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Il vero volto della riforma della scuola: le nuove regole dei concorsi

GelliVedo che le discussioni sono tutte incentrate su Gelli, che condurrà un suo show televisivo sulla storia dell’Italia.

Sinceramente non capisco perché strombazzare tanto: non è di questo governo la riforma per reintrodurre il Maestro unico?

Questi sono documenti, una galleria fotografica e altro del sito LoggiaP2 (.com), inclusa la Giurisprudenza su Gelli: della serie, la futura riforma del concorso nazionale per diventare maestri.

Piazza Navona: e come te sbaji (ma non accettate provocazioni)

Appena sentito su RAI2: il portavoce del governo ha detto che gli scontri di Piazza Navona sono stati provocati dalla sinistra.

Non so perché ma ci avrei scommesso da subito.

Prepraratevi al peggio e non accettate provocazioni

Piazza Navona scontriStanotte a Matrix ho dovuto dare ragione alla maleducata rappresentante del PdL (qualcuno mi dica il nome per favore, ché lo aggiungo), che non la finiva mai di schernire gli altri politici e interromperli mentre parlavano (specie l’unica altra donna presente) trattandoli da mentecatti: la riforma Gelmini non è una vera e propria riforma, è solo un decreto di applicazione della finanziaria. Non ha toccato il cuore del problema, cioè la riforma del sistema scolastico e universitario. Che si farà in seguito.

Al di là delle sue argomentazioni, mi chiedo che credibilità può avere una signora che parla di educazione, rispetto e valori e si comporta con i suoi colleghi politici in questo modo antidemocratico, aggressivo e impositivo.
A parte il fatto che tentava continuamente di spostare il dialogo sul falso problema del grembiule e del voto in condotta (che approvo) e non sui tagli ponderosi e progressivi a scuola e università (e, come ho detto, alle biblioteche pubbliche). Voglio dire, cà nisciuno è ffesso.

A vedere le riprese degli scontri di Piazza Navona di ieri ho dovuto dare ragione anche al rappresentante della destra, Teodoro Buttiglione, che ha detto che probabilmente qualcuno ieri voleva il morto. Così si giustificherebbe una mano pesantissima, quella auspicata da Cossiga per intenderci, su studenti e docenti.

Quindi, dopo la legge 133/08 sul taglio dei finanziamenti pubblici per la scuola e l’università e il decreto legge 137/2008* (testo completo in nota, diventato legge), prepariamoci al peggio che verrà. Alla riforma vera a propria!

Mi è stato chiesto da diverse persone, anche in privato, la traduzione del paragrafo dell’articolo Risparmio tagliagola che ha pubblicato Nature, il prestigioso settimanale internazionale di scienza e medicina, commentando la legge 133/08. Parole molto dure e molto precise.

Il governo Berlusconi può pensare che i provvedimenti draconiani sul budget siano necessari, ma i suoi attacchi alla ricerca italiana di base sono miopi e stolti. Il governo ha trattato la ricerca solo come un’altra spesa da tagliare, quando infatti è più un investimento per costruire un’economia della conoscenza del 21esimo secolo. In realtà, l’Italia ha già accettato questo concetto firmando l’agenda di Lisbona 2000 dell’Unione Europea,** in cui gli stati membri si sono impegnati ad aumentare il budget per la ricerca e lo sviluppo (R&D) al 3% del loro prodotto interno lordo. L’Italia, un paese del G8, ha una delle spese più basse del gruppo per il R&D – ad appena 1,1%, meno della metà di quella di paesi paragonabili come Francia e Germania.

* Decreto Legge n. 137/2008 [Gelmini]
“Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1° settembre 2008

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Il taglio dei fondi pubblici all'università visto da Nature: risparmio tagliagola

Ecco cosa ha scritto la prestigiosa rivista scientifica Nature sulla legge sul taglio dei fondi pubblici

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Notizie e assedi inutili

pioggiaE’ il 29 ottobre e ogni anno, di questi tempi, leggo queste notizie. Io dico, informare sì, ma c’è bisogno di scriverci un articolo di cronaca di 3000-4000 caratteri?

Le stesse notizie, da annoverarsi nella gustosa rubrichetta di Luca. Fortuna che ci si pronuncia anche Berlusconi, anche se avrebbe ben altri pensieri da pensare.

Queste notizie all’inizio dell’autunno e in inverno, le diete e l’inizio del caldo all’inizio dell’estate. L’inutilità di questi articoli è una delle poche certezze di questo travagliato momento politico, in cui gli studenti assediano il Senato. Stessa inutilità sostanziale.

Sciopero perché la biblioteca non si tocca!

Biblioteca BraidenseIeri sono stata alla magnificente Biblioteca Nazionale Braidense, qui a Brera. Se c’è una cosa che funziona bene a Milano, oltre alla sanità e ai mezzi di trasporto pubblici, sono proprio le biblioteche pubbliche: tante, efficienti (specie se paragonate ad altri uffici), mediamente collaborative con gli utenti.

C’era sciopero e un’aria di smobilitazione triste, tantissimi studenti dell’Accademia, insieme ai docenti, per i corridoi e nel cortile. Ho ascoltato un po’ in giro, erano tutti preoccupati per la legge Gelmini ma tutti pacati, assolutamente “normali”. Dei facinorosi di cui parla il partito al governo non ho visto traccia.

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La scuola che vogliamo

Afghan childIeri sull’Eurostar sedevo vicino a un ragazzo bellissimo, dagli occhi neri di velluto. Abbiamo cominciato a chiacchierare un po’ in inglese, un po’ in hindi e un po’ in urdu. Si chiama Zahir Khan, è afghano ed è un rifugiato politico. Nel suo paese faceva il contadino. Ieri tornava da Roma, dove era stato per risolvere non so quale problema di passaporto (ha un passaporto italiano speciale per rifugiati). Qui lavora in Brianza, in una fabbrica di tintura della plastica. E’ felicissimo perché il capo gli dice che è bravo e spera che gli rinnovino il contratto mensile. Si sente privilegiato.

Ha tanti sogni Zahir, vuole portare qui in Italia la famiglia da un paesino fra i monti di Paktia, dove ancora vive la madre, il padre e una sorella di 9 anni. Il fratello è stato requisito dai talebani ed è morto in un raid aereo americano. Aveva 16 anni. Così uno zio ricco gli ha pagato un passaggio per l’Italia: 6000-7000 $ per la vita, in un container attraverso l’Iran e la Turchia, poi in nave fino a Crotone.

Lì è stato in un campo profughi (si mangia benissimo, ogni settimana diverso, il letto è comodo e fai tante amicizie, e poi ogni venerdì c’era il pesce, è buonissimo, non l’avevo mai mangiato prima). Dopo tre mesi lo hanno spedito a Roma senza lavoro, senza soldi, senza amici. E’ stato per due mesi in un parco vicino alla stazione Termini. Dice che è stato il periodo più difficile della sua vita. Alla fine un pakistano lo ha portato con sé al nord, in fabbrica.

Gli ho chiesto se il lavoro gli piaceva, mi ha detto che era bellissimo e gli davano anche da mangiare. Quando ho aperto il computer, per dargli l’indirizzo di una persona che ha aiutato migliaia di bambini e profughi della sua terra, casomai non gli rinnovassero il contratto mensile, ho visto che era bravissimo. Seguiva curioso, capiva, chiedeva.

Zahir ha anche una fidanzata di 20 anni, Hatija, che non ha ancora visto. L’ha scelta sua madre. Vuole andare in Pakistan, sposarla e portare anche lei in Italia perché, dice, è molto difficile stare senza famiglia, nessuno ti fa da mangiare e poi si è sempre soli.

Hai studiato Zahir?


No perché mio padre non ha i soldi, fa il contadino e le montagne non danno tanti soldi. Ho fatto le prime sei classi.

Ma ti piaceva? Che scuole ci sono a Paktia?

Mi piace molto il cinema e una volta la mese andavo a Kabul insieme a due amici. Ci vogliono quattro ore e mezzo di autobus fra i monti. Poi vedevamo uno o due film indiani (3-4 ore l’uno – ndr). Quella era vita! A te ti piacciono i film indiani? Quale attore preferisci?

Dopo una lunga discussione sugli attori più bravi, per fortuna un po’ ne conosco, vengo a sapere che Zahir era molto bravo a scuola ma i bombardamenti avevano distrutto le tre scuole pubbliche di Paktia. Gli americani avevano ricostruito una scuola per i primi cinque anni, dove i maschi imparavano l’inglese, la matematica, a leggere e a scrivere pashto, ma per le scuole superiori tre volte a settimana veniva un pakistano da Kabul e insegnava per 400 rupie al mese. Ma quei soldi per la sua famiglia erano troppi.

Perché in Italia volete le scuole private? Sarà come a Paktia che solo i figli dei ricchi ci andranno. E io quando sarò sposato e avrò dei bambini, se le scuole migliori sono private, potrò mandare i miei figli solo a scuola pubblica. Saranno solo i bambini dei rifugiati o di quelli senza lavoro. Noi a Paktia facciamo di tutto per avere delle buone scuole pubbliche gratuite: perché voi volete le scuole private?

Ecco, Zahir ha detto una cosa giustissima: perché noi, che abbiamo sempre avuto delle ottime scuole pubbliche, vogliamo tagliare i finanziamenti e vogliamo incentivare la scuola privata? E questa scuola privata per chi sarà? Anche per i figli di Zahir, un rifugiato politico afghano che lavora onestamente e ama questo paese, o solo per i ricchi?

Senza fondi, la scuola e l’università diventeranno peggio e le conseguenze saranno anche etiche: ci ha pensato il nostro governo?

Noi ci crediamo tanto più evoluti di paesi come l’Afghanistan, ma anche Zahir Khan, che è venuto in Italia da pochi mesi, ha capito una cosa: che il sistema pubblico scolastico e universitario italiano non si dovrebbe toccare. E’ un bene comune e un segno di grande civiltà.
Vogliamo davvero smantellarlo?

Quella vittima di Mariastella

Questi sono due video sulle proteste di piazza contro la riforma Gelmini sulla scuola e l’università.

Intanto vorrei esprimere la mia solidarietà a Mariastella. Siamo davvero dispiaciuti e solidali con lei, che qualche giorno fa ha commentato a proposito delle proteste:

Non ho trovato proposte ma semplicemente insulti e atti di violenza.

Mariastella ha ribadito ieri che la protesta è di sinistra (ideologica e pregiudiziale, quindi) e diffonde

bugie, allarmismo e disinformazione

Dopo il video di Mariastella vedete il video con le violente manifestazioni di piazza dei feroci studenti che protestano.

L'Italia s'è desta!

Italian flagAi rettori delle università italiane è stato lanciato un forte appello dalle pagine di Repubblica contro i tagli indiscriminati all’università previsti dalla Legge 133 del 6 agosto 2008.

Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta!

Salva l'America, per l'Italia c'è ancora tempo

Approvato dal Senato americano il piano salvataggio per la crisi finanziaria. Ora tornerà alla Camera, dove era stato bocciato, e poi da Bush per la firma finale.

Il governo Berlusconi per salvare l’Italia ha approvato il piano della Gelmini che taglia i fondi alla scuola pubblica e all’università.

E’ come dire che il Napoli rialza la testa e la squadra del Ponte San Giovanni non entra neanche in promozione.

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