hanno scoperto quello che gli orientalisti sanno sin da quando sono studenti: le persone economicamente povere ma emotivamente ricche sono felici. In altre parole, la ricchezza non porta alla felicità ma la felicità porta alla ricchezza.

Come si può essere felici? Come stiamo costruendo la felicità? La felicità è un fine, ma anche un mezzo. E’ un mezzo che ha un alto valore economico per tutti, anche se non è misurabile (innanzi tutto perché è basato sulla percezione individuale e collettiva). Ma la felicità è un valore che dà senso alla vita e che fa anche lavorare meglio e produrre meglio; fa vivere meglio.

In più, la felicità è un valore che non può essere portato via da nessuno, né può essere “dato” da nessuno: tutti sappiamo che, mentre è facile rendere una persona infelice, è molto più difficile farla autenticamente felice, cioè felice per lungo tempo, in una relazione duratura di qualsiasi tipo — lavoro, amore, amicizia. La felicità si costruisce. E’ un lavoro paziente su di sé e nelle relazioni con gli altri.

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Blog e cultura: Wikipedia è cultura?

Questa è una riposta alla chiosa di Luca De Biase al post “Blog e cultura”, che già ho scritto in parte nel suo blog. Infatti, partendo da un commento che gli è stato fatto, De Biase ha affermato che una rivoluzione culturale necessaria e attuabile dovrebbe partire da uno sforzo collettivo verso un interesse comune e che Wikipedia rappresenterebbe questo “sforzo collettivo verso un interesse comune”.

Io sempre avuto delle riserve verso Wikipedia (anche se ci hanno citato): non nel metodo, che è buono e giusto, ma nel risultato, cioè nei contenuti.

Ho già scritto il 22 dicembre 2005 quando negli ambienti scientifici di lingua inglese c’era stato un vivace dibattito sulla attendibilità di Wikipedia da quando il Dr. T. L. Simmons (New Zealand) aveva scritto di aver corretto un articolo di storia inglese su Wikipedia usando fonti come i grandi studiosi Mark Bloch, Norman Cantor e Joseph Strayer per controbattere alcune argomentazioni su di una voce sull’invasione di Guglielmo il Bastardo, ma gli amendamenti gli erano stati cancellati da un anonimo assai ignorante che “rappresentava il punto di vista di qualche oscuro apologeta pro-Sassone”. Ma quell’anonimo di storia inglese non ne sapeva niente. E concludevo, dopo aver raccontato le mie esperienze, che non solo Wikipedia dice cose spesso superficiali, perché spesso le voci sono scritte dai non addetti ai lavori, ma sbagliate.

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Festa: cercasi sponsor disperatamente per Blogbabel

dancingC’è chi cerca l’editor e riceve ben 11 cv papabili, 11 persone molto qualificate in cerca di lavoro (e altre) e c’è chi, visto il successo dell’annuncio, cerca lo sponsor per una festa per i 10.000 blog nella classifica di Blogbabel.

Ognuno secondo il bisogno: chi di lavorare, chi di festeggiare.

(foto e post)

Aggiornamento ricerca editor

Una breve nota al post di ieri. Stamattina quando ho acceso la posta ho trovato 5 email di persone che si offrivano per il lavoro. Altre due in giornata.
Tutti molto bravi, con diversi livelli di esperienza ma tutti molto qualificati e già con altri lavori.

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Offerta lavoro: editor cercasi urgente

Cerco un bravo editor, cioè un redattore, per un corposo saggio storico da consegnarsi al più presto. La casa editrice in cui deve essere pubblicato è una grande editrice specializzata in saggistica e manuali universitari.

    Chi è interessato mi lasci un commento o scriva a garzilli[at]asiatica.org e io lo/la contatterò.

1) Il lavoro sarà fatto solo previo regolare contratto con la casa editrice.

2) Requisiti: curriculum verificabile e esperienza nel ramo per altre grandi case editrici con i titoli dei libri.

I libri di cui si parla

Avete visto la nuova pagina di Blogbabel con tutti i libri? Che ne pensate?

Pensierini sul LitCamp e la Fiera del Libro

palazzo granieri

NB: A presto il video. lo spero, almeno. A gentile richiesta specifico: Luca Conti non ha parlato, ma è stato pazientemente ad ascoltarmi tutto il tempo. E a ridacchiare, di tanto in tanto: noi sappiamo perché.:)

Tutto molto bello, tutto grande, elegante — anzi, grandioso — tutto ben organizzato: Palazzo Granieri che ci ha ospitato è splendido; Arseniobravuomo (ottimo il tuo thè fatto in casa, grazie!) e gli altri, come Pasteris, ma anche Effe che non so il nome del blog e un altro più basso, quasi biondo, serissimo, tutti gentilissimi e disponibili; il cibo di San Lorenzo sempre ottimo e abbondante, ché il link glielo fai volentieri; il personale del Circolo dei Lettori dove stavamo era molto sollecito, guardia inclusa, che ostentava una placida indifferenza.

Che dire? Tutto era, per me, un po’ troppo: le sale troppo grandi e troppo eleganti, dispersive, con sedie scomodissime fatte per signorine bon ton in cerca di un buon partito che stanno nei salotti sorseggiando il thè; faceva

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L'avventura delle poste di Pune

Sono appena andata al GPO, il General Post Office di Pune, le poste centrali. E’ un bell’edificio, enorme, altissimo, in stile vittoriano, circondato da palme, ficus giganti e piante varie, i soffitti che arrivano al tetto, i fan che scendono copiosi dal soffitto con le pale che vorticano e i fogli che volano. I banconi sono in legno massiccio scuro e ben lucidato.

Avevo in mano il pacco pesante di libri da spedire. Le poste centrali e qualche sede importante aprono alle 10 e chiudono alle 8 di sera, sabato incluso, gli altri alle 2 circa. Dopo una fila di circa 10 o 11 persone arrivo e c’e’ la disputa perche’ io lo voglio mandare via mare, loro insistono per via aerea, che costa il doppio. Anche l’autista del trivilar, cioe’ il threewheeler (il mio era un vecchio Ape 50 del solito colore giallo e nero) all’inizio insiste perche’ mi sta aspettando, mi aveva anche aiutato a portare il pacco.

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Da Pune, prima di andare a letto: il gusto indiano

Non riesco a leggere la posta, non ho Explorer 5.5, voglio ringraziare Olipal e Alemaugil dei commenti, la luce e’ appena andata via e Gmail mi ha tolto la possibilita’ di invitare, giusto perche’ me lo hanno chiesto in tre qui alla reception! Quindi saluto tutti e vado a nanna.

Domani ho la prova di lettura della conferenza sul lap di un professore del posto che mi chiesto di copiare il file sul computer dell’universita’ (fossi matta!), visita all’universita’ con la mia giovane guida indiana, Sunil, che diventa avvocato fra 6 mesi, e sortita al bazar per i libri introvabili. Certo, se c’e’ anche qualche bello scialle meglio.

Ho la pancia piena di gulab jamun alla rosa presi in un baracchino per strada e di frutta presa dal cestino argentato sul tavolo della camera. Il cestino e’ di vimini, fatto da un anziano signore qui fuori che lo intreccia per strada, accoccolato per terra, pero’ per il gusto indiano e’ povero e brutto, cosi’ lo hanno rivestito tutto quanto di carta stagnola…:)

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