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Tibet in fiamme

Ieri altri due monaci si sono autoimmolati in Tibet per protestare contro le misure repressive del governo della Cina. Uno si chiama Tenpa Dargey e ha 22 anni, l’altro è Chimey Palden e ne ha 21, del monastero di Tsodun Kirti a Gyalrong. Entrambi hanno fatto quello che fanno tutti: bevono il petrolio, se ne cospargono il corpo e si danno fuoco. Ed entrambi davanti all’ufficio della prefettura cinese, il supremo organo amministrativo.

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Diritti umani: Roma e l'Italia per il Tibet

Domani e dopodomani a Roma si terrà la manifestazione per sostenere la lotta dei tibetani che chiedono una reale autonomia dalla Cina, libertà culturale e libertà religiosa.

Chiedono libertà per il Tibet. Un paese che in realtà non esiste perché è stato occupato e incorporato alla Cina, esiste ancora solo per i tibetani. Il 10 marzo 1959 è il giorno della rivolta di Lhasa.

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Cina e Tibet, autoimmolazioni e propaganda

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulle nuove autoimmolazioni di monaci tibetani teenager (3 in 6 giorni!) e sul video con la canzone patriottica d’amore per l’esercito fatto girare dalla Cina quando il vicepresidente Xi Jinping è andato in visita in Usa.

Dal che si deduce che le donne tibetane che vivono a Lhasa sono felici di avere le truppe cinesi di occupazione in casa e sono addirittura radiose mentre lavano le divise dei soldati. Enjoy!

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Tibet, anche una donna si dà fuoco per protesta

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla questione tibetana, che sta diventando sempre più tesa e problematica.

Per la prima volta una monaca si dà fuoco per protesta e muore. La polizia spara con i mitra su un gruppo di dimostranti pacifici e ferisce due monaci. Guardate il video della città occupata dalle forze di polizia cinesi in assetto paramilitare. L’Amministrazione tibetana in esilio chiede l’intervento della diplomazia occidentale. Il governo cinese però nega che ci sia un “problema Tibet”, promette misure più drastiche per riportare la normalità e annuncia che 20.000 soldati e burocrati cinesi sarano mandati per un anno in Tibet per un programma di rieducazione.

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Enrica Garzilli su Il Fatto quotidiano: Lobsang Sangay rimpiazza il Dalai Lama - "La Cina ai cinesi e il Tibet ai tibetani"

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Con l’insediamento di Lobsang Sangay c’è una netta svolta nella politica del Tibet in esilio.  La “via di mezzo” del Dalai Lama mi pare completamente superata, quella che propugnava l’autonomia del paese in seno alla Cina. E prevedo nuove lotte.

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Il Dalai Lama lascia il potere: quale futuro per il Tibet?

Dalai LamaIl Dalai Lama ha appena annunciato che rinuncerà al suo ruolo politico come capo dei tibetani per lasciarlo al capo che verrà eletto. Rimarrà ovviamente il capo spirituale dei buddhisti vajrayana.

Lo proporrà formalmente alla sessione del 14esimo Parlamento tibetano in esilio che comincerà il 14 marzo. La decisione era già nell’aria da tempo e molti tibetani, sia dal Tibet sia dall’estero, gli avevano chiesto di rimanere al suo posto. Il suo carisma anche in Occidente è indiscusso. Sua Santità Tenzin Gyatso ha appena dichiarato:

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Usque tandem abutere, Cina, patientia nostra?

Sonam TseringQuesta la terribile notizia sulla Cina, mentre il Dalai Lama ha annunciato che probabilmente fra pochi mesi, dopo essersi consultato con i membri del suo governo, si ritirerà dalla vita politica: è stata confermata la condanna a morte di Sonam Tsering (in foto), uno degli studenti della rivolta di Lhasa, emessa nel maggio 2010 ma non riportata dalla stampa tibetana in esilio. Sarà giustiziato fra due anni.

Spero che la stampa internazionale e l’opinione pubblica si mobilitino anche contro questa barbarie, questo insulto all’umanità e alle più elementari regole dei diritti umani. O forse la Cina è troppo potente rispetto all’isolato Iran di Sakineh?

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La gioia di Ajmal Amir Kasab condannato a morte

Ajmal Amir Kasab, il giovane terrorista islamico ritenuto colpevole delle stragi di Mumbai del 2008 e per la cui partecipazione l’organizzazione Lashkar-e-Taiba, di cui ho parlato, ha pagato 150.000 Rs alla famiglia, ha avuto la pena di morte.

Un gruppo di induisti però si è imbufalito e ha scritto al governo per protestare. Questi signori dicono che per un fondamentalista islamico la pena di morte è una liberazione e una cosa stupenda, dato che crede che vi siano 72 vergini ad aspettarlo nell’aldilà.

In fondo non hanno tutti i torti.

La lotta di Woeser, blogger e poeta tibetana in Cina

WoeserIl blog di Woeser, che il governo cinese aveva bloccato, è stato riaperto.

E’ trascorso da poco il China National Day del 1° ottobre. Lo voglio ricordare proponendo la storia di Woeser riportata da The New York Times, un’artista e blogger di padre cinese di etnia Han e madre tibetana che vive a Beijing.

Non è una povera monaca che vive in periferia costretta al silenzio e ai soprusi, non ha una vita particolarmente disagiata perché è la moglie di uno dei più importanti artisti cinesi del momento, Wang Lixiong, eppure quando si è professata tibetana o buddhista è stata licenziata e ha dovuto lasciare Lhasa.

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La seconda lettera inedita ad Andreotti per la spedizione in Tibet

Giuseppe TucciIl 6 novembre 1947 Giuseppe Tucci chiese un finanziamento di nove milioni di lire al Consiglio dei ministri per la spedizione del 1948 in Tibet centrale, quella dove raggiunse Lhasa, e oltre. Il 12 novembre 1947 Andreotti scrisse a Valmarana, rassicurandolo di essersi già interessato presso il ministro del Tesoro perché accogliesse la proposta di versargli la somma.

Appena avvertito che il Consiglio dei ministri aveva approvato lo stanziamento, Tucci lo ringraziò con una lettera non datata, che ho pubblicato qui.

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