Tag Archives: letteratura

Russia: libertà, libertà, ma dove sei?

In Russia la Bhagavadgita, il testo sacro degli induisti, quello che Gandhi portava sempre con sé, rischia di essere messa fra i libri proibiti come letteratura "estremista", insieme al Mein Kampf di Hitler, per intenderci. Nella città di Tomsk, in Siberia, una corte ha stabilito che il sacro testo insulterebbe i non credenti.

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La concezione cristiana del mondo di Pavel A. Florenskij

FlorenskijDa domani 8 giugno potrete trovare in libreria il libro tradotto dal russo e curato da Antonio Maccioni La concezione cristiana del mondo, di Pavel A. Florenskij. Il libro raccoglie un ciclo di lezioni sulla concezione cristiana del mondo tenuto nel 1921 dal filosofo, matematico e religioso russo Florenskij (1882-1937) all’Accademia teologica di Mosca.

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La zia di Milano e altre storie col suo becco giallo

testa

Così chiude. Questo sito garbato un po’ venato di malinconia, con tante riflessioni, ricordi e foto, dove la donna è una presenza quasi costante, chiude.

Non si capisce perché, Diego non me l’ha detto, ma mi dispiace perché è un pezzo di mondo un po’ crepuscolare pieno di curiosità e di riflessioni, sogni, di ricordi e di colori sfumati – eccetto per le foto che spesso sono coloratissime. Un pezzo di mondo interiore online.

Così copio questo racconto, La zia di Milano, e lo dedico a tutte le donne che hanno tanti sogni in testa, sogni che magari è difficile anche vivere, o che talvolta rimangono solo sogni. Ma aiutano a vivere, oh quanto aiutano!
Grazie Diego.

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Il libro è vivo e sta bene (specie se è online)

libriScorrete le pagine di Come la carta, un bel blog di Antonio Maccioni. Il sottotitolo è tutto un programma: Letterature e Filosofie nel Web 2.0.

Potete leggere riflessioni e notizie su letteratura e letterature comparate, rete sociali e ricerca, reti ed editore, archivi e cataloghi, biblioteche e cataloghi online e quello che riguarda il mondo dei libri.

E anche un’intervista a Enrica Garzilli. Che non piacerà a chi dice che i giornalisti e i critici sono venduti, i blogger sono liberi. Ma chi l’ha detto?

A single man, una pacata passione gay

A single man locandinaNonostante l’inizio decisamente lento e opaco, il film è davvero bello. Circola ancora a Milano e lo consiglio, ma se dove vivete non è in programmazione in caso forse potete procurarvelo. Noi siamo andati a vederlo in inglese al Cinema Arcobaleno, in Viale Tunisia. La sala era gremita, c’era gente anche in piedi e in prima fila.

Racconta la storia di un professore di letteratura inglese a Los Angeles agli inizi degli anni Sessanta. Lui è gay e trabocca stile e moderazione, non senza un pizzico di ironia molto, molto English, e un forte sentimento per l’onnipresente Altro. Che poi è il suo compagno morto, il suo amore per 16 anni.

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La Cina sfida tutti con Sa Dingding

Sa DingDingVoi direte, ma chi è Sa Dingding? E’ una famosa cantante cinese che potete ammirare qui in foto.

Nel 2008 ha vinto il BBC Radio 3 Award per la musica internazionale nella categoria Asia Pacific, è di origini han e mongole e veste spesso e volentieri con tuniche pseudo-tibetane con sopra volti luccicanti di grandi Buddha o di deità tantriche buddhiste.

Ora il governo della Cina ha deciso che all’Expo 2010 a Shangai, il prossimo maggio, la presenterà come la prima cantante pop internazionale cinese in sanscrito! Proprio così, in sanscrito.

La ragione è semplice: lei canta già in cinese, tibetano e sanscrito. Il sanscrito però è la lingua originaria di molti testi del Buddhismo tantrico, il Vajrayana, il Kanjur e il Tanjur, le enormi collezioni della letteratura tradizionale sacra e profana del Tibet. Il sanscrito è la lingua dei mantra e dei riti. E’ la lingua che ha studiato per tanti anni il Dalai Lama. Lanciarla sul panorama internazionale come cantante cinese in sanscrito equivale a dire che la tradizione tibetana fa autenticamente parte della Cina, è cinese.

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Mentre alla FAO parlano, l'India

indiani affamati

Dicono che non ci sono soldi e quindi il vertice FAO sarebbero solo parole.

Forse i capoccioni lì non sanno che in India avvengono 17.000 suicidi l’anno di agricoltori, che si tolgono di mezzo per disperazione, per i debiti contratti grazie alla sempre promessa e sempre mancata politica di riforma agraria.

Le riforme epocali, sostanzialmente neoliberiste, attuate dagli inizi del 1990 – in soldoni, l’India si è aperta al capitalismo – non hanno toccato la principale fonte di occupazione del paese (circa il 60% della popolazione attiva), che è l’agricoltura. Anzi, ne hanno peggiorato le condizioni.

La crescita della shining India c’è stata, eccome, attestata circa al 6% annuo, una percentuale che nell’ultimo decennio è salita all’8%, mentre per il quinquennio 2007-2012 si prevede intorno al 10%.

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Razzismo? No grazie, siamo a Milano

baklavaUn giocatore di un club di dilettanti del nord della Francia e’ stato condannato a 4 quattro mesi per insulti di stampo razzista. [ANSA]

Finalmente una bella notizia! In Francia un giocatore è stato sospeso per 4 mesi per comportamento razzista verso un altro giocatore del Senegal.

La bella notizia è che da noi non succede, perché in Italia non siamo assolutamente razzisti. Specie a Milano, con l’ordinanza che obbliga a tutti i proprietari di kebap a chiudere all’una di notte. Infatti, per par condicio, ora sono nel mirino anche le pizzerie d’asporto. Forse qui temono che dopo l’una il kebap si ricomponga, spiedo e tutto, e diventi una pericolosa arma per infilzare, e che la pizza possa venire spiaccicata sul viso da cittadini in vena di attacchi proditori.

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Letteratura virale

L’amico Avvocato mi chiede di far girare questi consigli per la letteratura, e lo faccio volentieri. Congratulazioni!

Torino che c'è ancora

QuadrilateroIeri sera per l’aperitivo sono andata a una piccola vineria in centro, al Quadrilatero romano, qui a Torino. Mi dispiace non ricordare il nome esatto.

E’ il quartiere più antico della città e sembra un po’ il Quartiere latino di Parigi, ma in piccolo. Pieno di locali e ristoranti di tutti i tipi, alcuni dei quali stracolmi di gente.

La vineria — già il nome era un po’ antiquato — aveva pochi tavolini fuori, vuoti, con le tovaglie di cotone e inserti di pizzo. Dentro era tutta in legno e cotto sui pavimenti.

Anche la vetrina non prometteva bene. Si vedevano solo persone decisamente anziane, lente, con piattini stracolmi di focaccine, torte salate e miscugli vari. Il cameriere portava solo calici di rosso quasi denso. E niente musica, neanche a volume basso.

Insomma, un posto smorto. Da scappare a gambe levate.

Visto che non mi piacciono le cose scontate, mi sono seduta fuori e ho ordinato. Sono andata al buffet e ho sentito che recitavano! Capite? Una signora leggeva a voce alta, molto sentita e con la giusta intonazione, da un romanzo che teneva in mano. Ogni tanto si fermava, l’autore vicino a lei spiegava, altri commentavano e così via. Tutto con molto garbo ma molta partecipazione collettiva.

Ho scoperto che qui fanno ancora i giovedì letterari di ottocentesca memoria. Che, oltre che nelle case private, nelle librerie e in alcuni locali autori e lettori si riuniscono, declamano romanzi e poesie, commentano.

Ho conosciuto con stupore una Torino inedita, tutta letteratura e bon ton. All’apparenza vecchiotta ma in in realtà molto vivace intellettualmente, molto viva, ma con i suoi tempi e i suoi spazi.

Non so se parteciperei a tutto questo – io ruoto veloce e sto sempre a odorare il mondo di fuori, quello grande, a scoprire cosa succede, come girano i pianeti fra loro – ma mi è piaciuta molto.