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L'India sulla Libia

indiaL’India “spera che gli attacchi aerei non portino un danno ancora maggiore ai civili innocenti, agli stranieri e alle missioni diplomatiche e il loro personale ancora in Libia” (Headlines India).

Mi pare che l’India sia una dei pochi stati che si è preoccupato della gente, del popolo che sta lì: cioè di quelli che soffriranno di più. Dei civili. Delle donne, dei bambini, dei vecchi, degli impediti e dei minori a vario livello. Degli animali. Perché le casualties sono loro, e ce ne sono sempre tante,

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Guerra in Libia, che deve fare l’Italia?

Il fatto quotidianoEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Perché ormai è ovvio: avremo la guerra in Libia, cioè alla porta di casa. Una guerra che coinvolgerà, a diverso livello di impegno, più nazioni.

L’Italia prima “rispetta” il colonnello, poi si allinea alle posizioni europee. Ora – secondo me – rischia di strafare. Mentre la Francia spara i primi colpi contro quattro veicoli militari, Gasparri dichiara che l’Italia farà la sua parte ma l’Onu si deve accollare il problema dei profughi, che non può essere solo italiano.

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Fra Chavez e Gheddafi questione di lealtà

Chavez, parlando di Gheddafi:

Non lo condannerò. Sarei un cordardo a condannare qualcuno che è stato mio amico.

Il presidente del Venezuela Chavez, socialista dichiarato, non solo ha mosso le forze aree e navali vicino alla Libia, ma ieri ha ribadito i rapporti di amicizia con Gheddafi. Che ammirevole senso di lealtà.

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Il pericolo del jihad in Libia

Come dicevo prima, il pericolo che dietro a questi moti sommosse e mezze rivoluzioni di alcuni paesi arabi si celino i movimenti fondamentalisti islamici è molto reale.

E’ vero, nessuno ha mai visto rivendicazioni, simboli, bandiere o scritte dei vari gruppi, ma è assai probabile che stiano a guardare dietro le quinte per occupare spazi reali, personali, amministrativi e politici al momento della riorganizzazione dei paesi – perché è ovvio che questa riorganizzazione ci sarà, dopo il caos inevitabile e forse, in Libia, la rivoluzione. E’ lì che fanno adepti, nel caos, nell’insicurezza, nel vuoto di potere. Sono gruppi coesi e organizzati e agiscono anche a livello locale, non solo regionale, e personale, fra la gente, non solo in Pakistan e Afghanistan. Offrono lavoro, scuole, fratellanza, aiuti, appoggio sociale.

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Credenze

Gheddafi comicoLa madre crede che il figlio, Davide Franceschini di 22 anni, condannato per violenza sessuale su una ragazza durante la festa di Capodanno alla Fiera di Roma e reo confesso, sia innocente.

D’altronde, anche noi crediamo che Gheddafi, l’ultimo giorno della sua visita in Italia, non si sia presentato alla Camera perché si è sentito male (qui un bel primo piano di Gheddafi al ristorante, qualche ora dopo il malore e lo shopping). Il tema dell’incontro di quel giorno, i diritti umani in Libia, non c’entra niente.

Perle di saggezza di Gheddafi

Gheddafi ha ammonito che le aziende italiane che lavoreranno in Libia accusate di corruzione saranno cacciate. Immagino che loro siano integerrimi.

A proposito delle donne, rivolto al ministro Mara Carfagna, nota femminista e donna di cultura, ha affermato che ”C’e’ bisogno di una rivoluzione femminile mondiale costruita su una rivoluzione culturale”.

Non ci sono violazioni dei diritti umani in Africa perché gli africani “vivono nella foresta e nel deserto”. Che fa pariglia con quello che ha detto un paio di anni fa: è meglio non interessarsi troppo del Darfur per non peggiorare la situazione.

Dulcis in fundo, una chicca. “Berlusconi potrebbe diventare leader in Libia“. Sta a vedere che Gheddafi ha trovato il modo.

Carfagna e Gheddafi

Gheddafi e le pari opportunità

Gheddafi dal 10 al 12 giugno verrà a Roma per una visita istituzionale. A riceverlo ci saranno Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, e il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia.

Non è che la signora Carfagna vuole assicurare a Gheddafi le stesse opportunità che ha avuto Berlusconi, vero?

Carfagna e Gheddafi

Gli affari di Berlusconi

BerlusconiIl recente patto fra Italia e Libia ha incluso anche la clausola che l’Italia non sarà più la base per un attacco da parte dei paesi della NATO, come successe nel 1986 con gli USA, e che i due paesi non si attaccheranno mai più a vicenda.

Faccetta nera, bell’abissina
Aspetta e spera che già l’ora si avvicina!
quando saremo insieme a te,
noi ti daremo un’altra legge e un altro Re.

Vi ricordate? Io sì, da bambina avevo un vecchio 78 giri del fascismo.
In cambio alla rinuncia da qui all’eternità di ripartire con un’altra campagna d’Africa (quella di Mussolini non fu la prima) e al pagamento di 5 miliardi di euro per il colonialismo italiano, i privilegi negli investimenti nel petrolio e nel gas.

Beh, devo dire che Berlusconi gli affari li sa fare.

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