La pace sta nel summit
Fra un paio di ore a Chicago si aprirà il summit mondiale “Speak Up, Speak Out for Freedom and Rights” dei premi Nobel per la Pace di tutto il mondo. Presiede Mikhail Gorbachev, vicepresidente Walter Veltroni.
Fra un paio di ore a Chicago si aprirà il summit mondiale “Speak Up, Speak Out for Freedom and Rights” dei premi Nobel per la Pace di tutto il mondo. Presiede Mikhail Gorbachev, vicepresidente Walter Veltroni.
Ieri altri due monaci si sono autoimmolati in Tibet per protestare contro le misure repressive del governo della Cina. Uno si chiama Tenpa Dargey e ha 22 anni, l’altro è Chimey Palden e ne ha 21, del monastero di Tsodun Kirti a Gyalrong. Entrambi hanno fatto quello che fanno tutti: bevono il petrolio, se ne cospargono il corpo e si danno fuoco. Ed entrambi davanti all’ufficio della prefettura cinese, il supremo organo amministrativo.
Si è conclusa la 56esima Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne (CSW) nel mondo. Il 15 marzo c’è stato l’incontro conclusivo. Che però non ha concluso niente. Infatti non è stato raggiunto alcun accordo sulle misure da adottare per promuovere e difendere i diritti umani delle donne, in nome della difesa dei “valori tradizionali”.
Opinabile sentenza della Corte europea. Due cristiane britanniche hanno rivendicato il diritto di poter esporre la croce sul petto sul luogo di lavoro e la Corte glielo ha negato.
Anzi, i datori di lavoro possono anche licenziare i dipendenti che insistono nell’indossare la croce.
Domani e dopodomani a Roma si terrà la manifestazione per sostenere la lotta dei tibetani che chiedono una reale autonomia dalla Cina, libertà culturale e libertà religiosa.
Chiedono libertà per il Tibet. Un paese che in realtà non esiste perché è stato occupato e incorporato alla Cina, esiste ancora solo per i tibetani. Il 10 marzo 1959 è il giorno della rivolta di Lhasa.
Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulle nuove autoimmolazioni in Tibet. Una strage di monaci e civili anche donne. Sulla mozione della Regione Lazio e la riposta della Cina. Sulle iniziative a New York, in Olanda, a opera di un hacker, in India e in Italia, in vista della ricorrenza del “Giorno della rivolta”, il 10 marzo 2012.
Il governo del Brasile ha fatto un'ingiunzione legale contro Twitter perché sospenda gli account degli utenti che danno informazioni sull'attività della polizia stradale riguardo ai blocchi, le volanti per il controllo del tasso alcolico e così via, dicendo che impedisce il funzionamento del governo.
In Russia la Bhagavadgita, il testo sacro degli induisti, quello che Gandhi portava sempre con sé, rischia di essere messa fra i libri proibiti come letteratura "estremista", insieme al Mein Kampf di Hitler, per intenderci. Nella città di Tomsk, in Siberia, una corte ha stabilito che il sacro testo insulterebbe i non credenti.
Se pensate d mandare qualche file con segreti di Stato a Wikileaks beh, non fatelo (almeno per un po’): Julian Assange ha detto che Wikileaks smetterà di pubblicare file riservati e il fondatore si dedicherà a cercare fondi “in modo più aggressivo”.
Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla questione tibetana, che sta diventando sempre più tesa e problematica.
Per la prima volta una monaca si dà fuoco per protesta e muore. La polizia spara con i mitra su un gruppo di dimostranti pacifici e ferisce due monaci. Guardate il video della città occupata dalle forze di polizia cinesi in assetto paramilitare. L’Amministrazione tibetana in esilio chiede l’intervento della diplomazia occidentale. Il governo cinese però nega che ci sia un “problema Tibet”, promette misure più drastiche per riportare la normalità e annuncia che 20.000 soldati e burocrati cinesi sarano mandati per un anno in Tibet per un programma di rieducazione.