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Enrica Garzilli su Il fatto Quotidano sulla questione arabo-palestinese

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano, perché è stata prolungata di un anno la legge che vieta le riunificazioni familiari fra arabi e israeliani.

Oltre il muro di Gerusalemme anche l’amore può diventare un incubo. Quando 13 anni fa Sana, cittadina araba israeliana, ha sposato Mohammed non poteva certo immaginare che questa unione l’avrebbe portata a una vita di paura e clandestinità.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Siria, continua la rivolta contro il regime (con l’appoggio di Usa e Turchia)

SiriaEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. La Siria è retta da un’oligarchia autoritaria e corrotta che usa la forza per trattare con i cittadini. Le rivolte attuali hanno però una natura complessa. Non possono essere viste soltanto come una richiesta popolare di libertà e democrazia. Cosa c’è dietro? Chi li sostiene? Chi li fomenta? Che ruolo hanno i gruppi islamici radicali? E perché la rivolta di così tanti paesi arabi tutti insieme e proprio ora?

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Aung San Suu Kyi, un compleanno per la libertà

Aung San Suu KyiUna donna eccezionale. Bella, colta, forte, carismatica, resistente come un bambu e gentile come i gelsomini che intreccia nei capelli. Simbolo internazionale di libertà e di coraggio. Questa è Daw Aung San Suu Kyi, Nobel per la Pace 1991.

Domani compirà 65 anni. E li compirà ancora una volta agli arresti domiciliari. Dal 1990, quando fu eletta primo ministro alle elezioni generali come leader del partito della Lega Nazionale per la Democrazia, ha trascorso confinata in casa quasi 15 anni. Ieri l’ultimo appello di Aung San Suu Kyi alle nazioni democratiche di tutto il mondo: “usate la vostra libertà per promuovere la nostra“.

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Milano e gli uomini di biblioteca I

Brigitte BardotOggi, come succede da quando è chiusa l’amatissima Sormani, sono andata alla biblioteca in Viale Tibaldi.

E’ una biblioteca rionale e, come in tutte, c’è la sezione dedicata ai bambini, che vengono regolarmente lasciati lì a guardarsi libri con figure e suoni di ogni tipo dalle mamme che fanno la spesa al supermercato di fronte. Quando va bene ridono e commentano a voce alta con gridolini di piacere, altrimenti corrono, sbattono, si rincorrono e, in genere, fanno tutto quello che fa un bambino quando è libero di fare tutto quello che vuole. Incluso piangere e fare a botte.

Ma dopo un po’ alzo la testa e vedo LUI! Mi guarda con fare ammiccante e predatorio. Mi colpisce: calzoncino bermuda da cui spuntano gambe un po’ bianchicce e spelacchiate, a dir la verità, sandalo alla moda tipo Birkenstock, ma una copia che ho visto anche al mercato di Viale Papiniano, camicia bianca a maniche corte a righine, e il volto… CHE volto! Occhi: occhiali e occhiaie, quindi non si vede; colorito: decisamente giallo-pallido; forma: a punta, fronte alta (i capelli recedono) ma con incipiente doppiomento; capelli: una grande chierica o pelata che dir si voglia, il resto color castano non-descript.

Mi sorride. Rimango colpita.
Dopo un po’ esco a bere un the. I bambini mi hanno rintronato.

Oggi si sta bene fuori eh? mi fa con aria ammiccante.
Uhm. Gli rispondo io, quasi ammiccante.
Non ti ho vista molto da queste parti… Ti posso offrire qualcosa qui?

Siamo davanti alle macchinette della Lavazza, quelle da 40 cent a consumazione. L’accento sul “qui” mi ha smontato. Se mai mi fossi montata prima, intendo.
Fingo di essere distratta e non aver sentito. Rientro.
Mi siedo. Dopo un secondo vedo qualcuno che si catapulta a fianco. Mi sono scordata di occupare il posto vicino! E’ LUI.

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La causa del Libano e gli arabi e i musulmani

Ho letto in giro diversi post sulla causa Libano Israele: giusta, per carità! Tutti si sentono libanesi, la causa umanitaria e così via. Ma a livello inviduale magari è un altra cosa.

Quando vivevo in India il giorno uscivo, stavo sempre in giro. Bungalow Road, dove vivevo, di fronte all’Università di Delhi dove c’era il mio dipartimento di sanscrito, è una via larga e piena di alberi, all’estremo nord della città. Ma è totalmente vuota di negozi, bazar, persone.

Solo qualcuno che vende tre cosucce per terra dal suo orto, all’angolo di un block. E ovviamente il baracchino dei kulfi, il gelato al pistacchio a cono, grasso e verde pistacchio appunto, così saporito, quasi salato.
E il bravo furgoncino dell’acqua minerale e della bibita al mango, giallo-arancione e tinta che sa di caramella. Ne prendevo poche perché costavano 2 rupie. Il bus ne costava una. Per dare l’idea.

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Note sulla classifica aggregata top100

Dicevo a Ludovico sulla Classifica aggregata, prima in privato ora in pubblico così magari lo fa subito:). Queste sono poche note buttate giù di getto, senza gerarchia/ordine di importanza:

1) specificare il tipo di blog: un po’ gliel’ho detto e l’ha fatto — per i commerciali, ero tutta arrabbiata che fossero con noi:) — un po’ no: per es. blog tematici, che non siano commerciali, come il mio su Tucci. Ce ne sono tanti in giro sul Giappone, su questo e su quell’altro, tematici ma non commerciali. Il mio su Tucci è storico-biografico, definizione di Totanus!:) Così lo inserisce il benedetto Ludo e vado al 500esimo posto (su 500).

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